Articoli con tags ‘ Sardegna ’


“Se gli interessi di parte prevalgono sul bene comune muore il futuro”

Mar 9th, 2016 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Ferrante
“Nessuno mette in discussione che se si decide di partecipare alle guerre servano i poligoni. Va però chiarito se e quale sia il prezzo da pagare”. Mariangela Maturi è decisa, battagliera, convinta. La vicenda dei poligoni militari in Sardegna, cui ha dedicato il libro Silenzio di piombo, è spinosa e richiede delle forti scelte di campo, specie se il campo in essere è quello della salute collettiva. Ma le amministrazioni locali e la politica spesso hanno nicchiato e nicchiano, rifugiandosi dietro pretestuose prese di posizione, comode. Narcomafie ha intervistato la Maturi, per ragionare con lei dell’importanza, oggi, di continuare a puntare i fari su una vicenda spesso poco approfondita. La storia dei poligoni, delle morti e delle malattie è soprattutto una pericolosissima storia di silenzi e connivenze. I militari, molta politica, le organizzazioni internazionali, alcune amministrazioni, hanno giocato a seppellire (oltre ai materiali pericolosi) da sempre la verità. Commissioni d’inchiesta nate e morte, comitati e gruppi d’esperti depotenziati, il dibattito che vive di fiammate ma che, in effetti, non si risolve mai. Dov’è che si inceppa il meccanismo? Credo vadano fatti doverosi distinguo. In molti casi oscuri degli ultimi decenni di storia italiana si è visto come la verità sia facile da occultare,...


Silenzio di piombo. Poligoni e veleni in Sardegna

Mar 9th, 2016 | Categoria: articoli, prima pagina
di Mariangela Maturi
[Questa che segue è la prefazione della giornalista Mariangela Maturi al suo libro Silenzio di piombo, appena edito dalla Round Robin. La pubblichiamo per gentile concessione della casa editrice] Palau, costa nord orientale della Sardegna. Marco e i suoi amici si svegliarono di prima mattina, pronti a salpare. Chi va per mare sa bene che le migliori uscite si fanno all’alba. Preparata la cambusa e mollati gli ormeggi, quei tre uomini in barca presero il mare dal porticciolo di fronte alla Maddalena, con l’idea di trascorrere la prima giornata di navigazione costeggiando la Sardegna orientale nella perfetta cornice di un mare clemente, un bel sole e un buon vento. Invece, una serie di sfortunate circostanze gettò i provetti navigatori in un’odissea che ancora oggi raccontano con stupore. Dopo qualche ora di timone, superato il promontorio di Murtas, capirono che qualcosa non andava. Un monoposto militare sfrecciava insistentemente sopra le loro teste, cercando di avvisarli di qualcosa. La loro radio di bordo era infatti fatalmente rotta e l’aereo cercava di attirare la loro attenzione perché erano entrati nella zona a mare del poligono interforze del Salto di Quirra, distaccamento di Capo San Lorenzo, senza rendersene conto. Alcuni militari li approcciarono con una...


Il risiko sardo che ammazza gente (e tanta) per davvero

Mar 9th, 2016 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Ferrante
La prima domanda che viene di getto, come un rigurgito acido di orrore e tristezza, leggendo il libro Silenzio di piombo, di Mariangela Maturi, appena edito dalla Round Robin è: “Ma quante volte e in quanti modi ammazza una guerra?”. Così tante e tanti – la risposta – che ci si perde nel contarle e nel contarli. Quel che c’è di certo, è che lo fa per fasi. Fasi di cui il massacro di  civili e militari in quelle che l’opinione pubblica (spesso acriticamente) definisce zone di guerra non è che l’ultimo step. Già, perché prima delle dichiarazioni dei grandi capi di Stato, prima delle immagini che finiscono in televisione, prima delle cronache e dei reportage sui giornali, prima degli inviati dai tristi teatri bellici, c’è quel che non si vede. O che si vede meno. O che non si vuole vedere e far vedere. C’è una strage silenziosa, lenta e inesorabile, nascosta e nemmeno così tanto, che si consuma al chiuso di fili spinati, nei deserti azzurri del mare, affidata al vento e alla terra, all’acqua e alle montagne. Le chiamano esercitazioni militari. O test bellici. Si sa, i nomi, gli appellativi, le definizioni non sono che sono formalità leggère. Questa, invece, è roba dannatamente pesante, condotta...


Quirra, il poligono dei veleni

Gen 10th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Agnelli nati malformati, soldati e pastori ammalati di tumore o leucemia: è la “Sindrome di Quirra”, una lunga catena di morte che potrebbe collegare queste disgrazie con le attività militari svolte nel Poligono Sperimentale Interforze di Perdasdefogu-Salto di Quirra, in Sardegna. Dodici mila ettari di territorio selvaggio utilizzato fin dal 1956 per far esplodere tonnellate di armi, con possibili gravi danni alla salute dei cittadini e all’ambiente. Situato nella parte centro-orientale dell’isola, il poligono di Quirra è il più grande campo di esercitazione di questo genere in Europa. È sede del Reparto di sperimentazione e standardizzazione del tiro aereo (RSSTA) e utilizzato per l’addestramento di soldati italiani e tedeschi. Ma la sua vera particolarità sembra essere di fatto un’altra: per cinquantamila euro all’ora anche i privati hanno potuto affittare un pezzo di queste colline a ridosso del mare al fine di testare nuovi armamenti. Note aziende belliche italiane, americane, britanniche e francesi hanno operato indisturbate per anni in questo angolo di provincia dell’Ogliastra, tra le colline e uno dei mari più belli d’Italia, facendo esplodere proiettili, bombe e missili. Nessuno sa ancora con certezza quali armi siano state utilizzate su quei terreni. Non esiste nessun registro, ma è proprio questa...


Sardegna, sgominata rete internazionale di trafficanti

Nov 9th, 2010 | Categoria: news
Trecentocinquanta militari stanno eseguendo in queste ore 19 ordini di custodia cautelare emessi dal Gip di Cagliari per la zona di Oristano a Cagliari. Destinatari sono i membri di un’organizzazione criminale specializzata nel traffico di stupefacenti.  Il commercio prevedeva come spiagge d’arrivo per la droga le regioni italiane di Calabria e Sardegna. Il trasporto della merce avveniva tramite navi, i cui porti di partenza erano in Spagna e Belgio. Sulla rete criminale erano da tempo impegnati a indagare i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Oristano guidatiti dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. Mentre scriviamo l’operazione non è ancora conclusa.


Arrestati i tre attentatori di Marras

Ott 11th, 2010 | Categoria: news
Solo grazie a una telecamera si è giunti a una svolta nelle indagini sull’attentato subito da Gianpaolo Marras, sindaco di Ottana, vittima il 24 settembre scorso di un attacco all’incolumità sua e dei suoi familiari: una bomba era stata fatta esplodere fuori dagli uffici per i Servizi Sociali del Comune e alcuni colpi di fucile erano stati sparati verso la sua abitazione, ferendo la moglie e sfiorando la culla del figlio di appena due mesi. L’attentato spinse Marras a minacciare le dimissioni “a meno che i responsabili non vengano arrestati”, dichiarò allora. Oggi però Marras non scioglie le riserve sulla possibilità di abbandonare la poltrona di sindaco: “Ancora non ho maturato alcuna scelta. Certo quello di oggi è un elemento da considerare, ma prenderò una decisione solo fra qualche giorno” aggiungendo che prima intende parlare con gli inquirenti poiché uno dei fermati è Maurizio Sedda, anch’egli di Ottana, collega di Marras alla Legler, azienda tessile che nel paese ha una filiale in aria di crisi: “Dall’azienda io sono stato messo in cassa integrazione ma Sedda ci lavova ancora, è guardiano” spiega Marras. “Non mi capacito chi mi voglia male e prima di decidere se confermare o ritirare le dimissioni ho bisogno...


Marras e il sequestro della democrazia. Lettera di Pino Tilocca

Ott 11th, 2010 | Categoria: articoli
Pino Tilocca è preside di una scuola, ma dal 2000 al 2005  è stato sindaco del piccolo comune di Burgos. Ha pagato a prezzo altissimo il suo impegno politico, per cui è stato vittima di diverse intimidazioni: nel febbraio 2004 suo padre Bonifacio è rimasto ucciso per una bomba collocata dietro l’uscio di casa e rivolta a lui. I colpevoli sono rimasti impuniti. Ho pensato molto in questi quindici giorni dal duplice attentato di Ottana se fosse il caso di intervenire pubblicamente e per dire cosa. Tanti, come solito dopo attentati, parlano, pochi con serietà, molti perché è loro dovere farlo in virtù dei ruoli che occupano. Ed allora è evidente che la retorica e il vuoto di sostanza si sprecano in questo mare di chiacchiere che poi si quietano in attesa del prossimo scoppio. Ho pensato di dire a Gian Paolo Marras di tenere duro, di tenere duro sulla sua decisione di dare le dimissioni, intendo; perché la situazione degli amministratori comunali di fronte alla violenza è identica a sei anni di distanza a quella in cui mi sono trovato io. Aggravata dal fatto che il tempo è passato inutilmente. Denunciavo allora la mancanza di comprensione di questo fenomeno delinquenziale e di conseguenza...


L’amministratore, un mestiere pericoloso

Ott 11th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Quella che si è conclusa è stata un’estate difficile per gli amministratori. Il tragico episodio di Pollica – l’assassinio del sindaco Angelo Vassallo – è il più doloroso per la sua concretezza. Angelo Vassallo ha lasciato una moglie e due figli, ma non solo. Il vuoto istituzionale e la ferita civica sono sensibili quasi quanto la sparizione per un paesino della sua piazza centrale, del posto dove la gente in provincia si ritrova e costruisce legami. Purtroppo la lista degli atti intimidatori criminali è lunga: negli ultimi caldi mesi d’estate sono arrivate buste con minacce e proiettili, sono andate a fuoco automobili, esplose bombe sotto ai portoni. A Ottana, in provincia di Nuoro, il sindaco Gian Paolo Marras si è dimesso dopo aver ricevuto, con la sua famiglia, gravi intimidazioni a colpi di fucile. Solo l’ultimo degli episodi in Sardegna, dove solo nell’ultimo anno sono stati almeno 60 gli amministratori minacciati. A Isola Capo Rizzuto, il 5 luglio, è andata a fuoco l’auto del sindaco Caterina Girasole. Epilogo dei roghi  che a Isola hanno appiedato altri due esponenti del consiglio comunale a distanza di pochi giorni. La modalità dell’attentato è stata la stessa: con del liquido infiammabile e un cerino esponenti dei...


Sardegna. Non è terra per amministratori

Set 27th, 2010 | Categoria: articoli
di Elena Ciccarello
E’ stata una notte da incubo quella vissuta sabato scorso dai circa 2500 abitanti di Ottana, in provincia di Nuoro. Il silenzio è stato rotto una prima volta, poco prima dell’una, da un’esplosione che ha devastato la sede dell’Eiss, un ente privato che eroga servizi sociali, poi, pochi minuti dopo, da tre colpi di fucile calibro 12 sparati contro l’abitazione del sindaco, Gian Paolo Marras, ex cassaintegrato della Legler (in foto). Tanta paura in casa Marras. I pallettoni sono penetrati nella villetta infrangendo i vetri e ferendo al polso la moglie del sindaco. Con le loro traiettorie impazzite hanno sfiorato sia la bambina di 4 anni che la culla del più piccolo. Uno shock che ha spinto il neo sindaco, eletto lo scorso maggio, ad annunciare in poche ore le sue dimissioni, “lo faccio per i miei figli” ha dichiarato. “E’ un episodio di una gravità inaudita – ha commentato Tore Cherchi, presidente dell’Associazione dei Comuni della Sardegna – ma non isolato. Solo una settimana prima ce ne era stato un altro a Nureci in Provincia di Oristano”. La Sardegna è la regione in Italia con il più alto numero di attentati e intimidazioni contro gli amministratori, circa 80 ogni anno....


La democrazia in ostaggio

Lug 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Elena Ciccarello
Decine di amministratori sardi ogni anno sono vittime di gravi intimidazioni. Le matrici degli attentati vanno dalla presunzione di farsi giustizia da sé al puro interesse. Succede in paesi di poche migliaia di anime, dove i cittadini esprimono solidarietà ai loro rappresentanti ma nessuno sa e vede mai nulla Lettere anonime, fucilate alle finestre, minacce di morte, fuoco e dinamite. Sono più di dieci gli amministratori sardi che hanno subìto pesanti intimidazioni dall’inizio del 2008. Settantacinque solo nel 2007. In alcuni paesi, sindaci, assessori e consiglieri comunali sono costretti a vivere e lavorare sotto l’incubo delle minacce, da “veri resistenti”, come li ha definiti Salvatore Cherchi, presidente dell’Anci Sardegna e sindaco di Carbonia. Per sostenerli la Regione, unica in Italia, si è dotata di una legge per il risarcimento delle vittime di attentato, ma si tratta solo di un rimedio finanziario per un problema troppo a lungo sottovalutato. Istituzioni, forze dell’ordine e magistratura non hanno ancora trovato il modo di fermare questo stillicidio che ammala la vita democratica dei paesi: «Non capita spesso che gli amministratori si dimettano – racconta Cherchi –, però magari in molti si ritirano silenziosamente a fine mandato e non si presentano più alle elezioni successive. Oppure non si...