Articoli con tags ‘ sicurezza ’


La ragnatela dell’impero

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Adriana Rossi
Le nuove sfide per la sicurezza mondiale hanno reso necessarie misure e tecnologie più avanzate in grado di fornire un controllo a largo spettro. Ecco il perché di Palanquero, l’ultima base Usa in territorio colombiano. Ma la cooperazione militare con gli Stati Uniti fa apparire ambiguo il ruolo della Colombia nell’Unione delle Nazioni Sudamericane (altro…)


Dalla loro parte

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Sono figure chiave delle lotta alle mafie. Per questo è necessario riconoscerne il ruolo, superando le rigidità di una burocrazia a volte poco attenta alle esigenze dei singoli, garantendone la sicurezza al di là del termine del processo e il completo risarcimento del danno. Con un obiettivo: che a lasciare i propri territori siano i mafiosi e non chi sta dalla parte della legge (altro…)


Operazione d’immagine con effetti deleteri

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Reato di clandestinità, ronde, impiego dei militari: molti i limiti strategici contenuti nel pacchetto sicurezza, che trascura – invece di potenziare – strumenti fondamentali per il contrasto al crimine organizzato come l’uso delle intercettazioni (altro…)


Speciale Contromafie – Stati generali dell’antimafia 2009

Ott 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_10_2009 In occasione di Contromafie 2009, Narcomafie esce con un’edizione speciale. Novantasei pagine per fare un bilancio delle strategie di prevenzione e contrasto al crimine organizzato e comprenderne il grado di condizionamento su economia, politica e società. Più di trenta interventi per conoscere il ruolo dell’ associazionismo, del mondo della cultura e dell’informazione come scudo contro lo strapotere mafioso. Un monografico dedicato a chi vuole saperne di più e non vuole restare a guardare. (altro…)


Il tempo della disuguaglianza

Set 15th, 2009 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Livio Pepino
Nella vignetta di Altan che qui riproponiamo – pubblicata sulla prima pagina de «la Repubblica» del 24 agosto scorso – ho ritrovato una delle sintesi più efficaci di quanto sta accadendo nel settore dei diritti e dell’organizzazione sociale destinata a garantirli e promuoverli. C’è, in quel dialogo, tutto. La rivendicazione di uguaglianza dell’uno (e del suo universo di appartenenza) e la negazione, la diffidenza, la difesa dell’altro (e del mondo che esprime). E c’è anche, implicita, la considerazione della povertà e della differenza come colpa o, almeno, ve la trovo io, abituato nella mia esperienza di magistrato a sentire – quante volte mi è accaduto! – di fronte alla protesta di innocenza di un imputato la presa di distanza («dicono tutti così!», appunto) del poliziotto, del pubblico ministero e talora persino del giudice o dell’avvocato (cioè del mondo degli altri). La costituzione tradita. Ho voluto partire da qui perché la vignetta più di altri generi riesce a descrivere ed evidenziare con la battuta il senso comune, l’umore diffuso, il pensiero prevalente. E la questione centrale del nostro tempo è, appunto, quella della uguaglianza. La questione ha attraversato, con alterne fortune, la storia della umanità ma ci eravamo illusi che fosse stata...


Riforma sulle intercettazioni: una sostanziale presa in giro

Giu 15th, 2009 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Gian Carlo Caselli
Detto con tutta franchezza, sembra una presa in giro. La maggioranza di centro destra strilla ogni giorno, sempre più forte, che non se ne può più di vivere in città e paesi dove i delinquenti la fanno da padroni. Della sicurezza ha fatto il principale argomento (vincente) della sua propaganda elettorale, ma quando si tratta di intercettazioni parla un linguaggio completamente diverso, dando prova di un’incoerenza – con profili di schizofrenia – che si risolve appunto in una sorta di presa in giro. Che la sicurezza sia un bene primario, ovviamente non ci piove. È giusto mettere in campo intelligenza, energie e risorse per garantirlo nel modo migliore. Ma non a senso unico, altrimenti si entra in contraddizione con se stessi e si perde di credibilità. Che dire allora di una maggioranza che predica e pratica “tolleranza zero” quando si tratta di delinquenza ricollegabile a frange di migrazione clandestina, per poi arrendersi di fronte alla criminalità medio-grande? Perché qui sta il punto. Nel primo caso si impiega l’esercito per pattugliare le città;  si ordina alla flotta di respingere verso la Libia centinaia di poveracci in cerca solo di sopravvivenza; si pretendono con burbanzoso cipiglio ronde di salute pubblica… Sarà il tempo a...


Ddl Alfano, quale ansia garantista?

Giu 10th, 2009 | Categoria: editoriali, prima pagina
di Livio Pepino
La nuova disciplina delle intercettazioni telefoniche e ambientali sta per diventare legge. Le ragioni? Molte non sono dichiarabili (o lo sono soltanto a costo di una ulteriore caduta della già scarsa credibilità del nostro ceto politico). Ma, a fianco di esse, qualcuno ne prospetta altre: in tema di intercettazioni sono stati commessi abusi, si è spesso ecceduto e si sono messe in piazza conversazioni private di persone estranee a qualunque reato. Vero, almeno per chi – come me – non ama la “società controllata”. Ma serve la nuova disciplina a incidere su tali abusi. Forse è meglio chiarire di cosa parliamo. Il nocciolo duro della nuova disciplina è di rara precisione: le intercettazioni telefoniche e ambientali vengono drasticamente limitate nella estensione e nella durata (essendo consentite, di regola, per un massimo di due mesi). Di più: con la normativa in via di approvazione si prevede che esse possono essere disposte solo in presenza di «gravi indizi di colpevolezza» (e, dunque, esclusivamente per “confermare” una prova già esistente e non anche per individuare gli autori del reato); si limitano le intercettazioni ambientali alla ipotesi in cui, nel luogo individuato, sia in corso l’attività criminosa (e non, per esempio, la illustrazione o la...


La bufala della mafia su facebook

Feb 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Sulla rete si diffondono messaggi ripugnanti di persone che inneggiano alle mafie e ai loro boss. Giovani in cerca di visibilità o nuova strategia comunicativa dei clan? Per arginare il fenomeno, il Senato ha approvato una norma che lascia perplessi Stop alla mafia su Facebook. Addio filo camorristi, amici dello stupro, dispensatori di odio razziale. In breve, via i cattivi dal mondo della rete. Il Senato il 5 febbraio ha approvato in prima lettura il ddl sul “pacchetto sicurezza” con un emendamento – l’art. 50 bis – che prevede, in caso di procedimento giudiziario per i reati di istigazione a delinquere, apologia di reato o istigazione a disubbidire alle leggi compiuti a mezzo internet, che il ministro dell’Interno possa disporre con decreto l’interruzione dell’attività on line sotto accusa, ordinando ai fornitori di servizi di connettività di utilizzare strumenti di filtraggio idonei allo scopo. «In questo modo diamo concretezza alle nostre iniziative di ripulire la rete, e in particolare il social network Facebook, dagli emuli di Riina e Provenzano, delle Br, degli stupratori di Guidonia e di tutti gli altri esempi cui finora si è dato irresponsabilmente spazio» ha dichiarato il senatore Giampiero D’Alia, capogruppo Udc a Palazzo Madama, promotore della...


Fermi al “chi siamo, cosa vogliamo”

Feb 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
I lavori della Commissione stentano a partire, tra riunioni saltuarie e strategie incerte. Il rischio è che all’inchiesta si sostituiscano audizioni di facciata e analisi accademiche Il 5 febbraio il Senato ha approvato in prima lettura il “pacchetto sicurezza”. Accanto a prepotenti misure anti-immigrazione, il disegno di legge rafforza alcuni strumenti di contrasto alla criminalità organizzata e inasprisce il regime speciale per i mafiosi detenuti. Negli stessi giorni, la Commissione Giustizia della Camera esamina un discusso e potenzialmente pericolosissimo progetto di legge sulle intercettazioni che rischia di tagliare le gambe a investigatori e magistrati. Il ministro Angelino Alfano, presentando alla Camera la relazione annuale sullo stato dell’amministrazione della giustizia, rivendica la «straordinaria azione di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso» condotta in questi mesi dal Governo del quale fa parte. Infine, a completare il quadro, sempre a Montecitorio viene proposta e bocciata (si astengono o sono assenti molti deputati di opposizione) una mozione che chiede le dimissioni del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, «indicato da diversi collaboratori di giustizia – si legge nel documento votato il 28 gennaio – come fiancheggiatore o concorrente esterno in associazioni criminali di tipo mafioso» . Nel bene e nel male, in aula e in commissione, il...


La graduatoria delle paure

Dic 10th, 2008 | Categoria: editoriali
di Livio Pepino Eravamo stati facili profeti. Sei mesi dopo le elezioni – dicono all’unisono i media di destra e di sinistra – la paura indotta dalla criminalità è passata (sic!). E ciò pur essendo rimasti invariati il numero e la tipologia dei reati (che, pur con percorsi non lineari, sono in flessione costante da circa quindici anni). Gli italiani – apprendiamo da una indagine Demos & Pi realizzata tra il 29 ottobre e il 7 novembre scorsi – si sentono più sicuri, soprattutto a casa propria: meno del 40% degli intervistati percepisce un aumento di reati nella propria area di residenza (a maggio era il 53%); solo il 13,4% teme di subire una aggressione o una rapina (un anno fa era il 18,7%) e l’aliquota di chi considera gli immigrati un pericolo scende in un anno del 14% (dal 50,7 al 36,2%). La graduatoria delle paure vede ai primi nove posti situazioni che nulla hanno a che fare con la criminalità: la distruzione dell’ambiente, il futuro dei figli, la qualità del cibo, la salute, la crisi del sistema bancario, la difficoltà di arrivare alla fine del mese, la globalizzazione, la perdita del lavoro o la disoccupazione, la prospettiva di non...