Articoli con tags ‘ Val di Susa ’


Il tempo del dialogo

Dic 30th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Lungi dall’essere antagonismo all’innovazione, il “no” trasversale all’alta velocità in Val di Susa è un esempio di democrazia dal basso contro la sicumera di istituzioni miopi che, in nome di interessi economici, ignorano le ragioni di un’intera collettività Sul numero di «Narcomafie» dello scorso luglio pubblicavamo un articolo sul progetto di realizzazione della linea ad alta velocità in Val di Susa, sollevando perplessità – sulla base di interviste a tecnici e professori universitari che del progetto si sono interessati – in merito all’opportunità dell’opera. Alla luce dei fatti delle ultime settimane, appare chiaro che la vicenda della Val di Susa è diventata oggi molto più di un progetto contestato (da 15 anni!) dalla popolazione. Molto di più per ciò che rappresenta in termini di democrazia, soprattutto tenendo conto di quello che di questo progetto, man mano che il tempo passa e le questioni affiorano, si viene a sapere: intrallazzi, assenza di verifiche, ditte che dopo aver sondato il terreno (e non in senso astratto) si sono ritirate… Siamo tutti valsusini. La Val di Susa vede oggi un fronte che, oltre alla storica presenza di tutti i sindaci (40) e i presidenti delle due Comunità Montane, si è allargato all’Italia intera, dal Friuli alla...


Certi treni è meglio perderli…

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Una linea ferroviaria in grado di spostare ad alta velocità milioni di persone e di merci: la Torino-Lione sembra un progetto di sviluppo per l’Europa unita, ma si basa più su previsioni fantastiche che su dati empirici o concrete esigenze. Senza considerare i costi enormi e gli altissimi rischi per la salute “Torta (ad) Alta Velocità”: l’eloquente lapsus freudiano traduceva la sigla Tav (in realtà Treno ad alta velocità) nella didascalia di un opuscolo redatto in francese, dodici anni fa, dal Comitato promotore della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Nel 1993 il progetto era agli albori. Quello strampalato errore conteneva forse già tutto il senso di questa ghiotta “grande opera”? Una valle già satura. «Il Tav serve essenzialmente a chi lo fa, non al Paese, di cui finirà con l’aggravare i conti pubblici. Ci presentino un progetto tecnico ed economico serio, e non basato su previsioni roboanti, irrealistiche e poco fondate, e ci dicano con precisione cosa mai succederà se non viene realizzato», sfida Claudio Cancelli, docente presso il Dipartimento di Ingegneria aeronautica e spaziale del Politecnico di Torino, tra i fondatori del comitato Habitat. Cancelli è membro di un folto gruppo di docenti universitari, ingegneri, economisti ed esperti schieratisi contro il progetto,...