Articoli con tags ‘ Vincenzo Macrì ’


Legislazione antimafia, l’apparente schizofrenia del Governo

Ago 15th, 2009 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Vincenzo Macrì
Se si volesse tentare una prima valutazione di un anno di attività legislativa del governo Berlusconi sotto il limitato, seppure importante, aspetto della normativa antimafia, il compito sarebbe meno facile di quanto si possa pensare. Da una parte, infatti, i ministri della Giustizia e dell’Interno annunciano di avere ottenuto, su questo terreno, risultati di gran lunga superiori a quelli dei loro predecessori dello schieramento opposto, nonostante fossero questi a presentarsi come paladini dell’antimafia; dall’altra influiscono pesantemente pregiudizi e sospetti circa la effettiva volontà dell’attuale governo di volere contrastare il fenomeno mafioso, ritenuto componente non trascurabile del suo largo successo elettorale, soprattutto in Sicilia. Sarà bene, quindi, rinunciare a giudizi superficiali e passare all’esame dei provvedimenti adottati con leggi, a quelli in corso di approvazione davanti al Parlamento, a quelli ancora in preparazione, senza rinunciare neppure a “leggere i segnali” provenienti dalla maggioranza circa gli obiettivi reali dell’azione di governo in tema di contrasto alla criminalità organizzata. Occorre dire in apertura che il viatico migliore all’attività del nuovo esecutivo era stato offerto dal precedente governo Prodi, caratterizzato infelicemente in questa materia dalla legge sull’indulto, con un impatto sull’opinione pubblica devastante quanto a immagine e credibilità. Dopo qualche mese dal successo elettorale dell’aprile...


La ’ndrangheta non aspetta

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
A partire dagli anni Novanta la mafia calabrese ha infiltrato l’economia, colonizzando interi settori produttivi e occupando Milano partendo dalla zona dell’Ortomercato fino ad arrivare al centro, dove continua a fare affari. All’orizzonte, il grande affare dell’Expo 2015 «In città comanda la mafia, controlla il movimento terra, l’usura, il calcestruzzo». Una frase ritornello nelle terre del sud, ma che imbarazza se a pronunciarla è Ferdinando Pomarici, a capo della Dda di Milano. Pomarici ha chiarito che ormai per la ’ndrangheta non è più tempo di sequestri di persona, ora ricicla i soldi in attività illecite. Settimane fa il quotidiano calabrese «Calabria ora» ne raccoglieva l’allarme, dopo le denunce pronunciate la scorsa estate dai sindaci della periferia milanese che si erano rivolti per via epistolare a Vincenzo Macrì, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia. Una lettera quella dei sindaci di Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio che esprimeva la profonda preoccupazione per il diffuso controllo del territorio da parte delle ’ndrine. Di mezzo, insomma, non c’erano barboni, prostitute o clandestini da “sfrattare”, ma la mafia calabrese che al Nord fa affari, oggi più di ieri. Il 15 luglio scorso, in pieno giorno, è stato ucciso con tre colpi sparati in pieno viso...


Chi non vede la mafia alzi la mano

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
  In Lombardia la mafia ha ricominciato a sparare. Negli ultimi mesi si sono verificati almeno tre omicidi riconducibili alla ’ndrangheta.  Quello di Rocco Cristello a marzo, di Carmelo Novella a luglio, di Cataldo Aloisio a settembre. Tutti e tre legati al mondo dell’edilizia. Gli inquirenti ipotizzano una violenta riorganizzazione dei clan sul territorio. «Gli omicidi e i tentati omicidi che stanno avvenendo in Lombardia, all’interno del mondo della criminalità organizzata, segnalano che nella regione è in corso una vera e propria guerra di mafia», ci ha spiegato Vincenzo Macrì, Sostituto procuratore nazionale antimafia. All’orizzonte gli appetitosi appalti lombardi, dall’alta velocità alla prossima Expo 2015.  Ogni proiettile sparato a bruciapelo ha inferto un colpo mortale al tabù di una regione in cui le mafie sarebbero dedite prevalentemente al riciclaggio. Oggi nessuno può più dire che in Lombardia la mafia sia invisibile. Non è invisibile la sua violenza, né i suoi affari, né i suoi rapporti con la politica, come dimostrano alcune recenti inchieste. Tanto meno sono invisibili i suoi patrimoni: i più di settecento beni confiscati che collocano la Lombardia al quarto posto nella classifica nazionale, dopo Sicilia, Campania e Calabria. È vero esattamente il contrario, ma si preferisce non parlarne, essenzialmente...


“Potenzialmente eversiva…”

Dic 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Non è facile individuare un uomo simbolo della lotta alla ’Ndrangheta. È come se la Calabria fosse perennemente in un cono d’ombra: in questa regione si combatte la prima linea di una guerra dura e sanguinosa, ma dal fronte giungono ben poche notizie. Chi sono i grandi ricercati? Chi sono i grandi pentiti? È difficile che i non addetti ai lavori sappiano rispondere. Lo stesso vale, specularmente, per i protagonisti dell’antimafia, i cui volti sono sconosciuti ai più: raramente raggiungono gli onori delle cronache, sporadicamenente le trasmissioni televisive si occupano delle loro vicende, dei loro problemi, delle loro vittorie. Eppure, nel silenzio, in pochi e con pochi mezzi, contrastano la prima organizzazione criminale italiana. In questo sono decisamente più sfortunati degli omologhi siciliani o – specie negli ultimi mesi – campani: e non perché la popolarità sia un valore in sé, ma perché l’attenzione dei media molte volte è la premessa per un intervento della politica, troppo spesso sorda ai richiami effettuati attraverso normali canali istituzionali. Uno dei magistrati italiani più esposti nella lotta alla ’Ndrangheta è certamente Vincenzo Macrì. Calabrese, in magistratura da più di 30 anni, molti dei quali trascorsi nella procura di Reggio Calabria, dal ’93 è sostituto...