Articoli con tags ‘ Uganda ’


Seppellita l’ascia di guerra? No, e l’Africa preferisce il kalashnicov

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Per la sua instabilità politica e per le numerose guerre e rivolte ancora in corso, il continente africano è una piazza privilegiata per il mercato di armi. Quello clandestino come quello ufficiale, nel quale non mancano aspetti oscuri e buchi legislativi La proliferazione di armi è una questione complicata, con canali di generazione e di estensione difficili da controllare o da monitorare, che sfuggono alle procedure internazionali. Per di più anche nel commercio regolare di armi tra Stati esistono dei “buchi”, determinati da clausole segrete nei rapporti commerciali bilaterali, che nascondono la vera entità di questo mercato. È pertanto opportuno distinguere tra il commercio ufficiale di armi e quello illegale o clandestino.  Nel continente africano l’instabilità politica degli Stati è in parte indotta dalle possibilità crescenti di accesso al mercato delle armi sia degli attori statali (governi, milizie paramilitari) sia di quelli non statali (milizie ribelli, movimenti di opposizione). La presenza di molteplici attori non sempre identificabili nella filiera dello smercio di armi rende spesso il traffico invisibile. In modo particolare le piccole armi (quelle per uso personale, tra cui revolver, pistole automatiche o semiautomatiche, fucili, carabine, mitragliatrici) e le armi leggere (le armi maneggiate da più persone, tra cui cannoni, obici,...


Ostaggi della follia

Gen 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
«Un ragazzo tentò di scappare, ma venne preso. Gli fecero inghiottire una manciata di pepe rosso e si misero a picchiarlo in cinque. Aveva le mani legate. Poi ordinarono a noi, nuovi prigionieri, di ucciderlo a bastonate. Mi sentii male. Conoscevo quel ragazzo, eravamo dello stesso villaggio. Mi rifiutai, ma i ribelli minacciarono di spararmi. Mi puntarono una pistola, così dovetti farlo. E quel ragazzo mi chiedeva: “Perché lo fai?”. Gli risposi che non avevo scelta. Dopo averlo ucciso fummo costretti a cospargerci le braccia del suo sangue. Ebbi le vertigini. […] Ci dissero che dovevamo farlo perché così non avremmo più avuto paura della morte e non avremmo tentato di scappare. Sto così male per le cose che ho fatto… Quel ragazzo continuo a sognarlo: sento la sua voce che mi dice di averlo ucciso per niente, mentre io piango» (Susan, 16 anni). Era il 1997 quando l’organizzazione non governativa Human Rights Watch raccoglieva questa testimonianza. La guerra in Nord Uganda era iniziata 11 anni prima: Joseph Kony, leader visionario del Lord’s Resistance Army (Lra, Esercito di liberazione del Signore), aveva deciso di rovesciare il nuovo governo di Kampala – conquistato con le armi nel gennaio del 1986 da Yoweri...