Articoli con tags ‘ traffico di rifiuti ’


Veneto, presentato a Mestre un dossier sulle ecomafie

Gen 22nd, 2015 | Categoria: news
Legambiente Veneto e l’assessorato comunale all’Ambiente e città sostenibile di Venezia hanno oggi presentato il progetto “Scoasse. Dossier su rifiuti e illegalità in Veneto”. «I reati ambientali e la corruzione – ha dichiarato Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – sono strettamente connessi. Ci troviamo di fronte ad un’economia che si regge sull’intreccio tra imprenditori senza scrupoli, politici conniventi, funzionari pubblici infedeli, professionista senza etica; un’economia che opera attraverso il dumping ambientale, la falsificazione di fatture e bilanci, l’evasione fiscale e il riciclaggio, la corruzione, il voto di scambio, la spartizione degli appalti». Il dossier, presentato  a Mestre, analizza le inchieste e le dinamiche relative alla criminalità ambientale, ponendo anche l’accento su diverse questioni. La prima: occorre accordare filiere di riutilizzo della materia per crearne una trasparente ed  arginare così la nuova frontiera di guadagni per i criminali, rappresentata dalla materia frutto della raccolta differenziata. La seconda: porre particolare attenzione al fenomeno degli incendi negli impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti. La terza, spiegata dal presidente Lazzaro: «Le stretagie messe in atto dalla criminalità ambientale sono sempre più sofisticate, camuffate di legalità e che si espandono verso nuovi settori». Per maggiori informazioni: http://www.osservatorioambientelegalitavenezia.it/scoasse-dinamiche-rotte-e-operativita-degli-ecocriminali-in-veneto/


Dalla Puglia alla Libia: la nuova, pericolosa, via dei rifiuti

Ott 13th, 2014 | Categoria: articoli
di Massimiliano Ferraro
Dalla Puglia alla Libia, da Bari all’ex colonia italiana attualmente sull’orlo del baratro. È questa la nuova, pericolosa, via dei rifiuti denunciata dal ministro dell’Interno Angelino Alfano al termine del vertice sulla sicurezza che si è svolto venerdì scorso nella prefettura barese. «Nel porto di Bari e nelle indagini svolte presso il porto di Bari si è individuato un importante spostamento illecito di rifiuti verso la Libia» – ha detto Alfano. Chiaro è sembrato il riferimento ad alcune operazioni di polizia andate a segno negli ultimi mesi, come quella denominata “Desert Waste” che a maggio ha portato alla denuncia di tre persone per traffico internazionale di rifiuti proprio verso la Libia. Secondo l’accusa, quattro semirimorchi pieni di materiale ferroso, parti di camion, batterie, pneumatici, filtri e altri rifiuti speciali, per un peso complessivo di circa 70 tonnellate, erano pronti per essere spediti spacciandoli per pezzi di ricambio usati. «Evidentemente esiste un ponte con la criminalità libica che in quelle zone accoglie i rifiuti illegalmente trasportati dall’Italia – ha sottolineato Alfano – ed un altro indizio che da queste parti c’è un traffico illecito l’abbiamo avuto attraverso il sequestro di 25 tonnellate di rifiuti a Gravina. Per cui questa è un’altra traccia...


Toxic Somalia, gli effetti del traffico illegale di rifiuti nel Corno d’Africa

Lug 19th, 2011 | Categoria: articoli
di Massimiliano Ferraro
Sulla spiaggia di Mareeg, trecentocinquanta chilometri a nord di Mogadiscio, l’andirivieni monotono delle onde porta con sé la paura della morte. Un po’ tutti da queste parti si ricordano della cisterna lunga sei metri, corrosa dall’acqua salata, restituita dal mare in un giorno qualsiasi del 1997. Non fu certamente quello l’inizio del flagello che continua a mietere vittime in Somalia, ma è da allora che gli abitanti dei villaggi costieri hanno cominciato a trovare una spiegazione alle strane eruzioni cutanee, alle malformazioni di neonati e alle patologie tumorali che si verificavano in quelle zone. Sono le terribili conseguenze di decenni di smaltimento illegale di rifiuti tossici, compiuto al largo delle coste somale dalla criminalità organizzata con l’omertosa complicità dei governi occidentali. Approfittando del caos della guerra civile che fin dagli inizi degli anni ’90 ha dilaniato il Paese, essi non hanno esitato a stipulare dei patti diabolici con i Signori della Guerra locali: soldi o armi in cambio del consenso a scaricare indiscriminatamente in mare sostanze altamente inquinanti. Ciò accadeva nella Somalia di Ali Mahdi Mohamed, meta preferita di molte navi dei veleni. Centinaia di bidoni d’acciaio pieni di rifiuti speciali di ogni genere affondati in quel...


La “pietra miliare”: origine del traffico di rifiuti tossici tra Italia e Romania

Lug 18th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Ad est dell’est c’è Sulina, piccola cittadina del distretto di Tulcea: il punto più orientale della Romania e dell’intera Unione Europea. Quattromila anime sparse tra casette di legno e orribili condomini di epoca sovietica. Poche strade, alcune ancora in terra battuta che conducono quasi tutte al porto, situato allo sbocco del ramo centrale del Delta del Danubio. È stata questa la breccia che ha trasformato la Romania nel primo paese pattumiera d’Europa. Una “pietra miliare” dei traffici illeciti di rifiuti provenienti dall’Italia, come la definì in una lettera al settimanale Famiglia Cristiana lo 007 Guido Garelli (personaggio coinvolto nel progetto Urano per lo smaltimento di materiale pericoloso in una depressione dell’ex Sahara spagnolo). Di certo nella seconda metà degli anni ’80 il porto franco di Sulina rappresentava un salvacondotto per molti trasporti illegali e dal 1987 in poi divenne anche l’approdo privilegiato delle navi dei veleni provenienti dall’Italia. Nella primavera del 1987 due mercantili carichi di rifiuti pericolosi, la Akbay I e la Corina, salparono dai porti di Marina di Carrara e di Chioggia diretti a Sulina. A commissionare i viaggi fu un’azienda italiana, la Sirteco Italia S.r.l. , che si impegnò a...


Malati di monnezza

Apr 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli
di Chiara Graziani
Il Nord inquinato dalle sue industrie e dai suoi inceneritori paga un caro prezzo in tumori, malformazioni e morti. Il Mezzogiorno, che quel carico industriale non lo ha, se non in alcune zone, ha perso ora anche il vantaggio della sopravvivenza. Oggi, infatti, nelle terre delle ecomafie si muore di tumore quanto nel Nord delle industrie: talvolta di più, addirittura fino al 22% in più, come rivelano anticipazioni dell’ultimo studio italo-statunitense in via di pubblicazione e presentato in questi giorni a Sperone, Avellino, dal professor Antonio Giordano, ordinario di anatomia e istologia patologica presso il dipartimento di patologia umana e oncologia dell’università di Siena. Sono, infatti, le mafie il carico “industriale” del Sud. Un’industria che produce profitti consumando, letteralmente, vite e territori. Un capolavoro anche della politica che quel nesso – gestione illegale dei rifiuti uguale (anche) aggressione micidiale alla salute pubblica – si ostina a non vedere. Bombe a orologeria. Un rapporto del 2008 dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Istituto superiore di sanità quel nesso l’ha ben chiarito per una serie di tumori: allo stomaco, al fegato, alle vie biliari, ai polmoni, alla vescica. Lo smaltimento incontrollato o malgestito di rifiuti è stato in quel rapporto scientificamente indicato anche come colpevole...


Traffico illecito di rifiuti dalla Francia alla Liguria

Nov 16th, 2010 | Categoria: news
Traffico di rifiuti dalla Francia alla Liguria. Le aziende di smaltimento che operano oltralpe, a causa degli alti costi, preferiscono smaltire in Italia. E fin qui tutto lecito. Per scaricare è però necessaria l’autorizzazione da parte della Provincia, che richiede i tempi burocratici di istruzione della pratica. Non volendo attendere, molti autotrasportatori preferiscono dichiarare che si tratta di rifiuti monomateriale, per i quali non è necessaria alcuna autorizzazione. Ecco che però, una volta scoperti, incorrono nel reato di traffico illecito di rifiuti.  E’ quanto accaduto a venti autotrasportatori segnalati alle autorità giudiziarie, queste hanno disposto il sequestro di dodici mezzi pesanti e comminato multe per 200 mila euro a causa delle violazioni amministrative accertate. L’accusa è di traffico internazionale di rifiuti, mentre i dati si riferiscono a un servizio di controllo dei Carabinieri del Comando Compagnia di Imperia, effettuato negli ultimi giorni sulle principali arterie provinciali. Nel mirino i rifiuti provenienti dalla Francia, in particolare il materiale di risulta dell’attività di costruzione e demolizione destinato alle discariche intemelie e le spedizioni nazionali di rifiuti che attraversano il territorio della provincia di Imperia. Come se non bastasse c’è l’aggravante per sostanze pericolose: le analisi eseguite dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente ligure hanno rivelato...


Un copertone per la criminalità

Nov 5th, 2010 | Categoria: articoli
di Peppe Ruggiero
Ormai nel mondo dei rifiuti sparisce di tutto. Ogni giorno. Ogni mese. Ogni anno. Ultimo in ordine di tempo  la presentazione di un nuovo dossier di Legambiente e  Ecopneus, la società consortile costituita dai 6 principali produttori di pneumatici operanti in Italia. Dati inquietanti che difficilmente troverete sui principali quotidiani nazionali. Ogni anno spariscono nel nulla – o si disperdono in canali poco chiari – fino a 100 mila tonnellate di PFU (Pneumatici Fuori Uso). I dati elaborati evidenziano che dal 2005 a oggi sono state individuate ben 1.049 discariche illegali in tutta Italia, per un’estensione complessiva che supera ampiamente i 6 milioni di metri quadrati  Si va dalle discariche di ridotte dimensioni, frutto della smania di risparmiare qualche spicciolo da parte di piccoli operatori (gommisti, officine, trasportatori, intermediari), a quelle più grandi, dove appare evidente la presenza di attività organizzate per il traffico illecito, svolte sia in Italia che all’estero. I traffici illeciti riguardano ben 16 regioni italiane e hanno coinvolto, sia come porti di transito sia come meta finale di smaltimento, 8 Stati esteri: Cina, Hong Kong, Malaysia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal. Dalle indagini emerge chiaramente come i PFU siano tra i materiali più gettonati dai trafficanti: questa tipologia di rifiuti è stata al centro di oltre l’11% del totale delle inchieste svolte dal 2002 ad oggi. È...


Dieta all’amianto contro la calura estiva

Lug 28th, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri, news
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Con l’arrivo del caldo torrido si consiglia una dieta a base  di verdure, ortaggi e frutta. Andatelo a dire ai cittadini del Triangolo delle Bermude, gli abitanti dei tre comuni vesuviani Boscoreale, Poggiomarino e Striano dove la Procura di Torre Annunziata ha scoperto che  amianto e altri rifiuti tossici pericolosi tra cui vernici, diluenti e solventi, venivano interrati nei fondi agricoli coltivati del Napoletano da un’organizzazione criminale che faceva scomparire cosi’ tonnellate di rifiuti speciali. Concime alla diossina, insalata all’amianto, verdure verniciate. Come nel film Gomorra. Piu’ di quello visto nel documetario Biutiful Cauntri.   (altro…)


Rapporto Ecomafia 2010. Il ciclo illegale dei rifiuti

Giu 1st, 2010 | Categoria: articoli
di Enrico Fontana e Sebastiano Venneri
Il ciclo illegale dei rifiuti Proprio l’analisi di quanto è accaduto nel 2009 sul ciclo dei rifiuti consente di evidenziare un secondo e importante esempio positivo nel funzionamento delle nostre istituzioni. L’ottimo lavoro svolto in Italia dalle le strutture doganali, coordinate dall’Ufficio antifrode, ha contribuito alla decisione, assunta dall’Organizzazione mondiale delle dogane, di aprire finalmente una finestra sui traffici illeciti su scala globale. Si è svolta così nel 2009, tra la fine di marzo e la seconda settimana di maggio, l’operazione “Demeter”: 64 i paesi coinvolti nelle attività di controllo, in Europa, Africa e Sud Est asiatico; più di 30 mila le tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi finiti sotto sequestro. La ripresa su larga scala di questi traffici che riguardano plastica, carta, rottami ferrosi e soprattutto spazzatura elettronica, i cosiddetti e-waste, è una delle novità più significative nel Rapporto di quest’anno: crescono in Italia, in maniera esponenziale, i rifiuti sequestrati durante le operazioni di controllo doganale (7.400 tonnellate nel 2009, contro le 4.800 del 2008). E sotto osservazione sono, in particolare, i porti di Genova, Venezia, Napoli, Gioia Tauro e Taranto che movimentano...


La camorra uccide anche senza sparare

Giu 1st, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Un dossier choc redatto dal geologo Giovanni Balestri e consegnato lo scorso mese di marzo alla Procura di Napoli certifica che nell’area nord di Napoli, denominata “la Terra dei Fuochi” da Legambiente nel lontano 2002,  un’infiltrazione nelle falde acquifere di ben 14 mila tonnellate di percolato, il liquido velenoso prodotto dalla discarica Resit, che non è mai stato smaltito regolarmente. Un avvelenamento silenzioso aggravato dal fatto, sempre certificato dalla relazione, che le pareti di quella  discarica non erano mai state impermeabilizzate. Una bomba ecologica.  In quella discarica, come riferito dal pentito dei Rifiuti Gaetano Vassallo, sono state interrate circa 300 mila tonnellate di rifiuti speciali provenienti dalle industrie del Nord, prevalentemente dall’Acna di Gengio. Un affare che univa l’Italia.  Si produceva  al nord, si attraversava l’Italia e si smaltiva e inquinava al sud. La camorra fatturava e incassava. (altro…)