Articoli con tags ‘ Senegal ’


Dannata gioventù

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
La mancanza di consapevolezza e di capacità di gestione da parte della politica locale fa del Senegal un paese in cui le scarse possibilità di crescita inducono i giovani a fuggire. Sempre più poveri, e sempre meno istruiti, costituiranno a breve una massa migratoria con enormi difficoltà di integrazione   In Senegal il 75% della popolazione ha meno di 30 anni. Le generazioni che bussano alla porta dell’Europa, ragazzi nati negli anni Ottanta, sono le stesse che sostennero il presidente Wade durante la sua candidatura, credendo che la sua ricetta del liberismo economico, qui mai sperimentato finora, avrebbe risolto tutti i problemi del paese. Le grandi promesse elettorali di Wade, “casa e lavoro per tutti”, non sono chiaramente state mantenute e ora i giovani tra i 20 e i 30 anni vedono con grande disillusione ogni possibilità di crescita interna.  Di conseguenza, cercano la risoluzione dei loro problemi solamente nell’emigrazione verso l’Europa, tralasciando le pur rare risorse offerte dal territorio. Sono pochi infatti quelli che credono che il loro lavoro possa garantirgli un avvenire decente: anche chi in Senegal è taxista, cuoco, barista o artigiano brama venire in Europa, Italia e Spagna soprattutto, e vede il proprio impiego come un mezzo per accumulare...


Muli del 21° secolo

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Ingoiano decine di ovuli contententi cocaina e si avventurano in viaggi che possono decretare la loro fortuna o la loro morte, per soffocamento o per intossicazione. Sono i “muli”, corrieri più o meno improvvisati che stanno riempiendo le tasche di piccole reti di narcotrafficanti   Si stima che tra il 10 e il 15% della cocaina che attraversa il Senegal rimanga sul territorio, creando un mercato locale che da un lato soddisfa i turisti e la richiesta autoctona e dall’altro alimenta tanti piccoli “rivoli” diretti verso le maggiori città europee, secondari al grande canale principale del narcotraffico, ma certamente importanti per soddisfare la sempre maggiore richiesta nel Vecchio Continente. L’effetto per noi più visibile della creazione di questo mercato locale, a Dakar come in altre località del Senegal, è infatti la formazione di reti di trafficanti che organizzano con corrieri e spedizioni dei “rivoli” minori. È successo in Nigeria, ed ora sta avvenendo anche qui. La loro opera è certamente di portata inferiore rispetto alle grandi mafie internazionali ma, come dimostra il caso “Tossic Park”, l’effetto è assai più dirompente per la quotidianità delle nostre metropoli. Affittare il proprio corpo. Il corriere è un tassello fondamentale del narcotraffico; egli è di solito una pedina esterna, assoldato per il...


Ombre sulla “Petite Côte”

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
  Le località turistiche sulla costa rappresentano, in Senegal come in molte altre parti del mondo, un luogo ideale per investire e quindi anche per riciclare denaro. Tutta la costa a sud di Dakar è un importante polo turistico che attrae pubblico dalla Spagna, dalla Francia, dal Nord Europa, dalla Russia e dagli Stati Uniti; negli ultimi dieci anni sono sorti moltissimi villaggi immediatamente a ridosso delle lunghe spiagge. Visitando però “La Somone”, paesino all’inizio della Petit Côte, ci si rende immediatamente conto che la maggior parte delle strutture turistiche è in stato di costruzione, ma i lavori non fervono,  anzi non vi è alcun cantiere aperto, solo abbandono. Le strutture funzionanti sono sette o otto, quelle in costruzione una ventina.  Le spiegazioni ricavate sul luogo sono molteplici: i cantieri, quasi tutti di proprietari stranieri, si fermano quando sul posto non c’è personale occidentale, poiché non hanno fiducia degli autoctoni e di come svolgeranno i lavori. Un’altra difficoltà che incontrano gli imprenditori è la burocrazia e, molto spesso, anche la corruzione, che frena i lavori imponendo lunghi tempi morti. In questo quadro di scarsa legalità e trasparenza è facile però che vi entrino anche investitori che riciclano soldi provenienti dal narcotraffico. I settori possono...


Senegal: una svolta solo annunciata

Apr 30th, 2002 | Categoria: archivio articoli
L’elezione di Wade alla guida del paese aveva rinnovato le speranze di successo nella lotta narcotraffico. Ma, nonostante gli sforzi del nuovo governo, la situazione resta preoccupante Quando Abdoulaye Wade, leader del partito democratico all’opposizione, venne eletto presidente della Repubblica del Senegal nel marzo del 2000, succedendo pacificamente ad Abdou Diouf, molti osservatori internazionali concordavano sulla possibilità di un rafforzamento della lotta contro il narcotraffico e la corruzione. Una speranza confortata dalle operazioni della gendarmeria senegalese, insignita recentemente del premio Drug Fight Prize ad opera dell’ECOWAS – la comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale – proprio in virtù dei risultati ottenuti nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti, e dal fatto che il governo stesse lanciando nuovi programmi di sostituzione delle coltivazioni di cannabis in Casamance. Con tutto ciò – e si aggiunga la destinazione di ulteriori risorse per la sicurezza e l’inasprimento delle pene per il possesso e il commercio di stupefacenti – il traffico di droga resta per il Senegal un problema grave. L’erba della ribellione Da più parti viene criticato il presunto lassismo della legislazione senegalese in materia di stupefacenti, ritenuta l’anello debole della repressione. In effetti, in confronto a molti Stati africani, una pena tra i cinque e i dieci anni di reclusione per il...