Articoli con tags ‘ Salvatore Riina ’


Libera, nota di don Luigi Ciotti sulla presenza di Salvatore Riina a “Porta a Porta”

Apr 6th, 2016 | Categoria: prima pagina
«Libera è da sempre accanto ai famigliari delle vittime delle mafie. Con loro è impegnata in tanti progetti. Con loro, e per loro, organizza il 21 marzo, la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. Ne ha conosciuto il dolore, la forza, la dignità, la tenacia nel richiedere verità e giustizia – assenti nel 70% dei casi – l’impegno nelle associazioni, nelle carceri minorili, nelle scuole per contrastare le radici della mentalità mafiosa. Meglio di altri comprende allora il loro sdegno e la loro incredulità di fronte alla scelta di una nota trasmissione di dare spazio questa sera al figlio di Totò Riina. C’è chi parla di diritto di cronaca. Ma il libro scritto da Giuseppe Salvatore Riina – a quanto si evince da un’intervista oggi pubblicata – non aiuta a dissipare le ombre che ancora avvolgono le stragi di mafia e la rete di complicità, omissioni e silenzi che le ha favorite. È un racconto di vita famigliare, a tratti idilliaca, dove la figura del padre, descritta in termini affettuosi quali Giuseppe Salvatore Riina ha tutto il diritto di usare, oscura quella del boss che ha mandato a morte tante persone e distrutto altrettante famiglie. Cosa c’entri questo...


Strage del rapido 904: il mandante fu Riina

Apr 28th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Fu l’ala stragista di Cosa Nostra a far saltare in aria il rapido 904 la sera del 23 dicembre 1984, mentre il treno attraversava la galleria di Vernio, sull’Appennino tra Firenze e Bologna. La strage del “treno di Natale”, carico di gente che tornava a casa per le feste, fece 17 morti e 265 feriti. E adesso, dopo anni d’indagini sui rapporti fra mafia ed estremismo di destra, viene identificato il mandante: niente meno che Totò Riina, che ha ricevuto in carcere un nuovo ordine di custodia cautelare per strage. L’atto è firmato dai magistrati della Dda di Napoli, in un’ indagine che si è avvalsa anche della collaborazione di alcuni “pentiti”. Riina secondo gli inquirenti commissionò l’attentato “per sviare strumentalmente l’attenzione degli apparati dello Stato dal vero problema”, per condizionare gli esiti del maxiprocesso a Cosa nostra ed esercitare forti pressioni sui suoi referenti politici. Il coordinatore della Dda di Napoli Alessandro Pennasilico parla di “un attentato confezionato come un atto politico”. Insomma, un depistaggio, orchestrato per distogliere l’attenzione dello Stato da Cosa nostra e indirizzarla verso il terrorismo eversivo. Questa ipotesi, e cioè il ruolo...


Attentato dell’Addaura, Riina dovrà risarcire i Falcone. Ma fu lo Stato a gettare fango

Nov 22nd, 2010 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Un pezzo di Stato voleva Falcone morto. Dietro l’attentato dell’Addaura c’erano “ambienti delle istituzioni”. Cosa nostra è colpevole ‘solo’ del fallito attentato. A dirlo è il giudice Paola Proto Pisani del Tribunale civile di Palermo che condanna Totò Riina al risarcimento di 144.048,47 euro, denaro che ripaga il tritolo ma non il fango gettato sul magistrato siciliano che, in quel giugno 1989, fu oggetto di “umiliazioni e calunnie, sleali attacchi e torbidi giochi di potere”. Attacchi gravi: Gerardo Chiaromonte, presidente della Commissione Antimafia, riporterà, in riferimento al fallito attentato, quanto veniva fatto circolare nei giorni successivi negli ambienti della Dc e del Pci a Palermo: «I seguaci di Leoluca Orlando (allora sindaco di Palermo, ndr) sostennero che era stato lo stesso Falcone a organizzare il tutto per farsi pubblicità». Una vicenda intricata, per comprenderla è bene fare un passo indietro. L’Addaura è una località marinara, secoli fa separata dalla città, ma ormai parte integrante di Palermo di cui rappresenta, anzi, l’insediamento più antico. Quelle che oggi sono ville lungomare un tempo furono piccole case di un borgo sviluppatosi a ridosso del porto. Tra queste ville era quella che  Giovanni Falcone aveva affittato per trascorrere l’estate. Cinquantotto candelotti di dinamite furono piazzati nei pressi della spiaggetta antistante la...


Ciancimino jr. al processo De Mauro

Ott 22nd, 2010 | Categoria: news
Un manoscritto di tre pagine a firma Vito Ciancimino. E’ stato acquisito oggi agli atti del processo per la sparizione e morte del giornalista Mauro De Mauro. Il pm Sergio De Montis, titolare dell’accusa, ha ricevuto il documento dal figlio dell’ex sindaco, Massimo, di cui ha richiesto l’audizione. Nei tre fogli sarebbe contenuto anche il movente per l’uccisione di Pietro Scaglione, procuratore di Palermo assassinato nel 1971 dagli uomini di Luciano Liggio, otto mesi dopo la scomparsa di De Mauro. Scaglione sarebbe stato ucciso proprio perché indagava sulla sparizione del giornalista de L’Ora di Palermo. De Mauro, poco prima di sparire, avrebbe incontrato il procuratore Scaglione per raccontargli ciò di cui era venuto a conoscenza. Un fatto molto grave, che avrebbe “sconvolto l’Italia”: questi i termini con i quali lo aveva descritto al collega Bruno Carbone, che gli aveva infatti consigliato di recarsi dal procuratore. Il pm De Montis ha chiesto l’audizione anche di Raffaele Girotti, che oggi ha 92 anni ma nel 1962, all’epoca della sciagura aerea di Bascapé, era amminsitratore delegato di Snam, società controllata dall’Eni e proprietaria della flotta aerea dell’ente petrolifero italiano. Nel processo sulla morte di De Mauro, che ha come unico imputato Totò Riina, torna dunque ad affacciarsi...


Vito Palazzolo ancora a piede libero: bloccata l’estradizione

Giu 21st, 2010 | Categoria: news
Negli anni Ottanta il giudice Giovanni Falcone lo ribattezzò “il riciclatore di tesori di Cosa Nostra”. Lui, Vito Roberto Palazzolo, continua però a vivere in Sud Africa come un normale cittadino incensurato, nonostante una condanna a nove anni per associazione mafiosa. L’alta Corte locale ha accettato il suo ricorso contro l’estradizione, che il governo di Pretoria aveva deciso di intraprendere al fine di rendere esecutiva la sentenza confermata nel marzo 2009 dalla Corte di Cassazione. In Sud Africa “non è riconosciuto il reato associativo così come riconosciuto in Italia”, hanno specificato Baldassare Lauria e Giannino Guisa, avvocati difensori dell’imputato, ricordando che lo stesso era stato assolto, nel 1992, dal tribunale di Roma, che non l’aveva riconosciuto reo del reato di cui sopra. “Faremo ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo – promettono il sostituto procuratore Gaetano Paci e il suo collega Gaetano Gozzo – non va dimenticato che Vito Roberto Palazzolo è ricercato sia in Italia sia in America, e che questa sentenza alimenta la sua aurea di imprendibilità e il suo carisma. Palazzolo continua ad essere il riciclatore numero uno di Cosa Nostra, in quanto i tesori di Riina e Provenzano sono gestiti da lui”. L’accusa ha inoltre...


Ultimo:«Ciancimino è un servo di Riina»

Nov 10th, 2009 | Categoria: news
Sergio De Caprio, colonnello dei carabinieri in forza al Nucleo operativo ecologico (Noe) di Roma, che il 15 gennaio 1993 guidò la squadra di uomini che materialmente eseguì l’arresto di Salvatore Riina con il nome in codice “Ultimo”, non accetta la ricostruzione storica dei fatti del biennio 1992-93 suggerita negli ultimi mesi da Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, condannato per mafia e morto nel 2002. In particolare De Caprio contesta la ricostruzione dell’arresto di Riina, che secondo Ciancimino sarebbe avvenuto grazie a una soffiata di Provenzano. Alle dichiarazioni del figlio di don Vito De Caprio aveva risposto accusandolo di essere «un servo di Riina», definizione che gli è costata una querela. Intervistato lo scorso 6 novembre dalla trasmissione di Rai tre «Chi l’ha visto?», ha ribadito la propria opinione sul figlio dell’ex sindaco di Palermo: «Nell’udienza del 2004 nell’aula bunker di Firenze, Riina Salvatore pubblicamente esortò, o meglio, intimò all’autorità giudiziaria di sentire Massimo Ciancimino. Da quel momento secondo la mia esperienza, ma direi oggettivamente, Ciancimino ha assunto un ruolo strategico nell’interesse di Cosa nostra, Riina ha voluto far capire ai magistrati e ai mafiosi che Ciancimino è un uomo suo e parla nel suo interesse». E...


Napoli, nuovo ergastolo a Riina

Ott 10th, 2008 | Categoria: news
Il gup di Napoli Daniela Fallarino il 23 settembre scorso ha condannato all’ergastolo Salvatore Riina per cinque omicidi avvenuti nel 1984 a Poggio Vallesana, vicino a Marano, in provincia di Napoli, presso la masseria dei boss camorristi Lorenzo e Angelo Nuvoletta, affiliati a Cosa nostra e vicini al clan dei corleonesi. Le vittime sono Vittorio e Luigi Vastarella (padre e figlio), Gennaro Salvi, Gaetano Di Costanzo e Antonio Mauriello. I cinque erano legati al clan dei casalesi, all’epoca guidato da Antonio Bardellino, ma nelle cui file giocava già un ruolo di rilievo la famiglia Schiavone. Alla ricostruzione dei fatti ha contribuito la testimonianza del collaboratore di giustizia Giovanni Brusca. Il movente del delitto, concordato da Riina e dai fratelli Nuvoletta, sarebbe stato duplice: da un lato la vendetta da parte dei Nuvoletta nei confronti dei Vastarella, ritenuti responsabili dell’omicidio di un altro dei fratelli Nuvoletta, Ciro, su mandato dei Bardellino; dall’altro, il fatto che i casalesi fossero vicini alla fazione di Cosa nostra che faceva capo a Stefano Bontade, perdente nella seconda guerra di mafia che aveva insanguinato Palermo nei primi anni Ottanta. Dopo l’omicidio i corpi delle vittime sono stati sciolti dentro grossi fusti di acido. Per gli stessi...


Cassazione, confermate condanne per Capaci e via d’Amelio

Ott 10th, 2008 | Categoria: news
Il 18 settembre la prima sezione penale della Corte di Cassazione presieduta da Edoardo Fazioli ha confermato la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Catania, che nel 2006 aveva condannato i boss di Cosa nostra che, insieme a Totò Riina, avevano voluto e organizzato le stragi di Capaci e di via d’Amelio del 1992. Carcere a vita confermato (per i due attentati) ai boss Salvatore Montalto, Giuseppe Farinella, Salvatore Buscemi. Per la strage di Capaci ergastolo definitivo a Giuseppe Madonia e Giuseppe Montalto, Carlo Greco, Pietro Aglieri, Benedetto Santapaola, Mariano Agate, Benedetto Spera. Vent’anni di carcere per Antonino Giuffrè e ventisei anni per Stefano Ganci.


Ospite non gradito

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare e obbligo di dimora a Corleone per “Salvuccio” Riina. Forti i timori del Comune per il ritorno in paese del terzogenito del boss Totò. A preoccupare è soprattutto la possibile riorganizzazione della “famiglia”. Ma Corleone reagisce all’unanimità e dalla voce del primo cittadino comunica che «la città non è quella che lui ha lasciato anni fa»   Non è un fatto di poco conto che lo scorso 29 febbraio il Consiglio comunale di Corleone abbia approvato all’unanimità un ordine del giorno denunciando che «la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare di Giuseppe Salvatore Riina… con l’obbligo di soggiorno a Corleone, in questa terra dove i segni ed i simboli hanno importanza, ha turbato l’opinione pubblica, ingenerando uno stato di preoccupazione…». Come non è da sottovalutare la rappresentazione dello «stato di disagio della Città» e l’invito agli Organi dello Stato «a valutare ogni utile iniziativa per garantire serenità e sicurezza ai cittadini di Corleone ed ai loro rappresentanti nelle Istituzioni».    I traguardi dell’antimafia. Con quest’atto il Consiglio comunale ha voluto esprimere una forte critica alla lentezza della giustizia italiana, che ha provocato – come nel caso di Riina jr. – la scarcerazione di un...


Perché sia il vero pungolo della democrazia

Feb 28th, 2008 | Categoria: archivio articoli
La diffusione di fiction e programmi televisivi sul crimine mafioso non è indicatore di un cambiamento della sensibilità sociale. Tv e giornali spesso ricorrono a semplificazioni che creano immagini pregiudiziali. Informare di mafia significa, invece, porsi il problema delle responsabilità e della deontologia professionale. Per evitare che un’informazione poco corretta o gridata produca gravi e dannose distorsioni   Si è conclusa con una tavola rotonda sul tema “Sicilia, siamo ancora all’anno zero?” la seconda edizione di Cronache di mafia. Lezioni sul fenomeno mafioso, organizzata dal Movimento studentesco “Letteralmente studenti” e svoltasi presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo dal 13 al 16 novembre 2007. Epilogo di una fittissima settimana di incontri, dibattiti, esposizioni e spettacoli, la tavola rotonda – cui ha fatto seguito la presentazione del libro di Lirio Abbate e Peter Gomez I complici – ha rappresentato un’occasione di confronto su alcuni temi di attualità gravitanti intorno al delicato nesso che lega mafia e informazione. Ospiti della manifestazione i giornalisti Enrico Bellavia e Marco Travaglio, il sindaco di Gela Rosario Crocetta, l’attrice Sabina Guzzanti, moderatrice chi scrive. L’etica del cronista. Un primo tema di confronto e dibattito ha preso le mosse dalle polemiche suscitate dalla fiction sulla carriera criminale di...