Articoli con tags ‘ Veneto ’


Veneto, ecco la mappa dei clan

Mag 7th, 2012 | Categoria: news
La mappa dei clan in Veneto, a cura di Monica Zornetta, autrice del dossier di aprile di Narcomafie, dal titolo “Il grande canale”, sulle mafie nel Nordest.


Nordest, allarme mafia serba

Feb 6th, 2012 | Categoria: news
L’allarme è arrivato dritto da Belgrado. Le autorità serbe hanno infatti stilato un elenco dei Paesi europei in cui la mafia serba si sta infiltrando o già ha messo radici. L’Italia è in cima alla lista. Da Belgrado hanno sottolineato di aver tracciato una mappa precisa di una dozzina di gruppi criminali, a partire dalle storiche gang di Zemun e Sorcin, composte anche da ex militari. Secondo il governo serbo, l’attività repressiva in patria sarebbe talmente efficace da aver costretto alcuni clan ad attivarsi all’estero. Particolarmente colpito dall’infiltrazione mafiosa dei clan balcanici sarebbe il Veneto, soprattutto per il narcotraffico, come evidenziato anche dal “Libro bianco” del ministero dell’Interno italiano. La comunità serba, numericamente forte nel Nordest, attiva nel settore dell’edilizia e della ristorazione, sarebbe la prima vittima ma le estorsioni. Il questore di Vicenza, Angelo Sanna, sottolinea come la “delinquenza serba sia attivamente sotto controllo” ma che a testimoniare l’attività estorsiva ci siano i numerosi incendi di locali avvenuti nell’ultimo anno. Secondo gli inquirenti italiani la testa di queste bande criminali resta in Serbia ma il contatto con il territorio veneto è garantito da una fitta rete di basisti capaci di taglieggiare gli imprenditori serbi operanti in Italia con minacce di...


Nordest, Gomorra abita qui

Apr 14th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Ventinove arresti per estorsione, usura e associazione mafiosa. Circa trecento militari impegnati da questa mattina in Lombardia e Veneto, ma anche Sardegna e Puglia per sgominare, dopo lunghe indagini, un’organizzazione criminale che faceva capo al clan camorristico dei casalesi che, ed è questo il dato più significativo, aveva piantato radici saldissime in Veneto. E’ quanto emerge da un’inchiesta di carabinieri di Vicenza e della Direzione investigativa antimafia di Padova. Le persone arrestate sono accusate di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione ma anche di esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria. I carabinieri hanno infatti accertato che oltre cento società sono state estorte, ed hanno ricostruito due episodi di sequestro di persona a scopo di estorsione, verificato sessantuno episodi di usura aggravata e diciassette episodi di estorsione aggravata. L’attività di intermediazione si concentrava su soggetti in difficoltà finanziaria, utilizzando come copertura lo schermo legale della società di recupero crediti “Aspide” (con base a Padova), dalla quale venivano pianificate le attività di riscossione e le spedizioni punitive nei confronti dei debitori insolventi nonché il “forzato” trasferimento di intere quote societarie dalle vittime ai loro aguzzini e...


Una seconda giovinezza (criminale)

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Un insolito sodalizio tra ex terroristi neri, fiancheggiatori della Mala del Brenta e sodali di Renato Vallanzasca gestiva le piazze della droga tra Lombardia e Veneto. A capo, un 64enne neofascista veronese, vecchia conoscenza del Ros Non è riuscito a nascondere la propria sorpresa, il generale del Ros Giampaolo Ganzer, alla scoperta che a capo dell’insolito sodalizio criminoso tra ex terroristi neri, vecchi fiancheggiatori della Mala del Brenta e antichi sodali di Renato Vallanzasca per lo spaccio della droga nelle piazze emiliane, lombarde e venete c’era una sua vecchia “conoscenza” criminale, il quasi coetaneo Angelo Manfrin. Ha strabuzzato gli occhi, l’alto ufficiale, quando, nelle pieghe dell’Operazione Testuggine 2007 − che nell’ottobre scorso ha portato all’arresto di 20 persone e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 60, compreso un poliziotto in servizio alla squadra mobile di Milano, sezione Criminalità organizzata −, ha rivisto all’opera il 64enne neofascista veronese, una vita trascorsa dentro e fuori la galera, una vetusta amicizia (corredata da una condanna per associazione a delinquere) con Valerio “Giusva” Fioravanti, Francesca Mambro e Gilberto Cavallini dei Nar e con, alle spalle, un numero imprecisato di disavventure con la droga, alcune delle quali ricostruite nelle mastodontiche operazioni di Polizia “Arena” e “Arena...


I soliti insospettabili

Feb 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Tra gli affari dei Lo Piccolo prima del loro arresto, anche il mercato immobiliare del nord est. Storia di un’infiltrazione mancata Erano convinti che in Veneto nessuno li avrebbe mai disturbati. Avrebbero potuto tranquillamente riciclare i proventi delle loro attività criminose attraverso una serie di operazioni immobiliari condotte con il favore di un imprenditore e di un finanziere. E all’ombra dei campanili e dei capannoni tra le province di Padova e Venezia avrebbero potuto ampliare il loro colossale giro d’affari rafforzando così il proprio potere. Ma Salvatore Lo Piccolo e il figlio Sandro, assurti a ruolo di reggenti di Cosa nostra dopo il clamoroso arresto di zi Binnu Provenzano, non avevano considerato il destino, o meglio, il complesso lavoro della Procura antimafia di Palermo e delle forze dell’ordine che il 5 novembre 2007 ha stanato i due “imprendibili” latitanti e li ha rinchiusi in carcere. Fino a quel momento, però, il clan Lo Piccolo aveva guardato all’area nordestina – e veneta in particolare – come a una terra di conquista; un grande feudo insomma, laborioso e cementificato, da annettere al proprio regno. L’imprenditore sapeva con chi trattava. Sarebbero stati tre soggetti insospettabili – due dei quali accasati in Veneto – a sgombrare...


Il collocamento sporco

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Lo scorso luglio Dia e Guardia di finanza hanno smantellato un florido giro d’affari alimentato dal reclutamento di manodopera straniera a basso costo. Tra lavoratori sfruttati, intermediari senza scrupoli e committenti che non si fanno troppe domande… Tre euro l’ora. Talvolta tre euro e 50 centesimi per dodici ore al giorno. Venivano retribuiti così, dagli zelanti caporali, i circa mille operai stranieri, provenienti soprattutto da Romania, Ucraina, Repubblica Ceca e Polonia, incappati in una presunta organizzazione criminale vicina a Cosa nostra e alla camorra che li sfruttava come muratori o carpentieri nei cantieri di mezza Italia.  Venivano agganciati nel loro Paese e fatti entrare in Italia clandestinamente dalla holding, che li spacciava per regolari grazie a documentazioni fittizie, intascava quasi per intero il denaro a loro destinato e poi, in caso di infortunio o di semplice malattia, li rispediva subito in patria, sostituendoli con nuovi “schiavi”, altri disperati provenienti dall’Est, in fuga, come loro, dalla miseria più nera. I giusti contatti. Era un’organizzazione bene oliata quella smantellata ai primi di luglio dalla Dia del Veneto insieme al nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle veneziane: operava attraverso diverse società “virtuali” che fungevano da agenzie di collocamento e che assumevano a distacco le maestranze...


L’usuraio ne ha fatte di tutti i colori

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Che ci fa a Torino un usuraio campano inseguito dagli strozzini e in rapporti con uomini del clan dei Casalesi? Intonaca il Villaggio olimpico e intasca centinaia di migliaia di euro   Da vittima dell’usura a usuraio. Questa la storia dell’imprenditore campano Michele Pezone, accusato di essere vicino al clan camorristico dei Casalesi e irregolarmente aggiudicatario dei lavori di intonacatura del Villaggio olimpico di Torino 2006. Per quegli arancioni, rossi, blu e verdi realizzati dalla sua ditta attraverso un falso contratto di noleggio forniture avrebbe intascato, a suo dire, 260mila euro.  Il 19 marzo scorso la Guardia di finanza di Rimini gli ha sequestrato 26 immobili, sparsi in varie regioni d’Italia, per un valore complessivo di 7 milioni di euro. I beni erano intestati a familiari e prestanome, «probabilmente più per paura dell’usuraio di cui era debitore che della Guardia di finanza», dicono gli investigatori. Un provvedimento giunto dopo anni d’indagini, inaugurate nel 2005 e coordinate dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Bologna Silverio Piro e Antonella Scandellari. Pezone, inizialmente arrestato come misura cautelare, è stato recentemente rilasciato con obbligo di dimora e firma a San Marcellino di Aversa e rinviato a giudizio per estorsione e usura. Da vittima a strozzino. L’imprenditore campano...


Sgominata la nuova “mala del Brenta”

Feb 10th, 2006 | Categoria: news
Dopo tre anni di indagini le squadre mobili di Padova e Venezia hanno arrestato 33 persone appartenenti a una nuova organizzazione criminale operante nel Nord-est, strutturata sul modello della Mala del Brenta di Felice Maniero, arrestato nel novembre 1994 e divenuto poi collaboratore di giustizia. L’organizzazione è ritenuta responsabile di 8 omicidi, quindici assalti a furgoni blindati, una sessantina di rapine. Le indagini sono state favorite dalle dichiarazioni di un pentito della banda, Stefano Galletto. Gli inquirenti hanno sequestrato 12 kalashnikov, diverse pistole, fucili a pompa, quattro lanciarazzi, sette razzi, sedici bombe a mano, mitragliatori e 6 kg di esplosivo al plastico. Secondo il pentito Galletto, queste armi dovevano servire anche per attentati ai danni di Diego Parente, dirigente della squadra mobile di Venezia, e Alessandro Giuliano, della mobile di Padova. Quest’ultimo è figlio di Boris Giuliano, il capo della mobile di Palermo ucciso da Cosa nostra il 21 luglio 1979. Nel mirino della Banda anche il “traditore” Felice Maniero.


L’onorata fattoria

Mar 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Combattimenti di cani, corse di cavalli,furto di bestiame, macellazione clandestina, traffico di specie esotiche. L’ultimo rapporto dell’Osservatorio della Lav traccia una mappa delle zoomafie, business da 3 miliardi di euro all’anno Vi potrà capitare di essere dalle parti di Vittoria, in provincia di Ragusa, o a Cuma, vicino a Napoli, e imbattervi in una strada sbarrata. «Di qui non si passa», vi sentirete dire, e se domanderete spiegazioni vi converrà accettare come risposta – onde evitare pericolose reazioni – la scusa dell’incidente. Di certo non vi diranno la verità: ossia che su quel tratto di strada si sta disputando una delle numerose e “folcloristiche” corse clandestine di cavalli, che i malavitosi locali amano organizzare. Occupando, a seconda dell’esigenza, tangenziali abbandonate, strade in via di realizzazione, o, se è il caso, anche vie praticabili: alcune vedette saranno comunque in grado di garantire il tranquillo svolgimento della corsa. L’ultima è stata scoperta ad Acate, in provincia di Ragusa, proprio lo scorso 10 marzo e ha portato alla denuncia di 72 persone. Le “zoomafie” sono anche questo, come spiega l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della Lega Antivivisezione (Lav) presentato alla Camera lo scorso 26 febbraio. Un fenomeno che si estende dallo sfruttamento degli animali (per ragioni economiche o di...


Il lavoro in primo piano

Ott 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Venezia 2001. In genere i festival del cinema hanno un effetto straniante per chi li segue. Un po’ per quell’aria da baraccone che si crea nei luoghi del “mostrare”, un po’ per quell’effetto di continua dislocazione spazio/temporale che si subisce passando da una storia all’altra e infine per quel senso di artificiosità del vago che il cinema trasmette. Una settimana di film, passerelle di vip, conferenze stampa su “il mio cinema” ecc., finiscono spesso per produrre, nelle spettatore festivaliero, una leggera e temporanea perdita di identità che necessita a volte di un’operazione di ricollocazione delle cose e del mondo. Operazione questa resa più che mai opportuna dalle particolari condizioni ambientali del Lido Veneziano, punto limite sospeso tra terra e mare, su cui, per 10 giorni all’anno, lo spettacolo delle ombre contribuisce a confonderne i confini. Ma come in un brutto trip a volte “tornare” risulta difficile. E così può capitare che, scendendo dal treno nella stazione della tua città, con la mente ancora occupata da sequenze da brivido e delusioni d’autore, un’immagine che forse volevi dimenticare ti si ripresenta di fronte. Una protesta di ferrovieri, un gruppo di addetti alle pulizie incatenati ai pilastri delle pensiline gridano contro la mobilità che...