Articoli con tags ‘ vittime di mafia ’


Anniversario morte di Don Puglisi, un uomo alla ricerca della verità

Set 15th, 2016 | Categoria: articoli
di don Luigi Ciotti
«Era uno che non si era incanalato, che faceva di testa sua». «Predicava, predicava, prendeva ragazzini e li toglieva dalla strada… Martellava e rompeva le scatole». Queste parole di Gaspare Spatuzza e di Giovanni Drago, mafiosi divenuti collaboratori di giustizia, basterebbero a spiegare, nella loro rozza schiettezza, perché don Pino Puglisi è stato ucciso. Ma sono molto lontane dal dire chi davvero fosse don Pino Puglisi, da cosa nasce quel “rompere le scatole” che lo avrebbe esposto alla vendetta del crimine mafioso. È quello che cerca di fare questo libro di Francesco Deliziosi. Libro bello e importante perché, con mirabile sintesi, riesce a fondere il “soggettivo” e l'”oggettivo”. Deliziosi scrive infatti sia in base alla conoscenza diretta – è stato amico e allievo di Puglisi – sia in base a una profonda, rigorosa documentazione (ha fatto parte, tra l’altro, della commissione preposta a raccogliere il materiale per avviare il processo di beatificazione di Puglisi). Chi era dunque don Puglisi? Del ritratto di Deliziosi mi hanno colpito alcuni aspetti e di questi vorrei parlare. Con un’avvertenza, però. Isolare questi aspetti senza coglierne la profonda continuità sarebbe un grave errore di prospettiva. Come tutte le persone restie a fare della propria coscienza un luogo di eterna mediazione...


“I mafiosi sono in Parlamento” l’ultima intervista di Giuseppe Fava

Gen 5th, 2016 | Categoria: prima pagina
a cura di Piero Ferrante
Questo di seguito è il testo dell’ultima intervista di Giuseppe Fava rilasciata il 28 dicembre 1983 a Enzo Biagi durante la trasmissione Film Story.   Biagi: Fava, nei tuoi racconti sulla mafia a che cosa ti sei ispirato? Fava: Biagi mi ispiro alle mie esperienze giornalistiche. Si sta facendo un’enorme confusione sul problema della mafia. Ti faccio un esempio: i fratelli Greco, accusati dell’omicidio del giudice Chinnici sono degli scassapagghiari, delinquenti da tre soldi. I mafiosi sono in ben altri luoghi e in ben altre assemblee. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Se non si chiarisce questo equivoco di fondo…, cioè non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale. Questa è roba da piccola criminalità che credo faccia parte ormai, abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il problema della mafia è molto più tragico e più importante, è un problema di vertice della gestione della nazione ed è un problema che rischia di portare alla rovina, al decadimento culturale definitivo l’Italia. Biagi: E’ vero che la realtà spesso...


Il giornalista che “puntava il dito sulla normalità”. 32 anni fa l’omicidio di Pippo Fava

Gen 5th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Catania, 5 gennaio 1984. E’ un giovedì di inizio anno. Giuseppe Fava, per tutti Pippo, sta uscendo dalla redazione del mensile I Siciliani, il giornale di cui è fondatore e direttore. Sono le 21.30. La sera è inoltrata. Fava sale a bordo della sua auto, una Renault 5. Ha fretta. Deve andare, di corsa, al teatro Verga. Francesca, la sua nipotina, sta recitando in Pensaci Giacomino. E’ contento, Pippo. Ma in via dello Stadio, appena prima di mettere piede giù dalla macchina, cinque colpi di 7,65 lo freddano.  Alla nuca. L’esecuzione è mafiosa. Il giornalista muore sul colpo. La Storia ci restituisce l’immagine di un’auto ferma su un marciapiede, di fronte a una serranda abbassata, sotto il manifesto che pubblicizza un circo, il finestrino in frantumi. Pippo è dentro. Una sorte segnata, quella di Fava. Lui, nato e cresciuto a Palazzolo Acreide (Siracusa) da una famiglia di maestri elementari e nonni contadini, col talento per la parola in una Sicilia muta di fronte alla mafia. Giornalista per scelta, dedito alla verità. Mestiere per amor del quale rigettò la carriera avvocatizia, quella per cui aveva studiato. La gavetta a Sport Sud, il passaggio attraverso il Giornale dell’Isola e il Corriere di Sicilia l’approdo al quotidiano Espresso...


Papa Wojtyla, la Valle dei Templi e il ricordo di Rosario Livatino

Set 21st, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Sguardo duro, voce forte, pugno chiuso. E una frase che resterà per sempre incastrata tra le meraviglie archeologiche della Valle dei Templi di Agrigento. “Convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio”. A pronunciarla, il 9 maggio del 1993, fu papa Giovanni Paolo II. Un gesto che scosse le coscienze e che, forse per la prima volta in maniera così eclatante, pose la Chiesa di Roma in aperta sfida contro il potere mafioso. Dell’Isola e non solo. Un anatema potente, dietro cui c’è una storia altrettanto dirompente. Una parte nascosta che fu Luigi Ciotti a svelare nel 2011 quando, per Giunti, diede alle stampe il libro La speranza non è in vendita. (altro…)


“Ci hai aiutato a guardare alla vita con speranza”

Set 10th, 2015 | Categoria: prima pagina
I familiari di Libera Memoria
Caro don Luigi, hai camminato al nostro fianco negli ultimi venti anni, prendendoci per mano quando la salita era troppo ripida. Tu ami le montagne e le salite, tutte le salite, non ti spaventano: con il tuo passo saldo ci hai dimostrato che affrontandole insieme si trasformavano in percorsi meno difficili in cui la fatica si alleggeriva. Ti abbiamo raccontato le nostre ansie e le nostre paure e dalle riflessioni comuni sono nati progetti che l’intera rete di Libera ha portato avanti con noi e per noi. Noi siamo figli, genitori, fratelli e consorti di persone che sono state crudelmente annientate dalla violenza mafiosa. Questa tragica realtà, catapultata nelle nostre vite, rischiava di annientarci ma spinti da te a fare rete tra di noi, ci siamo resi conto che vivere il nostro profondo dolore come persone che si riconoscono negli ideali di giustizia, verità e solidarietà, gli stessi per i quali venti anni fa hai fondato Libera, ha reso possibile che il dolore si stemperasse nell’impegno; questo ci ha permesso di guardare con speranza alla vita. Nelle aule dei tribunali in cui siamo entrati spauriti, sapevamo che avremmo potuto contare su di te, non solo per una parola di conforto...


Nelle vie di Cerignola un manifesto per Hiso: “Noi non dimentichiamo”

Set 8th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Uno sfondo nero, inequivocabile. Un numero, bianco, grosso: l’8. Otto come l’otto di settembre del 1999. Un nome: Hiso Telaray. “Ucciso dai caporali nelle campagne di Cerignola”. E’ questo, semplice, duro e immediato, il testo del manifesto che campeggerà, per tutta la giornata di oggi, nelle strade di Cerignola, paesone del basso Tavoliere, trenta chilometri a sud di Foggia, sulla strada che porta a Bari. Città di lotta e ribellione Cerignola. Tradizionalmente combattiva, orgogliosa del suo passato a forte vocazione sindacale. Sarà per quella figura umile e potente, di Giuseppe Di Vittorio, che proprio in una casetta bassa a pochi passi dall’attuale duomo, ha avuto i natali. A volere il manifesto, e a firmarlo, il presidio Libera di Cerignola, dedicato a Francesco Marcone, coordinato da don Pasquale Cotugno. “Noi non dimentichiamo!” il monito. Tanto più forte perché arriva alla fine di una delle stagioni più dure da anni per l’agricoltura pugliese, che conta tre morti e un uomo in coma a Potenza, tutti ‘vittime’ di un lavoro senza leggi, deregolamentato a favore dei forti, che alimenta divaricazioni sociali e si nutre di irragionevoli ingiustizie. Ed è per questo che, nel giorno di Hiso, il pensiero del presidio va anche “a Paola,...


Sedici anni fa l’omicidio di Hiso Telaray. Vittima di caporalato e di mafia

Set 8th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Otto settembre. Una data che ritorna nella storia italiana. A pensarci neppure troppo, viene alla mente quel lontano giorno del 1943, quando in Sicilia, pochi giorni dopo la stipula a Cassibile, fu annunciato l’armistizio tra Italia e truppe alleate. Una data di quelle che ti insegnano a scuola, impressa sui sussidiari. La leggi en-passant, come il 2 giugno, come il 25 aprile, come il primo maggio. Sono eventi stampati sotto pelle, che appartengono a tutti e tutti sappiamo riconoscere. Eppure esiste un 8 settembre più silenzioso. L’anno è il 1999. Lo scenario, un po’ diverso da quello siciliano. Siamo comunque a Sud, nelle campagne di Cerignola. L’estate, giù nel Tavoliere, sa essere spietata. Specie se arrivi dall’Albania, di mestiere fai il bracciante e cerchi di sfangare la giornata nei campi di pomodori o nei vigneti. E’ l’8 settembre di Hiso Telaray. Ventidue anni e una tempra di quelle forti. Dall’Albania alla Puglia, seguendo la rotta adriatica (la stessa rotta della Vlora, dei barconi carichi di gente che, nei primi anni Novanta, fuggiva dalla guerra civile) per strappare alla vita – direbbe Fabrizio De André – “una goccia di splendore”. Ma la storia di Hiso è una di quelle storie senza storia, confuse...


Tracce di Memoria, il bando di concorso

Mar 5th, 2015 | Categoria: news
La “Rete degli archivi per non dimenticare” – con la collaborazione del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – propone alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado del territorio nazionale il bando di concorso Tracce di memoria. Il concorso si propone di far conoscere e approfondire la storia recente del nostro paese soprattutto in relazione ai terrorismi, alle mafie e alla violenza politica. Il bando completo è consultabile sul portale nella sezione concorsi (http://www.memoria.san.beniculturali.it/web/memoria/didattica/scheda-concorsi?p_p_id=56_INSTANCE_lo2P&articleId=169692&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&groupId=11601&viewMode=normal) e propone agli studenti i seguenti percorsi: – rintracciare nel proprio territorio, luoghi dedicati alla memoria delle vittime dei terrorismi, della violenza politica e/o della criminalità organizzata (lapidi, intitolazioni di edifici, strade, ecc.) e analizzare come questi fatti siano stati ricordati; – ricostruire la biografia di una delle vittime, prediligendo la scelta di storie appartenenti al proprio ambito territoriale, in modo da analizzare anche il contesto economico, sociale e culturale in cui si sono svolti i fatti e valutare se e cosa da allora è cambiato; – proporre alle Istituzioni locali l’attuazione di un’iniziativa (una nuova intitolazione, l’organizzazione di un dibattito pubblico, ecc.) affinché la vittima adottata trovi un suo spazio nella memoria collettiva e il lavoro...


Querelato il giornalista Giacalone, lettera aperta dei familiari di vittime della mafia

Mar 4th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di redazione
Pubblichiamo una lettera aperta sottoscritta da alcuni familiari di vittime della mafia a seguito della querela avanzata da Rosa Pace, vedova del noto boss Mariano Agate, nei confronti del giornalista  Rino Giacalone. (altro…)


Un’agenda antimafia e anticorruzione per il 2014

Dic 31st, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Davide Pati, responsabile settore Beni Confiscati di Libera
Giunti alla fine del 2013, è il momento giusto per chiedere che nei programmi politici venga inserita per il prossimo anno una seria Agenda antimafia e anticorruzione. E lo chiediamo oggi con la stessa forza che spinse Pio La Torre ad affermare, più di trent’anni fa, che “bisogna considerare la lotta alla mafia un aspetto molto importante e decisivo, non a sè stante, ma nel quadro della battaglia più generale per la difesa dello stato democratico”. Anche nel corso del 2013 le mafie, la corruzione e le varie forme di illegalità diffusa sono state responsabili della violazione e negazione dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. A partire dal diritto alla vita. Lo scorso 16 marzo migliaia di giovani hanno riempito le vie e le piazze di Firenze al fianco dei seicento familiari di vittime delle mafie provenienti da tutta Italia e che raggiungeranno la città di Latina il prossimo 21 e 22 marzo 2014, in occasione della XIX Giornata della memoria e dell’impegno. Tanti erano pure i giovani siciliani lo scorso 25 maggio a Palermo per fare memoria del beato don Pino Puglisi e altrettanti numerosi saranno coloro, soprattutto scouts dell’Agesci, che il prossimo 19 marzo, a Casal di Principe, ricorderanno,...