Articoli con tags ‘ Tano Grasso ’


“Mai più soli”, un volume sulle vittime di usura ed estorsione

Apr 28th, 2015 | Categoria: news
Oggi, 28 aprile, l’Università Magna Grecia di Catanzaro ha ospitato la presentazione del volume “Mai più soli. Le vittime d’estorsione e d’usura bel procedimento penale”, che racchiude gli atti del convegno tenutosi a Napoli il 16 giugno del 2014 sul tema “Le vittime di estorsione e di usura nel procedimento penale”. Il libro è stato curato dalla Federazione antiracket italiana, primo di una collana – composta da tre volumi – edita da Rubbettino e inerente alle tematiche delle estorsioni, del racket e dell’associazionismo a sostegno delle vittime; “Mai più soli” è stato realizzato da Tano Grasso (con uno scritto del presidente del Senato, Pietro Grasso), presidente onorario della Fai, che ha focalizzato la sua attenzione sulle vittime e sulla vicinanza delle associazioni nel corso della fase procedimentale. «Le problematiche che riguardano la vittima di racket – ha spiegato Grasso – sono molte e l’associazione dalla denuncia fino alla fine del processo sta loro vicino proprio per sostenerle in un periodo molto complicato. I risultati della Fai negli anni sono stati importanti. Certo, se guardiamo la Calabria non sono come in altre regioni, ma la presenza è importante». Giuseppe Scandurra, presidente della Fai, ha sottolineato che il ruolo della Federazione è anche quello di...


Santa Maria Capua a Vetere, intimidazione a imprenditore antiracket

Giu 10th, 2008 | Categoria: news
Nella notte tra il 13 e il 14 maggio ignoti attentatori hanno appiccato il fuoco all’azienda di produzione di materassi di cui è titolare Pietro Russo, 42 anni, presidente dell’associazione antiracket di Santa Maria Capua a Vetere. I danni sono stati ingenti. Russo vive sotto scorta da alcuni anni per aver denunciato il tentativo di estorsione messo in atto da alcuni esponenti del clan dei Casalesi. Le richieste estorsive iniziali consistevano in un contributo una tantum di 50mila euro più tre rate annuali da 15mila. Russo decise di registrare con dei microfoni nascosti i successivi incontri finalizzati a ridurre l’importo delle rate periodiche, che scesero a 1.500 euro. Presentatosi dai carabinieri per raccontare l’accaduto e depositare le prove, fu consigliato da un maresciallo di non sporgere denuncia e di pagare, visto l’importo contenuto delle tangenti pattuite. Dopo l’arresto del carabiniere nel 2004, Russo chiese di nuovo aiuto alle forze dell’ordine trovando, questa volta, la collaborazione richiesta. Tano Grasso, presidente onorarario della Fai ha dichiarato all’indomani dell’attentato: «Russo è stato colpito perché è stato parte offesa e testimone in un importante processo conclusosi con la condanna di numerosi camorristi del clan dei Casalesi, perché è il principale punto di riferimento del...


Pizzo, punire chi non denuncia

Set 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
L’imprenditore che paga il pizzo vittima tout court della mafia? Un luogo comune. Il racket? Un costo per tutta la società. Sconfiggere la piaga delle estorsioni? Possibile solo attraverso una rivoluzione culturale. Intervista a Tano Grasso, leader storico del movimento antiracket e presidente onorario della Federazione italiana antiracket (Fai), sulla proposta-shock di rendere obbligatoria per legge la denuncia del pizzo da parte degli imprenditori Tano Grasso, a giugno la Fai ha presentato un documento al ministero dell’Interno nel quale si afferma la necessità di introdurre l’obbligo di denuncia per gli operatori economici che subiscono il racket. Da quali considerazioni nasce questa proposta?  Da due ragionamenti. Primo: l’associazionismo antiracket ha ormai 17 anni di vita. È cresciuto, le associazione sono decine e gli aderenti centinaia, ma rimane un fenomeno ristretto in una dimensione di avanguardia. Nelle realtà più avanzate per un commerciante che denuncia ce ne sono 50 che pagano. Nelle realtà peggiori il rapporto diventa di uno a mille. Quello del racket è un fenomeno che continua a riguardare la quasi totalità degli imprenditori meridionali. In un quarto dell’Italia non c’è libertà d’impresa, e questo è un problema che riguarda tutta l’economia nazionale. Secondo una ricerca dell’Università di Catanzaro, tra il 2000...


Per una economia di solidarietà

Gen 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Testimonianza introduttiva  C’era un ristoratore in Sicilia che ogni giorno doveva comprare solo il pesce che gli veniva portato da un amico degli amici. I suoi dipendenti erano tutti in regola e percepivano la paga sindacale. Un giorno qualcuno gli fa sapere che così facendo destabilizza il mercato del lavoro e alimenta le pretese dei dipendenti degli altri ristoranti. C’è un supermercato a Napoli: se si va a comprare lì con il motorino, è molto alto il rischio che questo ti venga rubato; se si va a piedi, si rischia di essere scippati subito dopo aver pagato. Il commerciante sa con chi parlare. Finiscono i furti contro i clienti, ma in cambio bisogna acquistare solo quell’olio e quella carne. C’è un gommista in Calabria che in una notte ha visto distrutto il lavoro di una vita: un incendio ha divorato tutti i mezzi e tutta la merce, il suo appartamento e quello dei figli.   Ci sono tanti uomini e tante donne che al Sud, in terra di mafia, provano a fare il proprio mestiere come lo si fa nelle regioni del Nord. Che pensano a lavorare senza convivere con la mafia. Sono ancora di più però – purtroppo la stragrande maggioranza...


Gela, il Comune contro gli estorsori

Ott 10th, 2006 | Categoria: news
Il 9 ottobre il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Gela ha ammesso la costituzione di parte civile del Comune, dell’associazione antiracket “Gaetano Giordano” e della Fai (Federazione italiana delle associazioni antiracket) nel processo contro alcuni esponenti della criminalità organizzata locale, accusati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata e continuata a danno della cooperativa “Agroverde”. Gli imputati, esponenti di Stidda e Cosa Nostra, sono stati indagati nell’ambito dell’inchiesta “Mantide”. Tano Grasso, presidente onorario della Fai, dopo aver sottolineato che a Gela, grazie all’attività dell’associazione antiracket locale, le denunce sono in crescita in controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto del Paese, ha dichiarato: «Gela è un caso nazionale che deve essere fortemente sostenuto dal Governo Prodi in tutti i campi, a cominciare dal rafforzamento delle forze dell’ordine».


Napoli, in coda per denunciare

Mag 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
La città partenopea si propone come nuovo laboratorio dell’associazionismo antiracket. Dopo quelle di Pianura, San Giovanni e Bagnoli, è nata l’associazione delle imprese edili. In attesa che anche gli imprenditori del centro alzino la testa, l’esempio viene dalle periferie (altro…)


Pizzo’s connection

Nov 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
20 miliardi di euro sottratti ogni anno al sistema commerciale. Racket, usura, truffe rappresentano per le mafie un affare sempre più redditizio. È la denuncia di Sos Impresa, che ha presentato il suo ultimo rapporto   «Ogni ora 2.300.000 euro passano dalle mani dei commercianti a quelle dei mafiosi. Ogni anno la criminalità sottrae al sistema commerciale 20 miliardi di euro che per oltre il 40% si trasferiscono nelle tasche delle mafie italiane. Si tratta dei costi economici, ai quali si aggiungono quelli sociali, che moltissime imprese sono costrette a sopportare a causa dal proliferare di usura, racket, furti, rapine, truffe, contrabbando e abusivismo».  Inizia con queste parole il Rapporto annuale di Sos Impresa, la cui presentazione, nell’ottobre scorso, ha coinciso con il decimo anniversario della fondazione. In quest’ultima edizione il Rapporto, pur mantenendo l’impostazione tradi-zionale e concentrando la sua attenzione nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, ha allargato il campo di indagine a nuovi ambiti, dalla ristorazione all’edilizia, dallo smaltimento dei rifiuti all’agricoltura. Ne risulta un ritratto ampio ed articolato sul pesante fardello che grava sul sistema delle imprese a causa della criminalità. L’esercito dei “taglieggiati” Non è possibile, infatti, radiografare la presenza criminale e mafiosa nell’economia senza accennare alle nuove strategie che i sodalizi più strutturati...


Testimone scomodo

Lug 10th, 2002 | Categoria: recensioni
Racket e usura, ma non solo. Anzi, nell’opera di Tano Grasso e Aldo Varano ’U pizzu si parla soprattutto di politica e si scava a fondo sul modo in cui i diversi partiti del panorama politico italiano, anche attraverso le coalizioni che li riuniscono, si sono confrontati con il problema delle mafie. Ed è una riflessione fatta a partire dall’azione concreta, dal confronto quotidiano in questi ultimi anni tra le esigenze delle associazioni di commercianti e imprenditori impegnate contro la criminalità organizzata e l’azione di governo e di opposizione. Il libro comincia proprio con una riflessione intorno a un fatto con profondi risvolti politici: l’allontanamento di Tano Grasso dalla carica di Commissario di Governo per la lotta al racket e all’usura. Grasso ripercorre quei giorni, quasi ora dopo ora, fino ad ascrivere le ragioni del suo allontanamento alla specifica richiesta di una parte dell’attuale maggioranza collocata dentro Forza Italia e operante in Sicilia, che chiedeva “la testa” del Commissario per dare un segnale al proprio elettorato in occasione delle allora imminenti elezioni locali. Si voleva così, sostiene l’autore, “normalizzare” il territorio, riconducendolo a quel modello di sviluppo in cui la mafia è una componente con cui bisogna in qualche...