Articoli con tags ‘ sequestro di beni ’


Lecce, sequestro di beni per un valore di 650 mila euro

Nov 24th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
La Direzione investigativa antimafia di Lecce ha eseguito una confisca di beni mobili ed immobili riconducibili a Francesco Russo, 63enne di Nardò (LE), già condannato per tentata estorsione, rapina, sequestro di persona e porto illegale di armi da fuoco. Tra le varie vicende giudiziarie in cui è rimasto coinvolto, spicca l’operazione Canasta del 2010, nell’ambito della quale Russo era stato arrestato per il reato di estorsione in concorso. Il provvedimento di confisca di oggi, martedì 24 novembre, divenuto irrevocabile in data 20 ottobre 2015, scaturisce dal sequestro eseguito nel 2013 a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione avanzata dal direttore della Direzione investigativa antimafia. I beni acquisiti al patrimonio dello Stato riguardano una villa di 540 mq., un locale commerciale, sette terreni, quattro conti correnti e due autovetture di grossa cilindrata, per un valore di 650 mila euro.  


Nel palermitano la Dia sequestra beni per oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro

Lug 8th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
  L’operazione condotta in queste ore di mercoledì 8 luglio dalla Direzione investigativa antimafia di Palermo rappresenta, per il suo valore complessivo di un miliardo e 600 milioni, uno dei sequestri più ingenti operati sino ad oggi. Il patrimonio – trust, beni immobili e mobili, rapporti bancari, imprese – è riconducibile alla famiglia Virga, originaria di Marineo, in provincia di Palermo. Nello specifico, si tratta di Carmelo Virga (classe 1949), Vincenzo Virga (del ’37), Anna Virga (classe 1939), Francesco e Rosa Virga, rispettivamente del ’44 e del ’47. Il provvedimento, che trae origine da una proposta del Direttore della Dia Nunzio Antonio Ferla, è stato emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo. Le complesse ed articolate indagini economico-patrimoniali, effettuate dagli investigatori della Dia palermitana, d’intesa con il procuratore aggiunto Bernardo Petralia, hanno permesso di evidenziare come la famiglia Virga abbia beneficiato del determinante appoggio di Cosa nostra per l’aggiudicazione di lavori e di appalti pubblici nel settore dell’edilizia, per via della loro appartenenza alla ‘famiglia’ mafiosa di Marineo, a sua volta legata al mandamento corleonese. L’inchiesta ha inoltre fatto emergere come i Virga fossero in grado di imporre il loro “Gruppo Imprenditoriale” anche attraverso il cosiddetto “metodo Siino”, consistente nell’organizzazione di “cartelli”...


Camorra: nuovo sequestro al prestanome dei Belforte

Mag 7th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Nuovo sequestro di beni Angelo Grillo, imprenditore ritenuto vicino al clan camorristico Belforte di Marcianise (Caserta). I carabinieri di Caserta hanno eseguito un decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Dda di Napoli, che scaturisce dalle indagini condotte dai militari dell’Arma dal 2012 a oggi e che ha già portato all’arresto di 53 persone nonché permesso di sequestrare beni per un importo di circa 50 milioni di euro.
Il valore del sequestro messo in atto oggi è di 1,7 milioni di euro e riguarda le quote societarie e i beni strumentali della Silpres Group srl di Livorno, già oggetto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Napoli su proposta della Dda ed eseguito il 3 luglio 2014, 4 appartamenti e un’autorimessa a Capua riconducibili a Grillo. Sequestrata un’ulteriore società, la Phoenix Italia srl, presso la quale sono state trasferite tutte le attività svolte con la Silpres Group srl, cercando di mascherare ogni collegamento con le precedenti società e la neo costituita.


Operazione “Total Reset”: confiscati beni alla cosca Pesce

Apr 27th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di redazione
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO), hanno eseguito dodici decreti per il sequestro e la confisca di un ingente patrimonio riconducibile alla «“Cosca PESCE di Rosarno”, egemone nella “Piana di Gioia Tauro” con importanti e radicate  ramificazioni operative su tutto il territorio nazionale ed estero». Il patrimonio confiscato ammonta, per ora, a un totale di ventuno milioni di euro. I decreti sono stati emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. I sequestri e le confische hanno interessato beni immobili, beni mobili registrati, attività commerciali e disponibilità finanziarie. I provvedimenti emessi sono il risultato di accertamenti economico-patrimoniali avviati dal GICO del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, il cui obiettivo era circoscrivere i diversi elementi, ulteriormente emersi nel corso di indagini precedenti, che fornissero una ricostruzione attendibile delle attività illecite portate avanti dai membri della cosca Pesce. Sono stati sottoposti a confisca: Nr. 4 imprese/società, comprensive del loro patrimonio aziendale operanti nel settore agricolo e dei trasporti; vasti appezzamenti di terreno, coltivati ad agrumeto e frutteto, per un’estensione di oltre 25 mila metri quadri, comprensivi dei titoli, rilasciati dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, inerenti l’erogazione degli specifici...


Operazione “Fake trust”: sequestrati beni per milioni di euro in Val d’Aosta, Piemonte e Lombardia

Apr 2nd, 2015 | Categoria: news
Sequestrati beni per oltre 85 milioni di euro e tre persone arrestate, tra cui l’imprenditore legnanese Giuliano Gavinelli. Questo il bilancio dell’operazione “Fake Trust”, condotta dai militari del Comando Provinciale di Milano e dai pm milanesi Stefano Civardi, Mauro Clerici e Laura Pedio. Due anni di indagini che hanno permesso di accertare come l’organizzazione criminale, attraverso società elvetiche, svolgesse da anni un’illecita attività d’investimento. Secondo l’accusa, Gavinelli avrebbe raccolto milioni di euro da altri professionisti ed imprenditori italiani (denaro non dichiarato al fisco) per depositarli su conti correnti cifrati di istituti elvetici e successivamente investirli in attività immobiliari in Italia, attraverso una serie di società filtro comunque riconducibili all’imprenditore. Secondo quanto riportato dal «Corriere.it», l’organizzazione criminale avrebbe investito tali provviste finanziarie in società in stato pre fallimentare e, successivamente, avrebbe proceduto allo svuotamento delle stesse predisponendo l’istituzione di fittizi trust liquidatori (da qui il nome all’operazione “Fake trust”), cui trasferire l’attivo delle aziende decotte privandole del loro patrimonio destinandole al fallimento. Le indagini hanno inoltre evidenziato che l’imprenditore avrebbe, in cambio di appalti, corrisposto somme di denaro anche ad un ex senatore della Repubblica, denaro sottratto alle disponibilità delle società fallite. Sono stati sequestrati un complesso immobiliare composto da 82 appartamenti con altrettante pertinenze, un...


Trapani, sequestrati beni alla sorella di Matteo Messina Denaro

Dic 2nd, 2014 | Categoria: news
 Ieri, 1 dicembre, il Tribunale di Trapani ha disposto il sequestro di beni immobili per un valore di 70 mila euro nei confronti di Anna Patrizia Messina Denaro, sorella del boss latitante Matteo Messina Denaro. Anna Patrizia Messina Denaro è ritenuta responsabile di aver estorto a Girolama La Cascia, destinataria di una cospicua eredità, una somma pari a 70 mila euro. I soldi sarebbero serviti a sostenere la latitanza del fratello. Il provvedimento prevede il sequestro di tre fondi di contrada “Zangara”, nelle campagne di Castelvetrano, che la donna aveva ricevuto in donazione ancora dieci anni fa. L’ordine di sequestro riguarda una vicenda contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della sorella del boss Messina Denaro, arrestata lo scorso dicembre durante l’operazione Eden con l’accusa di associazione mafiosa ed estorsione. In quella occasione vennero arrestate 30 persone, tra cui Girolama La Cascia, fermata perché aveva negato agli investigatori di aver consegnato tale somma, e 5 famigliari del boss, compresa Anna Patrizia che, secondo gli inquirenti era in contatto con il fratello e smistava i suoi ordini.   (e.p)


Emilia-Romagna, la mappa dei beni confiscati alla mafia

Lug 10th, 2014 | Categoria: news
Dopo la Liguria (http://www.narcomafie.it/2014/07/09/liguria-basta-un-click-per-scoprire-i-beni-confiscati/), anche l’Emilia-Romagna si è dotata di una mappa georeferenziata attraverso la quale è possibile conoscere in maniera approfondita lo stato dei beni sottratti alla criminalità organizzata sul territorio. Oggi, giovedì 10 luglio, è infatti stato presentato il database consultabile sia sul sito della Regione Emilia-Romagna (http://www.regione.emilia-romagna.it/) sia su quello dell’Università degli Studi di Bologna (http://www.unibo.it/it/homepage), a cui fa capo la prima edizione del master in “Gestione e riutilizzo dei beni confiscati alle mafie Pio La Torre”, nell’ambito del quale è stato ideato e realizzato il progetto. «La mappatura – ha spiegato la direttrice del master Stefania Pellegrini – rappresenta un essenziale strumento di conoscenza del territorio da parte dei cittadini, ma soprattutto da parte degli enti locali e delle associazioni che vogliono iniziare un percorso di riqualificazione del proprio territorio, mediante un progetto di riutilizzo del bene». Secondo la mappatura, in Emilia-Romagna si trovano 40 beni confiscati alla mafia: 12 a Bologna e provincia, 5 a Modena, 2 a Parma e Ferrara, 1 a Piacenza, 7 a Ravenna, 3 a Forlì e 8 a Rimini. Di questi, solo sei risultano essere attualmente in uso. A questo proposito, nel corso della presentazione della mappa georeferenziata, è stato illustrato anche...


Reggio Calabria, sequestrati beni all’imprenditore Vincenzo Oliveri

Nov 7th, 2013 | Categoria: news
La sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria, in accoglimento alla richiesta del capo della Dia reggina Arturo De Felice, ha disposto il sequestro di beni riconducibili a Vincenzo Oliveri. L’imprenditore, affermato nel settore oleario, aveva anche interessi in Emilia Romagna e in Abruzzo nei settori della ristorazione e alberghiero. I beni sequestrati – per un valore complessivo di 325 milioni di euro –  consistono, tra l’altro, in 18 società, 39 immobili, disponibilità finanziarie in 52 banche ed in titoli Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), concernenti nel diritto alla percezione degli aiuti comunitari per un valore di oltre 16 milioni di euro. E ancora: il 50 per cento delle quote sociali e il patrimonio aziendale dell’albergo a 4 stelle “Grand hotel Don Juan”, sul lungomare di Giulianova (Teramo); l’intero capitale sociale e il patrimonio aziendale dell’albergo ”Villa Fiorita”, sempre a Giulianova; il resort-ristorante “Il feudo degli ulivi” a Borgia (Catanzaro) e l’intero capitale sociale e il patrimonio della società “Borgia eolica”, con sede a Ravenna, titolare dell’attività di realizzazione, gestione e manutenzione di un parco eolico a Borgia. Sequestrati, infine, l’intero capitale sociale ed il patrimonio di alcune aziende del settore della lavorazione dell’olio.Dalle indagini svolte...


Reggio Calabria, sequestrati beni alla ‘ndrina Fontana

Ago 6th, 2013 | Categoria: news
Nuovi sviluppi nell’ambito dell’operazione “Athena 49%” che, nell’ottobre dello scorso anno, aveva permesso l’arresto di otto appartenenti alla ‘ndrina della famiglia Fontana, dominante nel quartiere reggino di Archi. I finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria, hanno infatti sequestrato beni mobili ed immobili per un valore di ventuno milioni di euro. L’ingente patrimonio è riconducibile, appunto, alla ‘ndrina Fontana. Le sue illecite attività commerciali avevano permesso l’infiltrazione nella “Leonia Spa”, società mista pubblico privata a prevalente capitale pubblico, operante nel settore della racolta e smaltimento di rifiiti solidi urbani a Reggio Calabria. Le indagini – coordinate dalla procura della Repubblica presso il tribunale reggino – sono state condotte nei confronti di Giovanni Fontana, considerato a capo della cosca, e dei figli Francesco Carmelo, Antonino, Giandomenico, Giuseppe Carmelo con le rispettive famiglie: quattordici le persone fisiche coinvolte, sei quelle giuridiche. Secondo la nota della Guardia di Finanza, “con i provvedimenti adottati è stato disposto ed eseguito il sequestro del patrimonio riconducibile agli stessi, tra cui figurano in particolare: ditta individuale FONTANA Giuseppe Carmelo, esercente l’attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione”, nel cui patrimonio aziendale vi rientra un distributore di carburante stradale – ad insegna ENI –...


Zio ‘ntoni e i beni sequestrati

Giu 16th, 2011 | Categoria: news
Ad Antonio Mancuso, alias “zio ‘ntoni”, sorvegliato speciale e considerato dagli inquirenti uno dei capi carismatici della cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), la Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ha sequestrato beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 6 milioni di euro. Il provvedimento di sequestro, su proposta formulata dal direttore della Dia, generale dei carabinieri Antonio Girone, è stato adottato dal Tribunale di Vibo Valentia, sezione misure di prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, e ha interessato 73 appezzamenti di terreno e 6 fabbricati, situati nella nota località turistica di Nicotera, ma anche diversi rapporti bancari e il compendio di un’azienda agricola, intestata alla moglie. Le indagini, infatti, hanno fatto emergere una sproporzione tra i redditi dichiarati e le attività economiche espletate. Il rapporto descrive il Mancuso come “un personaggio ben inserito negli ambienti criminali operanti nella provincia di Vibo Valentia, dove è ritenuto un elemento verticistico e risulterebbe tra i personaggi più carismatici della cosca Mancuso di Limbadi i cui interessi, com’è noto, sono rivolti anche verso altre regioni d’Italia e persino all’estero. Numerosi risultano essere i precedenti a suo carico per reati gravi contro la persona e il patrimonio, in particolare nel 2003 (processo Genesi)...