Articoli con tags ‘ Vincenzo Scarantino ’


Processo Borsellino: il giorno del falso e contraddittorio del pentito Scarantino

Mag 28th, 2015 | Categoria: news
Vincenzo Scarantino (nella foto) è un pentito di mafia. Un pentito confuso, che si contraddice. Ha già ritrattato e, poi, ritrattato nuovamente, almeno un paio di volte. Nel 1998 aveva ritrattato tutto e poi ancora, quattro anni dopo. Durante il processo Borsellino si era scagliato verso chi, diceva, l’avrebbe minacciato e costretto a depistare le indagini sulla strage di via D’Amelio. Nell’aula bunker del carcere di Caltanissetta si sta tenendo il quarto processo sull’attentato a Borsellino, e Scarantino sembra essersi decisamente ridimensionato. Lui e altri falsi pentiti (Francesco Andriotta e Calogero Pulci) erano già stati accusati calunnia. Oggi, giovedì 28 maggio, è stato chiamato a rispondere alle domande dei pm Stefano Luciani e Gabriele Paci. La collaborazione di Scarantino era iniziata coinvolgendo la “famiglia” mafiosa che faceva riferimento al capo mandamento Aglieri. Determinando l’impunità per la strage del clan di Brancaccio. Per via delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Gaspare Spatuzza, sono stati chiamati alla sbarra anche i capimafia Salvino Madonia e Vittorio Tutino, nei cui confronti sono state mosse gravi accuse di strage. Sacarantino appare come una figura controversa anche a causa del suo profilo criminale molto basso: “ero un piccolo contrabbandiere”. Sembrerebbe poco probabile immaginare il suo coinvolgimento, anche nei panni di semplice...


Strage di via D’Amelio, sette nuovi indagati

Nov 2nd, 2011 | Categoria: articoli
di Manlio Melluso
Sette nuovi indagati per la strage di via D’Amelio in cui morirono il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Secondo le nuove ipotesi investigative ci sarebbe stata una talpa all’interno del palazzo in cui abitava la madre del magistrato ucciso da Cosa nostra. Le dichiarazioni dei pentiti del clan mafioso di Brancaccio ,Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, che hanno smentito la versione di Vincenzo Scarantino sulla strage di via D’Amelio, continuano a produrre effetti. In questi giorni otto persone sono state scagionate dalle accuse. Adesso altre sette risultano indagate. Alcune di queste sono in carcere, come Vittorio Tutino che avrebbe aiutato Spatuzza a rubare la 126 poi imbottita di esplosivo, altre sono a piede libero. Secondo la versione dei pm guidati dal procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari, Cosa nostra poteva contare su una talpa all’interno del palazzo in cui abitava la madre di Paolo Borsellino. Si tratterebbe di Salvatore Vitale, il gestore di un maneggio che aveva la disponibilità di un appartamento al piano terra del palazzo. Tranchina ha rivelato che ad azionare il telecomando per l’esplosione sarebbe stato Giuseppe Graviano, nascosto e protetto dietro un muro nel giardino di via D’Amelio. Salta quindi l’ipotesi del consulente Gioacchino Genchi...


Ilda e i pentiti

Dic 1st, 2010 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Lei lo aveva detto subito. Lo aveva messo per iscritto, insieme al collega Roberto Saieva, che il pentito Scarantino non era attendibile. Che le sue accuse contro altri mafiosi erano false e quindi che sarebbe stato opportuno «riconsiderare il tema della sua attendibilità generale». Ma ci sono voluti del tempo e le dichiarazioni rese dal collaboratore Gaspare Spatuzza perché la procura di Caltanissetta fosse finalmente pronta a riscrivere la verità giudiziaria sulla strage di via D’Amelio. Ilda Boccassini lasciò la procura nissena, dove si era trasferita volontariamente per indagare sulle stragi, quando constatò di non riuscire a lavorare come avrebbe voluto: «Sono stata disposta a lasciare i miei figli, a vivere in solitudine per tre anni in completo isolamento in una stanza blindata senza avere contatti con il mondo esterno e sarei stata disposta a continuare se il sacrificio fosse servito a qualcosa». Le sue parole suonano oggi come un monito contro i facili entusiasmi. Interessanti le sue considerazioni sui collaboratori di giustizia e su quello che a suo parere è l’unico strumento utile a vagliarne l’affidabilità: la professionalità dei magistrati. Le dichiarazioni dei pentiti «possono rivelarsi utilissime o creare problemi di inquinamento probatorio di dimensioni incredibili. Sta alla professionalità del magistrato...