Articoli con tags ‘ Sacra corona unita ’


Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali

Set 30th, 2010 | Categoria: documenti
Alessandro Leogrande ricostruisce, dall’ascesa al declino, la storia del grande business delle sigarette di contrabbando: da una parte all’altra dell’Adriatico, dai forzieri della finanza internazionale alle periferie pugliesi, dalla Philip Morris alla Sacra corona unita (la più giovane delle mafie nostrane) alle nuove mafie dell’Est, dalle aule dei tribunali a quelle della politica, dalla percezione del crimine alla lotta ad esso, per giungere al suo ruolo nelle trasformazioni della società italiana e del suo costume. A sette anni dalla prima edizione, questo libro mantiene intatta la sua forza narrativa. Quella che potrebbe apparire una pagina del passato rivela invece appieno gli intrecci tra economia lecita e illecita, il loro perdurare in altre forme, il lato sordido della globalizzazione. Leggi l’introduzione Le male vite, Fandango Tascabili, pp. 254, 15 giugno 2010


Arrestato Gennaro Solito, un altro colpo alla nuova Sacra Corona Unita

Set 30th, 2010 | Categoria: news
L’operazione Calipso assesta gli ultimi colpi. L’azione che ieri ha portato a spiccare undici ordini di custodia cautelare contro i nuovi boss di una ricostituita Sacra Corona Unita arriva alle battute finali. I carabinieri del Ros di Gallarate e della stazione di Milano Malpensa hanno arrestato Gennaro Solito, 56 anni, di Ceglie Messapica, indagato per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Solito figurava nell’elenco degli undici ordini di custodia cautelare spiccati ieri dalla Procura Distrettuale Antimafia. Non è stato fermato con gli altri perché non si trovava in Italia, ma in Thailandia. La sua latitanza ha avuto però vita breve. Solito aveva assunto, nell’assetto della nuova Sacra Corona, il ruolo di referente nella zona di Ceglie Messapica dove imponeva il pizzo agli imprenditori, controllando altresì il locale traffico della droga. Gli investigatori hanno accertato il suo coinvolgimento nel business del gioco d’azzardo, col quale l’organizzazione si finanziava, imponendo forniture di slot machines truccate alle sale da gioco della zona.


Undici arresti tra Puglia e Albania. E’ la nuova Sacra Corona Unita, tra droga e gioco d’azzardo.

Set 29th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Matteo Zola
Albania, lungomare di Valona, tutto era pronto per l’inaugurazione – venerdì prossimo, primo ottobre – di un nuovo casinò. Albino Prudentino, boss di una rinata Sacra Corona Unita, gestiva oltre lo stretto di Otranto un ampio business incentrato sul gioco d’azzardo. Prudentino era stato lungimirante: “Perché questo lavoro non lo conosceva nessuno”. Con queste parole, intercettate dagli investigatori, il boss spiegava come gli introiti derivanti dal gioco d’azzardo e dai videopoker aprissero nuove possibilità rispetto al contrabbando di sigarette, vecchio business della Sacra Corona. A rompere le uova nel paniere a Prudentino è stata un’azione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Brindisi che lo hanno arrestato su ordine della Procura distrettuale antimafia. L’azione è avvenuta contestualmente a una serie di ordinanze di custodia cautelare spiccate contro altri dieci esponenti della malavita pugliese tra cui Daniele Vicientino che, con l’aiuto di Ercole Penna, aveva ricostituito la struttura verticistica della Sacra Corona Unita, fondata da Giuseppe Rogoli – storico boss oggi soggetto al “carcere duro”- al quale però si continuava a fare riferimento. Secondo l’indagine, partita nel 2007 e denominata “operazione Calipso”, Vicientino e Penna avevano riorganizzato il sodalizio che tenne uniti i clan della Sacra Corona ai tempi di Pino...


Bari, maxi blitz contro mafiosi e colletti bianchi

Dic 10th, 2009 | Categoria: news
È scattata lo scorso 1° dicembre l’operazione Domino, coordinata dal pm Elisabetta Pugliese della Direzione distrettuale antimafia di Bari e condotta da Guardia di Finanza, Gico, Scico e anticrimine inglese. Tra gli 83 destinatari di ordinanze di custodia cautelare spicca il nome di Savino Parisi, detto “Savinuccio”, 48 anni, boss dell’organizzazione mafiosa radicata nel quartiere Japigia di Bari. Parisi è stato arrestato dalla Guardia di finanza mentre era in compagnia di alcuni sodali: Battista Lovreglio, 51 anni, Giuseppe Sciancalepore, 54 anni, e Cosimo Fortunato. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, al tentato omicidio, al traffico internazionale di stupefacenti all’usura, alla turbativa d’asta e al riciclaggio. Le forze dell’ordine hanno sequestrato beni mobili e immobili del valore di oltre 220 milioni di euro. L’organizzazione di Parisi era impegnata nel traffico di stupefacenti tra Serbia Italia e Inghilterra in collaborazione con un gruppo di trafficanti italo-serbi di stanza a Milano. Ma il gruppo di Parisi era impegnato anche in fallimenti fraudolenti e frodi fiscali, tutte attività che determinavano la necessità di riciclare fiumi di denaro. L’inchiesta, che in totale riguarda 129 persone, vede il coinvolgimento di importanti colletti bianchi, come Elvira Savino, deputato del Pdl, e gli avvocati...


Roma, una nuova bottega per gli acquisti responsabili

Dic 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Pasta, olio, peperoncini, pomodori e vino: tutti coltivati e confiscati nelle ex proprietà dei Provenzano, dei Mammoliti, dei Piromalli, di Matteo Messina Denaro, nel corleonese e nelle terre della Sacra Corona Unita. Dal 12 novembre possono essere acquistati nella nuova “Bottega dei sapori e dei saperi della legalità” dedicata a Pio La Torre e inaugurata nel centro di Roma, anche alla presenza del prefetto Carlo Mosca. La Bottega, la seconda nella capitale voluta dalla Provincia e dall’associazione Libera, mette a disposizione prodotti frutto del coraggio e del lavoro di tanti giovani delle cooperative che tra mille difficoltà lavorano su quelle terre. «Abbiamo voluto proseguire l’impegno di coinvolgere la cittadinanza contro le mafie e collocare la bottega nel cuore di Roma, a due passi dai palazzi del potere» ha detto il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, citando recenti casi di esercizi commerciali del centro città i cui responsabili sono stati trovati collusi con la mafia. «I poteri criminali sono ormai parte dell’economia di Roma – ha detto Zingaretti – e sono un tassello che va scardinato nei piccoli atti di ogni giorno, e senza delegare agli eroi questo compito». Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha sottolineato che «oltre il 70...


L’analisi della Dna

Feb 28th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Nella relazione annuale presentata a gennaio, la Direzione nazionale antimafia, guidata dal procuratore Piero Grasso, ha confermato le tendenze della criminalità organizzata registrate in Puglia negli ultimi anni. Ecco una sintesi DISTRETTO DI BARI (Bari, Foggia). La criminalità organizzata barese, scrive il consigliere Giovanni Melillo, presenta una struttura in continua e rapida evoluzione. I principali gruppi criminali, pur in assenza di un comune vertice aggregante, hanno dimostrato di saper mutare i propri assetti organizzativi e relazionali attraverso spaccature e alleanze capaci di determinare il declino o l’ascesa di vecchi e nuovi clan. L’assenza, nel più recente periodo, di contrasti armati tra cartelli e singole compagini criminali storicamente contrapposte rappresenta un successo dell’attività repressiva, ma va letta anche come risultato del tentativo dei capi dei principali gruppi criminali ritornati in libertà (fra essi, in primis, Savino Parisi) di guidare un nuovo processo di espansione criminale e affaristica, attraverso il rinnovo di complessi accordi spartitori relativi ai vari ambiti territoriali e funzionali. La criminalità organizzata di Foggia, nonostante gli sforzi delle attività di contrasto, che pure hanno contribuito a condizionarne gli assetti e le strategie, è invece quella a cui attualmente corrisponde il livello di rischio più grave. La serietà del fenomeno, secondo...


La mafia fluida

Feb 28th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Il suo intento era quello di incarnare la cultura mafiosa tradizionale, ma la Sacra corona unita non ha dimostrato uno spessore pari alle altre organizzazioni e dopo l’offensiva giudiziaria dei primi anni Novanta la sua portata si è progressivamente ridimensionata. La vocazione imprenditoriale che la sostiene le ha comunque consentito di trasformarsi in “mafia di servizio” per altri gruppi criminali Circa quindici anni fa, quando ho iniziato a studiare la Sacra corona unita (Scu), lo scenario che si presentava appariva alquanto caotico e incerto. Si trattava, infatti, di un sodalizio criminale pressoché sconosciuto non solo all’opinione pubblica e agli organi di informazione, ma anche ai ricercatori e agli inquirenti. Fatta eccezione per le redazioni locali dei quotidiani che seguivano con attenzione le cronache di violenza omicida che, nei primi anni Novanta, avevano iniziato a infrangere il mito di una terra felice (la Puglia) considerata immune da forme strutturate di delinquenza mafiosa, solo pochi magistrati e poliziotti, ignoti ai più, costituivano i principali interlocutori con cui cercare di avviare un primo, timido tentativo di analisi.  Ciò che emergeva dai frammenti che man mano si andavano componendo era l’immagine di un’organizzazione criminale piuttosto insolita e peculiare che, nonostante richiamasse alla memoria elementi di similitudine
...


L’evoluzione pericolosa

Feb 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il calo dei proventi delle tradizionali attività illecite rende vitale per la criminalità organizzata pugliese cercare altre fonti di guadagno. Ecco perché sta cercando di mettere le mani sugli appalti delle amministrazioni pubbliche La criminalità sta cercando di mettere le mani sugli appalti delle amministrazioni pubbliche pugliesi, sia attraverso i tradizionali metodi delle intimidazioni e delle minacce, sia attraverso il più sofisticato rapporto politico di convogliare i voti verso determinati partiti o uomini politici, che una volta eletti diventano strumenti nelle mani della mafia. Crollati i lucrosi guadagni del contrabbando di sigarette con l’altra sponda dell’Adriatico; diminuito il traffico di essere umani nel Canale d’Otranto; ridottasi la gestione sistematica del racket delle estorsioni – che presuppone un forte radicamento strutturale delle organizzazioni sul territorio, oggi in gran parte ridimensionato, specialmente nell’area jonico-salentina, anche se non mancano segnali preoccupanti di una possibile ripresa e della vitalità della Sacra corona unita nel settore – diventa vitale per la criminalità organizzata cercare altre fonti di guadagno. Segnali da monitorare. I rapporti tra la criminalità e la politica, prima di diventare operativi e fruttuosi, si generano e si sviluppano in una sorta di “zona grigia”, che non necessariamente determina di per sé situazioni di illegalità, ma...


Brucia la scuderia, muoiono 21 cavalli

Gen 10th, 2008 | Categoria: news
La sera della vigilia di Natale un incendio si è sviluppato nella scuderia “Ajrale” di Vigone, nel pinerolese (To), e ha devastato alcuni capannoni. Nel rogo sono morti ventuno cavalli da trotto, alcuni dei quali (Iton Lb, Ganimec, The Vicster, Good to be king) ben noti agli appassionati di ippica. Nonostante le dichiarazioni del contitolare del centro di allenamento “Ajrale” Fabrizio Quaglino – «non c’è mai stato nessun segnale che possa far pensare a un incendio doloso» – la pista più battuta dagli inquirenti è proprio quella del racket. In particolare alcune tracce lascerebbero ipotizzare il possibile coinvolgimento di alcuni esponenti della sacra corona unita. Il mondo della criminalità organizzata è sempre stato attratto dalle possibilità di guadagno che le scommesse clandestine sulle corse possono offrire. Dieci anni fa, nell’estate del 1997, alcuni attentati incendiari colpirono gli ippodromi di Milano. Nella notte di Natale del 1993 un incendio divampato in un van per il trasporto di cavalli sull’Autostrada del sole provocò la morte di un esemplare svedese. Recentemente il clan dei Casalesi ha cercato di allungare i suoi tentacoli sull’ippodromo di Aversa.


Puglia, la mafia di “Coppe” e “Batterie”

Set 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
In molti ancora ipotizzano che la questione mafiosa in Puglia sia sinonimo di Sacra Corona Unita. Niente di più fuorviante e riduttivo. La SCU, nata ufficialmente in carcere nel 1983 con un rito di affiliazione, è localizzata in un ambito geografico ristretto, tra Brindisi e Mesagne. L’organizzazione, fondata da Giuseppe Rogoli, aveva ambizioni regionali, ma l’attività mafiosa pur alleata col cerignolano Giuseppe Caputo e col foggiano Giosuè Rizzi, si è frammentata: oggi è suddivisa in cinque gruppi chiamati “la Coppa”: la Sacra Corona Unita, La Rosa, La Nuova Famiglia Salentina, la potente Società Foggiana (scolarizzata dalla Camorra di Raffaele Cutolo) e le feroci Batterie Garganiche (Romito, Libergolis, Ciavarella, Tarantino). Alcuni esperti magistrati, impegnati in solitaria nell’ex California d’Europa a fronteggiare il dilagante fenomeno, concordano nell’affermare che i gruppi mafiosi pugliesi agiscono come “cani sciolti”, privi di un’aggregazione unitaria. Attualmente il ministero dell’Interno stima, ma per difetto, che in Puglia sono attive una cinquantina di cosche con 4 mila affiliati, molti dei quali tornati precocemente in libertà grazie all’indulto dell’anno scorso. Questo è l’esercito mafioso: la mano militare che spara alla bisogna. Ma anche in questa regione l’assalto al potere e all’economia è guidato dalle mafie istituzionali, quelle dai colletti inamidati,...