Articoli con tags ‘ traffico di droga ’


La fatica di Sisifo dell’antidroga italiana

Nov 24th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Innocenti
Nell’anno che volge al termine si sta registrando un’azione di contrasto al traffico/spaccio di stupefacenti decisamente più forte rispetto ai mesi passati. Le tre forze di polizia ce la stanno mettendo tutta e le 1.953 operazioni antidroga effettuate nel solo mese di ottobre scorso, con 2.083 persone arrestate (di cui 1.064 stranieri e 101 minori), son i valori mensili più alti dell’anno (dati, provvisori, elaborati il 7 novembre c.a. dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza). Anche in tema di sequestri la “pesca” è andata bene con 7068,325kg di stupefacenti complessivamente intercettati, il valore più alto dopo quello di settembre (8.771,854kg) e lo stesso per la cocaina con 655,610kg dopo gli 893,381kg di gennaio. I maggiori quantitativi di cocaina sono stati bloccati a Reggio Calabria ( 403,321kg, come al solito, nel porto di Gioia Tauro), seguita da Livorno (117,02, anche qui nel porto), quindi Milano con 42,605kg, Roma con 25,466kg e Torino (13,973kg). Da rilevare che sul totale di 75,814kg di eroina complessivamente sequestrata, Trieste è stata la capofila con 57,200kg, seguita da Roma con 5,106kg, Varese (4,317kg) e Napoli (1,930kg). Un dato che merita qualche riflessione è quello di nessun sequestro di eroina, stando...


Il grande business degli stupefacenti

Set 29th, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Il traffico e lo spaccio di droghe si sostengono a vicenda con un “gioco di sponda”. I proventi che ne derivano fanno troppo comodo a entrambi. Ho, spesso, sostenuto che la guerra alle droghe che va avanti da oltre mezzo secolo, con l’impiego di ingenti risorse umane e finanziarie in molti paesi del mondo, non ha dato i risultati sperati nonostante gli innumerevoli successi delle forze di polizia con sequestri, arresti, distruzioni di colture di foglie di coca e di papavero da oppio (che ricrescono sempre!). Tutto questo non è stato sufficiente e, pertanto, spetta alla politica, nei singoli paesi ma in un contesto internazionale, individuare nuove strade (non certo quella del presidente filippino Duterte che sta eliminando fisicamente gli spacciatori), adottare nuove leggi, riservare maggiore attenzione alla prevenzione, aggiornare, eventualmente, le Convenzioni Onu sul tema. Non sono un “legalizzatore pentito” come, scherzosamente, mi ha indicato un mio vecchio amico giornalista. Certo che parlare, oggi, di legalizzazione delle droghe, sia pure di quelle che vengono definite “leggere” (ma di leggero a ben vedere c’è poco!), dopo aver letto gli ultimi resoconti sull’argomento (rapporto europeo sulla droga 2016, rapporto UNODC 2016,relazione DCSA 2015, rapporto della DIA presentato al Parlamento nel luglio...


La versatilità della criminalità nigeriana nel controllo della prostituzione e del traffico di stupefacenti

Lug 22nd, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
La situazione nel nostro paese, relativamente alla criminalità straniera, si è andata sempre più aggravando per le presenze criminali (alcune divenute stanziali) provenienti da alcuni paesi africani dove il problema più grave, per quel che riguarda il contrasto al traffico di stupefacenti, alla tratta delle persone e alle altre forme di criminalità organizzata, è rappresentato dalla carenza di una reale collaborazione a livello internazionale sia per la mancanza di adeguati mezzi che per la capacità delle organizzazioni di condizionare le istituzioni. Il primato criminale nel Continente africano spetta ai gruppi nigeriani che riescono a controllare gran parte dei traffici illeciti a partire dal commercio di droghe, alle frodi informatiche,al trasferimento di denaro sporco attraverso i circuiti finanziari telematici, al traffico di donne destinate alla prostituzione. E’ di questi ultimissimi giorni, l’esemplare condanna a otto anni di carcere, da parte del Gip di Milano, inflitta a due uomini e una donna nigeriani per la riduzione in schiavitù e lo sfruttamento della prostituzione di giovani connazionali fatte giungere nel nostro paese con la promessa di un lavoro e poi ricattate, sottoposte a pratiche intimidatorie basate sulla violenza e sul potere di assoggettamento psicologico legato alla magia nera (riti vudù) e costrette a...


Molfetta, operazione dei Carabinieri

Feb 2nd, 2016 | Categoria: brevi di mafia
I carabinieri di Molfetta stanno arrestando in queste ore una quindicina di persone nel corso di un’operazione, coordinata dalla Dda di Bari, nei confronti di un presunto gruppo criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti, al sequestro di persona e al possesso di armi da fuoco. A capo dell’organizzazione, che agiva nel nord barese, vi erano due fratelli di Terlizzi. Contestualmente agli arresti i carabinieri (un centinaio quelli impiegati nell’operazione) stanno notificando 33 avvisi di conclusione delle indagini. Durante l’inchiesta, avviata a marzo del 2013 con l’arresto di quattro persone per possesso di armi e droga, sono stati sequestrati 6 kg di marijuana, mezzo chilo di cocaina, mezzo kg di eroina, quattro pistole e due fucili. Fonte Ansa


La Turchia, la droga, il terrorismo, le migrazioni

Ott 28th, 2015 | Categoria: Uncategorized
di Piero Innocenti
Il primo novembre, 55 milioni di elettori turchi sono chiamati nuovamente alle elezioni politiche anticipate, in un contesto di grande incertezza su chi potrà raggiungere la maggioranza dei voti per governare, mentre il presidente Erdogan, un tempo considerato “uomo del popolo”, è sempre più indaffarato a reprimere la libertà dei mezzi di informazione e quella di espressione degli oppositori. La censura, imposta ai media sulle indagini connesse al gravissimo attentato di Ankara del 14 ottobre, in cui hanno perso la vita un centinaio di pacifisti, è l’ulteriore segnale di una crisi politica che, probabilmente, allontanerà ancor di più il momento dell’ingresso della Turchia nella grande famiglia dell’UE. Potrebbe anche finire quella che è stata definita “l’era di oppressione” dell’ingombrante Erdogan ( da tredici anni al potere) messo, forse, fuorigioco dalla crescita e dall’accordo tra i due partiti, il nazionalista MHP e il filocurdo HDP, che, nell’ultima tornata elettorale di pochi mesi, fa avevano ottenuto, rispettivamente, il 16,5% e il 13% dei voti. L’Italia continua ad avere buoni rapporti di interscambio commerciale con la Turchia (siamo il quinto partner nel 2015, con 7miliardi di euro) e la presenza di oltre 1.200 aziende italiane nel paese (tra cui i grandi gruppi di Fiat,...


Traffico di cocaina dalla Colombia. La Val d’Aosta sarebbe uno dei quattro centri di raccolta italiani per la droga

Giu 18th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Oronzo Tornese, già in carcere a Brissogne, 70 anni, originario di Lecce ma residente a Saint Vincent (in provincia di Aosta), ha ricevuto a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’inchiesta è della Guardia di Finanza di Messina che sta indagando sul traffico di cocaina dalla Colombia. La Valle d’Aosta sembrerebbe essere uno tra quattro centri di raccolta italiani a cui veniva spedita la droga. I destinatari di misure cautelari in carcere sarebbero 12 e le spedizioni della sostanza in Italia sarebbero state organizzate da un messinese. Il gip di Messina ha disposto in tutto 14 misure cautelari, 12 in carcere e 2 agli arresti domiciliari. Sempre la Guardia di Finanza sta provvedendo, mentre procede all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, al sequestro di beni per un valore di oltre 250 mila euro. Le autorità colombiane hanno arrestato due corrieri, che stavano per rientrare in Italia con 6 kg di cloridrato di cocaina, dentro all’aeroporto di Bogotà. La droga, una volta arrivata, sarebbe stata “tagliata” e avrebbe potuto fruttare oltre mezzo milione di euro.


Campania, maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia

Mag 29th, 2015 | Categoria: news
Tra gli interessi criminali del gruppo vicino al clan Giffoni-Noschese – dedito prevalentemente al traffico di sostanze stupefacenti, con almeno mille chili di hashish all’anno e 5 chili di cocaina al mese – figura anche il condizionamento del voto nelle elezioni amministrative che si sono svolte nel 2009 nel Comune di Battipaglia (nella foto), nel Salernitano. Questo è quanto emerge da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno che ha portato all’esecuzione di 57 ordinanze cautelari in carcere e di 30 ordinanze ai domiciliari. Le indagini sono state avviate nel 2010. L’organizzazione non puntava soltanto alla monopolizzazione del traffico di droga nella Piana del Sele, ma anche all’imposizione di candidati alle comunali del 2009 di Battipaglia. Per condizionare il voto, la banda usava anche azioni intimidatorie tese a canalizzare le preferenze su un esponente politico locale successivamente eletto consigliere, padre di uno dei componenti dell’associazione malavitosa. Le indagini hanno permesso di appurare anche l’anomala gestione di stand pubblici per la distribuzione di fuochi d’artificio e di altri interessi pubblici nel comune battipagliese. Il gruppo puntava a mettere le mani sul’amministrazione comunale, poi sciolta nell aprile del 2014 per gravi infiltrazioni camorristiche. Il pm Rosa Volpe, titolare dell’inchiesta, ha spiegato che “il gruppo...


Cannabis e “super cannabis”, il mercato tira sempre

Mar 3rd, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Quando, più di venti anni fa, muovendo i primi passi nella neonata Direzione centrale per i servizi antidroga (DCSA), accennai alla possibilità che anche in Italia si potesse coltivare la cannabis in qualche campo fuori mano, lontano da occhi indiscreti, mi fu obiettato che alla criminalità nostrana non conveniva e che da noi, oltretutto, non vi erano le condizioni climatiche adatte a questo tipo di coltura. Non mi convinsero molto quelle considerazioni e, anni dopo, rientrato dalla esperienza di servizio come esperto antidroga in Colombia e in Centro America, riproposi quelle mie osservazioni. I sequestri di alcune decine di piante di cannabis effettuati nelle zone impervie della Calabria (terreno fertile e ideale per le piantagioni i cui arbusti arrivano a toccare anche i 4 metri) e in Sicilia, tuttavia, non rappresentarono ancora un reale problema e, quindi, si rinviò ancora un approfondimento sul punto. Iniziavano, in quel periodo, anche le prime coltivazioni domestiche di marjiuana, prendendo spunto dalle esperienze dei più abili olandesi. La domanda di hashish e marjiuana, da allora, è andata crescendo sempre più e oggi l’Italia, Francia e Spagna, sono i tre paesi europei dove si consuma più cannabis. Si parla di un fabbisogno di circa 2.500...


La Valle d’Aosta e la permeabilità della ‘ndrangheta

Ott 17th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
«La Valle d’Aosta è permeabile alle infiltrazioni mafiose. Non si può immaginare che questa regione sia immune dal fenomeno». L’ultimo grido d’allarme relativo alla presenza della criminalità organizzata in Valle d’Aosta – in modo particolare della ‘ndrangheta – è lanciato dal pm Mario Andrigo (nella foto), che dal 1998 all’aprile di quest’anno è stato sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, prima di trasferirsi presso la Procura di Vigevano. Il pm del processo per l’omicidio di Francesco Fortugno (ucciso esattamente 6 anni fa, il 16 ottobre 2005) – dal quale «è scaturita la vicenda del consigliere Domenico Crea», come ricorda lo stesso magistrato – è stato ospite, insieme allo scrittore Lele Rozza con cui ha redatto Le radici della ‘ndrangheta, di un appuntamento organizzato dal Comando di Aosta dell’Arma dei Carabinieri e da Libera Valle d’Aosta. Alla serata “La mafia liquida. ‘Ndrangheta: dalle radici ad oggi” ha preso parte anche il Tenente Colonnello Guido Di Vita, per due anni a capo del reparto investigtivo speciale proprio a Reggio Calabria. Il militare ha ricordato come alcuni esponenti della famiglia Facchineri proprio in Valle d’Aosta siano stati relegati al soggiorno obbligato, l’arresto di due membri della famiglia Nirta avvenuto nel 2009, il...


Traffico di droga: a Bologna operavano cellule del clan Mancuso

Ago 3rd, 2011 | Categoria: news
È durata un anno l’indagine denominata “Due Torri Connection” che ha portato a diversi arresti e perquisizioni, tuttora in corso, eseguite in varie regioni italiane, ma anche in Spagna e Austria, dalla Squadra Mobile di Bologna, in stretta collaborazione con le Squadre Mobili delle Questure di Catanzaro, Teramo, Vicenza e Vibo Valentia. Dalle indagini, coordinate dal Servizio Centrale Operativo e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, si è potuto accertare che a Bologna vi era la presenza di uomini appartenenti alla cosca Mancuso, impegnati a concludere trattative per l’acquisto di diverse partite di cocaina con i narcotrafficanti colombiani che operavano in Spagna e in Colombia. Grazie all’impegno degli agenti di polizia è stato possibile troncare il traffico di droga che, nascosta in scatoloni a bordo di aerei privati, che partivano dall’aeroporto di Quito (EC), o all’interno di container provenienti dal sud America, stivati su motonavi come finti carichi leciti, giungeva in Europa. La polizia di Stato ha altresì accertato che gli incontri, per le trattative d’acquisto, avvenivano in una villa sontuosa appartenente agli uomini della ‘ndrina calabrese, sita nel Comune di Bentivoglio in provincia di Bologna.