Articoli con tags ‘ zona grigia ’


Chi corrompe i controllori. Ovvero: non è un Paese per giovani

Giu 19th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina, Uncategorized
di Leonardo Ferrante
Episodi come quello che ha colpito pochi giorni fa la guardia di finanza o che stanno emergendo dalle rivelazioni del collaboratore di giustizia Iovine (che parla di magistratura collusa) rischiano, oltre che di spezzare il patto sano, di spazzare via la speranza di chi ogni giorno ricerca la legalità e compie il proprio dovere. “Corrompere” viene infatti da “cum-rumpere”, cioè spezzare, liquefare, distruggere. Si frantuma il patto sociale che tiene unita la società, il vincolo di fiducia tra gli uomini secondo il quale non si fa solo per se stessi. È  l’apice dell’egoismo, l’opposto del concetto di bene comune, per il presente e per le generazioni che verranno. Il collasso macroeconomico che si trova a vivere la generazione di 20-30 e 40enni oggi appare drammaticamente solo il più evidente degli effetti di questo processo di putrefazione sociale. La corruzione è un patto tra pochi e mai una stretta di mano tra due sole persone. È sempre una rete più grande che permette quel “male comune” che trasforma il bene di tutti in privilegio di qualcuno. A questa rete, a seconda dei contesti, vi partecipa chi ha pochi scrupoli e molti interessi: faccendieri, colletti bianchi, imprenditori corruttori, politici e funzionari corrotti, clan mafiosi. Ciascuno,...


Zona grigia, tre arresti a Vibo Valentia: due poliziotti e un avvocato

Feb 25th, 2014 | Categoria: news
“La forza della mafia sta fuori dalla mafia”. La tesi di Nando dalla Chiesa proposta nel suo libro “La convergenza” trova assoluto riscontro (anche) in quanto accaduto a Vibo Valentia. Su disposizione del tribunale di Catanzaro, questa mattina sono stati arrestati Maurizio Lento (foto) ed Emanuele Rodonò, rispettivamente ex capo dela squadra mobile di Vibo Valentia e ex vice capo dello stesso organismo. L’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa, poiché i due uomini dello Stato “nel periodo in cui hanno svolto le loro funzioni (2009-2011) non hanno mai ritenuto di avviare alcuna indagine su quella che era ed è la più pericolosa e sanguinaria cosca di ‘ndrangheta operante sul territorio calabrese”, scrive il gip Abigail Mellace nell’ordinanza di custodia cautelare. Maurizio Lento era solito, ad esempio, intrattenere chiacchierate al bar con il boss Pantaleone Mancuso, classe 1947, soprannominato Scarpuni. Ma aveva anche partecipato a incontri con gli studenti: nel 2011, per esempio, tenne una conferenza per i ragazzi dell’Istituto Superiore (IIS) di Tropea. Emanuele Rodonò, invece, trascorreva addirittura le giornate nel villaggio turistico delala famiglia Maccarone, imparentata con i Mancuso. Ma l’ex vice capo della squadra mobile non era solo: con lui anche l’avvocato Antonio Galati, storico avvocato della...


Lettera comunicato di Riparte il Futuro su 416 ter

Lug 25th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
La riforma del 416 ter sul voto di scambio politico-mafioso può diventare non solo un passo significativo nella lotta alla corruzione, ma la dimostrazione di un nuovo modo di fare politica. È una riforma che nasce infatti dalla corresponsabilità. Quella, innanzitutto, degli oltre 270mila cittadini che hanno firmato la petizione di “Riparte il futuro”, e poi quella del nutrito intergruppo parlamentare che ne ha accolto e promosso l’appello. È questa la base del cambiamento: cittadini e politica che si confrontano in un rapporto schietto, trasparente, che abbia la corresponsabilità come premessa e il bene comune come obbiettivo. Ma, come in tutti i processi collettivi, il “valore aggiunto” lo danno anche le competenze, i saperi specifici, l’esperienza maturata sul campo. Ecco allora che in un momento cruciale dell’iter della riforma, in vista dell’imminente approvazione in Senato, è essenziale accogliere con attenzione le considerazioni di alcuni magistrati impegnati nel contrasto alle organizzazioni criminali, i quali hanno rilevato nel testo alcune pecche e punti deboli, a cui si può facilmente rimediare con un emendamento “in extremis”. Si tratta nello specifico della parola “procacciamento” e dell’avverbio “consapevolmente”, parole – osservano – che restringono troppo il campo del reato e lo rendono facilmente aggirabile. Non si tratta di dettagli da poco,...


La “zona grigia”: (ri)conoscerla, comprenderla, contrastarla, sconfiggerla.

Gen 21st, 2013 | Categoria: news
Una giornata di studio dedicata alla “zona grigia” della legalità si svolgerà a Milano giovedì 7 febbraio presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. L’evento, organizzato dallo stesso ateneo e dalle associazioni Libera e Saveria Antiochia-Omicron, in collaborazione con il Coordinamento scuole di Milano  per la legalità e la cittadinanza attiva, l’Osservatorio sociale mafie Milano-Lombardia e l’Istituto pedagogico della Resistenza, propone l’analisi delle diverse espressioni della pedagogia paramafiosa o premafiosa nella famiglia e nella società, che caratterizzano l’attuale contesto sociale, in Italia e più specificatamente in Lombardia. Al fine di individuare possibili e necessari antidoti, si avvierà una riflessione sulle modalità di una pedagogia alternativa alle mafie, che abbia come premessa il rispetto dei valori della convivenza civile. La giornata si articolerà in due momenti. La mattina interverranno i professori Sergio Tramma (Il confine pedagogico tra legaità e illegalità) e Nando dalla Chiesa (Collusione, corruzione, indifferenza, “zona grigia”), il magistrato Armando Spataro (I diritti dei cittadini e i difficili rapporti tra politica e magistratura nell’Italia repubblicana) e il presidente di Libera e del Gruppo Abele don Luigi Ciotti (La “zona grigia” e le mafie. Educare alla responsabilità). Alla sessione pomeridiana parteciperanno invece i docenti Piergiorgio Reggio (Modelli pedagogici che favoriscono o contrastano...


Ricostruire L’Aquila. Imprenditori a braccetto con i casalesi

Lug 22nd, 2010 | Categoria: news
Da Hollywood alla Campania, dalla finzione alla realtà: sono alcuni imprenditori campani i nuovi “Intoccabili”: tycoon trattati con tutti i riguardi dai clan perché asserviti ai loro interessi. L’operazione “Untouchable”, che ha visto questa mattina la partecipazione di 500 agenti della Guardia di Finanza , coordinati dalla Dda di Napoli, ha svelato l’esistenza di una lista di imprenditori ritenuti “espressioni economiche del clan dei casalesi”, attivi sia nel casertano che in altre regioni d’Italia, in particolare nel Lazio, in Abruzzo, Sardegna e Toscana. Tra i loro affari anche alcuni appalti per la ricostruzione dei paesi terremotati d’Abruzzo: per portarli a termine era stata pure trasferita a L’Aquila una ditta di Frignano (Caserta). Il suo titolare, Michele Gallo, è stato oggi arrestato perché considerato organico al gruppo di Bidognetti. E’ lui che gli inquirenti registrano, al telefono, mentre si accorda con un collega aquilano sul modo di partecipare al ricco piatto della ricostruzione. Il “braccio imprenditoriale dei casalesi”, composto da imprenditori e scoperto a partire dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, agiva attraverso prestanome, con il costante supporto dei clan. Gli imprenditori riciclavano il denaro dei casalesi e questi li ripagavano procurando loro ghiotte occasioni di lavoro, in appalti pubblici e...


Palermo, in manette noto architetto

Apr 27th, 2010 | Categoria: news
Un insospettabile professionista palermitano sullo scranno del boss  Salvatore Lo Piccolo, in carcere dal 2007. È quanto risulta da un’inchiesta coordinata dalla Dda di Palermo che lo scorso 22 marzo ha portato all’arresto di Giuseppe Liga, 59 anni, noto architetto palermitano, ex segretario nazionale, nonché attuale reggente regionale per la Sicilia, del Movimento cristiano dei lavoratori (movimento a carattere sociale, di solidarietà e volontariato, sorto nel 1972 da una scissione dalle Acli). L’accusa è di associazione mafiosa ed estorsione. Secondo gli inquirenti, Liga sarebbe stato il gestore del tesoro del boss Lo Piccolo nonché il nuovo reggente del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo. Ad accusarlo sono quattro collaboratori di giustizia provenienti dal clan Lo Piccolo: Francesco Franzese, Isidoro Cracolici, Gaspare Pulizzi e l’avvocato Marcello Trapani (ex legale dei Lo Piccolo). In manette anche Giovanni Angelo Mannino, 57 anni,  gestore del noto ristorante “Lo sparviero”, cognato del boss della “vecchia mafia” Salvatore Inzerillo (assassinato dai corleonesi nel 1981); Agostino Carollo, 45 anni e Amedeo Sorvillo, 57. Questi ultimi sarebbero prestanome di Liga nella società “Eu.te.co”.


I professionisti di Cosa nostra

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Il sistema di potere mafioso si regge sull’apporto di ingegneri, avvocati, medici, commercialisti. Tuttavia gli Ordini professionali non dimostrano la giusta severità nel sanzionare chi mette le proprie competenze al servizio dei boss (altro…)