Articoli con tags ‘ sfruttamento della prostituzione ’


Esce il rapporto del Cnel: la criminalità cinese è sempre più simile alla mafia

Mag 19th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Presentato nella sede del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) il rapporto sulla mafia cinese nel nostro Paese. Stando a quanto pervenuto, contraffazione commerciale, prostituzione e immigrazione clandestina sono le tre maggiori attività della criminalità cinese. Quello che più sorprende è la struttura interna della criminalità cinese, quella rete di rapporti e di gerarchie che ne fa un fenomeno criminale organizzato capace di controllare capillarmente il territorio e condizionando il tessuto sociale in cui operano. Questa rete di rapporti si sviluppa attraverso due vettori: il primo è il legame solidaristico, una fratellanza criminale che sottende fedeltà e omertà e che nasce, in molto casi, prima dell’arrivo in Italia: la condivisione di esperienze si realizza in un sodalizio dedito all’attività illecita che diventa così l’unica “occupazione” quotidiana. Un secondo vettore è quello familiare. Facendo riferimento a padri, figli e famiglia allargata, l’organigramma criminale si struttura per linea di parentela secondo precise gerarchie interne In tal modo riesce a infiltrarsi nella rete di connazionali presenti sul suolo italiano, reclutando sempre nuove leve per l’attività criminale. Questa essenza bifronte pone la crimnalità cinese su un piano intermedio rispetto alle due grandi associazioni criminali italiane: come Cosa nostra,...


Prostituzione, se non ci fosse bisognerebbe inventarla…

Feb 2nd, 2011 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Mirta Da Pra Pocchiesa
Se non ci fosse la prostituzione, la politica – e i media – dovrebbero inventarla. Per tanti motivi: perché aiuta a riempire pagine intere; perché assicura vendite e ascolti maggiori e perché rappresenta un infallibile “distoglilattenzione”, strumento utilizzato dalle forze politiche per nascondere questioni spinose sotto la coperta soffice di un tema difficile, che gioca su giudizi e pregiudizi, che si presta a intrighi e ambiguità e che quasi mai viene affrontato a partire dalle sue tante sfumature, molto più vicine a tutti noi di quanto si pensi. Peccato. Peccato, perché proprio da questo fenomeno e dall’analisi dello stesso, con le sue rappresentazioni e strumentalizzazioni, potremmo trarne tutti grandi benefici, in termini di rapporti interpersonali e per misurare le competenze di coloro che hanno titolo per tutelare i soggetti deboli (minori in primis, poi vittime, persone violate e violentate) ma anche per contrastare i traffici criminali che sottendono alla tratta e allo sfruttamento, fino alla gestione di fenomeni complessi che hanno anche molte implicazioni di carattere educativo per i cittadini e le cittadine che abitano questo nostro confuso Paese. Proviamo perciò ad andare oltre i particolari dei singoli casi di cronaca e oltre le false semplificazioni, ripetute come un mantra, che...


La tratta degli esseri umani è in crescita

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Quello della tratta è un fenomeno difficilmente quantificabile, che si regge, da un lato, sulla forte presenza di migranti (l’offerta, le donne che si prostituiscono) che fuggono da situazioni di povertà sociale e materiale e, dall’altro, su una domanda, fortissima, da parte dei clienti. Una “domanda” poco indagata e liquidata con facili e frettolosi giudizi. Una domanda numericamente superiore all’offerta (altro…)


Mafie straniere: “Tu fai un favore a me…”

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Albanesi, rumeni, cinesi: gruppi ben strutturati, dalla forte organizzazione. Milano oggi è esposta alle mafie straniere in modo sempre più capillare. E le forze dell’ordine avvertono: “Rischiano di determinarsi pericolose saldature tra le mafie straniere e quelle tradizionali” Abile, feroce, spietato. Soprannome: “Ufo”, “il gatto”. Appariva: sequestrava, violentava, uccideva; scompariva nel nulla. Un osso duro anche per la polizia tedesca. Per gli inquirenti è lui ad aver firmato l’assassino di un inglese a Duisburg nel 2004. Il suo covo: via Solferino, Milano. Cellule albanesi. “Primula rossa” della criminalità albanese, Ilir Paja, 36 anni, è stato catturato lo scorso marzo da due investigatori della squadra mobile di Milano. Localizzato a Tirana, dopo due evasioni dalle carceri italiane.  Nel 2006 a Perugia lo arrestano con l’accusa di stupro. Riesce ad evadere calandosi da un muro di cinta alto 8 metri. Nonostante un braccio fratturato, riesce a far perdere le proprie tracce. Lo individuano un anno dopo a Cologno Monzese. Sparisce ancora una volta. Riappare a Bresso. Nel 2007 uccide un ecuadoriano fuori da una birreria. Viene arrestato a Buscate con il complice, Gentjian Makshisan, e una trentina di affiliati. Durante il trasferimento verso il carcere di Carinola, presso Caserta, riesce a sfuggire a sei agenti...


Mi sono persa sulla strada

Mar 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Provengono soprattutto dalla Nigeria e dalla Romania. Sempre più giovani e consapevoli, ma sempre schiave dei protettori. Non conoscono i loro diritti: per aiutarle a rivendicarli, una fitta rete di attori pubblici e privati Hanno tante cose in comune; sono donne, sono giovani, provengono da Paesi poveri e abitano a Torino. Grace, Joy e Adina (nomi di fantasia, nda.) non si conoscono, e probabilmente anche se si incontrassero non parlerebbero di ciò che più di tutto le accomuna, perché quando sei stata schiava l’unico modo per sopravvivere è tentare di rimuovere. Dimenticare non è possibile, meglio però che nessuno sappia. Grace è la più forte, e non perde mai il sorriso: «Ho imparato a convivere con questo ricordo. Non mi vergogno del mio passato, ma non lo racconto a nessuno, neanche al mio ragazzo; sono fatti miei». Adina invece è timida e fragile, preferisce non ricordarlo neanche a se stessa e guardare avanti. Sintetizza così la sua storia: «Sono venuta qui… è successo quello che è successo. Ora mi trovo bene, ho un lavoro… piano piano… vedremo». Perché proprio a me? C’è stato un tempo in cui tutte e tre hanno lasciato le proprie case, le famiglie, gli amici per cercare all’estero quel...


L’apparenza inganna

Gen 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Dati ufficiali insufficienti, analisi parziali non sempre al passo con la dinamicità delle organizzazioni criminali. Risposte incisive possono arrivare solo da una conoscenza più approfondita del fenomeno Il traffico di esseri umani e le forme contemporanee di schiavitù hanno assunto negli ultimi quindici anni una rilevanza e una visibilità sociale di particolare gravità. Il fenomeno si trasforma continuamente, non solo in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi. Le trasformazioni in corso stanno mettendo in discussione alcuni concetti di base che hanno orientato interventi e strategie di chi si occupa del problema. I dati ufficiali non bastano. In merito alle stime, è facile comprendere quanto sia difficile definire i contorni di un fenomeno che è per sua natura irregolare. Le fonti ufficiali che raccolgono dati ed informazioni in merito si fermano – e non potrebbe essere altrimenti – alla registrazione delle vittime del traffico che in maniera diversa entrano in contatto con le Istituzioni. La fonte principale è quella della Commissione interministeriale sull’art. 18 (T.U. n. 286/98 ed integrazioni con la legge n. 186/02, cioè la “Bossi-Fini”), seguita da quella gestita dalla Direzione nazionale antimafia (che acquisisce dati in ottemperanza della legge n. 228/03). Ma questi dati, proprio perché attengono alle vittime prese in carico,...


Schiavi del XXI secolo

Gen 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
L’errore più grande che si può commettere parlando di traffico di esseri umani è quello di pensare che si tratti di un fenomeno statico. È invece un fenomeno che sebbene richiami fatti molto antichi, come lo sfruttamento della prostituzione, è in continua evoluzione: cambiano i soggetti sottoposti a tratta – non più solo donne, ma anche bambini e uomini – e le finalità, che non sono più esclusivamente a sfondo di sfruttamento sessuale (anche se questa resta la componente prevalente), ma di sfruttamento del lavoro in senso lato. Il traffico di esseri umani, trattandosi di una realtà transnazionale, va inoltre letto alla luce dei mutamenti economici e sociali che si sono registrati negli ultimi decenni e che hanno concorso a determinarlo (si pensi alle guerre, al crollo dell’Unione Sovietica). L’Italia, Paese di destinazione, ma anche di transito, si è trovata ad essere crocevia di due flussi migratori, quello in direzione est-ovest e quello in direzione sud-nord. Anche per questo negli ultimi anni ha cambiato fisionomia: dalla fine dell’Ottocento fino a pochi anni fa abbiamo assistito a un fenomeno di emigrazione delle genti italiane verso ogni luogo del pianeta; oggi ci troviamo in una situazione opposta, dovendo accogliere persone immigrate. C’è dunque...


Baci amari

Mar 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Conosciuta come tranquillo capoluogo di provincia, Perugia è profondamente cambiata negli anni 90. Sino a diventare crocevia di traffici e terra di conquista per le mafie, soprattutto straniere Le prostitute abbandonano la strada e si rifugiano negli appartamenti mentre il mercato della droga si consolida: è la fotografia di Perugia nel 2003. Il capoluogo umbro, da tranquilla città conosciuta per l’arte, l’Università per stranieri, i “Baci” Perugina, è diventata un punto di riferimento per i clienti del sesso a pagamento, nonché snodo di un traffico internazionale di stupefacenti che coinvolge anche Firenze e Torino. La vita in città, dalla fine degli anni 80, è cambiata. Nuove organizzazioni criminali – soprattutto nigeriane e albanesi – hanno individuato in Perugia una nicchia incontaminata dalla presenza di Cosa nostra, ’Ndrangheta e Camorra e l’hanno scelta come capitale di una rete che, nel giro di pochi anni, si è radicata sul territorio alimentando un mercato sovradimensionato rispetto alla grandezza della città e al potenziale bacino d’utenza. La “piazza” offre prostituzione (ragazze nigeriane sulle strade e dell’Est Europa nelle case) e droga di ottima qualità a prezzi concorrenziali persino rispetto al mercato di Firenze e Roma. E non è più una novità che la sera arrivino automobili piene di giovani provenienti da...


Albanesi, nigeriani, kosovari,

Gen 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Il 14 settembre 2000, in un casolare abbandonato in provincia di Venezia, veniva casualmente scoperto un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Era quello di una giovane moldava, Natalia Tatarenkova, venuta in Italia per procurarsi i mezzi economici necessari alle cure di una grave forma tumorale. Si era affidata, per il trasporto, ad alcuni traghettatori albanesi, ma questi, a sua insaputa, l’avevano venduta ai loro referenti in Italia. Così era cominciato per lei il calvario della prostituzione. Il tentativo di sottrarsi ai suoi sfruttatori le era costato la vita. Quella di Natalia Tatarenkova è una vicenda emblematica, ma non certo unica. Sono tante le storie di ragazze che rivelano l’efferatezza e la mancanza di scrupoli delle organizzazioni criminali che le sfruttano. Ma chi sono gli sfruttatori e come stanno cambiando? Ce lo spiega un recente rapporto del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei Carabinieri, che dei gruppi criminali del business della prostituzione ha ricostruito una lunga e dettagliata mappa.  Da traghettatori a sfruttatori È nel 1994 – spiega il rapporto del Ros – che in Italia comincia, in forma massiccia, l’arrivo di giovani albanesi da avviare alla prostituzione. Inizialmente, i gruppi criminali sono di modeste dimensioni e scarsamente strutturati, ma nel giro di pochi mesi,...


Rapiti dalla miseria. O dal lusso

Set 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
«Qualsiasi analisi nello studio del fenomeno del turismo sessuale che non tenga conto della disparità economica tra il paese di provenienza dei turisti sessuali e il paese che soddisfa la loro domanda, non può che offrire un’immagine parziale e falsata del fenomeno» scrivono Davidson e Taylor nel rapporto del dipartimento di sociologia dell’Università di Leicester sul turismo a scopo di sfruttamento sessuale.  «Vi è una sostanziale differenza tra i turisti sessuali che visitano Amsterdam per ottenere prestazioni dalle prostitute locali e quelli che cercano le stesse soddisfazioni in paesi sottosviluppati o emergenti. Le ripercussioni sociali sono molto più devastanti. In questi paesi raramente, e quasi mai nel caso dei minori, chi entra nel giro della prostituzione ha un futuro senza malattie e senza la dipendenza da alcol e da droghe».  A partire dai 30 euro si può avere in Thailandia una bella stanza in un hotel a cinque stelle. Qualsiasi turista in cerca di comodità può permettersi lussi altrove riservati solo alle classi più benestanti: alberghi con piscine, saune e fitness center, ristoranti e divertimenti di tutti i tipi. Il successo della Thailandia è proprio legato al rapporto straordinariamente conveniente per i turisti (non solo quelli sessuali ovviamente), tra costo e qualità...