Articoli con tags ‘ Usa ’


Consumatori onnivori

Dic 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Piero Innocenti
Sono stati sindaci e sceriffi delle città americane a ridosso del confine con il Messico a lanciare segnali di forte preoccupazione a partire dalla seconda metà del 2009. La frontiera in entrambi i paesi è diventata territorio di violenze di ogni genere. A El Paso, Phoenix, Laredo ma anche a San Diego, Chula Vista, Bonita, si sono susseguiti sequestri di persona, omicidi e un incontrollabile contrabbando di armi, droghe, esseri umani. A Laredo la droga viene spacciata per strada da “muchachitos” di 13-14 anni, pagati dai 300 ai 400 dollari alla settimana, che secondo la legge del Texas non possono essere arrestati. Raul Salinas, sindaco di Laredo, ex appartenente all’Fbi, parla di un consumo notevole di droghe tra i giovanissimi e di una trentina di omicidi l’anno. In realtà il traffico e il consumo di sostanze (e la violenza che ne consegue) continuano a essere una grave minaccia per gli americani, non solo per i più giovani. Stelle e strisce di polvere bianca. Secondo recenti informazioni (luglio 2010) del National Drug Center, della Drug Enforcement Administration e di esperti antidroga di vari Paesi presenti negli Usa, la disponibilità di droga è in aumento, con particolare riferimento all’eroina, alle anfetamine e alla...


La ragnatela dell’impero

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Adriana Rossi
Le nuove sfide per la sicurezza mondiale hanno reso necessarie misure e tecnologie più avanzate in grado di fornire un controllo a largo spettro. Ecco il perché di Palanquero, l’ultima base Usa in territorio colombiano. Ma la cooperazione militare con gli Stati Uniti fa apparire ambiguo il ruolo della Colombia nell’Unione delle Nazioni Sudamericane (altro…)


Cosa nostra, 27 arresti tra Sicilia e Stati Uniti

Mar 10th, 2010 | Categoria: news
Si chiama “Paesan Blues” l’operazione coordinata dalla Dda di Palermo che, grazie alla collaborazione tra polizia e Fbi, il 10 marzo ha portato all’arresto di 27 presunti mafiosi operanti sull’asse Stati Uniti-Sicilia, accusati di associazione mafiosa, tentato omicidio, traffico di stupefacenti, riciclaggio, racket e altri reati. Al centro dell’inchiesta la famiglia di Santa Maria del Gesù, guidata dai fratelli Gioacchino e Giampaolo Corso (entrambi catturati). Tra New York e Miami sono stati arrestati 6 membri delle famiglie Colombo e Gambino. Uomo ponte tra Usa e Palermo è Roberto Settineri, 42 anni, ufficialmente esportatore di vini italiani in Florida e nei Caraibi. L’inchiesta rappresenta una ulteriore conferma del ritorno in auge, in epoca di declino dell’egemonia corleonese, di nomi della cosiddetta “vecchia mafia” che ha sempre coltivato rapporti privilegiati con le famiglie d’oltreoceano. Già nel 2006 l’operazione Gotha aveva rivelato il ritorno a Palermo degli “scappati”, esponenti di famiglie storiche (come gli Inzerillo) fuggite negli Usa per scampare alla follia stragista di Totò Riina. E nel 2008 l’operazione “Old Bridge” svelò i rinnovati legami tra mafia siciliana e famiglie newyorkesi: finirono in manette in 90, tra cui Giovanni Inzerillo, Frank Calì, Filippo Casamento e...


Consegna al buio

Mar 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Pubblichiamo per gentile concessione dell’editore Chiarelettere l’introduzione di “Io sono il mercato. Teorie, metodi e stile di vita del perfetto narcotrafficante” di Luca Rastello, giornalista e scrittore specializzato in economia criminale. Un’opera che colma con uno stile originale e graffiante il vuoto editoriale italiano sul tema del traffico di droga Quello che viene proposto qui è un esercizio: ha per oggetto la cocaina, una sostanza che decide delle nostre vite assai più di quanto non siamo disposti a pensare. Anche – forse soprattutto – se non ne facciamo uso. La cocaina. Un mare di cocaina. Ai giornali piace parlarne, fa sempre notizia: storie di gang che si sparano fra loro nei vicoli di qualche città mediterranea, ritratti a effetto di piccoli e grandi spacciatori, qualche inchiesta allarmata, – e densa di cliché – sul crescente consumo, soprattutto fra i giovani, magari nelle discoteche. Oppure indagini chimiche sull’acqua de fiume vicino a una grande città, che rilevano quantità di sostanza disciolta nelle fogne tali da far pensare a un uso quotidiano di massa. Cocaina a tonnellate. E notizie. Qualche volta s’incappa anche in informazioni di minor fascino, difficili da incorniciare in un noir. Parlano di soldi. Di intere economie nazionali – e non si tratta...


Dove va il proibizionismo

Mar 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Dalla guerra totale a forme miti di accettazione del fenomeno. L’America Latina si scopre laboratorio sperimentale di politiche alternative di contrasto. Il fallimento delle crociate proibizioniste incoraggia proposte di legalizzazione delle sostanze stupefacenti. E con la nuova amministrazione Obama si prospettano scenari inediti L’Honduras è la più classica delle repubbliche delle banane. Negli anni 80 fu utilizzata come base per attaccare il Nicaragua sandinista. Il suo attuale presidente, José Manuel Zelaya Ordóñez, è un qualunque politicante locale, cresciuto in una famiglia oligarchica di Tegucigalpa. Un voce fuori del coro. Eppure, nell’ottobre scorso, aprendo i lavori di una conferenza dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), il presidente Zelaya Ordóñez sostenne la necessità della legalizzazione della droga, sorprendendo e persino irritando gli astanti, in gran parte funzionari ed esperti di 32 paesi latinoamericani e caraibici che grazie alla droga (e alla sua proibizione) in qualche modo campano.  Proprio come i narcos. «I traffici di armi, droghe e persone sono dei flagelli internazionali con ramificazioni economiche molto forti, ai quali è difficile dare quelle risposte, efficaci e precise, che sarebbero possibili in uno stato di legalità», disse Zelaya Ordóñez, che suggerì anche di «usare le risorse che si spendono per...


Onu, la “contabilità creativa” dell’antidroga

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Il Plan Colombia, voluto dagli Usa dieci anni fa per combattere la produzione e il traffico di cocaina, è stato un fallimento totale. Mai corretto, è stato anzi avallato da un balletto di cifre ufficiali create ad hoc di volta in volta. Complice l’Ufficio antidroga dell’Onu Dieci anni fa, il Governo degli Stati Uniti ritenne necessario rendere più intensa e mirata la collaborazione con le autorità colombiane per combattere la produzione e i traffici di cocaina, per cui fu ideato il Plan Colombia, un costosissimo progetto approvato a larga maggioranza dal Congresso statunitense. Nella prima fase, il Piano prevedeva l’addestramento delle forze di polizia e dei militari colombiani in una base statunitense, sotto il controllo della Cia. Un inizio preoccupante: visto il rapporto del 1988 della Commissione del Senato statunitense presieduta da John Kerry che aveva ampiamente dimostrato il coinvolgimento della Cia nei traffici di cocaina, perché era stato affidato proprio a questo organismo con poche regole e limiti un ruolo fondamentale nel Plan Colombia? E quali potevano essere le competenze specifiche aggiuntive che gli statunitensi erano in grado di trasmettere alle autorità colombiane da decenni impegnate nella lotta alla produzione della cocaina? I due obiettivi del Piano – dimezzare in sei anni la produzione...


Chi vigila sui vigilantes?

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Nel complesso scenario che circonda il confine tra Messico e Arizona, i gruppi paramilitari armati di vigilantes che si oppongono all’immigrazione ispanica giocano un ruolo trasversale e stanno conquistando maggiore consenso e peso politico, alimentando l’odio e la violenza xenofobi   Il muro in costruzione lungo il confine tra Stati Uniti e Messico – il border fence – è senza dubbio la barriera di divisione tra due stati più en vogue del momento. La più discussa. La più tecnologica. La più contraddittoria. Probabilmente anche la più insensata, visto che gli stati in questione condividono un vasto accordo economico (il Nafta) e l’immigrazione ispanica negli States non è solo un flusso “fisiologico” di persone verso un paese più ricco, ma anche la risposta a una necessità: gli Stati Uniti, e in particolare i suoi stati meridionali, hanno bisogno di guest workers. Lo dicono i dati, e i fatti: in Arizona, per esempio, molti contadini sono costretti a coltivare la metà degli ettari a loro disposizione, per mancanza di manodopera; e i prezzi di frutta e verdura di conseguenza stanno crescendo senza sosta.  Ma a Washington evidentemente hanno un’opinione diversa, e gli effetti dell’11 settembre hanno fatto il resto: la decisione di edificare un muro...


A viso aperto

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
È stata definita la “donna più coraggiosa dell’Afghanistan”. Malalai Joya entra giovanissima nel Parlamento afgano e denuncia la presenza di signori della guerra. Ma la sua battaglia in difesa dei diritti e delle donne non è mai cessata   Il 21 maggio 2008 ricorreva l’anniversario dell’illegittima espulsione della più giovane parlamentare afgana. Malalai Joya, 29 anni, venne scelta alle elezioni parlamentari del 2005 come rappresentante della provincia di Farah. La sua vita era già cambiata radicalmente cinque anni prima, nel dicembre del 2003, quando prese la parola durante la Loya Jirga.   Il coraggio di parlare. La Loya Jirga è una “grande assemblea”, convocata a cadenza irregolare dal parlamento afgano, nella quale vi partecipano membri della famiglia reale, parlamentari, leader religiosi, mujaheddin e capi tribù. L’establishment dell’Afghanistan si riunisce per discutere delle tematiche più diverse, quali la politica estera, dichiarazioni di guerra, introduzione di nuove leggi e nuovi leader. La Jirga non viene sciolta fino a quando l’assemblea non raggiunge un consenso riguardo i temi trattati. Da ragazza Malalai Joya lavorava presso l’Organizzazione per la promozione delle capacità delle donne afgane. Insegnava a leggere e a scrivere a coloro che non potevano permettersi di frequentare la scuola. Le donne e i loro diritti sono da sempre state...


“Old bridge”, 90 arresti tra sicilia e Usa

Feb 10th, 2008 | Categoria: news
Una maxi retata condotta simultaneamente dall’Fbi e dalla polizia di Stato italiana, coordinate rispettivamente dalla procura distrettuale di New York e dalla Dda di Palermo, ha pesantemente colpito le più importanti famiglie siculo-americane sulle due sponde dell’Atlantico. All’alba di giovedì 7 febbraio 90 persone sono state arrestate nell’ambito dell’operazione denominata “Old bridge”, che ha scardinato i collegamenti, da alcuni anni in corso di ricostituzione, tra boss palermitani e d’oltreoceano, in particolare per iniziativa di famiglie italo-americane storiche come quelle dei Gambino, degli Inzerillo – i cosiddetti “scappati” negli Usa per sfuggire alla mattanza corleonese dei primi anni Ottanta e rientrati alla spicciolata a Palermo ...


Veleni nell’aria

Dic 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
A un anno dal suo secondo mandato, il presidente colombiano Alvaro Uribe deve affrontare la minaccia della maggioranza democratica al Congresso statunitense di ridurre il finanziamento al Plan Colombia. Nonostante gli ingenti contributi già stanziati e l’uso massiccio di pesticidi, infatti, produzione e traffico di cocaina sono in costante aumento. Ma il governo di Bogotà, pur di garantirsi la rassicurante pioggia di dollari, ha offerto il proprio territorio per la costruzione della più vasta base militare Usa in America Latina Ci sono verità che non hanno più bisogno di essere dimostrate. Una di queste è l’inutilità della cosiddetta “guerra alla droga” nei paesi produttori. O meglio, l’inutilità di tanti soldi spesi, di tanta propaganda fatta e di tanti morti provocati da quasi trent’anni a questa parte, allo scopo di diminuire la coltivazione e il commercio degli stupefacenti. Lo provano le nostre strade, dove le dosi sono vendute a prezzi da discount, ma anche, ad esempio, i due paesi simbolo delle droghe più usate al mondo, l’eroina e la cocaina. Nell’Afghanistan “liberato e democratico” la produzione d’oppio è aumentata nel 2006 del 49% rispetto all’anno precedente (passando da 4.100 a 6.100 tonnellate), secondo il rapporto 2007 sul narcotraffico nel mondo, pubblicato dall’Ufficio delle...