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Proteggere i giornalisti

Giu 25th, 2015 | Categoria: news
“Proteggere i giornalisti, conoscere le verità scomode”: una conferenza internazionale che si terrà giovedì 2 luglio dalle 14:30 alle 18:30 al Senato. Promotore dell’iniziativa è l’osservatorio Ossigeno per l’informazione. Perché si tratta di un evento e di un tema importante? Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno, sul sito si esprimeva così in merito alle ragioni dell’esistenza dell’osservatorio: “Ci sono idee che faticano ad emergere, ma quando entrano in circolo si propagano in modo inarrestabile. È stato così per l’idea che in Italia i giornalisti, per fare un’attività sindacale efficace e credibile, devono occuparsi di più dei cronisti minacciati, intimiditi, vittime di abusi giudiziari, e devono ricordare ad ogni passo la memoria dei giornalisti italiani uccisi e la lezione che si ricava dalle loro storie”. La conferenza prevista per il 2 luglio avrà l’obiettivo di creare uno spazio di confronto per ascoltare proposte, pareri e opinioni su come proteggere i giornalisti che fanno inchiesta. Si assiste infatti alla proliferazione delle querele strumentali e di altri veri e propri abusi che vengono perpetrati nei confronti dei giornalisti. Non si tratta di un dato esclusivamente italiano. La divulgazione e la trasparenza in merito ad alcune informazioni, che sempre più spesso rivestono una grande importanza per...


Torino, il clan dei catanesi al capolinea. Come è cambiata la geografia del crimine sotto la Mole.

Mar 1st, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Giuseppe Legato
I loro nomi evocano storie terribili: morti, droga, pizzo, omicidi, totonero, bische clandestine. Hanno dominato per anni l’arena della criminalità esportando a Torino i fragili equilibri della terra madre: la Sicilia. Protagonisti di solide alleanze e repentini tradimenti in nome del denaro e del controllo della città, sono entrati nell’album della mala sabauda con il volto ancestrale dell’associazione che rappresentano: Cosa Nostra. Il viaggio dentro il clan dei catanesi, che per anni ha imperversato in città alternandosi – e scendendo a patti – con la ‘ndrangheta calabrese, è un biglietto di sola andata in una spirale di violenza. Di nomi e fatti apparentemente scollegati gli uni dagli altri in realtà uniti da una trama unica che oggi consegna la città in mano ai calabresi. I morti eccellenti sulle strade del capoluogo, i recentissimi ergastoli agli ultimi boss, alcuni pentimenti, il monopolio conquistato dalla ‘ndrangheta sul territorio aprono le porte a una verità storica riscritta recentemente dai giudici di Torino e dai carabinieri: il clan dei catanesi è finito. Lorenzo Spampinato e Orazio Orofino sono stati uccisi, la famiglia Micci sterminata dal carcere e dalle scelte di collaborare con la giustizia, i fratelli Franco e Carmelo Finocchiaro relegati in galera. Chi indaga...