Articoli con tags ‘ violenza ’


Violenza: analisi e interventi in un convegno ad Avigliana

Ott 3rd, 2011 | Categoria: news
Le cronache dei giornali raccontano ogni giorno di casi di violenza: tra le mura domestiche, nei rapporti di vicinato, per strada. Alla luce di questa situazione sempre più allarmante, il settore tratta e prostituzione del Gruppo Abele ha dunque ideato un percorso di ricerca che, partendo dall’analisi della violenza nelle sue forme, andrà a delineare modalità di intervento per la gestione del problema in diversi ambiti e contesti. Il corso “Rel-azioni violente. La violenza e i suoi linguaggi”, durante il quale sarà sviscerata a 360 gradi questa tematica, si svolgerà dal 16 al 18 novembre prossimi presso la Certosa Gruppo Abele, ad Avigliana. Interverranno: i criminologi Duccio Scatolero e Alfredo Verde; la psichiatra Maria Zuccolin; la psicoterapeuta Francesca Di Summa; il filosofo Silvano Petrosino; il sociologo Carlo Marletti; l’avvocato Anna Ronfani. Chiuderanno la tre giorni di lavoro i responsabili del progetto Marco Bertoluzzo, criminologo, e Mirta Da Pra Pocchiesa, giornalista. Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di frequenza e, nello specifico, per gli assistenti sociali è stata attivata la richiesta di accreditamento del seminario. Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 011/3841026 (Ma.De.)


A Mosca un altro giornalista massacrato

Nov 9th, 2010 | Categoria: news
Oleg Kashin trent’anni, professione reporter, contrattualizzato dal periodico Kommersant, è stato aggredito nella notte dell’8 novembre, sotto casa sua, nei pressi del centro di Mosca. Lo scopo dell’aggressione non era quello della rapina e questo è facilmente deducibile dal fatto che i pochi valori (portafogli e cellulare) che Kashin aveva con sé gli sono rimasti addosso. L’intento dell’aggressione si trova nelle ferite che il corpo del giornalista ha riportato: mandibola fratturata, cranio lesionato, gambe e braccia spezzate. Un particolare è significativo. Le dita della mano destra, con la quale Kashin svolge il suo lavoro, sono state oggetto preciso dell’accanimento violento. Gli aggressori erano in due e uno di questi era dotato di un tubo metallico, nascosto dietro a un mazzo di fiori. Le immagini riprese dalle telecamere dei palazzi mostrano la violenza: uno dei due uomini blocca i movimenti del giornalista, l’altro abbandona i fiori per infierire col maglio. Kashin si trova ora in ospedale, in coma farmacologico, e in condizioni preoccupanti. Secondo il direttore del periodico, Mikhailin, per il quale Kashin lavora l’aggressione è dovuta all’attività professionale della vittima: Kashin frequenta e scrive sui movimenti di opposizione e di difesa dei diritti umani. Dalla redazione del periodico, per volontà del direttore, è...


Messico: L’aquila insanguinata

Ott 20th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Cynthia Rodriguez
I dati non lasciano spazio a dubbi: 28mila le vittime della “guerra contro le droghe” in tre anni e mezzo di Governo, una media di 21 morti al giorno. Una guerra che colpisce tutta la popolazione, sia essa innocente o coinvolta nel narcotraffico. Viaggio nella terra messicana, alla scoperta di ciò che spesso non si apprende più dai mass-media ma dai social network (altro…)


Messico: il web contro la violenza dei narcos

Ott 8th, 2010 | Categoria: articoli
intervista a Cynthia Rodriguez di Simone Bauducco e Davide Ziveri
Inviati di guerra nel proprio paese. Come definire se non con queste parole la condizione dei giornalisti messicani. Sessantacinque inviati uccisi in 10 anni, 11 desaparecidos e 16 attacchi contro le sedi di giornali. Questi i numeri della guerra scatenata dai narcos nel paese che ha appena festeggiato il suo bicentenario. Uno Stato dove esistono vere e proprie aree di silenzio e dove il destino di chi prova a indagare è nelle mani dei narcotrafficanti. A Tamaulipas, a febbraio, sette giornalisti sono scomparsi nel nulla. Solamente il lavoro di un giornalista texano, che si è infiltrato nella zona, è riuscito a riportare l’attenzione su questo caso. Una spirale di violenza che ha esasperato gli animi dei cittadini delle regioni più colpite. Ma nel Messico dei narcos oggi si intravede qualche piccolo segnale di speranza. I famigliari delle vittime iniziano a parlarsi tra loro. Alcuni giornalisti hanno creato la rete “Periodistas a piè” per provare a unire il fronte della stampa che ha rinunciato alle illusorie promesse del potere e continua a non piegarsi di fronte alla violenza dei narcos. Cynthia Rodriguez è una giovane giornalista messicana del quotidiano “Proceso” che da quattro anni vive in Italia. Nel suo libro d’inchiesta “Contacto en Italia” ha...


Il razzismo manovrato

Feb 10th, 2010 | Categoria: editoriali
Livio Pepino
Inutile usare perifrasi. Il razzismo è, nel nostro Paese, una realtà che ha ormai ampiamente superato il livello di guardia. Lo dimostrano, da ultimo, gli scontri di Rosarno e la realtà (di sfruttamento inimmaginabile, quando non di vera e propria schiavitù) che essi hanno portato alla luce ma, ancor più, le reazioni che vi hanno fatto seguito. La parola d’ordine più diffusa dopo i “disordini” di Rosarno è stata minimizzare. Ministri e leader della maggioranza e dell’opposizione sono corsi in loco facendo a gara nel deprecare, insieme, lo sfruttamento e la reazione da esso innescata (quasi fossero due fenomeni da mettere sullo stesso piano) e per “rassicurare” il Paese che i cittadini di Rosarno, i calabresi, gli italiani “non sono razzisti”. È questa immediata e acritica autoassoluzione la spia della gravità della situazione. Torna alla mente una vecchia e amara vignetta – forse, ancora una volta, di Altan – nella quale l’uomo simbolo del sentire diffuso esclamava: «Non sono io che sono razzista, sono loro che sono negri!». Lo schema è sempre lo stesso: negare e colpevolizzare. Partiamo dai fatti. Rosarno è solo la punta dell’iceberg. Nel Rapporto sul razzismo in Italia, curato da G. Naletto e pubblicato da Manifestolibri a...


Un magistrato contro le gangs

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
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Cavalcare la malavita

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Una forte ritualità che spesso nasconde degli illeciti. Hell’s Angels, Bandidos, Outlaws non sono semplici gruppi di motociclisti. La loro storia è costellata di violenza, intimidazioni e guerre tra clubs. Europol e polizia li tengono d’occhio (altro…)


La stabilità in ostaggio

Dic 10th, 2008 | Categoria: recensioni
Quello che racconta Francesco Strazzari in Notte balcanica ci riguarda tutti, da vicino. E non solo perché nei Balcani l’Unione Europea sta giocando la sua più importante partita nell’arena internazionale, assumendosi nel Kosovo chiare responsabilità di politica estera. Il saggio è un viaggio, vissuto e testimoniato, nel “sottobosco balcanico” governato da forze economiche opache che, attraverso vorticosi capitali e pericolose influenze politiche, stanno cambiando il rapporto di categorie che fino a prima della caduta del muro di Berlino si davano come universali ed immutabili: sovranità e criminalità. Notte balcanica è uno sguardo tagliente e disinibito sugli avvenimenti tragici che hanno caratterizzato la periferia del sud-est europeo dopo il crollo dei regimi socialisti. Uno scrupoloso sguardo scandaglia tra i fondali delle zone grigie in cui prosperano clientelismi mafiosi. È netta la denuncia: la stabilità della parte orientale dell’Europa è tenuta in ostaggio da commistioni tra criminalità organizzata e connivenze politiche. Come ha sostenuto Luca Rastello, giornalista di frontiera e scrittore, l’analisi delle strutture criminali è «essenziale per capire il nuovo equilibrio sociale. L’economia criminale è sempre più il terreno su cui si forgiano i fenomeni decisivi del mondo: oggi pare essere il modello vincente perché è quello che produce ricchezze rapide. Accumulazioni...


Il malaffare, conseguenza dell’assetto federale

Nov 10th, 2008 | Categoria: recensioni
La storia recente del Messico non è soltanto la vicenda di cartelli in permanente conflitto. È innanzitutto il racconto di una vigorosa e contraddittoria ripresa economica, ed è anche il percorso di una democrazia che comincia a sperimentare i benefici di una reale alternanza al governo. Quello che è certo, però, è che il narcotraffico ha avuto dagli anni Novanta in poi un impatto sempre più evidente sulle vicende politiche messicane. I tratti della progressiva affermazione dei cartelli, ma anche della risposta dello stato – pesantissima in termini di militarizzazione del paese – affiorano qui e là tra le pagine di questo volume di “storia del presente”, nel quale Alexander Dawson ripercorre le vicende politico-istituzionali e quelle economiche del Messico contemporaneo. Così, il paese che fa il proprio ingresso nel “primo mondo”, il paese che paga in termini di crescente divario tra ricchi e poveri il prezzo delle riforme neoliberiste e di un controverso processo di privatizzazione, è lo stesso che quotidianamente vive la violenza dei regolamenti di conti tra i cartelli, i rapimenti, la corruzione di politici e funzionari e la controffensiva visibile ma non sempre efficace e proporzionata che lo stato ha dichiarato ai trafficanti. Il salto di qualità, i narcos...


La democrazia in ostaggio

Dic 10th, 2007 | Categoria: recensioni
Sicilia terra di elezione delle stragi, della violenza pura del potere. Sicilia che riesce a impregnare di sicilianità ogni fatto di sangue consumato nel suo territorio fra Ottocento e Novecento, dall’eccidio di Bronte ordinato dal garibaldino Nino Bixio fino a Capaci e via d’Amelio, con un bilancio di due migliaia di morti in poco più di un secolo. Un lungo percorso di repressione in cui gli eventi hanno un unico marchio: sono azioni esemplari per la salvaguardia di privilegi minacciati, azioni talvolta preventive o repressive, affinché i potenti di turno si assicurino il dominio. Nel libro collettaneo La Sicilia delle stragi (Newton Compton), il curatore Giuseppe Carlo Marino parla di una “pedagogia della paura” messa in scena nell’isola dall’indomani dell’Unità d’Italia agli eccidi proletari del primo ventennio del Novecento; dalle stragi naziste e americane a quella di via Maqueda a Palermo nel ’44; fino a Portella della Ginestra, «madre di tutte le stragi» scrive Marino, e al delirio della mafia corleonese esploso all’inizio degli anni Novanta. Un libro drammatico, una cronistoria della Sicilia attraverso tragedie che rivelano tensioni sociali e giochi di potere. Marino, ordinario di storia contemporanea all’università di Palermo e tra i maggiori storiografi della mafia (suoi, sempre per Newton...