Articoli con tags ‘ speculazioni edilizie ’


Gli affari della famiglia Straface

Nov 26th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Pasqualina Straface è seduta nel suo ufficio al municipio di Corigliano Calabro, cittadina alle porte di Cosenza. È il sindaco del paese da marzo, dopo aver vinto il ballottaggio sostenuta da una coalizione targata Pdl e Udc. Politica di “professione”, ex An, è considerata una pedina importante nello scacchiere Pdl a Cosenza. Prima donna alla guida di Corigliano, ha ottenuto il mandato a governare dagli elettori e non ha alcuna intenzione di lasciare la poltrona di primo cittadino. Nonostante tutto, verrebbe da dire. Diversi esponenti politici – sia di centrodestra sia di centrosinistra – e una fetta consistente della società civile e della cittadinanza, ne chiedono infatti le dimissioni, alla luce di una serie di discusse vicende di cui il primo cittadino è protagonista. Nel giro di tre mesi, i colpi assestati alla carriera e quindi alla credibilità politica del sindaco avrebbero potuto mettere in ginocchio chiunque, ma non Pasqualina Straface. I dati oggettivi sono sotto gli occhi di tutti: l’arresto dei fratelli Franco e Mario (attualmente in carcere al 41 bis) per associazione a delinquere di stampo mafioso, l’iscrizione dello stesso sindaco nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa, l’istituzione di una Commissione d’accesso antimafia nominata...


Miseria e ignobiltà

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Nello Trocchia
Il comune di Afragola è balzato di recente alle cronache per la morte di tre persone causata dal crollo di una palazzina. Ma il degrado dello scenario politico di questa cittadina napoletana è noto da anni. Storia (provvisoria) di un sindaco e dei suoi affari (altro…)


Il clan costruisce, la politica acconsente

Dic 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Fotografie aeree ritoccate, bollettini postali retrodatati, concessioni edilizie rilasciate a persone già decedute. È quanto scoperto dalla Guardia di finanza sulla costruzione di un quartiere abusivo a un passo dalla storica via Appia. Succede a Giugliano, terra di rifiuti e di cemento, dove le speculazioni della camorra trovano il beneplacito della politica   (altro…)


Tangentopoli, la metamorfosi

Dic 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_12_2009 Perché la corruzione rimane una piaga in espansione nel nostro paese nonostante Mani pulite? A questa domanda risponde il dossier del numero di dicembre di Narcomafie, che illustra come gli attori cardine del sistema Tangentopoli (partiti, imprese e pubblica amministrazione) siano mutati nel passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica e spiega perché la magistratura incontri, ancora oggi, particolari difficoltà nel perseguimento dei reati dei colletti bianchi. L’approfondimento si conclude con una analisi dei costi della corruzione che mette in luce come essi ricadano sui paesi più poveri e sulle fasce più deboli della popolazione. (altro…)


Un territorio sotto assedio

Dic 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
La Brianza, un tempo considerata il polmone verde di Milano, si sta gradualmente trasformando in una moltitudine di cittadelle dormitorio. Dietro il boom edilizio, le speculazioni di gruppi ’ndranghetisti che in territorio brianzolo concludono affari da anni, facendo scempio di un’area oggi pesantemente avvelenata anche dallo smaltimento illecito di rifiuti La vicenda ricorda tanto la gestione dei rifiuti tossici campani. Ma le analogie si fermano qui. Non ci sono i riflettori dei maggiori organi d’informazione e non c’entra la camorra. Siamo nella ricca e produttiva provincia di Monza e Brianza, culla del tanto sbandierato made in Italy d’esportazione. Un’area all’apparenza estranea al problema dello smaltimento della spazzatura tanto da essere in grado di differenziarne il 56%. Eppure, in questa provincia Padana, che ad un’occhiata distratta potrebbe sembrare un’isola felice, la ’ndrangheta, favorita dall’indifferenza dei più, è riuscita a infiltrarsi e gestire un traffico di sostanze nocive provenienti da aziende della provincia bergamasca.    L’operazione “Star Wars”. A metà settembre, i cittadini all’ombra della Madonnina, indaffarati come sempre a fare “danè”, si sono improvvisamente resi conto di vivere a stretto contatto con una delle cosche più potenti della provincia di Reggio Calabria. Dietro all’attività illecita, scoperta grazie a un’operazione della Polizia provinciale milanese, denominata...


Via libera agli ecomostri

Set 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Speculazioni edilizie sempre più frequenti nonostante stringenti vincoli archeologici e paesaggistici, relazioni pericolose tra boss, politici e imprenditori per accaparrarsi finanziamenti pubblici: così soffoca nell’illegalità una delle perle dell’Adriatico Come dimenticare l’accanimento col quale i bonificatori della natura hanno dato un nuovo assalto alle aree costiere del Gargano? Il 24 luglio approfittando del vento di libeccio – e della secolare latitanza dello Stato – la manodopera a buon mercato controllata dalla mafia locale ha dato fuoco ai rari pini d’Aleppo. Risultato: 3 morti, 371 feriti (di cui 98 ustionati gravemente), 4 mila sfollati, 2 mila ettari di pinete andate in fumo e circa 120 milioni di euro di danni economici. I tecnici del Corpo Forestale dello Stato hanno individuato ben 12 focolai d’origine dolosa, sparsi tra Peschici e Vieste, senza contare Lesina e Mattinata. Sarà una nuova strategia della tensione criminale? Un dato è certo: l’infiltrazione mafiosa nell’economia locale. Un fenomeno segnalato periodicamente dalle relazioni della Commissione parlamentare antimafia, ma sistematicamente sottovalutato. Anche se nelle zone carbonizzate non è possibile un’immediata edificazione – se non dopo 15 anni – in base alla legge 353 del 2000, passato il clamore piove il cemento, poiché nessun comune della provincia di Foggia ha ancora...


Dopo la tempesta

Giu 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Individuare le delibere più convenienti e condizionarne l’iter per favorire imprese amiche. Era la norma, fino allo scorso gennaio, per oltre 20 tra amministratori e tecnici di Frattaminore. Dove oggi la neoeletta classe dirigente lotta per riportare fiducia alle istituzioni Per Frattaminore il 24 gennaio scorso è stato un 11 settembre in miniatura. Basta trascorrere un po’ di tempo nella piccola cittadina – poco meno di 2 kmq e poco più di 15 mila abitanti – collocata ai margini del territorio provinciale di Napoli, verso Caserta, per capire che di quella data non si parla volentieri. E, quando se ne parla, si riassume in due parole tutto quello che è accaduto fino all’alba di quel giorno, quando gli uomini della Polizia di Stato hanno eseguito 23 ordinanze di custodia cautelare richieste dopo due anni di indagini dal pubblico ministero Alessandro Milita, della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. I provvedimenti hanno riguardato il sindaco Massimo Del Prete, la giunta e i consiglieri di maggioranza (tutti tranne uno) eletti nella lista “L’Ulivo – Insieme per Frattaminore” e alcuni tecnici e faccendieri. L’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Francesco Todisco parla di «associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata...


Foggia, altro che criminalità stracciona

Apr 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Come è possibile che il 9 ottobre scorso una città come Foggia si sia improvvisamente scoperta governata da un sistema mafioso di malavitosi criminali (la cosiddetta Società), speculatori edili (al vertice dell’Associazione Industriali) e uomini politici (dalla Regione al Comune), legati agli affari del mattone? Per comprenderlo è utile ripercorrere alcune tappe fondamentali della storia criminale della città. Un incremento della presenza della criminalità organizzata a Foggia si ebbe quando si decise di impiantare il carcere speciale della Camorra (dove, ricordiamo per appunto di cronaca, fu inventato anche il caso Tortora), che ha ospitato anche il soggiorno di elementi di spicco di Cosa Nostra. Nel 1979 il camorrista Raffaele Cutolo, fuggito dal manicomio criminale di Aversa, si reca all’Hotel Florio sulla strada Foggia-San Severo a insediare la Nuova Camorra Organizzata (Nco) con malavitosi locali e futuri imprenditori del grano e del pomodoro. All’epoca il commissario di polizia Gigli, che stava indagando sulla vicenda per conto del magistrato Maritati, venne allontanato contro la sua volontà con un provvedimento di trasferimento. Dopo l’insediamento camorristico della Nco, il controllo del traffico della droga e la supremazia sul territorio vengono sanciti con la strage del “Bacardi” del 1° maggio 1986, in cui vengono trucidati quattro malavitosi locali. Nell’ottobre...


La diga è ancora lì. Come il dolore

Giu 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
«Dov’eri l’11 settembre 2001? Come hai saputo delle Torri di New York?». Da mesi in tutto il mondo non è raro sentirsi rivolgere queste domande. Tutti si ricordano bene dov’erano e cosa stavano facendo mentre crollavano le Twin Towers. Ma noi ricordiamo bene anche cosa facevamo in un’altra data, molto più lontana nel tempo. Era il 10 ottobre 1963 e, il giorno prima, la tragedia del Vajont aveva causato quasi duemila morti. Quella mattina le maestre della scuola Montessori di Milano riunirono tutte le classi nella sala delle recite e ci raccontarono di quella valanga d’acqua che era piovuta su Longarone e altri paesi spazzando via tutto, anche la vita di molti bambini come noi.  Non capimmo bene quello che era successo, ma forse ancora non lo avevano capito neanche gli adulti e alla domanda: «Ma ce l’abbiamo anche noi a Milano, una diga come quella del Vajont?» le “signorine” (così chiamavamo le maestre) risposero di no e tutti noi bambini tirammo un sospiro di sollievo. Ricordate il Vajont? Il Vajont della “strage di Stato”, così come lo hanno raccontato Marco Paolini – tre ore e mezza di monologo trasmesse dalla Rai – e Renzo Martinelli nel più recente film con tanto di...


Palermo: ritorna l’insufficienza di prove

Lug 10th, 2000 | Categoria: editoriali
1. E’ passato il tempo in cui i provvedimenti giudiziari – alcuni provvedimenti giudiziari – erano dei best seller. La sentenza con cui il Tribunale di Palermo ha assolto il sen. Andreotti dall’accusa di partecipazione ad associazione mafiosa non diventerà un libro di successo e forse non troverà spazio, se non per qualche argomentazione in diritto, neppure nelle riviste giuridiche: il “rito” si è concluso con la lettura del dispositivo e con i commenti di un giorno, perlopiù ripetitivi, all’atto del deposito della motivazione. Eppure il documento-sentenza redatto dai giudici palermitani non merita il dimenticatoio. Non lo merita per i molti problemi che pone e per quelli che lascia aperti: in punto ricostruzione del passato e in termini di approccio ai futuri processi di mafia. Di qui la scelta (inedita per Narcomafie) di dedicarvi un fascicolo monografico. E’ difficile trasformare un provvedimento giudiziario in oggetto di lettura; e le difficoltà aumentano se il documento supera le 4.000 pagine… Lo spazio di una rivista consente solo la pubblicazione di stralci ed è immanente il rischio di una selezione arbitraria. Per evitare un esito siffatto (o, comunque, dubbi in tal senso) abbiamo scelto di pubblicare il capitolo finale della motivazione, che tira le somme dell’analisi svolta richiamandone –...