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“Le donne del Sud” di Maria Pia Daniele, tra cronaca e mito

Gen 18th, 2017 | Categoria: prima pagina
di Stefania Bizzarri
«Nei luoghi che un tempo furono della Magna Grecia, dove il mito sopravvive alterato, deteriorato, nella carica violenta delle relazioni familiari retrive e nella crisi dei valori, una potente tradizione dura a morire si scontra con le regole della coscienza civile. Protagoniste le donne, depositarie dei disvalori e della mentalità patriarcale, o eroine del rinnovamento, volte al futuro e al rispetto delle regole della coscienza civile». Dirette e scabre, come il suo teatro, le parole di Maria Pia Daniele, autrice e regista impegnata in prima persona nel rilancio del Teatro di impegno civile, che ha nell’antimafia una delle colonne portanti. Il teatro di Maria Pia Daniele precorre i tempi e riesce da sempre a catturare gli spettatori per lo stile immediato e la prosa autentica e viva. Lo dimostra ancora una volta con La Trilogia sulle donne del Sud, tra cronaca e mito, edito da La Mongolfiera, con un’introduzione firmata dal genovese Francesco Cevasco. L’opera è la summa del suo percorso artistico: si tratta di  una raccolta, ben riuscita, di tre testi teatrali: Faide del 1987, Il mio giudice la prima Antigone contro la mafia del 1993 e il più recente Cattive madri. Narcomafie la segue da tempo, da quando insieme a Valter Malosti portò in...


Per non dimenticare

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
  «L’amici di la mafia su’ certuni all’apparenza nobili pirsuni, divoti di la fidi e di li santi cu funzioni e ’ncarichi ’mpurtanti, ed hannu a Roma – evviva a capitali! – sede fissa e quartiere generale». Questi i versi del prologo al “Requiem per voci, samples e piccola banda jazz”, dedicato alla memoria di Rita Atria  e diretto da Valter Malosti e Furio di Castri. Lo spettacolo teatrale, organizzato da Libera, Regione Piemonte e città di Torino, ha debuttato al Piccolo Regio “Giacomo Puccini” di Torino lo scorso 21 marzo, in occasione della “Iª Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, istituita dalla Regione Piemonte con la legge n. 14 del 18 giugno 2007. Una scelta “quasi” obbligata quella di aprire con la Cantata cuntru la mafia di Ignazio Buttita. Il celebre poeta siciliano dedicò il componimento «ai cinquanta sindacalisti, ai politici, ai magistrati e a tutti gli uccisi dalla mafia». Era il 1961. Prima dell’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia, avvenuta l’anno seguente; prima  della stage di Ciaculli (1963). «Oggi  celebriamo la memoria di tutte le vittime delle mafie – spiega Malosti – aprendo il Requiem con un poeta in grado di parlare...