Articoli con tags ‘ Turchia ’


La sentenza Ergenekon scuote la Turchia, tra mafia e complotti militari

Set 2nd, 2013 | Categoria: articoli
Matteo Zola
E’ una questione scivolosa quella di Ergenekon, il processo che ha portato alla condanna di 67 persone colpevoli, secondo i giudici, di avere tramato contro l’attuale governo turco guidato da Recep Tayyip Erdogan al fine di farlo cadere. Una sorta di colpo di Stato soft che avrebbe visto il coinvolgimento di militari tesi a salvaguardare la laicità dello Stato turco contro le derive islamiste del Ak, il partito di Erdogan. Una vicenda che evoca quello “stato profondo”, intreccio tra nazionalismo, laicismo militante, servizi segreti e ambienti criminali, che dal dopoguerra ha influenzato la vita politica turca. La sentenza Ergenekon è arrivata il 5 agosto scorso in un momento delicato per la Turchia, scossa dalle manifestazioni anti-governative che dall’ormai nota piazza Taksim di Istanbul si sono allargate a molte città, scatenando la repressione della polizia che è costata la vita a cinque giovani. Ecco perché Ergenekon è difficile da leggere in modo univoco anche se il coinvolgimento di ambienti criminali non sembra poter essere messo in discussione. Cos’è Ergenekon Ergenekon è il nome di una mitica valle tra le montagne dell’Altai, catena montuosa che si estende tra Russia, Mongolia e Cina, di cui sarebbero originarie le popolazioni turcofone. Secondo la leggenda un lupo...


Vite a fior d’acqua

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Emilio Fabio Torsello
Carabinieri e Fiamme Gialle hanno intercettato, quest’estate, un importante sbarco di clandestini a Santa Maria di Leuca, arrestando gli scafisti e conducendo gli immigrati al Cie barese. Gli immigrati erano partiti da Grecia, Turchia e Albania per approdare in Puglia. Come carico solo una bottiglietta d’acqua (altro…)


La mafia dov’è?

Ago 23rd, 2010 | Categoria: Orient Express, prima pagina
di Matteo Tacconi
Nel 1996 un incidente stradale ha “scoperchiato” i rapporti tra stato e mafia. Poi il nulla. La Turchia sostiene di godere di “buona salute”: le istituzioni sono irreprensibili e il traffico di eroina è praticamente nullo. È davvero così? (altro…)


Ataturk

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Non c’è angolo di Istanbul sguarnito di ritratti o manifesti di Mustafa Kemal Atatürk. Il faccione del padre della Turchia moderna campeggia sui muri di ogni sobborgo della città, sulle bandiere che sventolano lungo i viali, nelle scuole e nelle università, nelle botteghe artigiane, ovviamente negli uffici pubblici, persino negli atri dei condomini. Ma Istanbul non è un’eccezione. È così in tutto il paese. Atatürk (padre dei turchi in lingua locale) è ovunque. Gli intitolano strade, piazze. Gli intitolato tutto. È oggetto di culto, è venerato alla stregua di una divinità. Militare di carriera, Mustafa Kemal, all’indomani della fine della Grande guerra, che smembrò l’impero ottomano, guidò il paese alla resistenza nei confronti della Grecia, che spalleggiata dagli inglesi cercava di accaparrarsi una buona fetta dei possedimenti turchi. Mustafa Kemal respinse l’offensiva e liberò la nazione, dopodiché assunse il potere e dispiegò una vera e propria rivoluzione culturale, votata a rompere gli schemi ottomani, a modernizzare il paese e a imporre il repubblicanesimo. Fu sancita la separazione dei poteri e introdotto l’alfabeto latino (prima vigevano i caratteri ottomani), le donne acquisirono diritti mai avuti prima e l’economia fu liberalizzata, il sistema scolastico venne profondamente cambiato, le prassi islamiche a livello d’istruzione e...


Ergenekon. E’ ancora stato profondo?

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Matteo Tacconi
I tentacoli della mafya negli apparati militari e istituzionali: inevitabile il parallelismo tra Susurluk e Ergenekon. Capiamo il perché (altro…)


I capi dei capi

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Oflu Hasan. Soprannominato cevahir e abi (fratello maggiore), Oflu Hasan, originario della regione del mar Nero, è stato il padrino più potente della Turchia negli anni 50. Da tutti considerato il capo dei capi, viene considerato il primo mafioso moderno della storia della criminalità organizzata. Con lui al vertice della cupola, si compie il passaggio dal banditismo e dal kadabayismo a una nuova forma di mafia, capace di contendere allo stato il monopolio della violenza e della tassazione. Capace di legarsi, tra l’altro, allo stesso stato. Indicativi, a questo proposito, i funerali di Oflu Hasan, deceduto nel 1968 a causa di un attacco di cuore. Alle esequie parteciparono diverse personalità pubbliche, tra cui una ventina di alti ufficiali di polizia e il ministro del Lavoro. Il figlio dell’allora presidente Cevdet Sunay inviò una corona di fiori: la più ridondante, tra le numerose che ricoprivano la bara di Oflu Hasan. Cevahir è ricordato, tra le altre cose, per avere mediato la pace tra i gruppi criminali del distretto di Tophane (i cosiddetti “arabi) e quelli del quartiere di Galata, originari delle coste del Nero, che negli anni 50 si combatterono ferocemente, originando una lunga catena di assassinii. Oggi gli eredi di Oflu Hasan sono...


Gli antenati dei baba

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Una volta c’erano i kadabayi. Banditi e capipopolo, briganti e rivoltosi, in perenne lotta contro l’autorità centrale, paladini della libertà delle loro comunità, i kadabayi  hanno lasciato il segno in tutte le ribellioni maturate al tempo dell’Impero ottomano e poi, più tardi, sono stati i protagonisti della nascita di una prima, embrionale, forma di mafia. Se ne perde il conto, delle ribellioni. La prima di cui si ha memoria è addirittura antecedente all’epoca ottomana e scoppiò nell’undicesimo secolo, durante la dinastia dei sovrani selgiuchidi. Poi, nel corso dei secoli, si registrarono altre insurrezioni; le principali sono quella capeggiata nell’Anatolia occidentale dal filosofo e chierico Badr Eddin agli albori del quindicesimo secolo e quella della minoranza alevita, di culto sciita, cent’anni più tardi. Ma tutta l’attuale Turchia fu scossa, periodicamente, da moti di insubordinazione nei confronti del sultano e della corte. Moti dettati da questioni economiche e politiche, dall’intenzione di contrastare l’accentramento burocratico e i tributi, salatissimi, che Costantinopoli imponeva sulla periferia. In ognuna di queste sommosse emerse un kadabayi di turno, che prese la testa dei rivoltosi e organizzò la resistenza. Intorno al secolo diciottesimo il kadabayismo si spostò dalle periferie a Istanbul. In ogni distretto della capitale ottomana si affermò l’egemonia...


Il traffico dei migranti

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Iran, Iraq, Afghanistan, Palestina: terre turbolente, instabili, teatri di conflitti e rivoluzioni, luoghi senza prospettive, tartassati da miseria e povertà. Posti da dove la gente scappa via. Spontaneamente, allo scopo di trovarsi e rifarsi un’altra vita, migliore. Oppure perché costretta da motivi di natura politica. Si scappa verso occidente, dove altrimenti? Si scappa passando attraverso la Turchia, perché tra levante e ponente c’è il paese anatolico. Una manna, per le mafie turche. Le quali, da scrupolose osservatrici dei mercati criminali, si sono gettate a capofitto in questo promettente affare. Cifre alla mano risulta che la tratta dei migranti procura alle gang operative in questo settore profitti da capogiro. Se è vero, come ha scritto la ricercatrice Vasiliki Koulani in un paper (Human Smuggling and Trafficking in Turkey) pubblicato nel luglio 2009 dal Research Institute for European and American Studies di Atene, che annualmente oltre 200mila migranti entrano irregolarmente in Turchia e uno su quattro, tra loro, s’appoggia al network criminale per fare ingresso nel paese e uscire alla volta dell’Europa, pagando mediamente 1500-2000 dollari, salta fuori che il traffico dei migranti frutta qualcosa come 75-100 milioni di dollari ogni dodici mesi. Probabilmente qualcosa in più, visto che questi numeri, forniti nel 2003...


Le sette vite della mafia

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Dall’edilizia al turismo, dal gioco d’azzardo al riciclaggio, passando addirittura per le cause di divorzio tra coniugi, la mafia è ovunque. In questo contesto, la Turchia risulta non in regola con le norme di trasparenza delle operazioni bancarie e con un aumento dei volumi di traffico di denaro sporco (altro…)


Gli altri traffici

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Non solo eroina. Fermo restando che quello della brown sugar resta il principale, il territorio turco è interessato anche da altri traffici di stupefacenti. Il fenomeno nuovo, pare, è la cocaina. Negli ultimi tempi la polizia ne ha sequestrate quantità crescenti, e secondo gli esperti i gruppi criminali turchi avrebbero iniziato a spostare coca verso i mercati del Medio oriente, dove la domanda, in città come Beirut, è in aumento. Ma è anche il mercato interno che assorbe una certa quantità del flusso di cocaina. A volte s’assiste addirittura a degli scambi tra trafficanti: partite di cocaina in cambio di una certa quantità d’eroina. Decisiva, a riguardo del traffico di cocaina, l’alleanza tra turchi e signori della droga dei Balcani, che si stanno ritagliando un peso sempre maggiore nel mercato. Tra tutti spiccano i bulgari e i romeni, visto che i porti delle loro coste – con Costanza in grande ascesa, secondo il rapporto Octa dell’Europol – sono i grandi magazzini da cui i carichi di cocaina, via mare, stipati nelle stive dei bastimenti commerciali, arrivano a Istanbul e da lì vengono incanalati sulle arterie stradali dell’Anatolia, fino a giungere al confine con la Siria, il principale corridoio delle droghe dirette...