Articoli con tags ‘ Silvio Berlusconi ’


“Berlusconi prese soldi dalla mafia”, parla un ‘nuovo’ pentito

Set 28th, 2012 | Categoria: news
“Berlusconi ha ricevuto soldi dalla mafia tramite Marcello Dell’Utri”, a dirlo è un nuovo pentito, Gaetano Grado, e le sue dichiarazioni (tutte da verificare) si innestano nel processo in corso contro il senatore del Pdl. La notizia viene da Palermo e la riporta il quotidiano la Stampa in un articolo a firma di Riccardo Arena: Un po’ in ritardo (“ma nessuno me l’aveva mai chiesto”, ha spiegato) per un’inchiesta e un processo che vanno avanti da 16 anni, il pentito palermitano Gaetano Grado cerca di entrare nel dibattimento contro il senatore del Pdl, imputato di concorso in associazione mafiosa davanti alla terza sezione della Corte d’appello di Palermo. Appena “sfuggito” ai pm palermitani, che lo accusavano anche di avere estorto 40 milioni, in una decina d’anni, al suo amico Berlusconi (la nuova inchiesta è stata spostata a Milano per competenza territoriale su decisione del Pg della Cassazione), Dell’Utri rischia nuove accuse nel processo per mafia. Cosa che in fondo non gli dispiace del tutto, visto che sul dibattimento pende il fantasma della prescrizione, prevista per la fine del 2014, e l’allungamento dei tempi è utile anche per la difesa. Sulla sentenza della Cassazione cui Dell’Utri, come scrive Arena, sarebbe ‘sfuggito’, dice la...


Un premio antimafia a Berlusconi, parola di Pietro Grasso

Mag 15th, 2012 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Nella casa delle libertà ognuno fa un po’ quello che gli pare, così recitava (invero con accenti più triviali) una battuta di Corrado Guzzanti dei primi anni Novanta. Oggi, a vent’anni dalla costruzione di quella casa in cui la libertà era sinonimo di licenza, restano macerie dirute su cui ancora si erige l’adulterio della verità. E’ infatti di queste ore il dibattito sulle dichiarazioni di Pietro Grasso, procuratore generale antimafia, il quale vorrebbe conferire un onore davvero eccezionale a Silvio Berlusconi, già primo ministro dal 1994 al 2011 con significative (ma forse insignificanti) interruzioni. “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto delle leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi,” ha dichiarato Grasso alla trasmissione radiofonica la Zanzara, in onda su Radio 24. Lo stesso premio non fu dato nemmeno a Benito Mussolini sotto il cui governo la mafia apparentemente scomparve. Apparentemente. Poiché, come ricorda Salvatore Lupo (in Storia della mafia dall’unità ad oggi), la repressione fascista colpì la mafia militare facendo dei vertici di Cosa nostra dei protetti dal regime, in taluni casi ne fece anche parlamentari. E le affinità non mancano, sotto...


Dell’Utri mediatore tra mafia e Berlusconi, la Cassazione conferma

Apr 24th, 2012 | Categoria: news, prima pagina
Marcello Dell’Utri fece da mediatore tra Berlusconi e la mafia in un momento in cui il Cavaliere era minacciato da Cosa Nostra. Lo afferma la Cassazione, secondo cui vi è stato “un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri”. E’ quanto sottolinea la quinta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con la quale è stata annullata con rinvio, il 9 marzo scorso, la condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa pronunciata dalla Corte d’appello di Palermo il 29 giugno del 2010. In particolare, i giudici della Suprema Corte, nella sentenza n. 15727 depositata oggi lunga ben 146 pagine, rilevano che l’assunzione di Vittorio Mangano ad Arcore “indipendentemente dalle ricostruzioni dei cosiddetti pentiti e’ stata congruamente delineata dai giudici come indicativa, senza possibilita’ di valide alternative”, del suddetto accordo. Dell’Utri “di quella assunzione e’ stato l’artefice – scrive la Cassazione – anche all’impegno specifico profuso da Cina'”. La motivazione della sentenza impugnata, osservano gli ‘ermellini’, si è “giovata correttamente delle convergenti dichiarazioni di piu’ collaboranti a vario titolo gravitanti sul o nel sodalizio mafioso cosa nostra, tra i quali Di Carlo, Galliano e Cocuzza, approfonditamente e...


L’indifferenza della piazza nel declino di un regime

Feb 2nd, 2011 | Categoria: archivio articoli, editoriali
di Livio Pepino
Nel lessico politico istituzionale il termine «regime» non designa, necessariamente, un governo autoritario in senso classico. Esso descrive, piuttosto, la sistematica torsione delle regole, delle procedure e delle istituzioni di governo in funzione degli interessi del blocco politico sociale dominante, accompagnata da spiccate venature personalistiche e sorretta da una cultura di stampo plebiscitario. Orbene il regime da anni in vigore nel nostro Paese – ché di questo, indubbiamente, si tratta – sta concludendo il suo ciclo. Non sappiamo, oggi, quando il crollo avrà la sua ratifica formale né cosa avverrà dopo (meglio o peggio che sia…) ma, in ogni caso, la fase politico-istituzionale apertasi nei primi anni Novanta si è chiusa. I cumuli di rifiuti che continuano a sommergere Napoli (con la loro valenza simbolica oltre che materiale), i costumi da basso impero del presidente del Consiglio e dei suoi cortigiani, il sistema di favori e di privilegi diffuso ormai (al centro e in periferia) ancor più che nella stagione di Tangentopoli, il rifiuto di ogni forma di controllo (giudiziario e non) all’esercizio del potere, la contestazione finanche delle più classiche attribuzioni del capo dello Stato sono solo le ultime manifestazioni, impudiche e imbarazzanti, del disfacimento di un progetto di...


La commissione parlamentare antimafia si occuperà del caso Palazzolo, fu il tesoriere di Cosa nostra

Dic 3rd, 2010 | Categoria: news
Il senatore del Pd, Giuseppe Lumia, riapre l’affaire Palazzolo e chiede, dopo anni di stallo, che gli atti dell’inchiesta vengano acquisiti dalla commissione parlamentare antimafia: “Vito Roberto Palazzolo è il depositario di molti segreti di Cosa nostra, per questa ragione già il giudice Falcone chiedeva di arrestarlo: il governo italiano – dice Lumia – deve avviare un’azione politica seria per ottenere l’estradizione di questo finanziere di mafia. La questione non può essere affrontata in maniera esclusivamente burocratica”. Le indagini dei pm Gaetano Paci e Domenico Gozzo sono infatti ferme dal 2004 a causa del rifiuto, da parte del Sudafrica, di concedere l’estradizione di Palazzolo che proprio nello stato africano ha trovato rifugio godendo di importanti coperture politiche. Era infatti il 1986 quando Robert von Palace Kolbatschenko atterrò all’aereoporto di Johannesburg: con questo nome ,degno di una parodia di qualche film di spionaggio, il tesoriere di Cosa nostra -al secolo Vito Roberto Palazzolo- braccato dalla magistratura italiana,  ottenne dal governo di Johannesburg la cittadinanza. Da allora, nascosto nel suo rifugio dorato, svolge un’attività di mediazione tra mafia e politica. Condannato nel 2006 a nove anni di reclusione per associazione mafiosa, si è sempre dichiarato innocente: ha persino aperto un sito internet, “Presunto...


Chiusa l’inchiesta su Cosentino. Si va verso il processo

Dic 1st, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Si è chiusa l’inchiesta su Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl in Campania, già sottosegretario all’Economia dell’attuale governo Berlusconi, poi dimessosi nel luglio scorso a seguito dello scandalo che lo ha coinvolto. Ora la procura di Napoli, a firma dei pm Giuseppe Narducci e Alessandro Milita, ha emanato l’avviso di conclusione delle indagini. Secondo gli inquirenti, Cosentino avrebbe “garantito il permanere dei rapporti fra imprenditoria mafiosa, pubbliche amministrazioni ed enti a partecipazione pubblica” e avrebbe anche “contribuito al riciclaggio e al reimpiego delle provviste finanziarie provenienti dal clan dei Casalesi”. Nell’avviso notificato all’esponente politico, i pubblici ministeri riassumono le accuse raccolte durante l’inchiesta, che porteranno con ogni probabilità a una richiesta di rinvio a giudizio. Enfant prodige della politica casertana, Cosentino fa una rapida carriera politica. A diciannove anni è consigliere comunale a Casal di Principe, a ventuno è Consigliere provinciale a Caserta, e verrà rieletto per tre mandati. Nel 1995 diventa consigliere regionale della Campania, deputato per Forza Italia nel 1996 e confermato nelle quattro tornate successive. in tutte queste occasioni, secondo i pm, Cosentino avrebbe potuto contare sull’aiuto del clan. Le prime accuse arrivano nel 2008, quando fu pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell’ambito del riciclaggio...


Sentenza Dell’Utri, l’angoscia, la sofferenza, la vergogna

Nov 25th, 2010 | Categoria: editoriali
di Livio Pepino
Abbiamo scritto nell’editoriale dell’ultimo fascicolo di, questa rivista – riprendendo, in realtà, analisi ben note, – che lo scambio con il potere economico e la politica è lo, specifico delle organizzazioni mafiose. Sono passati pochi, giorni e la sentenza di un giudice della Repubblica ha fornito, di questa realtà uno spaccato di rara e agghiacciante evidenza., La sentenza, la cui motivazione è stata depositata nei, giorni scorsi, è quella emessa il 29 giugno scorso dalla Corte, di appello di Palermo nei confronti di Marcello Dell’Utri., Con essa il potente parlamentare è stato riconosciuto responsabile, di concorso in associazione mafiosa e condannato, – con riduzione della pena inflittagli l’11 dicembre 2004, dal tribunale del capoluogo siciliano – a sette anni di reclusione., La sentenza non è certo viziata da pregiudizi accusatorî. C’è, anzi, chi ne ha criticato un certo formalismo e un, insufficiente rigore nel trarre dagli elementi emersi nel processo, coerenti conclusioni (in particolare, nella parte in cui la condotta, penalmente rilevante dell’imputato, viene ritenuta provata solo fino al, 1992, escludendosi analoga prova, per il periodo successivo, e cioè, quello «in cui, dalla fine del 1993 in, poi, l’imprenditore Berlusconi si determinò, ad assumere il ruolo a tutti, noto nella politica...


Sentenza Dell’Utri, l’angoscia, la sofferenza, la vergogna

Nov 22nd, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Livio Pepino
Sono state pubblicate il 19 novembre le motivazioni della sentenza d’appello che lo scorso 29 giugno aveva condannato Marcello Dell’Utri a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Il collegio giudicante, composto dal presidente Claudio Dall’Acqua, dal giudice a latere Sergio La Commare e dal relatore Salvatore Barresi, ha riaffermato il ruolo di “mediatore” del senatore – già evidenziato dal tribunale di Palermo nella sentenza di primo grado del 2004 – tra Cosa nostra e l’imprenditore Silvio Berlusconi, nelle mire della mafia sin dagli anni 70. Abbiamo scritto nell’editoriale dell’ultimo fascicolo di questa Rivista – riprendendo, in realtà, analisi ben note – che lo scambio con il potere economico e la politica è lo specifico delle organizzazioni mafiose. Sono passati pochi giorni e la sentenza di un giudice della Repubblica ha fornito di questa realtà uno spaccato di rara e agghiacciante evidenza. La sentenza, la cui motivazione è stata depositata nei giorni scorsi, è quella emessa il 29 giugno scorso dalla Corte di appello di Palermo nei confronti di Marcello Dell’Utri. Con essa il potente parlamentare è stato riconosciuto responsabile di concorso in associazione mafiosa e condannato – con riduzione della pena inflittagli l’11 dicembre 2004 dal...


Acerra: tra disastro e camorra

Ott 11th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Nello Trocchia
Ci sono territori costretti a galleggiare, destinati a convivere con l’inferno, stagioni da rifare. Da una parte il grande mostro, dall’altra la camorra, scarichi tossici, estorsioni, minacce. Il miracolo. “La città di Napoli ha avuto risolto definitivamente il problema dei rifiuti. Ci sono le discariche che possono contenerli; c’è il termovalorizzatore di Acerra che funziona completamente. Quando uno dei canali si ferma c’è bisogno della manutenzione, che è periodica, ma funziona benissimo”. Silvio Berlusconi al Senato, nella replica prima di incassare la fiducia, aveva rassicurato tutti e glorificato nuovamente l’impianto gestito dall’A2a e costruito da Impregilo e le sue controllate (i cui ex vertici sono sotto processo per il disastro nella gestione dei rifiuti). Rassicurazione che sono arrivate a più riprese anche dalla Protezione civile e dalla Partenope Ambiente che ne gestisce il funzionamento. L’impianto, invece, funziona a rilento e a metà settembre si è completamente spento, con tutte le 3 linee di combustione bloccate. Non solo. Dopo le denunce del Comitato civico per Acerra, e dell’ex senatore di Rifondazione comunista Tommaso Sodano – protocollate nel 2009 – è partito il nuovo filone di indagine. Il procuratore, Giovandomenico Lepore, e i pm Federico Bisceglia e Maurizio De Marco hanno delegato i...


Il libro dell’estate? La requisitoria Dell’Utri

Lug 8th, 2010 | Categoria: news
di Salvo Palazzolo
Nel processo a Marcello Dell’Utri non c’è soltanto Gaspare Spatuzza a offrire spunti di ricostruzione sulla misteriosa trattativa seguita alle stragi Falcone e Borsellino. Per chi l’abbia dimenticato, vale la pena leggere la requisitoria del sostituto procuratore generale Nino Gatto, che ripercorre l’atto d’accusa nei confronti del senatore del Pdl. In 169 pagine, viene proposta innanzitutto la ricostruzione fatta dai giudici di primo grado, che avevano emesso per Dell’Utri una condanna a 9 anni: Gatto analizza poi le tesi della difesa, ripercorre le prove dell’accusa, traccia infine un quadro preciso. Il dispositivo della seconda sezione della corte d’appello di Palermo ha assolto Marcello Dell’Utri per “le condotte successive al 1992”. Tutto ciò non vuol dire necessariamente che dopo il 1992 sarebbero sparite d’incanto le tracce di quei rapporti mafiosi che il senatore palermitano ha intrattenuto dall’inizio degli anni Settanta, quelle tracce che i giudici di primo grado avevano valutato come rilevanti grazie alle dichiarazioni dei pentiti Tullio Cannella e Nino Giuffrè. La sentenza d’appello potrebbe voler dire semplicemente che i giudici non hanno trovato la prova del concorso esterno di Dell’Utri, nonostante magari rapporti...