Articoli con tags ‘ sentenza ’


Dell’Utri condannato a sette anni, ma il “romanzo criminale” non è ancora finito

Mar 26th, 2013 | Categoria: articoli
I giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno condannato a sette anni di reclusione Marcello Dell’Utri, accogliendo la richiesta del pg Luigi Patronaggio che, in serata, ha chiesto l’arresto dell’ex senatore. La decisione, presa per evitare il pericolo di fuga dell’imputato, è stata tuttavia respinta. “Il mio romanzo criminale continua…” ha commentato a caldo Dell’Utri. “Naturalmente speravo in un’assoluzione – dice – ma sapevo anche che poteva essere una condanna. Ne prendo atto. Accettiamo il verdetto emesso dai giudici. Leggeremo bene la sentenza”. E alla richiesta dei giornalisti se continua ad avere fiducia nella giustizia, Dell’Utri replica: “Fiducia è una parola grossa, continuo ad avere tranquillità perché tanto il percorso non lo posso modificare”. L’ex senatore del Pdl continua: “Se arrivasse la prescrizione? Direi come diceva Andreotti: sempre meglio di niente”. La Cassazione si deve pronunciare entro il 2014. Quella di Dell’Utri è una vicenda giudiziaria lunga quasi 19 anni: cominciata nel 1994 con l’iscrizione nel registro degli indagati per concorso in associazione mafiosa, passata per due condanne pesanti, un annullamento con rinvio da parte della Cassazione e tornata in secondo grado. Ieri per Marcello Dell’Utri, ex manager di Publitalia, ex senatore del Pdl, è arrivato il quarto verdetto: sette...


Processo Crimine, condanne morbide. Si brinda nei bar di Reggio Calabria

Mar 8th, 2012 | Categoria: news
di Alessia Càndito
Novantatré condanne e trentaquattro assoluzioni, 586 anni di carcere inflitti a fronte degli oltre 1700 richiesti dai pm: sono questi i numeri della sentenza emessa oggi dal gup Giuseppe Minutoli del Tribunale di Reggio Calabria, a chiusura del primo grado del processo per i 127 imputati della maxi inchiesta Crimine che hanno scelto il rito abbreviato. Le espressioni di sollievo di molti dei detenuti e dei loro familiari, così come i brindisi nel bar giusto accanto all’aula bunker della città, danno il metro di una sentenza che nelle intenzioni dei magistrati dell’accusa – coordinati dagli aggiunti Nicola Gratteri e Michele Prestipino – avrebbe dovuto essere molto più severa. Pesanti le riduzioni di pena stabilite dal giudice Minutoli, che non sembra aver sposato la linea dura chiesta dai pm, i quali avevano invocato per molti degli imputati vent’anni di reclusione. La pena più pesante è stata quella comminata al boss Giuseppe Commisso di Siderno, condannato a 14 anni e 8 mesi di carcere, mentre dieci anni di reclusione sono stati inflitti all’anziano boss Domenico Oppedisano, l’ottantenne di Rosarno indicato dalla Dda come il “capo crimine” della ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria. Una figura, hanno spiegato più volte i pm nel corso dei...


Strage di Duisburg, otto ergastoli

Lug 12th, 2011 | Categoria: news
Ferragosto del 2007, a Duisburg va in scena il rito antico della faida, nel cuore della notte settanta proiettili lasciano a terra sei persone. E’ il culmine della faida di San Luca, iniziata nel 1991, tra le famiglie di ‘ndrangheta Pelle-Vottari e Nirta-Strangio, proprio questi ultimi sarebbero i mandanti della strage. Oggi, dopo quattro anni di indagini, arresti eseguiti in mezza Europa, e udienze, le responsabilità di quella strage sono state individuate. L’atto finale, una camera di consiglio di dieci giorni, si chiude con una sentenza durissima: otto ergastoli sui nove richiesti dal procuratore aggiunto della Dda reggina e dai suoi sostituti. Oltre alle condanne e al pagamento delle spese processuali gli undici imputati ritenuti colpevoli sono stati anche chiamati al risarcimento danni in favore delle parti civili che si sono costituite in questo processo: solo alla Provincia di Reggio Calabria il danno deve essere liquidato in separata sede, ma comunque oggi gli imputati sono stati condannati a pagare 23mila euro di spese di costituzione e rappresentanza. Il resto verrà quantificato in separata sede. Inoltre, la stessa Corte d’assise ha riconosciuto 28mila euro alla mamma e alla sorella di Francesco Tommaso Venturi,...


“Ganzer aiutava i narcos”, le motivazioni della sentenza

Dic 28th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Guardie e ladri in combutta allo scopo «di realizzare clamorosi arresti e sequestri di droga». E’ quanto si legge nelle motivazioni della sentenza che condannò, nel luglio scorso, il generale dei Ros, Giampaolo Ganzer, a quattordici anni di reclusione, e che sono state rese note nella giornata di ieri. Motivazioni che inchiodano Ganzer alle sue responsabilità, cioè aver favorito i narcotrafficanti a causa della sua «legittima aspirazione ad ottenere speciali risultati nella lotta al crimine». Anche a costo che «l’appartenenza ad un corpo speciale facesse credere di potere agire con metodo di lavoro speciale». Secondo i giudici, dunque, Ganzer ha messo in piedi un sistema per il quale prima favoriva i trafficanti di droga, aiutandoli nei loro affari, per poi arrestarli con spettacolari interventi, buoni per i media e per le speranze di rapida carriera coltivate dallo stesso generale. Lo spiegano bene le motivazioni della sentenza emessa dai giudici di Milano, Luigi Caiazzo, Chiara Nobili e Paola Pendino, i quali non imputano a Ganzer generiche responsabilità, ma specifici indicatori di consapevolezza e partecipazione alla creazione all’estero di importazioni di droga organizzate apposta per essere poi scoperte e stroncate da spettacolari blitz. E in Ganzer individuano l’unico referente, poiché «a lui continuamente...


Sentenza Dell’Utri, l’angoscia, la sofferenza, la vergogna

Nov 25th, 2010 | Categoria: editoriali
di Livio Pepino
Abbiamo scritto nell’editoriale dell’ultimo fascicolo di, questa rivista – riprendendo, in realtà, analisi ben note, – che lo scambio con il potere economico e la politica è lo, specifico delle organizzazioni mafiose. Sono passati pochi, giorni e la sentenza di un giudice della Repubblica ha fornito, di questa realtà uno spaccato di rara e agghiacciante evidenza., La sentenza, la cui motivazione è stata depositata nei, giorni scorsi, è quella emessa il 29 giugno scorso dalla Corte, di appello di Palermo nei confronti di Marcello Dell’Utri., Con essa il potente parlamentare è stato riconosciuto responsabile, di concorso in associazione mafiosa e condannato, – con riduzione della pena inflittagli l’11 dicembre 2004, dal tribunale del capoluogo siciliano – a sette anni di reclusione., La sentenza non è certo viziata da pregiudizi accusatorî. C’è, anzi, chi ne ha criticato un certo formalismo e un, insufficiente rigore nel trarre dagli elementi emersi nel processo, coerenti conclusioni (in particolare, nella parte in cui la condotta, penalmente rilevante dell’imputato, viene ritenuta provata solo fino al, 1992, escludendosi analoga prova, per il periodo successivo, e cioè, quello «in cui, dalla fine del 1993 in, poi, l’imprenditore Berlusconi si determinò, ad assumere il ruolo a tutti, noto nella politica...