Articoli con tags ‘ tossicodipendenza ’


Muli del 21° secolo

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Ingoiano decine di ovuli contententi cocaina e si avventurano in viaggi che possono decretare la loro fortuna o la loro morte, per soffocamento o per intossicazione. Sono i “muli”, corrieri più o meno improvvisati che stanno riempiendo le tasche di piccole reti di narcotrafficanti   Si stima che tra il 10 e il 15% della cocaina che attraversa il Senegal rimanga sul territorio, creando un mercato locale che da un lato soddisfa i turisti e la richiesta autoctona e dall’altro alimenta tanti piccoli “rivoli” diretti verso le maggiori città europee, secondari al grande canale principale del narcotraffico, ma certamente importanti per soddisfare la sempre maggiore richiesta nel Vecchio Continente. L’effetto per noi più visibile della creazione di questo mercato locale, a Dakar come in altre località del Senegal, è infatti la formazione di reti di trafficanti che organizzano con corrieri e spedizioni dei “rivoli” minori. È successo in Nigeria, ed ora sta avvenendo anche qui. La loro opera è certamente di portata inferiore rispetto alle grandi mafie internazionali ma, come dimostra il caso “Tossic Park”, l’effetto è assai più dirompente per la quotidianità delle nostre metropoli. Affittare il proprio corpo. Il corriere è un tassello fondamentale del narcotraffico; egli è di solito una pedina esterna, assoldato per il...


Quali gli spiragli offerti dalla tossicodipendenza?

Mag 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Osteggiati da coloro che si rifanno all’impossibilità giuridica della loro realizzazione, gli interventi di riduzione del danno sarebbero realizzabili con maggiore sicurezza, per quanto riguarda gli operatori, attraverso l’applicazione di un quadro giuridico certo. Di seguito una disamina dei margini di manovra che la giurisprudenza offre   Gli interventi nel campo delle tossicodipendenze inquadrabili nel concetto di riduzione del danno (su cui «Narcomafie» 12/2007, Livio Pepino: “Riduzione del danno: un’alternativa pragmatica”), vengono spesso osteggiati richiamandosi all’impossibilità giuridica della loro realizzazione. È vero che un quadro giuridico certo consentirebbe di realizzare interventi tanto delicati con una maggiore, e indispensabile, sicurezza per quanto riguarda gli operatori; tuttavia è opportuno verificare quali siano i “margini di manovra” che la giurisprudenza offre.  La prescrizione di specialità medicinali contenenti stupefacenti. Una delle questioni afferenti alla pratica di riduzione del danno, ovvero la prescrizione di specialità medicinali contenenti stupefacenti a soggetti tossicodipendenti, ha costituito oggetto di diverse sentenze della Cassazione. Cass. pen. Sez. IV, 16-09-2003, n. 35597 si è occupata del medico di una Usl condannato per avere rilasciato a favore di tossicodipendenti, nonché ad ammalati in fase terminale da Hiv, prescrizioni delle specialità medicinali “Temgesic e Plegine” per uso non terapeutico, in dosaggi in misura non consentita e quando...


Un mercato a cielo aperto

Mag 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il “cuore verde d’Italia” registra un inquietante primato nazionale per morti di overdose. I dati sui decessi e sul trattamento delle dipendenze preoccupano osservatori, operatori e politici, che concordano sulla necessità di adeguare le strategie di contrasto Droga. Una vera piaga per l’Umbria. Emerge dalla relazione presentata dal Dipartimento centrale antidroga della Polizia di Stato riferita al 2007, secondo la quale il “cuore verde” d’Italia occupa una posizione di primo piano per spaccio di stupefacenti e  morti per overdose.  Un primato indiscusso. Nel 2007, in 38 hanno perso la vita per uso di sostanze; nel 1993 i morti erano 7; 25 nel 2000 e nel 2005; 26 nel 2006. Negli ultimi quattordici anni, quindi dal 1993 al 2007, nella regione sono morte per abuso di droghe 308 persone, una media di 22 all’anno. I più colpiti sono i giovani, l’età più a rischio è compresa tra i 30 e i 39 anni. Se si guarda al rapporto con la popolazione residente il record dell’Umbria si conferma a livello nazionale, infatti la regione è al primo posto per morti per overdose ogni 100mila abitanti, con una media di 4,56. La provincia di Perugia, in particolare, guida la classifica con una media di 5...


L’oppio non conosce frontiera

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Da sempre crocevia tra Oriente e Occidente, l’Iran è oggi costretto a confrontarsi con la tossicodipendenza di ampi strati di popolazione locale e immigrata dall’Afghanistan. Ma le logiche punitive e le sterili politiche attuate difficilmente risolveranno i danni “collaterali” di un business, quello degli stupefacenti, in costante ascesa Per arrivare a Bam, città del sud est dell’Iran completamente devastata dal terremoto del 2003 (cfr. «Narcomafie» 06/06), si è obbligati a superare una media di un posto di blocco ogni venti chilometri, che si intensifica se si decide di proseguire verso est o verso nord, direzioni che conducono verso l’Afghanistan. «L’autorità controlla che non si trasporti droga, siete pregati di voler consegnare i vostri documenti se richiesto», viene spiegato, ogni volta, ai passeggeri dei pullman che si imbattano nei check-point. Bam, tappa obbligata dei contrabbandieri. Bam, a più di tre anni dal sisma, sembra essere ancora un luogo “senza legge”. La città è tra i maggiori centri di smistamento dei traffici di droga e di minori che transitano in Iran. Le rotte di entrambi partono dall’Afghanistan, arrivano in Iran, dopo una deviazione attraverso il Pakistan, proseguono in Turchia per morire in Europa. Secondo il rapporto dell’Unodc (l’Agenzia delle Nazioni Unite contro droga e...


Consumatori onnivori

Mar 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Nonostante l’allarme sociale sia diminuito, le droghe sono entrate a far parte stabilmente dei percorsi di vita degli adolescenti. Il nuovo profilo è quello del poliassuntore, che però non si percepisce tossicodipendente e difficilmente si rivolge ai servizi pubblici «Ho cominciato per curiosità – dice Rocco, 33 anni, occhi neri e una risata contagiosa –. Andavo in discoteca, mi piaceva stare fino a tardi e i miei amici erano sempre più “fuori” di me. Così una volta uno di loro me l’ha fatta provare. Ero nel sottoscala del mio palazzo quando mi sono sniffato la prima striscia, se mi beccavano era la fine: non mi è neppure piaciuto». Il debutto di Rocco con la cocaina avviene quando lui ha 17 anni, di lì in poi assaggia di tutto: amfetamine, popper, lsd, trip, alla fine l’eroina e ne rimane intrappolato. Anche per Fabrizio, introverso e solitario, c’è prima la coca, tanta, fino a 20 grammi in un paio d’ore quando poteva permetterselo. Con l’eroina comincia a 24 anni, oggi ne ha 29. «Te l’ha passata un amico?» gli chiediamo; «Quale amico?! La mafia me la dava». «Chi è la mafia?», «È gente che ha dei giri paurosi, non ve li potete neppure...


Gli assaggiatori della Camorra

Feb 10th, 2006 | Categoria: news
Gli uomini della Camorra che controllano il traffico di stupefacenti nel napoletano utilizzano cavie umane per testare le nuove partite di droga. Ne dà notizia Giuseppe Del Bello su La Repubblica del 22 gennaio scorso. Le cavie sono scelte tra tossicodipendenti disperati, spesso malati di aids, non in grado di pagare gli spacciatori: vengono fornite loro gratuitamente alcune dosi ogni volta che arriva un carico nuovo di sostanza. Il rischio per questi soggetti è di morire per overdose, in caso di partita di roba troppo pura, o per intossicazione in caso di stupefacenti tagliati male. Di solito altri disperati assistono al “test” delle sostanze, pronti a spogliare il cadavere del malcapitato dei pochi averi in suo possesso.


Più sociale, meno penale

Gen 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Una parte considerevole del mondo sociale ha disertato la conferenza governativa di Palermo sulle droghe e, per confrontarsi sul fenomeno tossicodipendenze, si è riunita nella Capitale. Un chiaro “no” verso quella politica che criminalizza i consumatori, intrecciando punizione e cura Equiparare/differenziare; punire/educare; vietare/prevenire; leggi/politiche. Sono questi i dualismi che agitano oggi il dibattito in materia di droghe e tossicodipendenze e segnano una profonda spaccatura nel mondo del sociale. Incalza, da un lato, l’urgenza di politiche di welfare realmente in grado di rispondere alla complessità del problema droga – in linea con gli orientamenti internazionali e con le esperienze maturate in 30 anni di attività –, e preoccupa, dall’altro, la latitanza del Governo sul tema. Dopo Palermo nel 1993, Napoli nel 1997 e Genova nel 2000, con ampio ritardo rispetto alla cadenza triennale prevista, è stata convocata nuovamente a Palermo, dal 5 al 7 dicembre scorsi, la “IV Conferenza Nazionale sui problemi connessi alla diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope”, in extremis sui tempi previsti per legge dal dpr 309/90. Così vicini, così lontani. Un incontro concepito per favorire il confronto programmatico tra le diverse realtà che operano nel campo delle dipendenze, dalle associazioni agli enti locali, ma disertato da molte di...


Tra il muro e il “tunnel”

Dic 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
L’occupazione militare ha messo in ginocchio la Città Santa anche socialmente. Disoccupazione, paura, povertà sono i maggiori indiziati dell’ennesima emergenza: l’abuso di droghe. Soprattutto nella parte araba della città. È qui che si trova un Centro di recupero e sostegno per i tossicodipendenti di ogni etnia e religione «Il Centro Caritas è vicino a Bab ez-Zahira» dice la voce all’altro capo del telefono. «Come ci si arriva?»  «Conosci Herod’s Gate (Porta d’Erode)? Sono la stessa cosa, in arabo la chiamiamo Bab ez-Zahira (Porta Fiorita)». La Rough Guide aveva ragione: tenere sempre presente che: “A Gerusalemme tutto ha tre nomi: quello ebraico, quello arabo e la versione anglicizzata”. Una metafora esauriente che fa luce sulla misteriosa trinità che è Al Quds, Yerushalaim e Jerusalem. Da salvato a salvatore. Il Centro Caritas per il recupero di tossicodipendenti si trova a Gerusalemme est, la parte araba della città, e per raggiungerlo si passa accanto alla Porta di Damasco, dove il suq (mercato) è in pieno svolgimento. Sopra la porta torreggiano un paio di soldati israeliani con fucile in spalla. Sono lì a tenere d’occhio la folla e a ricordare chi è il più forte, ma sembrano ignorare ciò che accade appena più in là, ai lati della porta:...


Volare senz’ali

Dic 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
«Noi donne non contiamo nulla in carcere, persino per i pasti siamo messe in secondo piano. Quando in mensa si cucina il pollo, prima si distribuisce agli uomini cui vanno le parti migliori; a noi non restano che le ali e le parti più scarne».  Questo episodio è la testimonianza della vita carceraria di una delle attuali 2.660 detenute italiane. Donne, spesso madri, ma senza un compagno; in media trentenni, disoccupate e prive di un’istruzione che superi il titolo di scuola media inferiore; in maggioranza oppresse dal peso di aver lasciato “là fuori” persone che contavano su di loro. E per alcune c’è anche la dipendenza da sostanze stupefacenti…  Proprio sui temi del carcere e della tossicodipendenza vissuta “al femminile” abbiamo sentito Rosanna Rutigliano, psicologa e psicoanalista junghiana, da poco nominata Giudice onorario presso il tribunale dei minori di Torino. Rutigliano è stata anche coordinatrice terapeutica del Progetto trattamentale di primo livello per tossicodipendenti maschi all’interno del carcere Vallette di Torino (oggi Lo Russo-Cutugno) e, all’interno dello stesso istituto, operatrice presso la comunità per tossicodipendenti detenute. Da quest’ultima esperienza lavorativa ha tratto un saggio recentemente pubblicato (La donna dei sogni. La comunità femminile in carcere come via iniziatica, Franco Angeli), che si...


Ripensare metodi e criteri

Mar 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
 Il mercato delle droghe cambia volto, insieme a quello dei suoi consumatori, anche in Italia. E nuove sono anche le esigenze di questi ultimi, sia in termini di uso dei “prodotti” sia di eventuali appoggi terapeutici. Ne abbiamo discusso con il professor Riccardo C. Gatti, medico psichiatra e psicoterapeuta, direttore del Dipartimento delle dipendenze dell’Asl Città di Milano, docente presso l’Università statale Milano-Bicocca e membro del comitato scientifico del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga.  Dottor Gatti, quali sono, in termini di assistenza, le esigenze delle nuove generazioni di pazienti che assumono sostanze stupefacenti? E che cosa è cambiato nel rapporto con queste ultime? Oggi molti pazienti richiedono un servizio privato e il più possibile discreto, e quindi non si rivolgono più ai Sert. Non vogliono essere riconosciuti, per questo cercano assistenza in canali riservati, proprio come quelli che utilizzano per l’acquisto di sostanze illecite.  In Italia c’è poi una nuova tendenza da segnalare:  l’aumento del numero di persone, socialmente ben inserite, che fumano eroina. Sono convinte di poter avere pieno controllo sul consumo (forse anche grazie alla modesta quantità di principio attivo di gran parte dell’eroina attualmente in circolazione) e non si considerano simili ai tossicomani di strada. La droga, insomma, risponde sempre...