Articoli con tags ‘ traffico di rifiuti ’


Biutiful Cauntri

Mag 25th, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Immobile. Un termine che sintetizza la politica ambientale del nostro paese. E non solo ambientale. Immobile è un fabbricato, una casa. Ma immobile è anche cio’ che non si muove. Due facce di una stessa medaglia: quella dell’ecomafia del cemento illegale, di migliaia di casa abusive costruite con le betoniere dei clan. Dei terreni, beni immobili, che vengono quotidianamente avvelenati da rifiuti tossico-nocivi che avvelenano l’aria, contaminano le falde acquifere, inquinano le coltivazioni agricole, minacciano la salute dei cittadini. Una vera e propria guerra. Con i magistrati costretti ad affrontarla con armi spuntate. Colpa, anche , di una politica immobile. Che non si muove davanti ad uno dei fenomeni piu’ gravi dal punto di vista economico, ambientale, sociale e sanitario e che da oltre sedici anni non si decide ad approvare l’introduzione nel codice penale dei delitti contro l’ambiente. E questo accade sotto gli occhi di tutti. (altro…)


La strana storia del sindaco Fioroni

Mar 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Elena Ciccarello
Rifiuti nocivi e imprenditori in odor di mafia. Il silenzio, le pressioni e la denuncia di un sindaco coraggioso. Accade a Pero, in Lombardia, nel territorio che ospiterà l’Expo 2015 (altro…)


Boss di periferia

Nov 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_11_2009 L’emendamento alla Finanziaria che consente la vendita dei beni confiscati ai mafiosi è un colpo di spugna alla legge 109/96 che ne consente la destinazione a scopi sociali. E apre la possibilità per le cosche di riacquistare ciò che forze dell’ordine e magistratura hanno faticosamente sottratto loro. Lo spieghiamo sull’ultimo numero di Narcomafie, che contiene inoltre un esclusivo dossier sulle ramificazioni delle mafie nei quartieri milanesi. Un’inedita fotografia di ras, latitanti e luogotenenti della criminalità organizzata che spadroneggiano nei sottoboschi meneghini. (altro…)


Feudalesimo in salsa campana

Set 10th, 2009 | Categoria: recensioni
C’è il condannato per abuso d’ufficio, quello per finanziamento illecito ai partiti che torna dopo decenni, c’è l’indagato per corruzione che è rimasto in Parlamento, quello accusato di essere organico al clan che ha un posto nel governo, c’è l’imputato per il disastro rifiuti… e l’elenco potrebbe continuare. Sono tanti, troppi e hanno due cose in comune. La prima, non conoscono la parola dimissioni, la seconda, sono tutti politici campani, 40 per la precisione. Le loro storie, ambizioni, progetti sono raccolti nel libro La casta della monnezza, edizioni Newton Compton, scritto a quattro mani dai giornalisti Bruno De Stefano e Vincenzo Iurillo. Il primo a sfilare su questa passerella è Antonio Bassolino, attuale governatore della Campania. Si inizia dagli anni 90 quando don Antonio, nel pieno della tangentopoli partenopea, conquistava la poltrona di primo cittadino. Dopo l’impegno contro la camorra e i comitati di affare, che avevano messo le mani sul post terremoto, la nuova promessa dell’allora Pds diventava sindaco di Napoli. Solo un anno dopo, nel 1994, il commissariamento della Campania per la gestione dei rifiuti, l’inizio del suo declino politico. Nel 2000, infatti, da governatore della regione diventerà commissario straordinario, ruolo in cui si distinguerà per la condotta fallimentare...


I fanghi di Brindisi

Lug 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Una piramide di cento metri sepolta nelle viscere di una località nel reggino nasconde tonnellate di rifiuti pericolosi. Arrivano dalla centrale Enel di Brindisi: un sistema di coperture e falsificazioni emerso solo grazie a uno strano via vai di camion (altro…)


Il frastuono copre gli spari. Da quindici anni

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Il suo nome è oggi simbolo di un giornalismo autentico e della difesa della libertà di stampa. Il suo lavoro è ricordato per l’alto senso civico ed etico, e per la grande professionalità. Nel marzo del 1994 Ilaria Alpi, insieme all’operatore Miran Hrovatin, si recò per il Tg3 in una Somalia devastata dalla guerra civile per “coprire” il ritiro del contingente italiano Ibis 2 a seguito del fallimento dell’operazione internazionale Restore Hope e, nel tempo che le restava, proseguire un’inchiesta che aveva a cuore da anni e che le costò la vita: quella sul traffico di armi e di rifiuti e sulla corruzione della cooperazione italiana in territorio somalo, che in poco tempo era riuscita a bruciare 1.400 miliardi di lire senza portare nel paese africano risultati apprezzabili. (altro…)


Regione verde… o “Toxic country”?

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Secondo l’ultima relazione annuale della Direzione nazionale antimafia (dicembre 2008), sono due i settori che meritano particolare attenzione per il rischio di infiltrazioni mafiose in Abruzzo: gli appalti – e questo vale ancora di più oggi, alla luce della ricostruzione che verrà – e lo smaltimento dei rifiuti. In effetti sono tante le cronache nere abruzzesi che hanno avuto a oggetto la gestione illegale dei rifiuti, soprattutto di matrice industriale. Grazie alla sua posizione al centro dell’Italia, la “regione verde” si è spesso trovata coinvolta come nodo strategico per i trafficanti, se non quando vera e propria base operativa. Reati in crescita. C’è anche l’Abruzzo, ad esempio, tra le regioni coinvolte in un imponente traffico illecito di rifiuti, costituiti dalle pericolose batterie al piombo esauste, scoperto dai carabinieri il 12 maggio scorso. Una banda ben organizzata e multietnica (tre degli arrestati sono stranieri) beccata con le mani nel sacco, mentre si fingevano incaricati dal Cobat (Consorzio nazionale batterie esauste) a ritirare le vecchie batterie presso numerose aziende abruzzesi, umbre, marchigiane e laziali. Ottomila tonnellate raccolte in meno di un anno, il cui traffico illegale ha fruttato all’organizzazione qualcosa come 500mila euro. Le batterie, una volta ritirate, venivano spacciate e vendute come...


Storie di ordinaria razzia

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Ci sono due boss della ‘ndrangheta della zona di Africo-Bova che discutono sul come alterare la miscela per fare il calcestruzzo. «Metti meno cemento e più sabbia nell’impasto», fa uno, e l’altro «ma così si sfascia la pompa, la betoniera». È questo l’unico scrupolo. «Mettine di meno e basta», comanda il primo, a chiudere il discorso. Stanno tirando su una scuola in provincia di Reggio Calabria e nessuno dei due si preoccupa di mettere a repentaglio la vita di studenti, professori, dipendenti: le scuole crollano quando sono fatte così, non solo in Abruzzo o a San Giuliano. Pensano solo a fare soldi, meno cemento usano e meno soldi spendono. E questa è ecomafia. C’è poi un clan, sempre della ‘ndrangheta reggina, che fa capo a tale Stellittano, che scava buche profonde anche dieci metri e larghe cinquanta. Usa la terra per fare il cemento e riempie le buche con rifiuti tossici. Stile camorra. Avvelena le falde e i terreni e poi vorrebbe chiedere i soldi per la bonifica, o in alternativa il cambio di destinazione dell’area per costruirci sopra. Lo fa in provincia di Milano, nella Brianza, posti meno noti alle cronache mafiose. Anche questa è ecomafia. In Sicilia, invece, Cosa nostra...


Pentiti, la resa dei conti

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
I Casalesi rispondono all’offensiva giudiziaria seminando cadaveri. Obiettivo, chiunque abbia collaborato con lo Stato. Poche persone isolate in una terra dominata dall’omertà e dall’acquiescenza alla camorra Dopo le stragi del 1992, anche la Campania ha conosciuto la nuova stagione del pentitismo e ha avuto i suoi “Buscetta”. A partire da Pasquale Galasso (definito appunto il “Buscetta campano”), Carmine Alfieri, Umberto Ammaturo. Con le loro dichiarazioni fu dato l’avvio a importanti indagini che avrebbero sconvolto gli equilibri, di per sé fragili, della camorra ormai da tempo divenuta “imprenditrice”. Fu svelata la tangentopoli campana e il rapporto tra imprenditori, camorra e politica fu al centro di diverse inchieste della magistratura napoletana. Sul fronte della camorra casalese nel 1993 si registra la prima importante collaborazione, quella di Carmine Schiavone, cugino di Francesco Schiavone, detto “Sandokan”. Dopo l’ampio clamore di questi primi pentimenti, non se ne è più parlato fino al 2002, quando Luigi Giuliano, divenuto collaboratore di giustizia, provocò un nuovo “terremoto” con le sue dichiarazioni. Noto come “’o rre”, nel quartiere Forcella e in altre zone di Napoli aveva dettato legge per anni, dominando con la sua famiglia-clan. Una vera e propria mattanza. L’argomento pentiti torna di forte attualità tra la primavera e l’autunno del...


L’ipocrisia del “Plan Campania”

Lug 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Napoli come Bogotà, un parallelo azzardato ma, alla luce dei fatti, neanche troppo. Identico l’approccio emergenziale, identici i fallimenti delle strategie. Che finiscono (loro malgrado?) a salvaguardare l’interesse di una casta con pochi scrupoli   «Come la Colombia», «… non è la Colombia», «… misure da Colombia»: dopo l’annuncio di mandare le truppe sulle strade italiane si sono lette frasi ad effetto e accostamenti forse forzati. Ma solo un po’. Negli ultimi tempi, l’Italia sembra correre a grandi falcate verso il peggio dell’immaginario internazionale quanto a violenza, corruzione, delinquenza e autoritarismo. In questa rincorsa Napoli e la Campania sovrastano persino la Calabria e la Sicilia, pur legate da vari affari sporchi con la Colombia. Le accomuna  anche un rigido controllo informativo: in Colombia, come a Napoli, i conflitti moderni si vincono più con giornali e televisioni che con le armi.    Dove i media non arrivano. 19 giugno scorso: nell’aula bunker del carcere di Poggioreale si attende il verdetto d’appello per il clan dei Casalesi. Pochi chilometri a nord, a Chiaiano, amministratori, cittadini e militanti dei centri sociali decidono come rispondere all’imposizione della discarica da parte del sottosegretario Guido Bertolaso. Due notizie importanti, ma la prima sovrasta, fino ad annullarla, l’altra.  È comprensibile: più che...