Articoli con tags ‘ Scuola nazionale di cittadinanza monitorante ’


Perché: la ragione (e la domanda) che ci muove contro la corruzione

Lug 15th, 2016 | Categoria: articoli
di Marika Demaria e Piero Ferrante
Scuola nazionale di cittadinanza monitorante, seconda sessione di giovedì 14. Roberta Mauri inizia il suo intervento prendendo spunto dal ragionamento di Nando dalla Chiesa sul potere della firma, discusso poco prima nel corso della sessione inaugurale. «Dare un senso alla morte di mio padre non è semplice. Quando mio padre è morto, la mia famiglia è stata amorevolmente sommersa da biglietti e telegrammi giunti da tutta Italia, nonostante il nome di mio padre non fosse così riconosciuto. Così ogni pomeriggio per un mese, mia madre e io abbiamo risposto a ogni singola persona che aveva preso in mano carta e penna per dimostrarci vicinanza: io anziché firmarmi Roberta Mauri mi firmavo solo con il mio nome, poi andavo a capo e specificavo “figlia di Ambrogio Mauri”  per sottolineare con orgoglio chi era mio padre». La biografia di Ambrogio Mauri è stata raccontata da Monica Zappelli nel libro Un uomo onesto (Sperling&Kupfer, 2012). Mauri era un imprenditore di Desio che, poco più che diciottenne, aveva ereditato l’azienda di famiglia. La sua intuizione, la sua lungimiranza fu di comprendere di non fermarsi alla riparazione dei mezzi pubblici, ma di pensare a come costruirne di innovativi. Milano e l’Atm raccontano, ogni giorno, della genialità...


Dal cum-rumpere al cum-reparare. Prevenire e contrastare la corruzione

Lug 15th, 2016 | Categoria: articoli, Uncategorized
di Marika Demaria e Piero Ferrante
È un progetto pionieristico quello che è stato avviato ieri, 14 luglio, alla Certosa di Avigliana. Si tratta della prima scuola nazionale di cittadinanza monitorante, promossa e organizzata dal Gruppo Abele, dal Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, da Libera che terminerà domani, sabato 16 luglio. Oltre settanta partecipanti provenienti da tutta Italia per approfondire le tematiche inerenti alle mafie e alla corruzione con l’0biettivo di diventare monitoranti, pungolo per la collettività e la politica. La sessione inaugurale di ieri pomeriggio è stata aperta da don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera, che ha ricordato «il legame diretto» che esiste tra la povertà e la corruzione e come quest’ultima mini «il patto che ci lega come cittadini responsabili al bene comune, prima di tutto vengono traditi i patti umani. Un Paese corrotto è un Paese povero non solo dal punto di vista economico ma anche sociale. Non dobbiamo essere indifferenti: l’indifferenza, la rassegnazione e la delega sono le malattie mortali della nostra società». Rispetto al concetto di etica, don Luigi Ciotti ha commentato che essa non può essere ridotta «a codici e regole, per quanto giusti siano. L’etica chiama in causa innanzitutto l’integrità...