Articoli con tags ‘ Valle d’Aosta ’


L’inchiesta Mafia Capitale interessa anche la Valle d’Aosta

Lug 7th, 2015 | Categoria: news
Mafia Capitale raggiunge anche la Valle d’Aosta. Venerdì 3 luglio, il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha infatti firmato il decreto di commissariamento della cooperativa La Cascina (vicina a Comunione e Liberazione) con sede nella Capitale, in via Francesco Antolisei n.25. Del gruppo fanno parte otto tra società e cooperative, tra le quali figurano anche i nomi di Vivenda Spa e La Cascina Global Service Srl. Proprio queste due ultime società si sono riunite nella Ati che, nel 2012, ha vinto la gara di appalto del Comune di Aosta per il servizio di mensa scolastica e di ristorazione dell’Azienda Usl (degenti e dipendenti) del capoluogo valdostano. A seguito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Roma condotta da Giuseppe Pignatone e del decreto firmato da Gabrielli, è scattata la misura inibitoria che si è tradotta nella risoluzione contrattuale tra il Comune di Aosta e le due società. L’appalto per le refezioni scolastiche vale 6 milioni e 301 mila euro, per il periodo compreso tra settembre 2012 e giugno 2014, successivamente prolungato per altri due anni. La seconda gara d’appalto ha invece un valore di 31 milioni di euro, per sei anni, e garantisce 1.500 pasti giornalieri a degenti e dipendenti dell’Asl, preparati in un...


Traffico di cocaina dalla Colombia. La Val d’Aosta sarebbe uno dei quattro centri di raccolta italiani per la droga

Giu 18th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Oronzo Tornese, già in carcere a Brissogne, 70 anni, originario di Lecce ma residente a Saint Vincent (in provincia di Aosta), ha ricevuto a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’inchiesta è della Guardia di Finanza di Messina che sta indagando sul traffico di cocaina dalla Colombia. La Valle d’Aosta sembrerebbe essere uno tra quattro centri di raccolta italiani a cui veniva spedita la droga. I destinatari di misure cautelari in carcere sarebbero 12 e le spedizioni della sostanza in Italia sarebbero state organizzate da un messinese. Il gip di Messina ha disposto in tutto 14 misure cautelari, 12 in carcere e 2 agli arresti domiciliari. Sempre la Guardia di Finanza sta provvedendo, mentre procede all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, al sequestro di beni per un valore di oltre 250 mila euro. Le autorità colombiane hanno arrestato due corrieri, che stavano per rientrare in Italia con 6 kg di cloridrato di cocaina, dentro all’aeroporto di Bogotà. La droga, una volta arrivata, sarebbe stata “tagliata” e avrebbe potuto fruttare oltre mezzo milione di euro.


Operazione “Fake trust”: sequestrati beni per milioni di euro in Val d’Aosta, Piemonte e Lombardia

Apr 2nd, 2015 | Categoria: news
Sequestrati beni per oltre 85 milioni di euro e tre persone arrestate, tra cui l’imprenditore legnanese Giuliano Gavinelli. Questo il bilancio dell’operazione “Fake Trust”, condotta dai militari del Comando Provinciale di Milano e dai pm milanesi Stefano Civardi, Mauro Clerici e Laura Pedio. Due anni di indagini che hanno permesso di accertare come l’organizzazione criminale, attraverso società elvetiche, svolgesse da anni un’illecita attività d’investimento. Secondo l’accusa, Gavinelli avrebbe raccolto milioni di euro da altri professionisti ed imprenditori italiani (denaro non dichiarato al fisco) per depositarli su conti correnti cifrati di istituti elvetici e successivamente investirli in attività immobiliari in Italia, attraverso una serie di società filtro comunque riconducibili all’imprenditore. Secondo quanto riportato dal «Corriere.it», l’organizzazione criminale avrebbe investito tali provviste finanziarie in società in stato pre fallimentare e, successivamente, avrebbe proceduto allo svuotamento delle stesse predisponendo l’istituzione di fittizi trust liquidatori (da qui il nome all’operazione “Fake trust”), cui trasferire l’attivo delle aziende decotte privandole del loro patrimonio destinandole al fallimento. Le indagini hanno inoltre evidenziato che l’imprenditore avrebbe, in cambio di appalti, corrisposto somme di denaro anche ad un ex senatore della Repubblica, denaro sottratto alle disponibilità delle società fallite. Sono stati sequestrati un complesso immobiliare composto da 82 appartamenti con altrettante pertinenze, un...


Aosta, reati contestati con l’aggravante del metodo mafioso e un controllo territoriale: le motivazioni della sentenza “Hybris”

Feb 13th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
L’imposizione dell’assunzione di due giovani che sfocia in un incendio doloso. L’onore leso, infamato e per questo punito a coltellate, in un episodio di tentato omicidio. Sullo sfondo, collegamenti con le famiglie Pesce e Facchineri. E le montagne valdostane. Le motivazioni della sentenza (emessa dal Tribunale di Torino il 14 ottobre scorso) relativa all’inchiesta “Hybris” – condotta dai Carabinieri di Aosta e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino dal 2012 al 2013 (con il pm aggiunto Daniela Isaia allora distaccata dalla Procura aostana e al fianco del pm Stefano Castellani) – raccontano, in 256 pagine, di faide famigliari, di codici mafiosi da rispettare, di “favori” e sgarri accaduti ad Aosta. I reati contestati ai cinque imputati sono tentata estorsione, danneggiamento, rapina, tentato omicidio, lesioni, con l’aggravante del metodo mafioso, come raccontato da «Narcomafie» all’indomani della sentenza (http://www.narcomafie.it/2014/10/14/valle-daosta-cinque-condanne-in-primo-grado-per-hybris-riconosciuta-laggravante-del-metodo-mafioso/). I protagonisti. La notte del 3 giugno 2012,  nel quartiere Dora di Aosta un’auto prende fuoco e le fiamme si propagano alle due vetture parcheggiate ai lati, il forte calore propagato fonde inoltre le tapparelle delle abitazioni restrostanti le vetture. I Vigili del Fuoco ipotizzano si tratti di cortocircuito, ma i Carabinieri, a seguito di perizia svolta da meccanici esperti, convengono si tratti di...


Valle d’Aosta, cinque condanne in primo grado per “Hybris”. Riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso

Ott 14th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Cinque imputati. Oltre quaranta anni di carcere. A vario titolo, contestati i reati di tentata estorsione, danneggiamento, rapina, tentato omicidio, lesioni, con l’aggravante del metodo mafioso. Questo il bilancio della sentenza di primo grado del processo con rito abbreviato “Hybris”, conclusosi lunedì 13 ottobre a Torino e scaturito dalle indagini condotte dai Carabinieri di Aosta, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino. I condannati sono tre membri – padre e due figli – della famiglia Taccone, originari della Calabria e residenti a Saint Marcel, paese ad una dozzina di chilometri di Aosta: il padre Claudio (nato a Rosarno il 30 agosto 1968) è stato condannato a 8 anni e 4 mesi,  mentre i figli Vincenzo (nato a Cinquefrondi il 24 settembre 1993) e Ferdinando (nato a Cinquefrondi il 31 maggio 1992) sono stati condannati rispettivamente a 8 anni, 7 mesi e 10 giorni e 13 anni e sei mesi. Agli altri due imputati, Domenico Mammoliti (27 anni) e il padre Santo Mammoliti (classe 1974), sono stati inflitti rispettivamente 8 anni e due mesi e tre anni. L’accusa, rappresentata dal pm Stefano Castellani (a cui si affianca il pm aggiunto Daniela Isaia distaccata dalla Procura aostana) aveva chiesto 8 anni per Claudio...


La Corte di Appello di Torino rivede le misure di prevenzione a carico di Giuseppe Nirta

Gen 15th, 2014 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
La Corte di Appello di Torino si è pronunciata in merito alla misura di prevenzione a carico di Giuseppe Nirta – 61 anni residente a Quart, comune limitrofo ad Aosta (nella foto) – attualmente in carcere a Bologna dove sta scontando una pena di 8 anni e 7 mesi per traffico internazionale di stupefacenti. La misura di prevenzione disposta d’urgenza dal presidente del Tribunale di Aosta Massimo Scuffi su richiesta della procura torinese (nelle persone dei pm Alberto Ernesto Perduca e Giuseppe Riccaboni) il 5 gennaio 2013, prevedeva 5 anni di sorveglianza speciale, il divieto di soggiorno in Valle e la confisca dei beni riconducibili a Giuseppe Nirta, alla moglie Francesca Mandarino e ai loro figli, per un valore approssimativo di 700 mila euro, ai quali si aggiunge la confisca di 933 mila franchi depositati in conti svizzeri. Quest’ultima è stata confermata, mentre è stato disposto il dissequestro di diversi beni di propritetà della famiglia. In merito a questo, l’avvocato Mauro Ronco ha dichiarato all’Ansa: «Abbiamo documentato la legittima provenienza di ogni bene e riteniamo che il dissequestro avrebbe dovuto riguardare ciascuno di essi», annunciando che è pronto a ricorrere in Cassazione. I pm torinesi, nell’avanzare la richiesta che di...


Sicurezza pubblica? Una priorità ancora sottovalutata

Ago 1st, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
A metà agosto, quasi sicuramente, come ogni anno, si ripeterà il “rito” del ministero dell’Interno: fare un flash sullo stato della sicurezza in Italia. Provo ad “anticipare” il “punto della situazione” che verrà fatto, ma solo con qualche dato più analitico sull’attività di repressione svolta in questi mesi del 2013. Quasi 500 mila le persone denunciate dalle forze di polizia, in tutto il paese, per delitti vari, di cui circa 147 mila attribuiti agli stranieri. Questi dati, seppur non stabilizzati per i continui aggiornamenti degli archivi centrali che vengono effettuati quotidianamente dagli uffici e comandi periferici delle forze dell’ordine, sono sostanzialmente eguali a quelli (consolidati) dello stesso periodo del 2012. La Lombardia è in cima alla graduatoria con 67.190 persone denunciate, seguita dalla Campania con 47.809, il Lazio con 44.726, la Sicilia con  41.895, il Piemonte con 37.356, l’Emilia Romagna con 34.215, la Toscana con 32.638, il Veneto con 30.749. In fondo alla classifica la Val D’Aosta con 1.063 persone segnalate alle autorità competenti. In quasi tutte le regioni la componente straniera di denunciati è particolarmente apprezzabile sul totale. Anche in delitti gravi, come l’omicidio, dove, sul totale nazionale di 548 persone denunciate (il picco in Sicilia con 121), ben...


Commissione “antimafia” ad Aosta, chi va e chi resta

Set 20th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
A poco più di un mese dal termine dei lavori, fissato per il 31 ottobre, la Commissione speciale per l’esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta insediatasi nel mese di febbraio cambia parte della sua composizione. I primi due protagonisti  di questo avvicendamento sono Leonardo La Torre (nella foto, a sinistra) e Claudio Lavoyer, che di fatto invertono le rispettive cariche. Per comprendere al meglio la situazione attuale, è bene riavvolgere il nastro all’inizio del 2012. La Torre è capogruppo regionale del partito Fédération Autonomiste, come tale è uno dei sette membri della “Commissione regionale antimafia” (composta unicamente da politici), ed è in attesa della sentenza del processo Amiat, che lo vede imputato per il reato di turbativa d’asta. Nello stesso periodo, Claudio Lavoyer è assessore regionale alle Finanze. Non solo. Alla fine del mese di gennaio, la Banca d’Italia ha sanzionato per 46 mila euro la Banca di Credito Cooperativo di Gressan (comune della cintura di Aosta) poiché non aveva ottemperato alle norme antiriciclaggio. Nello specifico, tra il 2009 e il 2010 su quattro conti correnti intestati proprio all’assessore e a delle persone a lui vicine, sono stati movimentati tramite assegni circolari 40 milioni e 700 mila euro,...


Aosta, l’associazione Libera audita in commissione consiliare antimafia

Mag 11th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Redazione
«Narcomafie» torna ad occuparsi della commissione consiliare speciale per l’esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta, dopo l’articolo “Valle d’Aosta, al via i lavori della Commissione consigliare antimafia” (valle-daosta-al-via-i-i-lavori-della-commissione-consigliare-antimafia). L’organismo ha infatti audito, martedì 8 maggio, Francesca Rispoli e Marika Demaria, rispettivamente membro dell’ufficio di presidenza di Libera e referente regionale per la Valle d’Aosta. Nel corso dell’incontro, le due rappresentanti dell’associazione fondata da don Luigi Ciotti hanno sottolineato l’importanza di non sottovalutare il fenomeno mafioso, che deve essere contrastato con strumenti e misure mirati. Nel corso dell’audizione è stato inoltre sottolineata l’importanza che l’organismo si rapporti con le commissioni comunali antimafia presenti a Torino e Milano, composte sia da politici sia da esperti del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in diversi settori (la commissione valdostana è composta solamente da politici). Marika Demaria e Francesca Rispoli hanno inoltre espresso parere favorevole alla data del 31 ottobre 2012 che la commissione si è imposta quale termine per relazionare alla presidenza del Consiglio regionale, auspicando tuttavia che quella data non costituisca la fine dei lavori della commissione, ma la continuazione degli stessi. Questi aspetti sono stati inoltre evidenziati in un comunicato stampa congiunto che l’associazione ha inviato agli organi d’informazione valdostani. Dalla lettura...


Valle d’Aosta, al via i i lavori della Commissione consigliare antimafia

Feb 23rd, 2012 | Categoria: news
Il capogruppo regionale dell’Union Valdôtaine – partito di maggioranza in Valle d’Aosta – Diego Empereur (nella foto) è stato eletto presidente della Commissione consiliare speciale per l’esame delle infiltrazioni mafiose nella regione. La nomina – a scrutinio segreto, avvenuta in seno al Consiglio regionale del 22 febbraio –  ha registrato quattro franchi tiratori: 27 i voti infatti a disposizione della maggioranza, ma l’imprenditore è di fatto stato eletto con 23 voti, contro i nove del candidato della minoranza Alberto Bertin (dell’Alpe), ai quali si aggiungono due schede bianche ed una nulla. Della Commissione fanno inoltre parte: Massimo Lattanzi, manager bancario e capogruppo per il PdL; Leonardo La Torre, imprenditore e capogruppo del partito Fédération Autonomiste, il cui nome è balzato agli onori della cronaca di recente, con l’apertura del processo per il caso Amiat a Torino, in quanto indagato per turbativa d’asta (il politico si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda); Francesco Salzone, capogruppo della Stella Alpina; Emily Rini dell’Union Valdôtaine. Per quanto riguarda la minoranza consigliare, oltre ad Alberto Bertin è stato eletto Gianni Rigo del Partito Democratico. I sette membri della Commissione dovranno, entro il 30 giugno, proporre pratiche amministrative ed interventi normativi atti a controllare e arginare i fenomeni...