Articoli con tags ‘ tratta ’


Romania, storie di ordinaria schiavitù. Come contrastare la tratta delle donne

Feb 20th, 2012 | Categoria: articoli
di Mariagrazia Zaccagnino
Lili ha dei vuoti di memoria. Il suo passato è nebuloso e l’immagine degli ultimi sette anni della sua vita è confusa. Ma la casa sulle colline a nord di Bucarest, dove ha vissuto la sua infanzia, la ricorda perfettamente. Tendine alle finestre, tre stanze più il bagno, un piccolo giardino e addirittura il gas metano: lusso non diffuso nei paesini rumeni di periferia. Da quel posto, dove la neve in inverno raggiunge i due metri e la primavera profuma di lavanda, Lili è stata portata via quando aveva 21 anni. Uomini senza scrupoli e senza Dio hanno approfitatto della sua ingenuità e della voglia di scoprire il mondo, propria di chi lo osserva attraverso la distorta serratura del tubo catodico, per rubarle sogni e identità. Sette anni di inferno vissuti nei locali sul Mar Nero, sulle strade pulite di Svizzera e Germania per poi approdare in un night italiano. Lili “è stata prostituita”: l’ausiliare si usa al passivo quando la scelta di vendere il proprio corpo non è una scelta ma un’imposizione. Abusi, violenze, aborti, droga, viaggi, mani sporche, sudore acre e il ricordo della casa di collina che si fa sempre più lontano. Come una fotografia in bianco...


Il Gran Canyon malavitoso

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Stefano Milano
Il muro che spacca in due il cuore di Nogales serpeggia tra gli edifici fatiscenti del centro cittadino. Sembra inseguire un’immaginaria via di fuga tra il cemento e le baracche, per continuare a scorrere come una delle tante diramazioni di un fiume esondato, orfane del loro corso naturale e in cerca di nuovi avvallamenti in cui infilarsi. Il muro è il border fence che separa il Messico dagli Stati Uniti e che a Nogales mostra impietoso la sua forzata ragion d’essere. Alla barriera arrugginita della zona messicana dello Stato di Sonora sono addossate case, farmacie, hard-discount, negozi d’ogni tipo, auto in sosta, la stazione dei bus. Persino un vecchio cimitero. Attorno scorre la vita di tutti i giorni: bambini che giocano, carretti di tamales, pickup sgangherati, clandestini in attesa di una nuova occasione per saltare dall’altra parte. Non appena però lo sguardo furtivo scavalca il muro, sbirciando in Arizona, ci si accorge che al otro lado lo scenario è completamente opposto: una desolata pianura sabbiosa è la fascia di decompressione che permette ai mezzi della Border Patrol di pattugliare ininterrottamente la frontiera, mentre l’occhio delle telecamere a infrarossi – appollaiate in cima a pali di 15 metri – lancia intimidazioni orwelliane. Prima di...


Non solo caporalato

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Ornella Obert
Affrontare il tema dello sfruttamento sui luoghi di lavoro non è impresa semplice. Perché per affrontare seriamente e con prospettive di efficacia questo fenomeno, per farlo emergere e contrastare, occorre investigare ed entrare seriamente e a fondo nel grande universo rappresentato in Italia dal lavoro nero. Lo stesso mondo del lavoro “formalizzato” o “regolare” ha subìto negli ultimi dieci anni un vero e proprio terremoto, in termini di cambiamenti e frammentazioni, che ha legittimato situazioni di diseguaglianza tra lavoratori, anche nella medesima azienda, a causa della notevole diversificazione contrattuale. I diritti dei lavoratori si stanno via via assottigliando a fronte di una crisi economica sempre più tangibile e concreta. In questo quadro generale, da cui non si può prescindere, è evidente che i cittadini extracomunitari (ma anche i neocomunitari) sono i soggetti certamente più a rischio di subire ingiustizie sul fronte contrattuale o di entrare nel mondo del lavoro nero o, peggio, del lavoro forzato. La debolezza e vulnerabilità di questi lavoratori è legittimata da una normativa nazionale, la legge Bossi Fini, che ha di fatto trasferito il diritto dal lavoratore al datore di lavoro. A quest’ultimo è affidato in qualche modo il futuro del lavoratore che voglia stabilizzarsi in modo permanente nel nostro...


Vittime della tratta

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Piero Innocenti
Febbraio 2010. La polizia di Reggio Calabria arresta 67 persone di nazionalità pachistana, indiana e italiana (esponenti delle cosche Iamonte e Cordì),  con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Una tariffa oscillante dai 10mila ai 18mila euro per ogni migrante per i “servizi” offerti dall’organizzazione. Un fatturato per il gruppo criminale di circa sei milioni di euro, incassati nei due anni di indagine. Aprile 2010. Operazione “Migrantes” svolta dalla Polizia contro il caporalato di Rosarno (Rc). In manette una trentina di persone, sequestrati terreni, aziende per oltre dieci milioni di euro. Maggio 2010. A Milano, la Guardia di Finanza arresta undici persone di origine afghana e pachistana per traffico di persone e droga. Al gruppo viene contestata anche l’aggravante specifica del “trattamento inumano e degradante” (comma 3 lettera c art.12 del T.U. 1998/286) nei confronti dei migranti. L’operazione è resa possibile grazie alla collaborazione delle polizie di Francia, Belgio, Gran Bretagna, paesi di destinazione. A Varese, la polizia arresta dieci egiziani per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: decine di minorenni provenienti da Zenobia, nel Sahara egiziano. Tremila euro il costo medio per ciascun “baby clandestino”. E ancora: a Città di Castello (Perugia), quattro cinesi finiscono in manette per favoreggiamento di...


Salvare il “numero verde” antitratta: l’appello delle associazioni

Lug 28th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
A dieci giorni dalla scadenza delle convenzioni con gli enti pubblici e non profit che da anni lo gestiscono, il Governo ha comunicato la decisione di sopprimere le 14 postazioni locali del “numero verde” nazionale antitratta 800 290 290 per sostituirle con un’unica postazione centrale. Una soluzione non condivisibile da chi, come l’associazione Gruppo Abele (che gestisce le postazioni di Piemonte e Valle D’Aosta) si spende da anni per il sostegno e la tutela delle vittime della tratta. Le postazioni locali del Numero Verde non si limitano infatti a una funzione di ascolto e di informazione sul tema della tratta degli esseri umani, ma costituiscono un elemento essenziale delle reti formate nei diversi territori dalle forze dell’ordine, dal terzo settore e dai servizi sociali per la difesa delle vittime di trafficking, per la maggior parte donne e minori. Un sistema che dal suo avvio, dieci anni fa, ha assicurato assistenza e integrazione sociale a oltre 14mila persone e consentito l’attivazione di denunce, arresti e condanne di criminali e sfruttatori. Continua a leggere su www.gruppoabele.org


Estate 2010: gli sbarchi non sono finiti

Lug 27th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Toni Castellano e Elena Ciccarello
Sabato 24 luglio una pattuglia della Polizia Stradale ha fermato sulla A18  Messina-Catania, tra gli svincoli di Giardini Naxos e Taormina, un camion che viaggiava in direzione Milano, dopo esser partito da Agrigento, con a bordo 81 immigrati irregolari. Gli agenti hanno adocchiato un braccio che fuoriusciva dalla copertura telata del rimorchio. Hanno fermato il mezzo e, sollevando il telone del traino, vi hanno trovato dentro gli stranieri, quasi tutti di origine palestinese, iraniana ed egiziana. Tra gli 81, anche 15 minorenni. (altro…)


La tratta degli esseri umani è in crescita

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Quello della tratta è un fenomeno difficilmente quantificabile, che si regge, da un lato, sulla forte presenza di migranti (l’offerta, le donne che si prostituiscono) che fuggono da situazioni di povertà sociale e materiale e, dall’altro, su una domanda, fortissima, da parte dei clienti. Una “domanda” poco indagata e liquidata con facili e frettolosi giudizi. Una domanda numericamente superiore all’offerta (altro…)


Speciale Contromafie – Stati generali dell’antimafia 2009

Ott 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_10_2009 In occasione di Contromafie 2009, Narcomafie esce con un’edizione speciale. Novantasei pagine per fare un bilancio delle strategie di prevenzione e contrasto al crimine organizzato e comprenderne il grado di condizionamento su economia, politica e società. Più di trenta interventi per conoscere il ruolo dell’ associazionismo, del mondo della cultura e dell’informazione come scudo contro lo strapotere mafioso. Un monografico dedicato a chi vuole saperne di più e non vuole restare a guardare. (altro…)


Il protocollo dimenticato

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Calpestando quanto l’Italia ha firmato ratificando il Protocollo di Palermo delle Nazioni Unite, il disegno di legge in materia di prostituzione proposto dal ministero delle Pari opportunità produrrà effetti devastanti nel contrasto alla tratta di esseri umani   “Strade Protette”: così si chiamava la recente campagna referendaria indetta dal partito La Destra, la cui raccolta firme è stata sospesa non appena presentato il disegno di legge Carfagna – approvato dal Consiglio dei ministri l’11 settembre –, che introduce il carcere per prostitute e clienti. La proposta di legge del Ministro delle Pari Opportunità, sebbene il fine dichiarato sia il contrasto allo sfruttamento della prostituzione, pare infatti occuparsi, piuttosto, proprio delle strade, della loro sicurezza e del loro decoro. Per un fenomeno per il quale, al fine di un intervento efficace, l’attenzione andrebbe riposta sulle vittime dello sfruttamento, sulle “prostitu-i-te”, su chi non ha alternativa. È questo il parere delle principali organizzazioni ed enti che si occupano da anni di prostituzione in strada. «Non è una questione di ordine pubblico», scrivono in un documento congiunto Asgi, Gruppo Abele, On the road, Caritas, Cnca, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Comune di Venezia, Consorzio Nova, Dedalus e Save the Children, «ma questione sociale....


L’evoluzione pericolosa

Feb 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il calo dei proventi delle tradizionali attività illecite rende vitale per la criminalità organizzata pugliese cercare altre fonti di guadagno. Ecco perché sta cercando di mettere le mani sugli appalti delle amministrazioni pubbliche La criminalità sta cercando di mettere le mani sugli appalti delle amministrazioni pubbliche pugliesi, sia attraverso i tradizionali metodi delle intimidazioni e delle minacce, sia attraverso il più sofisticato rapporto politico di convogliare i voti verso determinati partiti o uomini politici, che una volta eletti diventano strumenti nelle mani della mafia. Crollati i lucrosi guadagni del contrabbando di sigarette con l’altra sponda dell’Adriatico; diminuito il traffico di essere umani nel Canale d’Otranto; ridottasi la gestione sistematica del racket delle estorsioni – che presuppone un forte radicamento strutturale delle organizzazioni sul territorio, oggi in gran parte ridimensionato, specialmente nell’area jonico-salentina, anche se non mancano segnali preoccupanti di una possibile ripresa e della vitalità della Sacra corona unita nel settore – diventa vitale per la criminalità organizzata cercare altre fonti di guadagno. Segnali da monitorare. I rapporti tra la criminalità e la politica, prima di diventare operativi e fruttuosi, si generano e si sviluppano in una sorta di “zona grigia”, che non necessariamente determina di per sé situazioni di illegalità, ma...