Articoli con tags ‘ Venezuela ’


La violenza in Venezuela

Mag 11th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Il Venezuela sta sprofondando inesorabilmente in una situazione di violenza diffusa che appare inarrestabile. Sebbene non ci siano dati ufficiali sulla delittuosità da almeno una decina di anni, alcune organizzazioni non governative, tra cui l’Osservatorio Venezuelano sulla Violenza e Pace Attiva, hanno provato (maggio 2015) a tracciare un quadro sulle bande armate che circolano nel paese, sul traffico di armi, di droga e sui sequestri di persona. Lo scenario è desolante. Intanto l’aumento esponenziale di omicidi, passati dai 20 per centomila abitanti del 1998 ai 73/centomila abitanti del 2012. Ma, nel 2014, con circa 25mila omicidi violenti registrati, il rapporto è addirittura salito a 82 ponendo il paese al secondo posto nella non invidiabile graduatoria mondiale, dopo l’Honduras (104 omicidi per centomila abitanti). Anche il fenomeno dei sequestri di persona a scopo estorsivo, un tempo contenuto e circoscritto ad alcune zone della frontiera con la Colombia, in particolare negli gli Stati di Tachirà e Zulia, ha registrato nel quadriennio 2010-2014 una escalation drammatica con oltre 4mila episodi di sequestri di persona, molti dei quali “definiti”, con il pagamento del riscatto, nel giro di poche ore o di pochi giorni. Si parla di alcune migliaia di piccole bande di sequestratori operative...


Il Venezuela del dopo Chavez alle prese con gravi problemi di sicurezza pubblica

Mar 7th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Si preannunciano serissimi problemi per il Venezuela dopo la morte, avvenuta un paio di giorni fa, del suo presidente Hugo Chavez (EL Indio, come veniva chiamato dalla gente comune), eletto sin dal 1999 e da allora saldamente al potere. A quei tempi le statistiche sulla criminalità indicavano in circa seimila gli omicidi su tutto il territorio nazionale. A fine 2011 si contavano quasi ventimila morti violente (19.336, secondo dati forniti, a gennaio 2012, dall’Associazione Venezuela Violence Monitor). Nella sola capitale Caracas, nei fine settimana, si registrano, mediamente, fra i 30 e i 50 omicidi (con punte anche di 100-120), in gran parte nei “barrios” di Petare e Catia, sulle colline che circondano la città, dove si vive in baracche di lamiera e calce. Drammatica anche la situazione dei sequestri di persona a scopo estorsivo: dai 41 casi del 1998 ai 712 denunciati nel 2010,ai 1150 del 2011 (ultimo dato disponibile fornito nel 2012 dal Cuerpo de Investigaciones Cientificas Penales y Criminalisticas). In molti casi si tratta di “sequestri lampo” che si concludono con il pagamento del riscatto e la liberazione dell’ostaggio in poche ore. Fenomeno criminale che ha colpito duramente anche la comunità degli italiani residenti nel paese. Nei primi sei...


Calabria: Alta tensione

Ott 20th, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_10_2010 In Calabria la ‘ndrangheta ha alzato il tiro. Gli atti intimidatori contro i magistrati degli ultimi mesi svelano un cambio di strategia: “Non siamo mai stati favorevoli a uno scontro aperto, i giudici abbiamo sempre preferito delegittimarli” spiegava il pentito Franco Pino in una deposizione del 2007. Oggi non è più così. Il governo manda l’esercito a presidiare i punti sensibili e la società civile scende in piazza: in quarantamila hanno accolto l’invito del direttore del Quotidiano della Calabria e hanno sfilato per dire “no alla ‘ndrangheta” (altro…)


La guerra preventiva applicata all’America Latina

Giu 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Álvaro Uribe con il raid ha applicato la dottrina militare made in Usa, il prodotto di studi e ricerche iniziati negli anni Novanta dall’ala dura del partito repubblicano, quella che ha assunto il potere con George Bush.  La Guerra fredda era terminata. L’Unione Sovietica non esisteva più e con lei spariva il tradizionale nemico. Il capitalismo era uscito vittorioso come gli Stati Uniti, che hanno assunto il ruolo di potenza chiamata a diffondere i suoi principi, considerandoli universali: la pace, denominata da loro stessi “pace americana”; la libertà, impensabile senza il libero commercio; e la democrazia, intesa come democrazia formale, basata sulla divisione dei poteri e sul sistema dei partiti. Grazie a questi principi, secondo gli Stati Uniti, il mondo globalizzato potrebbe godere di pace e benessere. Ciononostante esistono alcune minacce. La lista è estesa e in continua crescita: criminalità organizzata, narcotraffico, terrorismo. A questi si aggiungono gli “Stati canaglia” che rappresentano una minaccia per la propria popolazione o per le nazioni vicine, che non rispettano i diritti umani e possiedono armi di distruzione di massa, atomiche, chimiche o biologiche. Stati che nel linguaggio messianico di Bush costituiscono “l’asse del male”, come l’Iraq quando era governato da Saddam Hussein, l’Iran, la...


La giustizia che viene dal petrolio

Dic 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Le classi povere lo amano per le coraggiose politiche sociali; gli altri Stati latinoamericani guardano a lui come leader, per dire basta all’ingerenza degli Usa (che, invece, lo odiano). Chávez non indietreggia di un passo, forte dei suoi successi. E del petrolio, arma politica di cui il Venezuela è ricchissimo La storia si ripete. Per questo, basta la memoria e la ragione per prevedere cosa accadrà in futuro nel mondo. Quasi sempre e quasi dappertutto. Non però, ad esempio, per il Venezuela o, meglio, per la sfida tra la repubblica bolivariana del Venezuela e gli Stati Uniti d’America. Da un lato, Washington non può permettere che continui a propagarsi il “virus Chávez”, per certi aspetti molto più insidioso ed efficace di quanto fu, negli anni 50 e 60, quello di Castro e Che Guevara. Dall’altro, non si vedono mosse possibili da parte dell’amministrazione Bush, che ha già giocato tutte le carte permesse nei tempi che corrono.  La prossima mossa di George?  Gli Stati Uniti hanno partecipato al colpo di Stato dell’aprile 2002, ma segretamente, e rinnegandolo quand’era chiaramente fallito. Hanno appoggiato il successivo sciopero-serrata, durato dal dicembre 2002 al febbraio 2003, organizzato dal padronato e dai sindacati padronali. Hanno aizzato il vicino...


La rivoluzione del colonnello

Apr 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Scioperi a oltranza fallimento delle riforme, disoccupazione e povertà diffuse.La “rivoluzione bolivariana” di Hugo Chávez, al suo quinto anno, sta portando il Venezuela sull’orlo della guerra civile Le lunghe file per rifornirsi di benzina costituiscono forse l’immagine che meglio fotografa l’attuale Venezuela. A Caracas la maggioranza dei distributori sono chiusi ed i pochi che ricevono combustibile sono presi d’assalto da lunghissimi serpentoni d’automobili. Dal 2 dicembre lo sciopero convocato dagli oppositori di Hugo Chávez ha paralizzato la produzione e la distribuzione della benzina in questo Paese, quinto al mondo tra i produttori di petrolio. La situazione è la stessa anche fuori dalla capitale: i rifornimenti arrivano solo via mare, attraverso petroliere che importano la materia prima dall’estero e la benzina viene distribuita secondo l’ultimo numero di targa delle automobili. Da quando è stato dichiarato lo sciopero generale, il sindacato ed i lavoratori di Petróleos de Venezuela si sono trasformati nel maggiore avversario di Chávez, in un confronto teso e a tratti drammatico che ripropone la divisione che, su più vasta scala, dilania il Paese. Mentre il petrolchimico sciopera, a Tacagua, uno dei sobborghi poveri di Caracas, i simpatizzanti di Chávez manifestano per appoggiare il governo. Intervistati dalla televisione, rispondono che il governo può fare...


L’abc della finanza mafiosa

Mar 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Aruba, Bonaire, Curaçao: 100 casinò, 200 banche, 300 uffici di consulenze finanziarie. Nelle Antille Olandesi – a cinquanta chilometri dalla costa venezuelana – viene riciclato un terzo dei profitti illeciti della criminalità internazionale La più estesa è Curaçao, neanche quaranta chilometri quadrati. La più piccola, Bonaire, appena otto. Aruba – dal 1986 entità indipendente all’interno dell’Olanda, con un governatore designato dal re, un governo democratico e un Parlamento di 21 membri – sta nel mezzo: 12 chilometri quadrati. Ma l’estensione delle isole, e l’innegabile bellezza dei luoghi (Aruba, Bonaire e Curaçao sono turisticamente conosciute come «l’ABC dei paradisi terrestri») non cambiano la vera natura di queste realtà. Le tre isole, a poco più di 50 chilometri a nord del Venezuela, oltre ad essere l’ultimo avamposto degli iguana, sono diventate il buen retiro delle mafie di tutto il mondo. Il campionario è variegato: si va dai siciliani ai calabresi, dai colombiani ai cinesi, dai giapponesi ai russi. Tre isole, più di 200 banche, almeno 300 uffici di consulenze finanziarie, 10 sedi di alcune fra le più grosse e autorevoli società mondiali di revisione di bilanci, almeno cento casinò e trecento tra ristoranti e “locali” di varia natura. Fiumi di dollari scorrono nelle...


Quando petriolio vuol dire miseria

Mar 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Disoccupazione al 40 per cento e un sistema economico sull’orlo del collasso. E’ l’altra faccia del Venezuela, terzo produttore mondiale di petrolio, e della sua capitale, Caracas. Dove ogni anno muoiono 8000 persone, vittime ignote di una guerra fra poveri Caracas. Alla fine, quella frase di Josè Manuel Fayardo ti sembra l’eco di mille e poi mille voci. Voci che chiedono di essere ascoltate. Per essere salvate, o meglio, per essere ricordate. Perché sono le voci dei morti fantasma. Vivono come muoiono e muoiono come vivono. In silenzio. Sostiene lo scrittore che «vi sono cose che è meglio ignorare, così come esistono verità che non sono destinate ad un orecchio qualsiasi». La verità per orecchi d’elite è quella del Rancho, periferia di Caracas, due milioni, forse tre, di esseri fantasma. Per la municipalitad ufficialmente non esistono. Per la borghesia petrolifera e i poteri forti venezuelani non fanno notizia, sono lo scarto della società buona, i perdigiorno che tutto rubano allo Stato: dall’energia elettrica all’acqua, dai ripetitori delle Tv satellitari al gas. Li chiamano “zanzare”. «Succhiano il sangue alla parte sana del Paese», accusano i benpensanti. Per quelli del Rancho c’è solo, il lunedì mattina, il solito barnum di ipocrisie e piagnistei su «El...


Venezuola, piccoli narcostati crescono

Mar 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Un traffico di droga che negli anni Novanta ha assunto dimensioni allarmanti, la complicità di esponenti delle istituzioni, la scarsa efficacia delle operazioni di contrasto. Il Venezuela ha tutti i requisiti per diventare una nuova Colombia La presidenza di Hugo Chavez ha voluto rappresentare sin dall’inizio una spina nel fianco nella politica estera degli Stati Uniti, sia in materia di petrolio – il Venezuela ha deciso di creare una sorta di fronte antistatunitense vendendo il greggio a Cuba a prezzo di favore – sia di lotta al narcotraffico. A riguardo è significativo l’episodio accaduto l’anno scorso dopo la chiusura della base aerea panamense di Howard: gli Usa avevano bisogno di un altro Paese cui appoggiarsi per effettuare il programma FOL di vigilanza dello spazio aereo (un programma di lotta al narcotraffico ma anche di controllo strategico dell’intera aerea caraibica), ma una volta chiesta e ottenuta l’autorizzazione delle Antille Olandesi, è spuntato il veto di Chavez. Appoggiato dall’esercito – anche da quella parte che ne aveva contrastato l’elezione – l’ex colonnello si è infatti appellato al principio della sovranità nazionale, visto che per gli americani far decollare gli aerei dalle basi delle Antille significava sconfinare necessariamente nello spazio aereo venezuelano...