Articoli con tags ‘ Vibo Valentia ’


Morto Pantaleone Mancuso “Vetrinetta”, boss dell’omonima cosca calabrese

Ott 5th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
È morto la scorsa notte Pantaleone Mancuso, soprannominato il “Vetrinetta”, boss dell’omonima cosca della ‘ndrangheta di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia. Il decesso è avvenuto la scorsa notte intorno alle 23 nell’ospedale civile di Tolmezzo (Udine) a causa di una neoplasia, male contro il quale l’uomo combatteva da tempo. Mancuso era detenuto in regime carcerario dopo che il gip di Catanzaro aveva rifiutato la richiesta dei domiciliari, che gli erano invece stati concessi dal tribunale di Vibo Valentia in accoglimento delle dichiarazioni del dirigente sanitario e del direttore della casa circondariale, secondo i quali la patologia del detenuto non poteva “essere adeguatamente trattata all’interno del carcere”. Il successivo rigetto dei domiciliari da parte del Tribunale di Catanzaro (nella foto) non ha tuttavia impedito il trasferimento nell’ospedale civile di Tolmezzo, dove Mancuso è poi deceduto. Oltre al già citato processo “Black Monkey” che vedeva in Mancuso il principale imputato in ragione della sua posizione apicale all’interno del clan, si ricordano la precedente condanna in via definitiva nel processo “Dinasty” e infine, il processo “Minosse 2” e l’inchiesta “Purgatorio 3” a proposito di un presunto traffico di reperti archeologici, pendenti a suo carico. Si attende la decisione da parte dei vertici delle forze dell’ordine...


Striscione offensivo nei confronti di don Luigi Ciotti e Libera

Gen 13th, 2012 | Categoria: news
  «L’azione di Libera sta riuscendo ad incidere e perciò spaventa». Così don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, ha commentato il gesto offensivo e provocatorio che ieri, giovedì, ha accolto la sua visita a Vibo Valentia. Don Ciotti si trovava in Calabria per prendere parte alla quinta assemblea provinciale di Libera, che si è svolta presso la Scuola di Polizia. In mattinata, gli agenti della Digos e una pattuglia della Polizia aveva avvistato un manifesto recante la scritta: “Calabria libera senza Libera”. Le forze dell’ordine hanno subito provveduto a rimuoverlo, avvisando contestualmente il questore Giuseppe Cucchiara dell’accaduto. Lo stesso ha commentato che si tratta di un gesto “frutto dell’azione di alcuni imbecilli, sintomatico comunque di un evidente disagio sociale che si sta vivendo in alcuni settori della societa'”. Sulla vicenda le indagini sono in corso. (Ma.De.)


Milano – Reggio, sgominata la “Lombardia”

Lug 14th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Lorenzo Frigerio
Più di 40 summit di mafia nel giro di due anni, oltre 500 affiliati in tutta la Lombardia, 15 “locali” di ‘ndrangheta sbaragliati, 304 arresti divisi in parte equa tra Lombardia e Calabria, 55 perquisizioni, 60 milioni di euro di beni sequestrati, ingenti quantitativi di droga e armi finiti sotto chiave: sono solo alcuni delle cifre che restituiscono, del tutto parzialmente, ma efficacemente, la complessità dell’inchiesta denominata “Il crimine” e condotta dalla DDA di Milano e da quella di Reggio Calabria che ha scosso nelle ultime ore l’opinione pubblica, soprattutto lombarda. “La più vasta operazione mai condotta nei confronti delle mafie, della ‘ndrangheta in particolare, nella storia del paese”: così i giudici Giuseppe Gennari e Andrea Ghinetti nell’ordinanza descrivono il blitz delle forze dell’ordine contro i clan presenti in Lombardia, terra di conquista e di saccheggio. Sono state colpite le famiglie leader della ‘ndrangheta delle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone: i Pelle di San Luca, gli Iamonte di Melito Porto Salvo, i Pesce-Bellocco e gli Oppedisano di Rosarno (in manette anche l’ottantenne boss Domenico Oppedisano considerato al vertice delle famiglie di ‘ndrangheta). ...


Sant’Onofrio, la festa è finita

Apr 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Francesca Chirico
Grazie alle stringenti direttive di Monsignor Renzo, per la prima volta dopo decenni, la scorsa Pasqua, in un piccolo centro del vibonese, capibastone e picciotti non hanno potuto portare le statue sacre nella tradizionale processione dell’Affruntata. Gli spari intimidatori contro la casa del priore alla vigilia della celebrazione hanno fatto rimandare la sfilata di una settimana (altro…)


La cosca degli dei

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dagli appalti per l’ospedale a quelli per la refezione scolastica, dal rifacimento delle strade alla fornitura della frutta. Il territorio di Vibo Valentia registra un livello di infiltrazione mafiosa in tutti i settori dell’economia calabrese. Le Forze dell’ordine stanno ottenendo importanti risultati e sul territorio la società civile inizia a esprimere forti segnali di resistenza alla pervasività dell’organizzazione. Ma nelle aule di tribunale importanti processi rischiano ora battute d’arresto Secco ed improvviso. Nessuna eco. Ore 3 di mattina del 3 febbraio, un ordigno esplode di fronte al pub lo Zodiaco. Cinquanta metri dalla prefettura, a pochi passi dalla chiesa del Rosario, centro storico di Vibo Valentia. Poche ore dopo è don Pino a far sentire la sua voce: sette rintocchi di campana. Lenti ma decisi. Un tocco dietro l’altro le campane si snodano lungo i vicoli, accarezzano il castello, sovrastano la vetrina in frantumi.  Pastori comunisti e mafiosi. Tra l’ordigno e le campane c’è il vibonese: quel «promontorio alto sul mare» che ha incantato il poeta Giuseppe Berto, il giardino che si affaccia sulla “costa degli dei”, ovvero i paesi di Tropea, Pizzo, Parghelia e Zambrone che accolgono 2,5 milioni di turisti ogni estate. Mare cristallino, alberghi extra lusso e i collegamenti...