Articoli con tags ‘ tratta ’


Lui chi è?

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Chi sono i clienti delle ragazze trafficate? Come e perché le contattano? Una ricerca comparata tra Italia, Olanda, Svezia e Romania analizza caratteristiche e comportamenti degli uomini che richiedono prestazioni sessuali a pagamento, evidenziando elementi comuni, stereotipi e qualche aspetto del tutto inedito   La prostituzione, unitamente all’immigrazione clandestina, è uno dei principali temi oggetto di discussione nel recente dibattito in materia di sicurezza. In particolare, sulla prostituzione, sono stati i sindaci di città medio-grandi del nord-est d’Italia a far sentire la loro voce e a mettere in pratica azioni specifiche tese al contrasto del fenomeno. A Verona e a Padova, città governate da diverse maggioranze politiche, i sindaci hanno emanato un’ordinanza finalizzata a contrastare la domanda di sesso a pagamento lungo le strade facendo ricorso non al codice penale, ma a specifiche norme del codice della strada. I provvedimenti, infatti, prevedono che tutti coloro che si fermano con un veicolo lungo una strada per contrattare prestazioni sessuali sono oggetto di sanzione pecuniaria, in quanto con il loro comportamento intralciano il traffico e generano il rischio di incidenti. Facendo ricorso a questi provvedimenti, secondo i sindaci, si mira a colpire la figura del cliente della prostituzione, che rappresenta la domanda del mercato...


Schiavi, anche oltreoceano

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Il continente americano si sta silenziosamente popolando di cinesi provenienti dalla provincia del Fujian. Sfruttati e ricattati dalla mafia che ne gestisce il traffico, fanno notizia solo quando naufragano in pieno oceano. Le autorità, però, non intervengono: sanno bene che servono al rilancio economico  «Non importa in che posto ti trovi, sempre incontrerai qualcuno che viene da Fujian» tramanda un proverbio cinese.  Situata di fronte all’isola di Taiwan, la provincia del Fujian vanta un particolare e poco invidiabile primato. Da questa sovrappopolata terra di montagne e di scarse risorse proviene l’80% dei cinesi che emigra verso il continente americano, soprattutto in forma clandestina. Quantificare il flusso è difficile, ma è certo che da anni le bande criminali cinesi hanno organizzato un redditizio traffico di persone. Le rotte sino-americane. Dalle sterili province del Fujian ogni settimana partono in migliaia alla volta del Perù e dell’Ecuador, porti d’entrata al continente americano, da dove si comincia la risalita del continente verso gli Stati Uniti. Nell’ultimo decennio, secondo stime ufficiose, 30 milioni di persone hanno abbandonato il Fujian sotto la protezione e, soprattutto, il ricatto delle organizzazioni criminali. Partono verso un destino incerto, che solo una minima parte di loro vedrà, poiché, nelle peripezie di un viaggio...


Immigrazione e criminalità, la risposta è nell’integrazione

Set 10th, 2007 | Categoria: recensioni
Negli ultimi due millenni, la criminalità organizzata ha sfruttato il fisiologico movimento degli esseri umani per accrescere i propri profitti: il mercato delle braccia, la prostituzione e l’accattonaggio minorile, finanche il commercio clandestino di organi umani sono tutti segmenti di quell’odioso traffico che consiste di fatto in una vera e propria riduzione in schiavitù. Le mafie transnazionali si sono dovute dotare di complicità e professionalità e, da un continente all’altro, le rotte del traffico di stupefacenti sono state le dorsali lungo le quali si è sviluppata la tratta degli esseri umani. A raccontare questa nuova frontiera delle mafie internazionali è Piero Innocenti nel suo libro «Clandestinità, sfruttamento, criminalità» (Editrice Berti, 2007). L’autore, dirigente di lungo corso della Polizia di Stato e oggi questore di Bolzano, si avvale nelle sue analisi delle conoscenze accumulate durante la sua permanenza ai vertici della Dcsa, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Nella prefazione, il procuratore della Repubblica di Bolzano Cuno Tarfusser evidenzia come il bisogno di prospettive di vita migliori per sé e la propria famiglia spinga persone disperate in fuga dalle loro terre d’origine proprio nel nostro paese: «Particolarmente colpita da questi flussi migratori è l’Italia, da un lato...


Tinteggiare la facciata non basta

Apr 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
L’esodo di profughi è un lontano ricordo in Albania. Stabilità politica e progressi economici stanno lentamente trainando il Paese delle aquile verso l’Europa. Anche la mafia però ha cambiato veste: meno violenza, molti più affari, soprattutto nel settore immobiliare L’Adriatico è tornato un mare normale. La flotta di pescherecci e gommoni che un decennio fa ne solcava ininterrottamente le acque, per trasportare i profughi albanesi sulle coste italiane, si è decisamente ridimensionata. Anzi, è pressoché scomparsa. Estinguendo una forma di business, quello degli scafisti, che alimentava a profitti sfruttando il dramma di un popolo. Correva l’anno 1997. A Tirana esplodeva lo scandalo delle “piramidi” e lo Stato collassava, aprendo le porte all’anarchia istituzionale e alla fuga disperata dei cittadini verso le coste pugliesi. Il crollo delle piramidi. Il disastro inizia il 15 gennaio di dieci anni fa. E vale la pena riannodarne le sequenze. Quel giorno, alcuni cittadini, in fila davanti alla sede della società finanziaria Sudja, ricevono una doccia scozzese. Gli impiegati della società respingono i clienti affluiti, come di consueto, per riscuotere gli interessi maturati. Senza una vera motivazione non viene concesso  di ritirare denaro. Il sospetto che la Sudja sia insolvente inizia automaticamente a farsi strada e viene confermato qualche...


Sfruttamento: sostantivo femminile plurale

Feb 28th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Anche se i numeri delle ragazze straniere coinvolte decrescono, la prostituzione resta la voce n.1 tra i guadagni delle cosche nel traffico di esseri umani in Bosnia. Un mercato che si appoggia sulla complicità di forze dell’ordine, doganieri e autotrasportatori, nonché delle famiglie, piegate da povertà e disoccupazione. Ma, seppur lentamente, a livello di controlli e protezione delle vittime qualcosa si muove… Il traffico di esseri umani in Bosnia ha una declinazione quasi esclusivamente femminile e un sinonimo ineccepibile: prostituzione. Il business è redditizio e ha compiuto nel corso degli ultimi cinque anni un notevole salto di qualità. Fino al 2002, infatti, le schiave sessuali venivano prevalentemente impiegate nei night-club. Nel momento in cui le autorità locali si sono messe in moto per contrastare il fenomeno, i boss hanno cominciato ad affittare appartamenti e case, dando così ai loro affari un carattere più trasparente e di conseguenza più difficile da individuare. Un altro metodo gettonato è l’impiego delle vittime in bar, caffé o stazioni di rifornimento. Sono contrattualizzate, ma fanno le cameriere solo per evitare che qualcuno s’insospettisca. Niente domande alla dogana. I trafficanti di esseri umani utilizzano le rotte balcaniche, al pari dei colleghi impegnati sul versante delle droghe. La differenza...


Se la giustizia fa l’indiana

Gen 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Corruzione endemica, sovraccarico di funzioni per le forze dell’ordine, collusioni con la politica e carceri sovraffollate e fatiscenti fanno di quello indiano un sistema giustizia allo sfascio. Corsie preferenziali per facoltosi e potenti, per tutti gli altri resta solo la rassegnazione A Varanasi, la città sulle rive del Gange più cara a Shiva, sono circa le sette di sera. Il traffico di questa città senza semafori è un vero caos. Nei vicoli in cui passa a malapena un’auto, ma sono ostinatamente a doppio senso, sono parcheggiati carretti, scatoloni e persino le mucche sacre. Biciclette, motociclette, risciò a pedale o motore e persino camioncini per il carico-scarico merci cercano una pista tutta personale per districarsi e raggiungere la loro meta. Nessuno si scompone, nessuno si arrabbia, nessuno protesta se qualcuno per guadagnare mezzo metro blocca definitivamente le colonne nei due sensi di marcia. Nessuno, nemmeno i due poliziotti del traffico che sono lì, in mezzo a quel caos e guardano quel pulsare di vita come nemmeno li riguardasse. D’altro canto cosa potrebbero fare? Uno di loro lo sa bene. Tira fuori una spranga di ferro, l’appoggia su due sgabelli e chiude l’unica via di una possibile fuga da quel piccolo inferno di...


Proposte concrete per un’Italia libera dalle mafie

Dic 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Circa duemila i partecipanti stabili alla tre giorni e oltre tremila i passaggi. Cinquanta i relatori nelle due sessioni plenarie e circa cinquecento, nei gruppi di lavoro, gli interventi di magistrati, esponenti del sindacato, del terzo settore, dell’università, del giornalismo, della politica e del governo. Duecento le testate accreditate, quaranta gli inviati e i corrispondenti stranieri. Oltre mille i giovani che hanno partecipato alla notte bianca dell’Antimafia. Sono questi i numeri di “Contromafie”, gli Stati generali dell’antimafia organizzati a Roma da Libera gli scorsi 17, 18 e 19 novembre. Tre giorni di dibattito, confronto, approfondimento sul tema delle mafie, sintetizzati, nel giorno di chiusura, in un Manifesto programmatico, che in queste pagine pubblichiamo, contenente linee guida concrete per “liberare l’Italia dalle mafie”. «Noi sottoscritti cittadini e cittadine, uomini e donne di ogni età, ci impegniamo insieme: – ad affermare nella nostra vita quotidiana i valori della pace, della solidarietà, della legalità democratica e della convivenza civile, contro ogni forma di violenza, d’illegalità, di violazione della dignità umana; – a promuovere e partecipare a tutte le iniziative, i progetti, le attività necessarie per liberare l’Italia dalle mafie; – a far vivere la memoria delle vittime di mafia come testimonianza di un’Italia giusta, consapevole, coraggiosa...


Sofia e la lobby mafiosa

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
La Bulgaria si appresta a entrare in Europa il 1° gennaio 2007, ma Bruxelles non ritiene che il Paese abbia davvero chiuso con un passato scandito dall’alternanza tra corruzione ad alti livelli e oscuri intrecci tra mafie locali e straniere. Per questo nella dichiarazione di adesione sono state inserite alcune clausole “di sicurezza” il cui mancato rispetto porterà alla sospensione dei fondi comunitari Per la Bulgaria è stato il tormentone nazionale del 2006: “Entreremo a far parte dell’Unione Europea come previsto il 1° gennaio del 2007?”. Il clima prodotto dalla cruciale questione era di pura suspense: otto milioni di persone – tanti sono gli abitanti dell’aspirante Stato candidato – accarezzavano quel sogno da anni. La tensione si è potuta stemperare solo dopo l’estate. L’Italia e altri otto Stati membri avevano ratificato il trattato di adesione già da tempo, ma l’Unione Europea si è pronunciata ufficialmente in senso positivo solo il 26 settembre scorso. Teneva il Paese in osservazione. Le ragioni? Le ha esplicitate benissimo il settimanale francese «l’Express» il 5 gennaio 2006: «La mafia di Sofia preoccupa Bruxelles. L’incapacità della Bulgaria di lottare contro il crimine organizzato nuoce alle sue possibilità di adesione all’Ue». Non basta un re. Il 16 giugno del...


Alla fiera dell’Est

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
La droga La maggior parte dell’eroina proveniente dalla Turchia e dall’Asia Centrale e Orientale passa tradizionalmente sul territorio bulgaro. È appannaggio, in particolare, della minoranza locale turca, economicamente svantaggiata, così come dei sostenitori del Pkk (in italiano, Partito dei Lavoratori del Kurdistan, attivo nelle aree della Turchia popolate dall’etnia di lingua curda. Il Pkk rivendica la creazione di uno Stato sovrano del Kurdistan indipendente dalla Turchia, dall’Iraq, dalla Siria e dall’Iran, ndt.). Nel corso degli anni 90, il mercato della droga si è strutturato in modo sempre più articolato. La filiera turco-bulgaro-albanese-ex jugoslava gestisce il trasporto  di eroina, cocaina, hashish e droghe sintetiche da Est a Ovest, e in senso inverso, secondo le circostanze e le esigenze del mercato. Le armi Dopo la metà degli anni 90, i porti di Bourgas (città bulgara che si affaccia sul Mar Nero, ndt.) e di Ostenda (Belgio) sono stati frequentemente utilizzati per il traffico di armi verso il Ruanda (1993-94), in seguito verso l’Africa Centrale, ma anche per foraggiare l’Afghanistan dei Talebani. Dalla fine degli anni 90, la comunità internazionale (Onu) e gli Stati Uniti in particolare hanno chiesto alla Bulgaria di mettere fine a questi traffici, che oggi sono parzialmente contenuti, grazie alle indagini giudiziarie contro...


Pusher e maman: l’ora dell’affiliazione

Set 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Sempre più organizzata e verticistica, con una nuova dimensione associativa e ideologica. La malavita nigeriana – finora residuale, nonostante il notevole allarme sociale prodotto – sta assumendo, nel nostro Paese, i tratti di una vera e propria organizzazione mafiosa «È un cocktail di grande pericolosità sociale», ha affermato il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, lo scorso maggio a Torino, a conclusione di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, in cui Carabinieri e Guardia di Finanza, con l’appoggio della Squadra Mobile, si sono dedicati al contrasto della criminalità di matrice nigeriana e delle nuove forme che essa sta assumendo. Perché la malavita nigeriana è rientrata nel target delle attività antimafia? L’indagine nel capoluogo subalpino è solo l’ultima di una serie di operazioni di polizia in cui sono stati contestati non solo reati di competenza della Direzione Nazionale Antimafia, come il traffico internazionale di droga o la tratta di persone, ma anche l’associazione per delinquere di tipo mafioso. Pochi ma molto visibili. Nel 2004 sono state denunciate 4.147 persone di nazionalità nigeriana, principalmente per spaccio di droga, violazioni ripetute della legge sull’immigrazione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tratta e in alcuni casi anche truffa; questo insieme costituisce circa il 3,5 % della criminalità straniera registrata dall’attività...