Articoli con tags ‘ Sacra corona unita ’


Brindisi, duro colpo alla Scu: 27 arresti. Tra capoclan anche le donne

Feb 23rd, 2016 | Categoria: news
Donne capoclan in sostituzione dei mariti in carcere, pizzini per le affiliazioni e una serie di volti nuovi nella compagine della organizzazione di tipo mafioso Sacra corona unita pugliese: è quanto scoperto dagli agenti della Squadra mobile della questura Brindisi che hanno eseguito in tutt’Italia 27 ordinanze cautelari per associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamenti, detenzione di armi. In tutto sono 34 le persone indagate: per la gran parte di loro si tratta della prima contestazione per reati di mafia. La polizia ha proceduto inoltre al sequestro preventivo di beni mobili e immobili, del valore di svariate centinaia di migliaia di euro, tra cui diversi beni estorti (c’è anche una casa estorta alle vittime delle richieste di pizzo e una concessionaria di auto a Brindisi). I provvedimenti restrittivi sono stati richiesti dai pm della Dda di Lecce Alberto Santacatterina e Valeria Farina Valaori e disposti dal gip Antonia Martalò. Le indagini, avviate nel 2013 e incentrate sul clan ‘Pasimeni-Vicentino’ e sulle sue articolazioni a Brindisi, hanno consentito di ricostruire le attività e gli interessi della Scu e l’attività di reclutamento. L’operazione è stata chiamata The beginners (“Gli esordienti), proprio a voler sottolineare la giovane età e l’inesperienza delle reclute assoldate dalla mala sul territorio salentino...


Foggia, il 6 novembre 1992 l’assassinio dell’imprenditore Giovanni Panunzio

Nov 6th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Sasy Spinelli
Il 1992 è un anno importante per la storia italiana, un anno di transizione purtroppo molto ricco di eventi dolorosi e stragi: è l’anno che darà il via all’inchiesta Mani pulite e, quindi, allo scandalo Tangentopoli che segnerà la fine di un’epoca politica con la scomparsa dei grandi partiti tradizionali ed il passaggio ad una Seconda Repubblica. È l’anno chiave della storia recente di Cosa nostra e dell’antimafia con la sentenza di Cassazione del maxi-processo e delle seguenti stragi di Capaci e di Via D’Amelio che scuoteranno nel profondo l’animo di tanti e apriranno un’insanabile ferita nel cuore dello Stato. In tutto questo caos che colpisce profondamente cittadini ed istituzioni, c’è una città che senza clamore affronta uno dei passaggi più importanti e significativi della propria storia: il 6 novembre 1992 a Foggia si discute del nuovo Piano regolatore generale, un momento cruciale per la vita pubblica di una comunità. In quegli anni la città ha conosciuto un’importante crescita e un’estensione molto ampia, tanto da far interrogare gli esperti di urbanistica sulla necessità di costruire ancora e di edificare nuovi quartieri. L’assise comunale affronta un tema caldissimo che suscita scontri e divergenze tra i vari attori interessati, tanto da protrarsi fino a sera...


Il 2 ottobre 1989 la Sacra Corona Unita uccise Giovanbattista Tedesco

Ott 2nd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marica Todaro
“Avevo solo 8 anni quando la mattina del 3 ottobre mi alzai svegliato da una insolita confusione in casa. Chiesi a mia madre cosa fosse successo. La gente che era accorsa urlava L’hanno ammazzato! L’hanno ammazzato! D’istinto mi avviai verso la finestrella che dava sul cortile interno del palazzo ma mi impedirono di affacciarmi. A terra c’era ancora il corpo di mio padre”. È il 1989, Taranto è straziata dalla faida nata in seno al clan dei Modeo che miete vittime anche tra gli innocenti. Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre si odono degli spari in via della Liberazione. Teresa è in casa insieme al piccolo Alessandro ma non si accorge di nulla. Suo marito, Giovanbattista Tedesco, originario di Montecalvo Irpino, un passato da carabiniere, dalla metà degli anni ’70 presta servizio nella vigilanza dell’ex Italsider, allora industria di Stato. Distintosi per rettitudine e spirito di servizio, è stato promosso capoturno con il compito di controllare le portinerie, sia quelle riservate al transito del personale sia quelle per il transito delle merci. Giovanbattista ha deciso che quella sera farà lo straordinario ma alle sei del mattino successivo, quando anche la fine del secondo turno è ormai passata da un...


Lecce, imprenditore usava fondi antiusura per pagare gli usurai. Nove arresti e l’ombra della Scu

Set 11th, 2015 | Categoria: news
Per pagare gli interessi usurari dovuti all’organizzazione criminale, un imprenditore edile avrebbe frodato il Fondo di solidarietà antiracket e antiusura per 115mila euro. Emerge anche questo dall’operazione compiuta oggi dalla Guardia di finanza di Lecce che ha arrestato nove persone in un’indagine in cui vi sono 24 indagati, tra cui tre funzionari del Comune di Galatina (Lecce). Il presunto gruppo criminale – secondo l’accusa – operava con metodi mafiosi a Galatina e nella frazione di Noha. In particolare, l’imprenditore avrebbe avuto accesso al Fondo per estorsioni subite anni prima da un altro gruppo criminale, rappresentando falsamente l’esistenza di un debito commerciale. Avrebbe così ottenuto una maggiore erogazione rispetto al dovuto, pari a 115.000 euro circa, somma che avrebbe versato interamente al suo aguzzino per pagare gli interessi usurari. A capo del gruppo malavitoso – secondo l’accusa – c’erano Luigi Sparapane e Mario Notaro, esponenti di spicco del clan Coluccia della Scu, già condannati per associazione mafiosa con sentenze passate in giudicato. Oltre trenta le vittime accertate del giro di usura ed estorsione, soprattutto imprenditori in difficoltà, a cui il gruppo criminale applicava tassi d’interesse usurari tra il 121% e il 183% annui. E’ dalla denuncia di una delle vittime – “una delle...


Lecce, incendiato chiosco del fratello di un pentito della Sacra corona unita

Set 8th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Il chiosco di bevande e frullati gestito da Dymon Greco, di 30 anni, fratello del neo ‘pentito’ della Scu Gioele Greco, 28enne, è stato incendiato la notte scorsa in via Trinchese, nel centro di Lecce. Gioele Greco – a quanto è dato sapere – sta rivelando agli inquirenti aspetti finora oscuri del business illegale dell’associazione mafiosa: estorsioni, traffico di droga, truffe ai danni di aziende, banche e compagnie telefoniche. Le fiamme non hanno provocato ingenti danni. Sono divampate sul retro del chiosco, partite probabilmente da alcuni cassonetti della raccolta differenziata e poi si sono auto-estinte. Sul posto i vigili del fuoco non hanno rinvenuto alcuna traccia evidente della matrice dolosa, ma gli inquirenti della squadra mobile della Questura di Lecce appaiono convinti della matrice dolosa e intimidatoria del gesto. Lo scorso 28 agosto ignoti incendiarono l’auto del padre del ‘pentito’, una Toyota Corolla, parcheggiata davanti alla sua abitazione nel rione Salesiani. Lo stesso chiosco nel maggio scorso fu al centro di una polemica per un cartello omofobo con la scritta “Genitori, tenete lontani i vostri figli dai gay”, esposto dallo stesso gestore durante una manifestazione che si stava celebrando in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia.


Mafia e rifiuti in Puglia, perché hanno minacciato Marilù Mastrogiovanni

Ott 22nd, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Rosaria Malcangi per www.ossigenoinformazione.it
La cronista di Casarano ha svelato il reticolo societario usato da alcune imprese legate alla Sacra Corona Unita per sfuggire ai controlli sugli appalti E’ un’intimidazione inequivocabile. E’ stata inviata via Facebook da una donna a un’altra donna: la figlia di un mafioso ha minacciato una giornalista che parla dei suoi affari. All’origine c’è un’inchiesta giornalistica sulla criminalità organizzata in Puglia e sui modi di occultare il malaffare che ruota intorno al grande affare dello smaltimento dei rifiuti. La vittima è la giornalista Maria Luisa Mastrogiovanni, che vive e lavora in Salento, a Casarano. Già in passato ha subito minacce e intimidazioni. Adesso ha avuto la solidarietà dell’Associazione della Stampa e dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia e dell’osservatorio Ossigeno. Maria Luisa, per gli amici Marilù,  è la direttrice del quotidiano on line Il Tacco d’Italia, che ha la redazione a Casarano, comune di ventimila abitanti della penisola salentina.  L’ultima intimidazione che le è arrivata non è anonima: è firmata da Luce Tiziana Scarlino, figlia del boss della Sacra Corona Unita di Taurisano, Giuseppe, conosciuto come Pippi Calamita, noto esponente della Sacra corona unita (Scu) salentina condannato all’ergastolo, in carcere da vent’anni. Il messaggio, che ha la forma di un innocuo commento ad un articolo, risulta...


Sacra corona unita, la “Medusa” dell’imprenditoria pugliese

Mag 18th, 2011 | Categoria: articoli
di Grazia Pia Licheri
Difficile far finta di nulla. Impossibile continuare a chiudere gli occhi dinanzi alla realtà. Un quesito si insinua tra i pensieri, mentre si passeggia per le vie periferiche incuneate negli incantevoli paesaggi salentini, passando davanti a un’azienda, a un benzinaio, a una perfetta sfilata di pale eoliche, a una villa di lusso: cosa c’è dietro? O meglio: chi? Per discutere delle attuali sembianze della Sacra corona unita, martedì 10 maggio si è svolta, presso le Officine Cantelmo di Lecce, una tavola rotonda sul tema “La Sacra corona unita oggi: prospettive di studio”. L’incontro – apertosi con i saluti del vicepresidente Commissione Bilancio della Regione Puglia, Saverio Congedo, di Giorgio Pala, responsabile dell’associazione studentesca “Carpe Diem” e di Francesca Lamberti, direttrice del Dipartimento di Studi giuridici dell’Università del Salento – è stato moderato da Andrea Apollonio, giovane autore del libro “Sacra corona unita: riciclaggio, contrabbando”. Rosario Tornesello, giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia, primo ad intervenire, ha ripercorso i punti focali della storia della Sacra corona unita, spiegando come oggi non esista più in veste di entità unica, ma si sia invece disarticolata in sottogruppi, talvolta in contrasto tra loro, ma più spesso...


Scacco alla Scu: estradato dall’Albania il boss Albino Prudentino

Gen 11th, 2011 | Categoria: news
Albino Prudentino ha nuovamente toccato suolo italiano questa mattina, dopo essere atterrato all’aeroporto di Fiumicino. Il boss della Sacra Corona Unita è stato estradato dall’Albania, dopo essere stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Dda di Lecce. Su di lui gravano le accuse di “associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso”. L’uomo, 58 anni di Ostuni, era stato arrestato nel 2009 nell’ambito dell’operazione “Calypso” che di fatto aveva permesso di smantellare i vertici della branca brindisina della Sacra corona unita; i nove arrestati erano stati accusati di essere riusciti a ricostituire i vertici dell’organizzazione malavitosa fondata da Giuseppe Rogoli, al quale continuavano a fare riferimento. Tra le attività cardine lo spaccio di sostanze stupefacenti: dalle indagini condotte dal Ros dei Carabinieri è emersa l’esistenza di due canali di approvvigionamento – in Piemonte e in Calabria – e di una rete capillare che coinvolgeva la Puglia e l’Emilia Romagna. Albino Prudentino si era trasferito in Albania da un paio di anni, dove, grazie a un giro di amicizie “giuste”, era riuscito a fondare tre diverse società nell’ambito del gioco d’azzardo e delle...


Puglia, decapitati clan della Sacara corona unita

Dic 28th, 2010 | Categoria: news
Un’operazione di polizia  nel brindisino ha portato all’esecuzione di ventotto provvedimenti di fermo: smantellati i vertici dei clan criminali della provincia, vecchi e nuovi assetti di potere della Sacra corona unita. I fermi sono per associazione per delinquere di stampo mafioso nei confronti di altrettanti elementi dell’organizzazione mafiosa salentina. Dieci dei provvedimenti vengono notificati in carcere ad alcuni tra i capi storici della organizzazione, mentre altri diciotto vengono eseguiti tra Brindisi, Mesagne, Francavilla Fontana, San Pietro Vernotico e Cellino San Marco. Nelle indagini, dirette dal procuratore distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, e dal pm brindisino Alberto Santacatterina, sono stati impegnati agenti della squadra mobile della questura di Brindisi, del Servizio centrale operativo e del commissariato di Mesagne della Polizia di Stato. All’esecuzione dei provvedimenti di fermo hanno collaborato anche gli agenti del Reparto prevenzione crimine. L’operazione si svolge nel giorno in cui a Francavilla Fontana è organizzata una riunione sulla criminalità nell’area brindisina – si terrà alle ore 16 – col sottosegretario all’ Interno Alfredo Mantovano, per tre omicidi verificatisi in città negli ultimi due mesi. All’incontro è annunciata la partecipazione del procuratore antimafia salentino, Cataldo Motta, del direttore della Direzione centrale anticrimine, Francesco Gratteri, del vicecapo della polizia e direttore...


Montenegro, porta aperta verso la Ue: bene così. Ma anche no

Dic 15th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Tacconi
Il Consiglio europeo, convocato a Bruxelles domani e venerdì, conferirà al Montenegro il rango di paese ufficialmente candidato all’adesione. I negoziati dovrebbero scattare, secondo quanto riporta la stampa internazionale, nel 2012. È comunque prematuro immaginare una data precisa sull’inizio delle trattative. Figuriamoci sull’ingresso. Ci sono molti fattori e molte variabili, d’altronde, che potrebbero rendere più celere del previsto oppure allungare la marcia montenegrina. Si vedrà. La decisione dei 27 non cade all’improvviso. Il Consiglio, infatti, accoglie il parere della Commissione, che a novembre, diffondendo l’annuale progress report sui paesi che aspirano a entrare nell’area comunitaria, aveva reputato la giovane repubblica adriatica pronta a compiere questo importante passo. Considerando la fatica con cui l’Ue guarda all’ex Jugoslavia e le tante promesse fatte negli ultimi anni ai Balcani, tutte o quasi tutte puntualmente disattese, la scelta dell’Ue sul Montenegro è un segnale incoraggiante. Indica che prima o poi il traguardo della completa “riunificazione europea” verrà tagliato. Bene così, dunque. Ma anche no. Il punto è che l’incentivo offerto al Montenegro induce a riflettere, vista la fedina non proprio limpida del paese. Negli anni ’90 il Montenegro divenne un avamposto criminale e il centro operativo, secondo la Procura di Bari, del contrabbando di sigarette nell’Adriatico,...