Articoli con tags ‘ servizi segreti ’


Caso Alpi-Hrovatin, vent’anni di misteri e depistaggi

Mar 20th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
«1400 miliardi di lire: dov’è finita questa impressionante quantità di denaro?», aveva scritto Ilaria Alpi su uno dei suoi taccuini poco prima di venire uccisa. Dopo vent’anni questa domanda scomoda sull’uso degli aiuti della cooperazione italiana in Somalia rimane ancora senza una risposta, così come sono rimasti nell’ombra i nomi dei mandanti dell’omicidio della giornalista del «TG3» e del cameraman triestino Miran Hrovatin, avvenuto il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. (altro…)


Lo strano caso di Alexey Petrov, il mafioso lottatore

Nov 5th, 2010 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Il fisco bulgaro ha iniziato una verifica della situazione immobiliare del ministro degli Interni Tsvetanov, lo ha detto il direttore dell’agenzia nazionale delle entrate (NAP) Krasimir Stefanov. Motivo dell’indagine le dichiarazioni di Alexey Petrov, ex consigliere presso l’agenzia di stato per la sicurezza nazionale (DANS, in pratica i servizi segreti civili) ora agli arresti con l’accusa di essere il più potente boss mafioso del Paese. Il ministro degli Interni aveva infatti proclamato la linea dura contro la mafia. Un repulisti che Tsvetanov ha voluto cominciare proprio dal suo ministero. Con un’operazione spettacolare, debitamente registrata dalle telecamere, il ministro ha inviato nel febbraio scorso un’unità anti-terrorismo ad arrestare Alexey Petrov nella sua casa di Sofia. La polizia ha videoregistrato  Petrov sdraiato sul pavimento della cucina in pigiama con un mitra puntato alla testa. Il ministero degli Interni ha poi provveduto a diffondere il clip su internet per la felicità dei media che hanno descritto Tsvetanov come nemico numero uno del crimine organizzato. Dal carcere però Petrov ha cominciato a dire la sua verità accusando Tsvetanov di volersi sbarazzare di lui poiché “scomodo” in quanto a conoscenza di tutti gli introiti illeciti accumulati dal ministro. Accuse ritenute verosimili...


Scomparsi i tabulati di Gaetano Scotto, l’uomo chiave dell’inchiesta sulle stragi

Set 7th, 2010 | Categoria: news
Ieri, dal palco della Festa del Pd a Torino, il procuratore capo Gian Carlo Caselli ha affermato che, nonostante il lavoro tangibile di magistrati e poliziotti, la vera spina dorsale del potere mafioso si fonda sulle collusioni. Di oggi invece è la notizia, diffusa da Repubblica e firmata dal giornalista Attilio Bolzoni, che da un deposito della polizia giudiziaria sono sparite le carte riportanti i tabulati delle telefonate di Gaetano Scotto effettuate dal 1989 e durante tutta l’estate del 1992. Insomma il periodo che va dall’attentato fallito dell’Addaura ai danni di Falcone – giugno 1989 – alle stragi di Capaci e via D’Amelio. Scotto, che sconta oggi un ergastolo per l’omicidio di Paolo Borsellino ed è indagato nelle indagini sull’attentato all’Addaura, era il boss dell’Arenella che svolgeva per Cosa nostra il compito di mantenere i rapporti con gli uomini dei servizi segreti italiani. Dalle dichiarazioni di pentiti quali Angelo Fontana e Vito Lo Forte, sembra che Gaetano Scotto abbia avuto ruoli determinanti nell’attentato dell’Addaura, nell’assassinio del poliziotto Nino Agostino e di sua moglie Ida (Agostino avrebbe scoperto punti di contatto tra mafia e Questura), e nel mantenimento dei contatti telefonici, nei giorni della morte di Paolo Borsellino, con una base dei servizi segreti...


Minacce alla Catturandi. Un messaggio per chi?

Ago 27th, 2010 | Categoria: articoli
di Elena Ciccarello
La notizia risale all’inizio d’agosto, ma è montata solo negli ultimi giorni. A Palermo, tre sconosciuti hanno minacciato la moglie di un ispettore della Catturandi. L’hanno fermata in strada e le hanno mostrato alcune foto del marito e dei figli, sorpresi in attività quotidiane. “Che bei mariti, che belle famiglie” hanno soffiato sfogliandole sotto gli occhi le foto anche di altri colleghi. La signora ha riconosciuto tre poliziotti, ma ne ha contati di più, dunque non si è certi di quanti e chi tra gli uomini della Catturandi sia stato realmente fotografato. Facile allora pensare che la minaccia sia rivolta all’intera squadra e non a qualcuno in particolare. Nel frattempo, però, per sicurezza, la signora con marito e famiglia sono stati allontanati, mentre gli altri tre ispettori identificati nelle foto hanno firmato una liberatoria per rimanere al proprio posto. È torrido come ogni anno, l’agosto palermitano, che impasta calura e sospetti. E anche l’interpretazione dell’accaduto rimane sospesa. Troppo facile l’equazione “caccia a Matteo Messsina Denaro” uguale “minacce ai poliziotti da parte del latitante”, per quanto sia un errore sottovalutare la banalità del male. L’episodio presenta dettagli anomali e inquietanti, soprattutto in un clima di incertezza come quello che si...


Chi c’è dietro quella maschera

Lug 10th, 2010 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato. Direttore di Ossigeno per l’informazione, osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza
Nell’Italia dei depistaggi, delle inchieste insabbiate, della giustizia negata, delle stragi impunite c’è un gioco di maschere e di finzioni, un ballo di spie e controspie che in una regione di confine della guerra fredda qual era la Sicilia ha toccato punte che è difficile immaginare. Citerò due casi emblematici. Fanno capire che la regola universale che dice ”Mai fidarsi delle apparenze” nel nostro paese va rafforzata così: non bisogna fidarsi ciecamente neppure delle personalità che ricoprono delicati incarichi pubblici. (altro…)


Navi dei veleni: coinvolti politici e servizi segreti?

Set 10th, 2009 | Categoria: news
Il collaboratore di giustizia Francesco Fonti, 61 anni, originario di Bovalino (Rc) ex affiliato alla ’ndrangheta (famiglia Romeo di San Luca) da diversi anni descrive agli inquirenti il coinvolgimento della mafia calabrese nel business dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici e radioattivi. I suoi racconti, però, sono rimasti privi di riscontri. Fino allo scorso 12 settembre, quando a 14 miglia al largo di Cetraro (Cs) è stata individuata a 480 metri di profondità la carcassa di una nave. Si tratterebbe della “Cunski”, carica di fusti contenenti scorie radioattive, affondata, secondo il racconto del pentito, nel 1992. Si tratta di una delle tre navi al cui inabissamento avrebbe direttamente partecipato Fonti. Le altre sono la Yvonne A, affondata in acque internazionali di fronte a Maratea, e la Voriais Sporadais, al largo di Melito Porto Salvo (Rc). Secondo Bruno Giordano, capo della Procura di Paola, si tratta di un passo in avanti decisivo per l’inchiesta, reso possibile dall’assessorato all’ambiente della Regione, che ha messo a disposizione della procura la sofisticata tecnologia necessaria alle ricerche. Nei giorni successivi al ritrovamento il pentito ha parlato in più occasioni con la stampa. Il 15 settembre, a «il Manifesto» ha dichiarato, ripetendo quanto già deposto...


Non solo mafia

Mag 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, recensioni
I misteri di Trapani vanno oltre gli affari di Cosa Nostra e riguardano anche Servizi segreti e massoneria. Oltre a potenti burocrati e professionisti, nella città ha operato anche Alì Agca, l’affiliato dei Lupi Grigi autore dell’attentato a Giovanni Paolo II Il reticolo degli affari di Cosa Nostra con il Medioriente, le Americhe e la Turchia sarebbe entrato a far parte di alcune delle più importanti inchieste della magistratura: quella sul commercio di armi e droga compiuta da Carlo Palermo, il procedimento Pizza Connection avviato dal pool palermitano di Giovanni Falcone e infine quello sull’attentato a Papa Wojtyla istruito da Rosario Priore. I misteri trapanesi, come spiega Giuffrè, sono legati a questi rapporti che Cosa Nostra intrattiene da decenni in luoghi pronti ad accogliere chi ha amicizie e potere da portare in dono e da ricevere, e che compongono una famigerata alleanza descritta in migliaia di atti giudiziari: la trimurti mafia-Servizi segreti-massoneria. «C’era anche qualcosa che è andato oltre Cosa Nostra, un rapporto che è durato 40 anni e c’è stato qualche cosa che li ha legati all’inizio che poi sono andati sempre perfettamente d’accordo – racconta ancora Giuffrè all’Fbi per spiegare la potenza della mafia trapanese –. Tutto questo amore, tra...


Il Palazzo e la baraccopoli

Dic 10th, 2003 | Categoria: articoli, recensioni
Le grane per il padre comboniano Alex Zanotelli hanno inizio nel 1986, durante la direzione di «Nigrizia». Proprio nel momento in cui venivano smascherate le vere intenzioni della legge 73/85 dalla quale è scaturito il Fai (Fondo aiuti italiani), il periodico affrontò senza mediazioni il tema della cooperazione internazionale, preso saldamente in mano dai socialisti di Craxi, che avevano organizzato un gruppo di tecnici e preso contatti con molti governi africani già un anno prima della promulgazione della legge. Mario Raffaelli, sottosegretario agli esteri dell’epoca, raccontò a padre Zanotelli che era stato ringraziato in diversi Paesi Africani “perché in Italia esisteva un sottosegretario per la lotta alla fame” senza che lui ne sapesse qualcosa. Ma i socialisti avevano già predisposto il loro piano e i loro uomini. Avevano bisogno dell’aiuto dei radicali, accreditati sul tema della fame, ma non era sufficiente. Puntarono allora su Flaminio Piccoli, coinvolto in vicende legate al rapimento e alla liberazione di un assessore democristiano napoletano. Per uscire da questa storia Piccoli si buttò a capofitto sul “carrozzone” della lotta alla fame e con i partiti di maggioranza dell’epoca riuscì a fare passare la legge che stanziava 1900 miliardi per l’Africa. «Altro che fame nel...