Articoli con tags ‘ Unodc ’


Le nuove (e vecchie) “autostrade” del narcotraffico mondiale

Lug 27th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Sulla scorta delle informazioni contenute nelle relazioni della DCSA-2014 (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga) e dell’UNODC (l’agenzia contro la droga e il crimine delle Nazioni Unite), è possibile rilevare come le rotte del narcotraffico internazionale “..dirette verso i principali mercati di consumo della droga, continuano ad adattarsi, con notevole flessibilità, alle rotte commerciali e turistiche”. E questo anche quando gli itinerari di trasferimento degli stupefacenti sono spezzettati, apparentemente inconcludenti. In realtà, i narcotrafficanti studiano con meticolosa attenzione gli itinerari, con l’obiettivo di ridurre al minimo i rischi di intercettazione dei carichi di droga, che comportano mancati guadagni anche consistenti. Lo “studio” dei piani di esportazione prende in esame diversi fattori che il rapporto annuale della DCSA sinteticamente riconduce a: “connivenze con autorità locali; possibilità di basi logistiche sicure; facilità di approdo; presenza di nuove aree di produzione oltre a quelle tradizionali (…);disponibilità di vettori; incremento della domanda di droga e del fenomeno del policonsumo, con riferimento a particolari aree geografiche verso cui indirizzare il flusso degli stupefacenti”. Anche la instabilità politico istituzionale di un paese, dovuta a conflitti, turbolenze sociali e disordini, può favorire lo sfruttamento di “segmenti” delle rotte delineate. E’ certa, comunque, la diversificazione frequente nella tracciabilità...


Il boom delle droghe sintetiche negli Usa

Lug 20th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Negli ultimi cinque anni, negli USA, si è registrato un consistente aumento del consumo di metamfetamine. A rilevarlo la Dea (l’Agenzia antidroga americana) che parla di circa 5 tonnellate intercettate nel 2014 contro le oltre 2  del 2010. Ora, anche se alcuni dati non sempre coincidono con quelli del rapporto dell’Unodc (l’Agenzia contro la droga e il crimine delle nazioni Unite) del 2012 che segnalava sequestri di tali sostanze di circa 7,5 tonnellate nel 2009 e di 8,9 tonnellate nel 2010, è certo che il mercato delle droghe prodotte in laboratorio si è ampliato grazie ad una loro maggiore disponibilità, una migliore purezza e a prezzi ribassati dalle organizzazioni messicane e canadesi. Sono queste, infatti, che dopo gli stringenti controlli sui precursori chimici introdotti nel 2006 con il Federal Combat Methamphetamine Act, producono e commerciano tutte le Ats (sostanze del tipo amfetamine). Questa normativa prevede particolari restrizioni nella vendita al dettaglio di efedrina e prodotti che la contengono. Le rotte privilegiate di importazione delle amfetamine sono quella terrestre, al confine con il Messico trasportandole, occultate, a bordo di veicoli privati, autobus o, in forma liquida, sciolte nelle confezioni di shampoo o colluttori orali da dove, poi, vengono riconvertite in cristalli....


La produzione di oppio nel “Triangolo d’oro” alla fine del 2014

Gen 30th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
  Il recente rapporto dell’Unodc, “Southeast Asia, Opium Survey 2014, sulla produzione (stimata) di oppio nel lontano sud est asiatico, può aiutare a comprendere la situazione alla fine dell’anno da poco terminato. Nell’introduzione Yuri Fedotov, direttore esecutivo già da alcuni anni dell’agenzia antidroga delle Nazioni Unite (Unodc), esprime preoccupazione per un aumento nella produzione di oppio che viene stimata in circa 762 tonnellate nel Myanmar e nella confinante Repubblica Democratica Popolare del Laos, con un accenno anche ai gruppi che trafficano in precursori e sostanze chimiche per i processi di raffinazione. Per la prima volta la Tailandia non è inserita nel rapporto in quanto il governo ha deciso, unilateralmente, di procedere alle rilevazioni e alle analisi con propri sistemi di monitoraggio. Va ricordato che il Myanmar (ex Birmania), con il Laos e la Thailandia  (il c.d. “Triangolo d’oro”) rappresentano la seconda regione asiatica nella produzione mondiale di oppio dopo Afghanistan, Pakistan e, in parte Nepal e India (la c.d. “Mezzaluna d’oro”). Nel rapporto in questione vengono citati anche i dati (si tratta di stime fatte dal World Drug Report 2014, alcune risalenti a molti anni prima e, quindi, inattendibili perché troppo lontane nel tempo) sulla popolazione di consumatori di oppio, dai...


L’Honduras, un campo di aviazione per i narcotrafficanti

Mar 18th, 2014 | Categoria: news
di Piero Innocenti
Che il problema del narcotraffico in Honduras sia straordinariamente peggiorato negli anni lo si deduce anche dalla recente legge, approvata nel febbraio 2014, dal Parlamento (“Ley de Protecion de la Soberania del Espacio Aereo”) che proibisce i voli di aerei non identificati in alcune regioni del paese, nella fascia oraria compresa tra le 18 e le 6 del giorno successivo. L’inosservanza al divieto, unitamente alla valutazione di seri indizi di trasporto di droga, comporta la possibilità di abbattimento dei velivoli. Il trasferimento di stupefacenti a bordo di “avionetas”, verso il mercato nordamericano, è, anche in questo paese, un ottimo e collaudato sistema, grazie anche alla presenza di  oltre duecento piste di atterraggio clandestine. Solo nei primi tre mesi del 2013 (sono gli ultimi dati disponibili) ne furono individuate e neutralizzate ben 62 ( ma vengono ripristinate in tempi rapidi!). Qualche volta si è scelta addirittura la carreggiata di una strada per l’atterraggio (nel dicembre del 2009 un bimotore planò sulla strada che conduceva al comune di Yoro, causando la morte di un motociclista ed il ferimento di un pedone). Si calcola che circa 65 delle 80 ton. di cocaina trasportate solo via aerea verso gli Usa siano passate per l’Honduras, sul...


Riduzione in schiavitù e tratta. Dati preoccupanti

Feb 14th, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Parlare, ancora oggi, in Italia, di persone ridotte in schiavitù (o mantenute in stato di servitù) e di tratta di esseri umani, può sembrare un argomento irreale, fuori dal tempo. Invece, nonostante le innumerevoli norme contenute in convenzioni internazionali, trattati, accordi, solenni dichiarazioni che vietano e condannano queste condotte, le statistiche ci indicano la triste realtà di persone ridotte in una condizione simile a quella di una “cosa” posseduta da altri. Sia chiaro, è un fenomeno disgustoso che in diversi paesi nel mondo assume anche dimensioni drammatiche come emerge dai consueti rapporti annuali dell’Unodc (quello relativo al 2013 è in fase di elaborazione) e, per ultimo (ottobre 2013) dalla Ong australiana “Walk free” secondo cui circa trenta milioni di persone si trovano in condizioni di schiavitù. Ma anche nel nostro Paese i dati statistici nazionali devono indurre a serie riflessioni.  Solo nel 2013, le forze di polizia hanno segnalato alla magistratura (dati non ancora definitivi a febbraio 2014) 228 persone per il delitto di riduzione in schiavitù (art.600 del C.P.) e 72 per quello di tratta (art.601). Per entrambi questi delitti, la Campania è in testa alla graduatoria nazionale, rispettivamente, con 43 e 33 persone denunciate, seguita dalla Lombardia con...


L’oppio nel Laos e Myanmar: il (ri)nascente “triangolo d’oro”

Gen 21st, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Di solito, quando si parla di oppio ed eroina, si pensa subito all’Afghanistan, il paese simbolo di estese coltivazioni di papavero da oppio e di trafficanti di eroina. E, tuttavia, il recente rapporto dell’UNODC, “Southeast Asia , Opium Survey 2013, sulla situazione della produzione di oppio nel lontano sud est asiatico, può aiutare a comprendere la situazione attuale. Già nella breve introduzione, Yuri Fedotov, direttore esecutivo dell’agenzia antidroga delle Nazioni Unite, esprime la preoccupazione per un aumento nella produzione di oppio ed eroina (ma anche delle droghe sintetiche) nel Myanmar e nella confinante Repubblica Democratica Popolare del Laos, con un piccolo accenno anche ai consumatori di droghe che sono andati sempre più crescendo dal 2007. Va ricordato che il Myanmar (ex Birmania), con il Laos e la Thailandia (cosiddetto “Triangolo d’oro”) rappresentano la seconda regione asiatica nella produzione mondiale di oppio dopo Afghanistan, Pakistan e, in parte Nepal e India (la cosiddetta “Mezzaluna d’oro”).  I dati che andiamo ad esporre testimoniano quanto detto, tenendo presente che nelle valutazioni sulla estensione delle coltivazioni di papavero si è fatto uso di rilevazioni satellitari e di riprese fotografiche effettuate a bordo di elicotteri. Dunque, se nel Laos si è passati dai 6.800 ettari...


Droga, armi e rifiuti: il lato oscuro di Sahara e Sahel

Mar 4th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Oceani di sabbia, popoli nomadi e piste in terra battuta che collegano sperduti villaggi ad antiche città. Da sempre le regioni del Sahara e il Sahel offrono atmosfere magiche, affascinanti, ma negli ultimi anni sono diventate anche un rifugio sicuro per bande criminali e gruppi terroristici come Al-Qaeda nel Maghreb (AQIM). Siamo in quel pezzo del puzzle africano compreso tra Algeria del sud, Mali e Mauritania del nord, Marocco e Sahara Occidentale. Terre aride, estreme, dove narcotrafficanti e islamisti radicali hanno stretto tra loro un’alleanza che, approfittando dell’isolamento e della povertà delle popolazioni locali, fa prosperare il traffico di droga. Sahara e Sahel sono divenuti un corridoio in cui transitano gli stupefacenti provenienti dal Sud America e destinati al Vecchio Continente. Un business enorme, che Al-Qaeda nel Maghreb utilizza per finanziare la sua attività terroristica e per attrarre nuovi militanti. (altro…)


Dove prospera l’illecito

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
L’instabilità politica di molti stati del Western Africa ha favorito lo sviluppo delle rotte del contrabbando di droga dal Sud America. Da ”area di transito”, la regione si sta trasformando in vera e propria ”base operativa”, alimentando un’economia illegale che genera profitto ad uso esclusivo delle mafie. Lo spiega un esperto dell’Unodc   Dott. Mazzitelli, ci può tracciare una breve storia del Western Africa come zona di transito della cocaina? Forse non tutti sanno che i famosi  corrieri , i “muli”, soggetti  che ingeriscono ovuli termosaldati contenenti droghe, sono frutto dell’ingegno, della scaltrezza e del cinismo dei networks criminali nigeriani che già a partire dalla fine degli anni Ottanta li usavano per la cocaina, ma soprattutto per l’eroina sulle rotte internazionali.  L’alta specializzazione delle organizzazioni criminali dell’Africa occidentale nel settore dei corrieri giustifica la definizione, da parte degli esperti di polizia, secondo la quale le organizzazioni africane nacquero e prosperarono come un servizio di «posta celere della droga» per le organizzazioni criminali classiche, nell’eventualità d’improvvise crisi di approvvigionamento conseguenti a sequestri da parte delle forze di polizia e relativi esaurimenti di scorte. Due telefonate e, tre giorni dopo, una decina di corrieri con 10 chili arrivava a risolvere il problema; senza avanzare pretesa...


Veleni nell’aria

Dic 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
A un anno dal suo secondo mandato, il presidente colombiano Alvaro Uribe deve affrontare la minaccia della maggioranza democratica al Congresso statunitense di ridurre il finanziamento al Plan Colombia. Nonostante gli ingenti contributi già stanziati e l’uso massiccio di pesticidi, infatti, produzione e traffico di cocaina sono in costante aumento. Ma il governo di Bogotà, pur di garantirsi la rassicurante pioggia di dollari, ha offerto il proprio territorio per la costruzione della più vasta base militare Usa in America Latina Ci sono verità che non hanno più bisogno di essere dimostrate. Una di queste è l’inutilità della cosiddetta “guerra alla droga” nei paesi produttori. O meglio, l’inutilità di tanti soldi spesi, di tanta propaganda fatta e di tanti morti provocati da quasi trent’anni a questa parte, allo scopo di diminuire la coltivazione e il commercio degli stupefacenti. Lo provano le nostre strade, dove le dosi sono vendute a prezzi da discount, ma anche, ad esempio, i due paesi simbolo delle droghe più usate al mondo, l’eroina e la cocaina. Nell’Afghanistan “liberato e democratico” la produzione d’oppio è aumentata nel 2006 del 49% rispetto all’anno precedente (passando da 4.100 a 6.100 tonnellate), secondo il rapporto 2007 sul narcotraffico nel mondo, pubblicato dall’Ufficio delle...


L’oppio non conosce frontiera

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Da sempre crocevia tra Oriente e Occidente, l’Iran è oggi costretto a confrontarsi con la tossicodipendenza di ampi strati di popolazione locale e immigrata dall’Afghanistan. Ma le logiche punitive e le sterili politiche attuate difficilmente risolveranno i danni “collaterali” di un business, quello degli stupefacenti, in costante ascesa Per arrivare a Bam, città del sud est dell’Iran completamente devastata dal terremoto del 2003 (cfr. «Narcomafie» 06/06), si è obbligati a superare una media di un posto di blocco ogni venti chilometri, che si intensifica se si decide di proseguire verso est o verso nord, direzioni che conducono verso l’Afghanistan. «L’autorità controlla che non si trasporti droga, siete pregati di voler consegnare i vostri documenti se richiesto», viene spiegato, ogni volta, ai passeggeri dei pullman che si imbattano nei check-point. Bam, tappa obbligata dei contrabbandieri. Bam, a più di tre anni dal sisma, sembra essere ancora un luogo “senza legge”. La città è tra i maggiori centri di smistamento dei traffici di droga e di minori che transitano in Iran. Le rotte di entrambi partono dall’Afghanistan, arrivano in Iran, dopo una deviazione attraverso il Pakistan, proseguono in Turchia per morire in Europa. Secondo il rapporto dell’Unodc (l’Agenzia delle Nazioni Unite contro droga e...