Articoli con tags ‘ Sicilia ’


Rosario Di Salvo, al fianco di Pio La Torre fino alla morte

Apr 29th, 2016 | Categoria: articoli
di Giulia Panepinto
Dal 1982, il 30 aprile di ogni anno si ricorda l’anniversario dell’omicidio di Pio La Torre. Negli articoli di commemorazione si trova a volte il nome di Rosario Di Salvo, spesso identificato come semplice autista del segretario regionale PC. In realtà Di Salvo era molto di più. Spesso ci si dimentica che le vite stroncate dalla violenza delle mafie appartengono a uomini e non ad eroi. Invece di rievocare le loro storie si creano dei personaggi irraggiungibili, che schiacciano tutto ciò che hanno attorno, a partire dai sentimenti più semplici, come l’amicizia. Barese, classe 1946, Rosario Di Salvo si trasferisce a Palermo e nel 70 convola a nozze con Rosa. I due coniugi emigrano subito dopo in Germania per cercare una maggiore stabilità economica, ma i loro progetti non vanno come desiderano e in meno di un anno ritornano a Palermo. Decidono di tesserarsi al partito Comunista Italiano di Berlinguer. Di Salvo diventa un membro effettivo dell’apparato di partito. Questo ruolo lo porta a viaggiare per la Sicilia e a far conoscere il suo sorriso a molte persone. Fra i compagni di partito stringe amicizie speciali. Con Achille Occhetto, all’epoca segretario regionale, per esempio, si instaura uno stretto rapporto di stima...


Il viaggio di Pippo non è finito

Mar 22nd, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Ferrante
Cinquant’anni, letti sui libri di Storia, paiono poco più d’un soffio di fiato. Vederli scorrere, per chi c’era e c’è, dev’essere tutta un’altra cosa. Anno 1966. Cinquant’anni appunto. 48, per i maniaci della matematica. Di sicuro, più d’un’epoca fa. Diverso era il mondo, diverse le ripartizioni. Uguali sono la gioia sottesa al vivere e il dolore al morire, la rabbia del mare, l’alternanza delle stagioni. E la Sicilia. Il 1966 è l’anno del Processo alla Sicilia. Un meraviglioso affresco meridionalista, per metà verista e per il resto pasoliniano, dipinto a parole da Pippo Fava sul giornale catanese La Sicilia. 35 reportage e altrettante tappe di un lungo viaggio nelle viscere dell’isola. 48 anni dopo, I Siciliani giovani riprendono le tracce sparse in giro da Fava. A seguirle, è stata la fotografa Mara Trovato. Tornando negli stessi paesi, tra le stesse strade di montagna, nelle stesse periferie, guardando gli stessi muri scrostati, le stesse feste popolari e religiose, la Trovato ha immortalato gli attimi infiniti del vivere siciliano. E da qui, da questa alternanza di vecchie parole e nuove immagini (che, in verità, non si capisce bene dove finiscano le une e comincino le altre e quanto scambiabili possano essere gli attributi) nasce l’e-book Il viaggio non...


Sicilia, poche droghe o poca antidroga?

Ago 26th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
La relazione annuale della DCSA (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga) del 2014 (resa pubblica solo di recente) sulle attività di contrasto al narcotraffico svolte sul territorio nazionale dalle forze di polizia e dalle dogane, evidenzia, tra l’altro, una articolata e puntuale situazione a livello provinciale e regionale, che merita particolare attenzione. A partire dalla Sicilia dove il primo dato che balza in evidenza è rappresentato dalle 35.822 piante di cannabis, il maggior numero, sequestrate in un solo anno a Trapani e provincia. La conferma, dunque, di un territorio che si presta, per le condizioni climatiche particolarmente favorevoli, a questo tipo di coltura (analoghe condizioni si rilevano in Calabria, nelle zone aspromontane, in particolare nella Locride, dove pure vengono sequestrate numerose piante). La seconda posizione è occupata da Siracusa, con 5.028 piante, quindi Catania (4.070), Palermo (1.812), Agrigento (591), Caltanisetta (315), Messina (266), Enna (226) e, in fondo alla classifica, Ragusa con 53 piante. In tema di droghe pesanti, invece, dai dati statistici, sembrerebbe desumersi o un consumo personale molto ridotto o una scarsa attenzione investigativa da parte degli organismi delle forze di sicurezza deputati al contrasto. Infatti, a parte Catania, Palermo e Messina dove, rispettivamente sono state sequestrati 22,55...


Regione Sicilia assume altri 15 testimoni di giustizia

Lug 21st, 2015 | Categoria: brevi di mafia
“Il provvedimento di assunzione dei testimoni di giustizia nella pubblica amministrazione regionale è certamente lo strumento più incisivo – afferma l’associazione – per restituire pace e serenità alle nostre famiglie. Lontana dalla antimafia carnival e/o carnevalesca, oggi siamo qui a riconoscere, con sincera onestà intellettuale, il fondamentale contributo dato alla lotta contro le mafie da una politica regionale che ha saputo mettere da parte differenze e guardare ‘oltre’ nell’interesse esclusivo dei siciliani onesti”. E’ una nota dell’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia, presieduta da Ignazio Cutrò, a regalare il primo sorriso a Rosario Crocetta dopo una serie di aspre critiche piovute sulla Regione. Infatti è di oggi la notizia che l’ente ha convocato per l’assunzione 15 testimoni di giustizia che seguono ai 6 già immessi in organico nelle scorse settimane nella sede romana della Regione. Restano da integrare altri 42 testimoni, i prossimi lo saranno dopo Ferragosto. Il cammino, dunque, non è concluso. Ed è la stessa Associazione di Cutrò a segnare la rotta, spiegando che “il prossimo traguardo nell’azione di una buona politica regionale e nazionale dovrà essere l’approvazione di misure legislative a favore degli imprenditori e commercianti per scongiurare la chiusura delle loro aziende dopo avere denunciato le mafie”.


Il tesoro della mafia in Sicilia

Mag 7th, 2015 | Categoria: news
Più del 47% dei beni confiscati in via definitiva alla criminalità organizzata italiana si trovano in Sicilia.  Solo in questa regione, i patrimoni sottratti agli esponenti delle famiglie mafiose sono oltre 5200, meno della metà quelli assegnati per il riutilizzo sociale, come previsto dalla legge n.109 del 1996. A Palermo su 3478 beni sequestrati solo 1317 sono stati assegnati. Le statistiche rivelano che a Catania sono stati sequestrati 613 beni mentre a Trapani 376. Ma i dati che preoccupano la Dia sono altri: su 10mila confische, 1300 immobili sono ancora abitati dai mafiosi, 500 nella sola Sicilia. Dal 31 dicembre, in Sicilia, la Dia di Palermo insieme alle sezioni di Agrigento e Trapani hanno sequestrato contante e conti correnti per oltre 2 miliardi e 46 milioni di euro e confiscato beni immobili dal valore di 18 milioni di euro. L’ultimo sequestro aggiunto al tassello, è quello dal valore di 780 milioni di euro avvenuto questa mattina ai danni dell’ex deputato regionale, Giuseppe Acanto.(http://www.narcomafie.it/2015/05/07/sequestrati-beni-per-un-valore-di-780-milioni-di-euro-ad-ex-deputato-regionale/). “Da ottobre ad oggi sono stati consegnati in Sicilia 950 beni immobili confiscati. Inoltre il consiglio direttivo dell’Agenzia ha deliberato il 25 marzo scorso la consegna di 2.500 beni su tutto il territorio nazionale, tra aziende, immobili e terreni,...


La pericolosità dell’oblio

Gen 30th, 2013 | Categoria: articoli
di Elisa Latella
Sarà presentato giovedì 31, alle ore 17 a Palazzo Jung a Palermo, il libro  “Non dobbiamo aver paura – Ricordo di Michele Pantaleone” (nella foto, la copertina). Gino e Michele, rispettivamente autore e protagonista, hanno lo stesso cognome, ma non sono parenti. In 120 pagine viene ricordata la figura di  Michele Pantaleone, attento osservatore dell’evoluzione del fenomeno mafioso, tra i primi a denunciare le connivenze tra mafia e politica: si tratta quindi di una testimonianza, una raccolta di documenti. Michele Pantaleone “in tempi non sospetti” – a metà del Novecento –  la mafia aveva cercato di raccontarla, osservandola da Villalba, piccolo comune poverissimo della Sicilia di cui l’autore era originario e dove gli abitanti malpagati vivevano lavorando le terre dei latifondisti locali protetti da Don Calò. Le sue denunce possono essere lette sulle pagine di  “Mafia e politica”, “Mafia e droga” e “Antimafia: occasione mancata”, senza dimenticare “Il Sasso in bocca”, dal quale fu tratto l’omonimo film-documentario per la regia di Michele Ferrara, uscito nel 1970. Attivista del movimento contadino e dal 1947 al 1951, deputato al Parlamento siciliano, Michele Pantaleone fu vittima di attentati (gli spararono tre volte), ricevette 39 querele e fu oggetto di interrogazioni parlamentari. Definì il silenzio e...


“Matteo è un mio grande amico”. Ecco la nuova mafia di Messina Denaro

Dic 10th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rino Giacalone
La mafia dentro le istituzioni. Non ci sono dubbi che le cose stanno messe in questa maniera. Santo Sacco, sindacalista della Uil fino all’anno scorso, titolare di un patronato, non è la prima volta che finisce in rapporti giudiziari ma fino a 48 ore fa quando è finito in manette nell’operazione antimafia “Mandamento”, condotta dai Carabinieri di Trapani e coordinata dalla Dda di Palermo, l’aveva fatta franca. Sebbene su di lui gravavano sospetti pesanti addirittura quelli di avere partecipato alla guerra di mafia di Alcamo dei primi anni ’90. Lo aveva riconosciuto il pentito di mafia Santino Di Matteo (il papà di Giuseppe ucciso per vendetta dagli animali assassini mafiosi), lo aveva riconosciuto in foto dicendo che lo aveva visto accompagnare Matteo Messina Denaro, attuale super latitante, ad Alcamo a casa dei Ferro dove si preparò uno degli attentati contro i clan avversi a quelli che comandavano nell’alcamese. Già alcuni anni addietro il pentito di Alcamo Vincenzo Ferro lo aveva indicato come terminale belicino per la raccolta dei pizzini. Ferro (per il quale Santo Sacco si sarebbe interessato “tramite un influente personaggio di Salemi” e su indicazione di “Matteo Messina Denaro”, per farlo assumere in un corso di formazione professionale)...


Altro terremoto per Lombardo, arriva l’associazione mafiosa

Apr 12th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Laura Galesi
Altro terremoto giudiziario per Raffaele Lombardo. Adesso arriva l’associazione mafiosa. Il presidente della Regione Siciliana è accusato, da altre dichiarazioni del collaborazione di giustizia Maurizio Avola, di presunti incontri con esponenti del clan Santapaola di Catania. Si apre così un terzo filone, partito dall’inchiesta Iblis, diversa sia da quella per voto di scambio semplice (una vicenda sulla quale c’è un processo in corso) sia da quella per voto di scambio aggravato e concorso esterno (le accuse per le quali è arrivata l’imputazione coatta). L’accusa di associazione mafiosa avviata l’8 giugno dell’anno scorso, fino al 29 marzo era ancora “pendente. In altre parole l’8 giugno, al momento di tirare le somme sulle accuse da sostenere in giudizio, l’indagine avviata nel 2007 è stata spezzettata: per evitare di indebolire l’accusa, quindi, gli atti e le dichiarazioni non riscontrate di Avola sono finiti in questo terzo fascicolo. I reati ipotizzati, risalgono a un’epoca “anteriore e prossima all’1 gennaio 1993”. Un’accusa che però riguarda solo il presidente della Regione, non il fratello Angelo: anche per questa distinzione, nell’ordinanza di imputazione coatta, il gip Luigi Barone specifica a chiare lettere che “questi ultimi fatti non costituiscono oggetto del procedimento oggi in esame”. Secondo l’accusa, l’ udienza...


Cosa nostra, arresti made in Usa

Gen 21st, 2011 | Categoria: news
Una maxi retata oltreoceano ha inferto un duro colpo a Cosa nostra, colpendo tutte e sette le grandi famiglie mafiose della costa atlantica. L’Fbi ha arrestato oltre 110 persone tra i quali spiccano i 91 membri appartenenti alle famiglie Gambino, Genovese, Colombo, Bonanno e Lucchese che vantavano il dominio su New York; a queste si aggiungono i De Cavalcante in New Jersey e i Patriarca, famiglia che da sempre controlla il Rhode Island. Diversi i reati a loro imputati: omicidio, estorsione, racket, gioco d’azzardo, incendi dolosi, strozzinaggio nelle industrie cementizia e portuale, traffico di droga. Tuttavia si tratta di attività di matrice americana senza ramificazioni in Italia. È dunque una casualità il fatto che una delle persone coinvolte nella maxiretata sia stata arrestata in Sicilia, a Siracusa: si tratta del 31enne Walter Samperi, affiliato al clan Colombo e accusato di attività estorsiva commessa tra il 2004 e il 2010 nella Grande Mela. Della famiglia Colombo sono state arrestati anche il capo – Andrew Russo – il suo vice e il consigliere. In manette anche il capo della famiglia Patriarca, l’ultra ottuagenario Luigi Manocchio e “re” delle estorsioni. «Questi arresti – ha commentato il ministro della Giustizia newyorkese – segnano un importante passo...


Corrotti!

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Narcomafie_11_2010 Braccia, non persone. Questo sono gli immigrati vittime di caporalato, lavoratori senza diritti, preda della criminalità. Da Castel Volturno al Trentino, uomini e donne, in cantiere come in azienda: il mondo del lavoro per chi è straniero è un inferno di abusi e miseria. Intanto, dall’altra parte della linea che divide ricchi e poveri, vittime e carnefici, un cancro si diffonde a ogni livello della società. E’ la corruzione, una pratica tanto diffusa in Italia da valere al nostro paese il 67° posto nella classifica di Transparency International, subito dopo il Ruanda. Un vizio assurdo che impoverisce lo Stato, privandolo di risorse ed energie. (altro…)