Articoli con tags ‘ Vito Mazzara ’


Un processo, la sua storia. Mafia e massoneria vollero la morte di Mauro Rostagno

Set 26th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Rino Giacalone
Nel febbraio 2011, all’apertura del processo per l’omicidio di Mauro Rostagno, una marcia, sollecitata dall’associazione “Ciao Mauro”, accompagna Chicca Roveri e Maddalena Rostagno, compagna e figlia del giornalista e sociologo. Il senso è di «far sentire il nostro affetto e accompagnarle in tribunale con una passeggiata sul marciapiede di una strada trapanese, chiacchierando del processo, della nostra vita, delle nostre preoccupazioni e delle nostre gioie, come potremmo fare con un amico, come avremmo potuto fare con Mauro, se fosse ancora con noi. La nostra passeggiata sarà tranquilla, senza slogan né bandiere, non dovrà intralciare il traffico, né mostrarsi escludente. Dovrà dimostrare la nostra distanza dalla bestialità dei mafiosi e la nostra fermezza nella volontà di vivere in libertà, rispettando regole condivise». Racconta il fotografo Francesco Bellina: «Quel 26 settembre 1988 molti di noi non erano ancora nati e non hanno potuto conoscere l’uomo con la barba che da una piccola tv locale prendeva in giro i padrini e i padroni di Trapani. Riusciva a farsi ascoltare da tutti, a farsi temere da alcuni, usando solo l’arma dell’informazione e dell’ironia. Noi dobbiamo esserci per Mauro, per i suoi familiari, i suoi amici, i compagni, ma anche per noi, per la nostra terra, per...


Processo Rostagno, le motivazioni della sentenza emessa a maggio 2014

Lug 28th, 2015 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
  La corte di Assise di Trapani, presieduta da Angelo Pellino, ha depositato le motivazioni della sentenza del processo per l’omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno. Poco più di 3 mila pagine che di fatto chiudono il cerchio attorno alle responsabilità del delitto che risale al 26 settembre del 1988 e per il quale sono stati condannati Vincenzo Virga (capo della cupola mafiosa trapanese) come mandante  e Vito Mazzara come esecutore. Dalla lettura delle motivazioni si evince che la Corte ha chiesto di procedere nei confronti di 15 persone, accusate di falsa testimonianza e, in alcuni casi, di depistaggio. Tra i personaggi sui quali si è focalizzata l’attenzione dei giudici, il maresciallo dei carabinieri Beniamino Cannas; sono infatti molte le riserve sui comportamenti tenuti dall’Arma nella gestione delle indagini che sono sempre arrivate a punti morti e che furono passate alla Squadra Mobile di Trapani nel momento in cui la Dda di Palermo pensava di formulare una richiesta di archiviazione. Gli investigatori della Mobile, all’epoca diretta dal vice questore Giuseppe Linares, fecero notare l’assenza di riscontri balistici, e quelli eseguiti portarono immediatamente al killer Vito Mazzara, grazie anche alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Milazzo. In Corte di Assise quella...


Processo Rostagno, è l’ora della sentenza

Mag 13th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
Vito Mazzara, l’imputato, già ergastolano perché autore di omicidi di mafia, accusato del delitto di Mauro Rostagno oggi, 13 maggio, è comparso nell’aula bunker del carcere di San Giuliano intestata ad una delle sue vittime, l’agente di polizia penitenziaria Giuseppe Montalto. Oggi nell’aula Montalto si è tenuta l’ultima udienza del processo per il delitto di Mauro Rostagno, il giornalista e sociologo ammazzato il 26 settembre 1988. Ci sono voluti 23 anni per arrivare al dibattimento, avviato nel febbraio 2011: Mazzara è imputato quale esecutore del delitto, l’altro imputato è Vincenzo Virga, ergastolano anche lui, il capo del mandamento di Trapani, colui il quale nel tempo ha dato diversi ordini di morte a Mazzara, sentenze inappellabili, secondo l’accusa del processo per il delitto Rostagno Virga avrebbe dato a Mazzara anche l’ordine di questa esecuzione. La difesa degli imputati fino ancora ad oggi, nella fase delle repliche, ha respinto la tesi dell’accusa più che combattere dentro allo stesso alveo, lavorando su tutto quello che c’è stato fuori in questi anni, e cioè le diverse piste che pure scandagliate non hanno portato mai a nulla: la cosidetta pista interna alla Saman (l’unica che sfociò a metà degli anni 90 nella retata denominata Codice...


Processo Mauro Rostagno, le arringhe dei difensori e la replica dei pm

Mag 8th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
Tribunale di Trapani, mercoledì 7 maggio. Il pubblico ministero Gaetano Paci alza il tono della voce nel replicare alle arringhe degli avvocati difensori degli imputati Vincenzo Virga e Vito Mazzara, per i quali Paci ha chiesto l’ergastolo per il delitto del sociologo e giornalista Mauro Rostagno. I difensori dei due imputati – Stefano Vezzadini e Giuseppe Ingrassia per Vincenzo Virga, Vito e Salvatore Galluffo per Vito Mazzara – hanno chiesto l’assoluzione per i rispettivi clienti, definendo inconsistenti le accuse e le prove presentate dai pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene. Argomentando a lungo, gli avvocati hanno indicato altre piste rispetto a quella dell’accusa – per la verità tutte battute nel corso di questi 26 anni trascorsi dal delitto – affermando che non sarebbero state prese in considerazione prove a discarico degli imputati, come un riconoscimento fotografico dell’imputato Vito Mazzara che, hanno sostenuto, non fu nemmeno verbalizzato perché destinato a risultare negativo. Le difese non hanno nemmeno mancato di gettare ombre sul comportamento tenuto da Chicca Roveri, la compagna di Mauro Rostagno che si è costituita parte civile e che in aula è rappresentata dall’avvocato Carmelo Miceli, puntando il dito accusatore verso Monica Serra, la ragazza che la sera del...


Omicidio Rostagno, richiesta di ergastolo per Vincenzo Virga e Vito Mazzara

Apr 16th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
Sono dovuti trascorrere 26 anni dal delitto del sociologo e giornalista Mauro Rostagno, 14 anni da quando il fascicolo è giunto sul tavolo dei magistrati della Procura antimafia di Palermo, tre da quando il relativo dibattimento è cominciato dinanzi alla Corte di Assise di Trapani, 69 udienze, oltre un centinaio di testimoni, per arrivare oggi, intorno alle 14.30, alla richiesta di ergastolo per i due imputati. Due conclamati mafiosi: Vincenzo Virga, capo del mandamento di Trapani, accusato di essere il mandante, e Vito Mazzara, capo decina della famiglia di Valderice, ex campione della nazionale azzurra, sicario di fiducia del boss Virga, accusato di essere stato il killer. La requisitoria dei due magistrati Gaetano Paci e Francesco Del Bene è iniziata con l’udienza dell’11 aprile, è proseguita il 14 aprile e si è conclusa dunque il 16 aprile. Tre udienze durante le quali i pm hanno ricostruito il dibattimento, hanno messo in fila le prove raccolte, hanno puntato il dito contro il tempo perduto per seguire piste alternative – su cui invece hanno parecchio insistito le difese –  a quella mafiosa, mostrandone l’inconsistenza; per la pista mafiosa hanno messo in fila tutti gli elementi, dagli indizi raccolti dagli investigatori alle collaborazioni dei...


Processo Rostagno, intimidazione a un giudice popolare

Apr 7th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
Alla vigilia dell’ultima udienza del processo per il delitto di Mauro Rostagno un attentato incendiario colpisce uno dei giudici della Corte di Assise. Il fatto è accaduto a Mazara del Vallo. Gli investigatori della Squadra Mobile di Trapani da lunedì scorso sono impegnati a far luce sull’incendio di una autovettura, una Panda, di proprietà di un pensionato, cognato di uno dei giudici popolari della Corte di Assise di Trapani che sta giudicando i conclamati mafiosi, Vincenzo Virga e Vito Mazzara, accusati, rispettivamente, di essere il mandante e il killer del sociologo e giornalista Mauro Rostagno. Un delitto che risale al 26 settembre del 1988. Il fatto, accaduto a Mazara del Vallo, viene ricondotto come una intimidazione al giudice popolare, sebbene l’auto sia del cognato, perché chi ha agito ha dapprima forzato la vettura, l’ha messa in moto e fatta fermare dinanzi al portone di casa del giudice appiccando a questo punto le fiamme. Il giudice popolare si occupa anche di cooperative, ricoprendo responsabilità a livello provinciale. Non è dunque certo che l’attentato incendiario sia da collegare al fatto che l’uomo ricopre l’incarico di giudice popolare nel processo per il delitto Rostagno, ma come spesso ricordava il giudice Giovanni Falcone nei...


Omicidio Rostagno, finalmente parte il processo

Nov 19th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Un giornalista in abito bianco, Mauro Rostagno, che vestiva la ‘candida’ di fronte alla nera violenza della mafia che ogni giorno, dagli studi della televisione privata di Trapani, Rtc, denunciava irridendo dei boss e della loro ‘onorabilità’. Un giornalista che dava fastidio e che la mafia ha ucciso. Finalmente, dopo 22 anni, si è arrivati a un processo che forse potrà far luce sulla sua morte: il prossimo 2 febbraio 2011 il dibattimento andrà in Corte di Assise a seguito del rinvio a giudizio, disposto dal gup del tribunale di Palermo, Estorina Contino, per il boss Vincenzo Virga e il killer Vito Mazzara. Per i pm Antonio Ingroia e Gaetano Paci, Virga sarebbe il mandante dell’ agguato e Mazzara uno dei tre esecutori materiali.  Mauro Rostagno viene ucciso la sera del 26 settembre 1988 a Valderice, in contrada Lenzi presso Trapani a pochi metri dalla sede della “Saman”, comunità per il recupero di tossicodipendenti che dirigeva dal 1981. Il corpo è rinvenuto all’interno della sua auto, una Fiat Duna, bianca anch’essa come bianca è la sua morte: caduto sul lavoro, e il suo lavoro era la lotta contro Cosa nostra. Da allora, benché il capo della squadra mobile Calogero Germanà avesse da...


“In Sicilia i grandi assassinii li decide solo la mafia”. Intervista a Calogero Germanà

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Elena Ciccarello
È  stato il primo a indicare la pista mafiosa per l’omicidio Rostagno, con un decennio di anticipo rispetto alle dichiarazioni dei pentiti. Calogero Germanà, che nel 1988 dirigeva la squadra mobile di Trapani, poche ore dopo il delitto non aveva dubbi: «Qui in Sicilia i grandi assassinii li decide solo la mafia», dichiarò ai giornalisti. (altro…)


La verità, finalmente

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Mauro Rostagno è stato ucciso dalla mafia perché la sua attività giornalistica disturbava gli affari di Cosa nostra. Dopo più di vent’anni, nuove indagini balistiche confermano le intuizioni dell’allora capo della mobile di Trapani, Calogero Germanà Quattro colpi di fucile e due di pistola. Ai polmoni e al cuore, poi alla testa. Quel 26 settembre 1988, nel buio di contrada Lenzi a Valderice, Mauro Rostagno morì per mano di Cosa nostra, infastidita dalla sua martellante attività giornalistica. Gli uomini d’onore non ne potevano più. Anche Totò Riina si sentì più leggero alla notizia che i sicari di Vincenzo Virga avevano levato di torno quella “cammurria” (seccatura, ndr.). La pistola fumante. Da qualche mese la polizia scientifica di Palermo ha trovato le prove che riconducono l’assassinio di Rostagno ad altri omicidi di mafia avvenuti nella provincia di Trapani negli stessi anni. Visti al microscopio, i bossoli recuperati in contrada Lenzi presentano le stesse, identiche, tracce trovate su uno dei bossoli del duplice omicidio di Giuseppe Piazza e Rosario Sciacca, uccisi a Partanna (Tp) nel giugno 1990. Segno che le cartucce, prima dei due diversi episodi criminali, sono state caricate su uno stesso fucile calibro 12. L’arma preferita da Vito Mazzara, il miglior tiratore...