Articoli con tags ‘ sequestro ’


Trentasette anni fa il sequestro e l’omicidio del giovane Paolo Giorgetti

Nov 9th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Alice Airola
La mattina del 9 novembre 1978, un convoglio delle Ferrovie Nord attraversa silenzioso il tratto Milano-Asso. I paesaggi della Brianza scorrono veloci sotto gli occhi di passeggeri assonnati, che guardano distrattamente fuori dal finestrino. Nei pressi di Meda però, qualcosa attira l’attenzione del macchinista del treno: un ragazzo lotta con tutte le sue forze contro alcuni uomini, poi crolla, e viene trascinato a forza a bordo di una 128 verde. Quel ragazzo è Paolo Giorgetti, figlio di un noto industriale immobiliare della Brianza. Il suo cadavere verrà trovato completamente carbonizzato, qualche giorno dopo il rapimento. (altro…)


Csm: ok governo su aggressione beni ai mafiosi

Lug 23rd, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Va nella direzione di rendere “più efficace l’azione di contrasto alla criminalità organizzata e di aggressione ai patrimoni di natura illecita” il disegno di legge del governo su questa materia. E dunque va valutato “in chiave positiva”. Così il Csm “promuove” l’iniziativa dell’esecutivo, con un parere approvato all’unanimità del plenum. Palazzo dei marescialli considera però “indilazionabile” un intervento legislativo sulla liquidazione dei compensi agli amministratori giudiziari per “evitare decisioni incomprensibili e talvolta prive di una base motivazionale sia nei casi di eccessivo importo o di compenso estremamente esiguo”. E avverte che a differenza di quanto si è previsto, con una norma che sta facendo discutere, vanno distinti i trattamenti da riservare agli amministratori giudiziari con quelli previsti per i curatori fallimentari. Questo per le particolari funzioni svolte dagli amministratori giudiziari, il cui obiettivo è “mantenere le imprese sul mercato (e non già di liquidarle), garantire i livelli occupazionali, o addirittura di incrementare la redditività dei beni in sequestro ove possibile”. Con la delibera approvata (relatore il togato di Area Piergiorgio Morosimi) il Csm apprezza innanzitutto la scelta di intervenire sulla disciplina delle misure di prevenzione patrimoniali, settore ormai nevralgico nel contrasto alle associazioni mafiose. Così come l’obiettivo di eliminare elementi “non...


Sequestrato oltre un quintale di prodotti alimentari

Apr 14th, 2015 | Categoria: news
      Nelle ultime settimane la Guardia Costiera, congiuntamente ad altre forze di Polizia, ha ispezionato alcuni esercizi commerciali nella città e provincia di Reggio Calabria, con il risultato del sequestro di oltre un quintale di prodotti ittici e alimentari. Le ispezioni e i sequestri hanno portato ai seguenti risultati: sequestro di 83 kg di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione contestati al titolare di un noto ristorante del centro cittadino. All’interno delle celle frigorifere venivano detenuti prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione. I medici e i tecnici del servizio veterinario area B e del Sian della locale ASP hanno confermato la non idoneità al consumo umano. Il magistrato titolare delle indagini ne ha disposto anche l’immediata distruzione a cura e spese della parte; sequestro di 31kg di prodotti ittici in cattivo stato di conservazione secondo il parere dei medici veterinari competenti. Anch’essi sono stati avviati alla distruzione tramite ditta specializzata. Una sanzione è stata emessa per mancanza di tracciabilità di alcuni prodotti per un totale di 1.500 euro; un altro accertamento ha riguardato un’accusa di tentata frode in commercio. Il ristorante ispezionato serviva cibi congelati lasciando invece intendere che fossero freschi. “Focus ‘ndrangheta 2015” è il piano prefettizio di azione nazionale e transnazionale nell’ambito...


Intrigo russo, sequestro a San Pietroburgo avvolto nel mistero

Feb 27th, 2012 | Categoria: news
di Matteo Zola
Un sequestro ancora gravido di misteri e di ombre si allunga da Casale Monferrato, piccola città ai piedi delle colline piemontesi, fino a San Pietroburgo, l’antica capitale russa affacciata sul Baltico. Tutto comincia con il rapimento di Edoardo Monti, 34 anni, di Casale Monferrato che a San Pietroburgo insegna lingua italiana. Il suo sequestro avviene nella notte del 12 febbraio, la concitazione del rapimento lascia presto strada alla prigionia: un appartamento della stessa San Pietroburgo diventa il carcere del giovane insegnante casalese. Legato mani e piedi, al buio, malmenato, Monti resta in quel luogo per cinque giorni dopodiché viene liberato, senza alcun riscatto, il 17 febbraio. Solo in quel momento la sua vicenda verrà resa nota. Questi sono fra i pochi elementi certi. Su tutto il resto grava ancora il mistero. Specie sulle modalità di liberazione. Si è svolta sabato mattina a Torino una conferenza stampa sul sequestro avvenuto, secondo gli inquirenti, «a scopo di estorsione». Le indagini, ha spiegato durante l’incontro il procuratore aggiunto Sandro Ausiello insieme ai capi della Squadra Mobile di Torino e Alessandria e al questore di Alessandria Dispenza, sono ancora in corso. La Dia (Direzione Investigativa Antimafia) che ha coordinato le operazioni si è avvalsa della...


Sequestrati beni agli affaristi dei rifiuti

Giu 21st, 2011 | Categoria: news
A seguito di articolate proposte avanzate dal Generale di Corpo d’Armata dei CC Antonio Girone, Direttore della Dia, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sez. Mis. di Prev. – ha emesso un decreto di sequestro di beni, per un valore complessivo di oltre 13 milioni di euro, eseguito dal personale della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, a carico dei fratelli Elio, Generoso e Raffaele Roma di Trentola Ducenta (CE), nonché del figlio di Elio, Francesco. Ritenuti contigui al clan dei casalesi, i fratelli Roma sono imprenditori che operano nel settore dei rifiuti e in rapporti di affari con i noti Gaetano Cerci – nipote del capo clan Francesco Bidognetti, soprannominato cicciotto e mezzanotte, già condannato con sentenza irrevocabile per il reato associativo di tipo mafioso – e Cipriano Chianese, anch’egli imprenditore attivo nel settore dei rifiuti di recente destinatario di analogo provvedimento di sequestro emesso sempre dalla magistratura sammaritana. I beni sottoposti a sequestro di prevenzione – alcuni dei quali già colpiti da sequestro penale emesso dall’A.G. di Napoli – sono 10 società, una quota societaria, una ditta, 22 terreni, 13 fabbricati, 31 autovetture e 10 motocicli, localizzati nella provincia di Caserta, nonché Sulmona (AQ), Pisa e Napoli. I fratelli...


Palermo, sequestrati beni per 22 milioni di euro al clan Madonia

Nov 15th, 2010 | Categoria: news
Il Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha disposto il sequestro di beni per un valore di oltre 22 milioni di euro riconducibili ai clan dei Madonia e dei Di Trapani operanti nel ‘mandamento’ di Resuttana. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Ros, e si è concentrato soprattutto sul capoluogo siciliano, ma anche nei comuni di Cinisi, Carini e Isola delle Femmine. Spiegano gli inquirenti che il provvedimento di sequestro è  arrivato a conclusione di un percorso investigativo che, dopo avere portato all’arresto di esponenti di spicco dell’organizzazione mafiosa, ad iniziare dai figli del capo mandamento Francesco Madonia, “ha contestualmente individuato e proposto il sequestro dei patrimoni accumulati” costituiti da aziende edili, attività commerciali, quote societarie, abitazioni, terreni e numerose autovetture. Le famiglie mafiose dei Madonia e dei Di Trapani “sono state protagoniste dell’ascesa dei corleonesi ai vertici di Cosa nostra –  spiegano ancora gli investigatori – tanto che i suoi principali esponenti sono stati ritenuti colpevoli degli omicidi di Pio La Torre, del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, dell’imprenditore Libero Grassi, del funzionario di polizia Ninni Cassarà, ma anche del piccolo Giuseppe di Matteo, il bambino sciolto nell’acido”.


Due milioni di euro sequestrati al boss Antonino Castorina

Nov 11th, 2010 | Categoria: news
La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha sequestrato beni per un valore complessivo di due milioni di euro, capitale riconducibile al boss Antonino Castorina, esponente nella zona di Santa Venerina del clan Santapaola-Ercolano appartenente a Cosa nostra. Il cinquantasettenne era stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa nell’ambito delle operazioni “Ciclope” (1996) e “Dafne” (1997) e condannato a 11 anni e due mesi dalla Corte d’Appello della città etnea, con una sentenza divenuta irrevocabile nel 2002. Nonostante questo le sue attività illecite rimasero attive: a occuparsene fu infatti il figlio Filippo, arrestato nel 2001 e rilasciato tre anni dopo. Il sequestro, disposto dal Tribunale catanese, è scaturito dalle indagini della Dia che hanno accertato forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati da Castorina e il patrimonio posseduto, riconducile ad attività illegali connesse a un prolungato rapporto di affiliazione mafiosa. Durante l’operazione sono stati sequestrati 2500 metri quadri di terreni; una villa con piscina; quattro automezzi e un’impresa individuale di impianti idraulici. Le indagini hanno inoltre evidenziato che Antonino Castorina possedeva quote societarie di una cooperativa che opera nel settore della gestione del servizio di autorimessa, oltre a rapporti bancari e postali dislocati su tutto il territorio nazionale. A questo elenco vanno...


In Puglia la mafia preferisce i negozi

Ott 12th, 2010 | Categoria: news
Stamane la Squadra Mobile di Taranto ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di ben 46 individui. L’ordinanza è stata emessa dal Gip di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della stessa provincia salentina. Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi ed esplosivi, truffa aggravata, estorsione, intestazione fittizia di beni a fini elusivi delle normative antiriciclaggio. Agli arresti, giunti dopo una prolungata indagine, sono arrivati anche i sequestri di beni mobili e immobili per una stima di circa 700 mila euro. La Mobile di Taranto è partita dalla pista del riciclaggio. Secondo le risultanze investigative  il denaro frutto del commercio di stupefacenti veniva riciclato tramite investimenti patrimoniali “di media portata”. Si comperavano esercizi commerciali e li si intestavano a prestanome che, a volte, per essere convinti venivano anche minacciati.