Articoli con tags ‘ Spagna ’


Spagna arrestato il capo del gruppo “teste matte”, latitante dal 2010

Apr 14th, 2015 | Categoria: news
Lucio Morrone, 53 anni latitante dal 2010, è stato arrestato tra Malaga e Marbella in Spagna dal Nucleo Investigativo di Napoli (coordinato dalla Dda locale) e dalla Gaurdia Civil. Morrone è ritenuto essere il capo di un gruppo criminale operante nei quartieri spagnoli di Napoli chiamato “teste matte”. Interesse principale del gruppo sembrerebbe essere il controllo dei traffici illeciti della zona. A partire del 2013 è stata emessa nei confronti del latitante un’ordinanza di custodia cautelare a cui è seguita una condanna a 20 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Nel 2010 era stato emesso nei confronti di Morrone un ordine di esecuzione per una condanna a 4anni di reclusione per traffico di stupefacenti.Il latitante, che ha inizialmente esibito documenti falsi, è stato arrestato mentre si recava a ritirare del denaro inviatogli da Napoli presso un’agenzia postale di Benalmadena.


Flash sulla Spagna e il narcotraffico

Feb 17th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Che la Spagna sia considerata, da anni, la “porta europea” di ingresso di buona parte della cocaina proveniente dal Centro Sud America e dell’hashish dal Marocco, non è una novità. Anche nel 2014, i dati , non ancora ufficiali, sui sequestri effettuati dalla forze di polizia sono significativi: circa 10 tonnellate di cocaina e oltre 250 ton. di hashish. Da rilevare che gran parte della cocaina  (oltre 5 tonnellate, il doppio del 2013) è stata intercettata nel porto di Algeciras (vi transitano circa 5 milioni di container l’anno), una bella città di oltre 110mila abitanti nella provincia di Cadice (Andalusia). Gran parte della cocaina sequestrata proveniva dai porti del Brasile e dell’Ecuador. Quello che, tuttavia, ha rappresentato una novità per il mercato spagnolo, è stato il sequestro, il più ingente in ambito europeo, di 131 kg. di metamfetamina stipata in un contenitore di ananas giunto, insieme ad altre merci, nel porto di Barcellona, verso la fine di novembre 2014. Gli arresti di due trafficanti messicani e le conseguenti indagini hanno consentito di appurare che la droga era destinata al mercato australiano dove avrebbe fruttato, trasformata in circa 600mila compresse, diversi milioni di euro. La posizione geografica del Paese, prospiciente le...


INFORME OSSIGENO 2010. Giornalisti minacciati, un convegno italo-spagnolo

Feb 8th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Il 9 febbraio a Roma, presso l’Istituto di cultura spagnolo Cervantes, un convegno promosso dall’osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti “Ossigeno per l’informazione”, diretto da Alberto Spampinato, discuterà ‘’la censura violenta dell’informazione e delle opinioni”, il moltiplicarsi di minacce e intimidazioni che si manifestano in forme esplicite ed anche subdole, in particolare nelle regioni nelle quali la mafia e altre forme di criminalità organizzata sono più radicate. Il convegno, dal titolo “Notizie che disturbano e giornalisti minacciati in Italia e in Spagna”, vedrà la partecipazione di giornalisti iberici. Fra i relatori, il basco Gorka Angulo, della Cnn spagnola, che è stato minacciato dall’Eta. Con lui, otto giornalisti italiani che vivono sotto scorta o hanno subito condizionamenti o gravi minacce e intimidazioni negli ultimi anni. Fra loro, Lirio Abbate, Nello Rega, David Oddone, Arnaldo Capezzuto. Ospite d’onore della manifestazione sarà Miguel Angel Aguilar, editorialista del Pais, ex direttore dell’agenzia di stampa spagnola Efe, noto volto della tv iberica, segretario dell’Associazione Europea dei Giornalisti spagnoli. Il Rapporto Ossigeno 2010 – che in occasione del convegno di Roma sarà pubblicato in lingua spagnola – ha contato nel  biennio 2009-2010, in Italia, settantotto...


Sardegna, sgominata rete internazionale di trafficanti

Nov 9th, 2010 | Categoria: news
Trecentocinquanta militari stanno eseguendo in queste ore 19 ordini di custodia cautelare emessi dal Gip di Cagliari per la zona di Oristano a Cagliari. Destinatari sono i membri di un’organizzazione criminale specializzata nel traffico di stupefacenti.  Il commercio prevedeva come spiagge d’arrivo per la droga le regioni italiane di Calabria e Sardegna. Il trasporto della merce avveniva tramite navi, i cui porti di partenza erano in Spagna e Belgio. Sulla rete criminale erano da tempo impegnati a indagare i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Oristano guidatiti dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. Mentre scriviamo l’operazione non è ancora conclusa.


‘O Sistema delle ramblas

Feb 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
A gennaio due superlatitanti sono stati arrestati a Barcellona. Aumenta dunque il numero di camorristi fermati in terra iberica: segno che gli affari per le mafie non mancano e che la cooperazione tra le polizie dei due paesi sta funzionando. Ma in Spagna la consapevolezza di un’emergenza mafiosa è ancora lontana (altro…)


Sulle orme degli schiavi

Feb 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_2_2010 Un viaggio “sulle orme degli schiavi”: il dossier di febbraio di Narcomafie è un approfondimento a tutto campo per comprendere i retroscena della rivolta di Rosarno scoppiata tra il 7 e il 9 gennaio scorsi. Quale degrado sociale, politico ed economico ha determinato l’esplosione della rabbia di centinaia di lavoratori sfruttati e la messa a ferro e fuoco della cittadina calabrese? Quali le dinamiche in un territorio in cui “non cade foglia che la ‘ndrangheta non voglia”? Pochi sanno che in quell’area insistono interessi industriali, fino ad oggi rimasti nell’ombra, che potrebbero rivelarsi i veri motori della “cacciata dei neri”. Narcomafie li svela. (altro…)


Muli del 21° secolo

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Ingoiano decine di ovuli contententi cocaina e si avventurano in viaggi che possono decretare la loro fortuna o la loro morte, per soffocamento o per intossicazione. Sono i “muli”, corrieri più o meno improvvisati che stanno riempiendo le tasche di piccole reti di narcotrafficanti   Si stima che tra il 10 e il 15% della cocaina che attraversa il Senegal rimanga sul territorio, creando un mercato locale che da un lato soddisfa i turisti e la richiesta autoctona e dall’altro alimenta tanti piccoli “rivoli” diretti verso le maggiori città europee, secondari al grande canale principale del narcotraffico, ma certamente importanti per soddisfare la sempre maggiore richiesta nel Vecchio Continente. L’effetto per noi più visibile della creazione di questo mercato locale, a Dakar come in altre località del Senegal, è infatti la formazione di reti di trafficanti che organizzano con corrieri e spedizioni dei “rivoli” minori. È successo in Nigeria, ed ora sta avvenendo anche qui. La loro opera è certamente di portata inferiore rispetto alle grandi mafie internazionali ma, come dimostra il caso “Tossic Park”, l’effetto è assai più dirompente per la quotidianità delle nostre metropoli. Affittare il proprio corpo. Il corriere è un tassello fondamentale del narcotraffico; egli è di solito una pedina esterna, assoldato per il...


Nuove rotte, nuovi attori

Ott 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il progressivo spostamento delle rotte del narcotraffico verso l’Africa centro-occidentale, territorio povero e afflitto da un’intensa emigrazione, ha comportato la comparsa in Europa di spacciatori centroafricani. Il Senegal è il paese emergente Perché oggi troviamo una maggioranza di pusher dell’Africa Subsahariana che vende cocaina o “white”, mentre fino agli inizi del 2000 lo scenario dello spaccio in città era dominato dai nordafricani con la loro eroina?  Cambiano le sostanze, cambiano i soggetti coinvolti.  Ciò non significa che non si possano trovare nordafricani che vendono cocaina, significa che sul mercato della cocaina i centroafricani hanno la supremazia poiché possono approvvigionarsi prima che la sostanza arrivi in Europa, abbattendo i costi.  La comparsa dei pusher centroafricani è stata resa possibile anzitutto dal progressivo spostamento delle rotte del grande traffico verso l’Africa Centro-Occidentale; in questi paesi, in primis la Nigeria, in cui è grande la povertà e quindi la voglia di emigrazione, il traffico verso le capitali europee o lo spaccio di strada rappresentano una concreta possibilità di fuga e di arricchimento. In questo senso, il Tossic Park rappresenta un punto “fisico” di incontro tra il disagio di chi cerca nella tossicodipendenza una fuga virtuale dalla propria realtà e il disagio di chi invece una fuga l’ha già...


Chi pesca nel torbido?

Ott 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Tre anni fa la petroliera Prestige naufragava riversando in mare 70 mila tonnellate di greggio. Disastro inevitabile?  Il movimento civico Nunca mais svela intrighi di potere e denaro… Il prossimo 13 novembre, stando a programmi ufficiosi, sfileranno di nuovo per le strade di Madrid. Non più con uccelli marini neri di petrolio crocifissi a mo’ di macabro stendardo in punta al corteo. Il clamore è diminuito, ma le domande restano. Loro sono quelli del Nunca Mais, il movimento spontaneo nato in Galizia in seguito al disastro della petroliera Prestige.        La costa della morte. Tre anni fa la Prestige naufragò al largo delle coste galiziane. Lo scafo si spezzò, provocando un lento, ma inesorabile inabissamento della nave, e riversando in mare migliaia di tonnellate di greggio: delle oltre 70 mila che la Prestige trasportava, oggi solo 4 o 5 mila sono rimaste a bordo.  Al disastro ecologico seguì lo scandalo suscitato dal modo in cui il Governo, guidato dal Partito Popular, gestì l’emergenza. Tra Cabo Finisterre e La Coruna transitano ogni anno circa 500 petroliere. Dagli anni Ottanta fino a quel giorno di novembre, la Galizia aveva già subito le conseguenze di cinque naufragi. Eppure il ministero dell’Ambiente parve non aver tratto alcun insegnamento,...


Parola d’ordine: sinergia

Gen 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Attività di controllo e strumenti giuridici adeguati, ma anche prevenzione, informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Il contrasto agli ecocriminali va giocato su più fronti Il fenomeno della criminalità ambientale e, in particolare, i traffici illegali di rifiuti pericolosi costituiscono un settore dell’economia illecita scarsamente conosciuto sia agli addetti ai lavori che al pubblico più ampio. E il livello di allarme sociale a riguardo sembra ancora sostanzialmente basso.  Ciò risulta vero sia a livello internazionale – vista la pressoché totale assenza di studi e ricerche approfondite su questo mercato – che a livello nazionale. Anche se non mancano, ovviamente, le eccezioni. E lo studio condotto in Italia e in Spagna sembra suggerire l’esistenza di numerose differenze fra i due contesti, ma anche di alcune linee di tendenza comuni. Prima di entrare nel vivo dei risultati dello studio condotto dal Gruppo Abele e Legambiente in Italia e da Gepec-Ec in Spagna è opportuno ribadire una importante differenza. In Italia, il fenomeno delle ecomafie e dei reati contro l’ambiente ha ricevuto da tempo un’attenzione sistematica da parte sia delle istituzioni e dell’opinione pubblica, sia delle associazioni. Ciò ha consentito l’elaborazione di un patrimonio di conoscenze sul fenomeno che non ha probabilmente paragoni a livello internazionale. In particolare, ciò è...