Articoli con tags ‘ Stidda ’


Patto tra clan per gestire l’illecito

Lug 20th, 2011 | Categoria: news
Notificate questa mattina 27 ordinanze di custodia cautelare a carico di esponenti di spicco di Cosa Nostra e della Stidda di Mazzarino, un paese della zona del Vallone tra Caltanissetta e Gela. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta, si è svolta tra Sicilia, Lombardia, Umbria e Marche. Nello specifico tra Caltanissetta, Enna, Monza, Brescia, Cinisello Balsamo, Spoleto e Fossombrone, oltre ai centri siciliani di Sambuca (Agrigento) e Paternò (Catania). Le accuse mosse nei confronti dei destinatari sono quelle di associazione mafiosa, estorsione, traffico di stupefacenti, detenzione e porto illecito d’arma. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta su richiesta dei magistrati della direzione distrettuale antimafia. Nell’intervento sono stati impiegati 130 militari, unità cinofile, elicotteri e ulteriori 50 mezzi. A Mazzarino, secondo quanto accertato dagli investigatori, due organizzazioni criminali, legati a Cosa nostra e alla Stidda, avevano stabilito un accordo per spartirsi i proventi di traffici illeciti come lo spaccio di droga e estorsioni. Si è inoltre scoperto che i capi clan, anche se detenuti, comunicavano con l’esterno e tra di loro attraverso dei pizzini o tramite i messaggi verbali riferiti ai familiari incontrati in occasione dei colloqui in carcere. Le due organizzazioni mafiose...


Niscemi tra Cosa nostra e Stidda

Mag 10th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Giovanni Tizian
Due incendi in una settimana. A Niscemi torna lo spettro della guerra di mafia. Perché questa volta a essere stati presi di mira sono personaggi di primo piano, secondo gli investigatori, di Cosa nostra niscemese. A fine aprile è stato bruciato il portone di casa di Paolo Rizzo, la notte del 2 maggio è toccato all’automobile di Giancarlo Giugno. Entrambi imputati nel processo Apogeo. E assolti per un vizio procedurale: i giudici del Tribunale di Catania e di Caltagirone hanno ritenuto inutilizzabili le intercettazioni. I magistrati non hanno motivato in maniera esaustiva l’utilizzo di locali diversi, da quelli della Procura etnea, per intercettare. «Con riferimento alla specifica posizione del Rizzo- hanno scritto i giudici di Catania nel decreto di scarcerazione- la totalità delle conversazioni sono state intercettate in modo non conforme alla legge, dunque non può farsi alcun uso». Il processo si è svolto ugualmente, tutti assolti, tranne Rosario Lombardo e Antonino Pitrolo. Le prove a carico di Rizzo si basavano sulle intercettazioni, mentre per Giugno è stato applicato il principio giuridico del “Ne bis idem”. Niscemi è in provincia di Caltanissetta, ma ricade sotto la giurisdizione della Dda etnea. Un paradosso, perché è soprattutto la Mobile di Caltanissetta a...


Presentato a Niscemi l’Osservatorio permanente sulla legalità

Ott 21st, 2010 | Categoria: articoli
di Giovanni Tizian
Un Osservatorio permanente per la legalità. E’ l’ultima iniziativa messa in campo dall’Amministrazione comunale di Niscemi il cui sindaco, Giovanni Di Martino, ha fatto della lotta alle cosche uno dei punti cardine del suo mandato. E continua a proporre idee e progetti nonostante l’intimidazione subita il 17 settembre scorso. Volti ignoti hanno incendiato l’auto di Di Martino per avvertirlo che cosche e “compari” non hanno digerito gli ultimi provvedimenti messi in campo per salvaguardare l’economia legale di Niscemi dall’inquinamento diffuso della mafia niscemese. La tracciabilità delle forniture, introdotta con le “White List”, ha scosso gli equilibri mafiosi segnando uno spartiacque, dalla quiete all’attacco frontale. “White List” che sono state applicate ad un grosso appalto i cui lavori stanno per cominciare. Non si arrende il sindaco di Niscemi – subentrato a tre anni di commissariamento per mafia, il secondo che ha riguardato la cittadina del nisseno – e, caparbio, ha lanciato l’Osservatorio per la legalità, un protocollo firmato a giugno e inaugurato il 18 ottobre scorso. “Con questo progetto – spiega Giovanni Di Martino – ci proponiamo di incoraggiare ogni forma di lotta non violenta e di opposizione contro ogni manifesta e occulta infiltrazione illegale e malavitosa sul territorio e nelle istituzioni”....


La mano della Stidda dietro i fuochi niscemesi?

Set 14th, 2010 | Categoria: articoli
di Giovanni Tizian
Tre atti incendiari in un mese hanno scosso Niscemi, un Comune sciolto per mafia per ben due volte, oggi amministrato da Giovanni Di Martino che ha tra le priorità la lotta alla mafia. Del contesto niscemese abbiamo parlato con Giovanni Giudice, dirigente della Squadra Mobile nissena. (altro…)


Indagato per riciclaggio imprenditore antiracket gelese

Dic 10th, 2008 | Categoria: news
Stefano Italiano, presidente della cooperativa Agroverde di Gela e membro di primo piano della locale associazione antiracket, è indagato per riciclaggio aggravato da parte della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. La cooperativa Agroverde, la più importante realtà imprenditoriale nel settore agricolo del circondario gelese, con un fatturato di 20 milioni di euro all’anno, è stata posta sotto sequestro dal Gip di Caltanissetta su richiesta dei magistrati antimafia, guidati dal procuratore capo Sergio Lari. Il valore dei beni aziendali sequestrati ammonta a 32 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, Stefano Italiano, che dal 2005 aveva iniziato a collaborare con la giustizia denunciando e facendo arrestare i propri estorsori, tra cui un cugino aderente alla Stidda, avrebbe fatto luce solo su alcuni aspetti del suo complesso rapporto con le cosche locali. I fatti contestati risalgono al periodo precedente all’ingresso nell’associazione antipizzo “Gaetano Giordano”. Il riciclaggio sarebbe stato realizzato attraverso aumenti di capitale finanziati con denaro proveniente dalle attività illecite di Stidda e Cosa nostra e fittiziamente attribuiti ai soci. Grazie a tali aumenti di capitale l’Agroverde avrebbe usufruito di contributi europei finalizzati all’ammodernamento degli impianti, lavori poi eseguiti da imprese attigue al clan Madonia. Oltre a Italiano l’inchiesta coinvolge altri 9 indagati, tra...


Confindustria Sicilia, primo bilancio antiracket

Set 10th, 2008 | Categoria: news
A un anno dall’emanazione del codice etico di Confindustria, che prevede l’espulsione degli associati che paghino il pizzo alla mafia, il presidente degli industriali siciliani Ivanhoe Lo Bello, durante l’incontro del 2 settembre scorso con il neo questore di Palermo Alessandro Marangoni, ha descritto un bilancio positivo dell’introduzione delle nuove regole. Secondo Lo Bello, a fronte di 64 imprenditori che hanno denunciato gli estortori, gli espulsi sono stati dieci, mentre per altri trenta è stato avviato il procedimento di sospensione (preliminare rispetto all’espulsione). Altri dieci imprenditori si sarebbero allontanati spontaneamente, prevenendo così le sanzioni. Un numero ancora ridotto in termini assoluti, ma che rappresenta un segnale di tendenza incoraggiante rispetto a decenni di insensibilità degli imprenditori siciliani rispetto al tema della lotta al racket. Le province nelle quali avrebbe dato maggiori frutti la campagna anti pizzo di Confindustria sarebbero quelle di Agrigento e Caltanissetta. Un elogio particolare è stato riservato da Lo Bello a Gela, città di 80mila abitanti, famigerata per l’alta densità criminale e in particolare per l’insistenza sul suo territorio di famiglie mafiose legate a gruppi di Cosa nostra e Stidda. «Nonostante la presenza di due mafie, gli imprenditori che collaborano con le forze dell’ordine sono 90, dei quali...


Blitz della polizia, ucciso boss Daniele Emmanuello

Dic 10th, 2007 | Categoria: news
Il boss Daniele Salvatore Emmanuello, 43 anni, è stato ucciso la mattina del 3 dicembre durante un blitz delle forze dell’ordine in provincia di Enna. La sezione catturandi della Squadra mobile di Caltanissetta ha individuato il nascondiglio del super latitante in un casolare sito in contrada Giurfo a Villapriolo, frazione di Villarosa. Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dal procuratore reggente di Caltanisseta Roberto Di Natale, dopo aver circondato l’abitazione sospetta e aver intimato di uscire a chi si trovava all’interno, gli agenti hanno sparato alcuni colpi di pistola in aria. Emmanuello, vestito con un giubbotto indossato sopra il pigiama, dopo essere uscito attraverso una finestra ha cercato di fuggire...


Gela, operazione antiracket

Lug 10th, 2007 | Categoria: news
Otto persone ritenute affiliate alla Stidda e a Cosa nostra sono state arrestate il 4 luglio scorso a Gela, dalla polizia del commissariato locale, con l’accusa di estorsione nei confronti di un noto concessionario di automobili della città. L’inchiesta denominata “Cayenne”, coordinata dalla Dda di Caltanissetta, ha rivelato che i titolari del concessionario Lucato, Salvatore e Rocco Luca (padre e figlio), hanno subito richieste estorsive tra il 1994 e il 2005 di entità variabile tra il milione e 250 mila e i settecento euro, con punte di 2500 euro nei periodi festivi. Ma il pizzo si concretizzava anche nella vendita di auto sottocosto. Le indagini della polizia si sono avvalse della collaborazione di due ...


Gela, il Comune contro gli estorsori

Ott 10th, 2006 | Categoria: news
Il 9 ottobre il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Gela ha ammesso la costituzione di parte civile del Comune, dell’associazione antiracket “Gaetano Giordano” e della Fai (Federazione italiana delle associazioni antiracket) nel processo contro alcuni esponenti della criminalità organizzata locale, accusati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata e continuata a danno della cooperativa “Agroverde”. Gli imputati, esponenti di Stidda e Cosa Nostra, sono stati indagati nell’ambito dell’inchiesta “Mantide”. Tano Grasso, presidente onorario della Fai, dopo aver sottolineato che a Gela, grazie all’attività dell’associazione antiracket locale, le denunce sono in crescita in controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto del Paese, ha dichiarato: «Gela è un caso nazionale che deve essere fortemente sostenuto dal Governo Prodi in tutti i campi, a cominciare dal rafforzamento delle forze dell’ordine».


La politica come sacerdozio

Giu 10th, 2006 | Categoria: recensioni
“Il fondo dell’inferno”. Così Giorgio Bocca, in un noto volume dei primi anni 90, definì Gela sintetizzando quello che per molti, ancora oggi, rappresenta la quarta città della Sicilia: la capitale dell’abusivismo, dell’inquinamento, delle mafie. In una parola, del brutto. Luoghi comuni? In parte sì. Tuttavia se l’amministrazione di una grande città può essere paragonata alla guida di una immensa nave, per le difficoltà di manovra che presenta, per l’inerzia del suo moto direttamente proporzionale alla stazza, Gela può essere paragonata a una petroliera le cui stive sono appesantite, oltre che dalle grandi questioni sociali ed economiche realmente esistenti, dalla zavorra di stereotipi pesanti come macigni, che ostacolano qualunque percorso di cambiamento. Da quasi tre anni, al comando di questa nave destinata, nell’immaginario collettivo, a una deriva di illegalità e ingiustizia, c’è il sindaco Rosario Crocetta. Il quale, appena afferrato il timone, ha decretato un sonoro “indietro tutta”, prendendo di sorpresa gran parte dei passeggeri e della ciurma, abituata alla vecchia, disgraziata (per alcuni comoda e rassicurante) rotta. Ma cosa sta combinando Crocetta di così insolito? Nella città dell’illegalità diffusa a tutti livelli e della sfiducia nelle istituzioni, ha posto la questione della lotta alle mafie al primo punto della...