Articoli con tags ‘ Romania ’


Romania, storie di ordinaria schiavitù. Come contrastare la tratta delle donne

Feb 20th, 2012 | Categoria: articoli
di Mariagrazia Zaccagnino
Lili ha dei vuoti di memoria. Il suo passato è nebuloso e l’immagine degli ultimi sette anni della sua vita è confusa. Ma la casa sulle colline a nord di Bucarest, dove ha vissuto la sua infanzia, la ricorda perfettamente. Tendine alle finestre, tre stanze più il bagno, un piccolo giardino e addirittura il gas metano: lusso non diffuso nei paesini rumeni di periferia. Da quel posto, dove la neve in inverno raggiunge i due metri e la primavera profuma di lavanda, Lili è stata portata via quando aveva 21 anni. Uomini senza scrupoli e senza Dio hanno approfitatto della sua ingenuità e della voglia di scoprire il mondo, propria di chi lo osserva attraverso la distorta serratura del tubo catodico, per rubarle sogni e identità. Sette anni di inferno vissuti nei locali sul Mar Nero, sulle strade pulite di Svizzera e Germania per poi approdare in un night italiano. Lili “è stata prostituita”: l’ausiliare si usa al passivo quando la scelta di vendere il proprio corpo non è una scelta ma un’imposizione. Abusi, violenze, aborti, droga, viaggi, mani sporche, sudore acre e il ricordo della casa di collina che si fa sempre più lontano. Come una fotografia in bianco...


La “pietra miliare”: origine del traffico di rifiuti tossici tra Italia e Romania

Lug 18th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Ad est dell’est c’è Sulina, piccola cittadina del distretto di Tulcea: il punto più orientale della Romania e dell’intera Unione Europea. Quattromila anime sparse tra casette di legno e orribili condomini di epoca sovietica. Poche strade, alcune ancora in terra battuta che conducono quasi tutte al porto, situato allo sbocco del ramo centrale del Delta del Danubio. È stata questa la breccia che ha trasformato la Romania nel primo paese pattumiera d’Europa. Una “pietra miliare” dei traffici illeciti di rifiuti provenienti dall’Italia, come la definì in una lettera al settimanale Famiglia Cristiana lo 007 Guido Garelli (personaggio coinvolto nel progetto Urano per lo smaltimento di materiale pericoloso in una depressione dell’ex Sahara spagnolo). Di certo nella seconda metà degli anni ’80 il porto franco di Sulina rappresentava un salvacondotto per molti trasporti illegali e dal 1987 in poi divenne anche l’approdo privilegiato delle navi dei veleni provenienti dall’Italia. Nella primavera del 1987 due mercantili carichi di rifiuti pericolosi, la Akbay I e la Corina, salparono dai porti di Marina di Carrara e di Chioggia diretti a Sulina. A commissionare i viaggi fu un’azienda italiana, la Sirteco Italia S.r.l. , che si impegnò a...


Qualcosa di nuovo sul fronte orientale

Apr 21st, 2011 | Categoria: articoli, Orient Express
Ogni tanto, nei Balcani e nella regione post-sovietica, salta fuori qualcosa di grosso a livello criminale e anche qui in Italia ce ne accorgiamo, scrollandoci momentaneamente di dosso il torpore mediatico sull’est. Scriviamo, analizziamo, formuliamo ipotesi. Poi aspettiamo la prossima notizia di una certa stazza, come se dopo la tempesta ordine e trasparenza si ristabilissero. Nient’affatto. Il panorama criminale, a est di Trieste, è sempre fluido e ricco di vicende. Ne raccontiamo qualcuna, emersa in questi ultimi tempi. Partiamo dal Kosovo e dal suo focolaio permanente: Mitrovica, la città etnicamente divisa (metà serba e metà albanese) che avvelena i rapporti tra Pristina e Belgrado, oltre a suscitare preoccupazioni nei corridoi delle cancellerie europee. Un recente rapporto dell’International Crisis Group (Northern Kosovo: Dual Sovereignty in Practice), rispettato think-tank con sede a Bruxelles, ha evidenziato come le cose, lungo le sponde dell’Ibar, il fiume che taglia in due la “Berlino dei Balcani”, vadano come sempre: cioè male. La porzione serba della città è ancora sotto il pieno controllo di Belgrado e non si sa come le autorità del Kosovo possano affermarvi la loro sovranità. La vertenza resta “congelata”. I rapporti tra i due popoli che abitano Mitrovica rimangono tesi. La situazione è aggravata dalla...


Troppa corruzione e criminalità organizzata, Bulgaria e Romania restano fuori da Schengen

Feb 24th, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
“Ingresso prematuro”, così Bulgaria e Romania restano fuori dall’area Schengen. I due paesi balcanici aspettavano a febbraio il via libera del Consiglio dell’Unione Europea per divenire membri Schengen a marzo, ma la sfiducia dei paesi membri li ha lasciati alla porta. Motivo? Romania e Bulgaria non sarebbero ancora in grado di assicurare la necessaria opera di controllo dei confini dell’area senza frontiere, come dimostrato dal fallimento bulgaro nella gestione della frontiera con la Turchia, rotta privilegiata del narcotraffico e dell’immigrazione clandestina verso l’Europa. Non solo, l’Unione critica il fatto che in entrambi i paesi persista un intollerabile livello di corruzione diffusa e che nel caso della Bulgaria vi sia una consistente presenza del crimine organizzato. Se il requisito della capacità di svolgere un adeguato controllo alle frontiere è fondamentale per essere ammessi nello spazio Schengen, tecnicamente le questioni della corruzione e del crimine organizzato non sono determinanti a tal fine. Per questo motivo il presidente rumeno Traian Basescu ha criticato fortemente il documento e ha accusato Francia e Germania di compiere così un atto di «discriminazione». Il trattato Schengen permette a più di 400 milioni...


Lui chi è?

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Chi sono i clienti delle ragazze trafficate? Come e perché le contattano? Una ricerca comparata tra Italia, Olanda, Svezia e Romania analizza caratteristiche e comportamenti degli uomini che richiedono prestazioni sessuali a pagamento, evidenziando elementi comuni, stereotipi e qualche aspetto del tutto inedito   La prostituzione, unitamente all’immigrazione clandestina, è uno dei principali temi oggetto di discussione nel recente dibattito in materia di sicurezza. In particolare, sulla prostituzione, sono stati i sindaci di città medio-grandi del nord-est d’Italia a far sentire la loro voce e a mettere in pratica azioni specifiche tese al contrasto del fenomeno. A Verona e a Padova, città governate da diverse maggioranze politiche, i sindaci hanno emanato un’ordinanza finalizzata a contrastare la domanda di sesso a pagamento lungo le strade facendo ricorso non al codice penale, ma a specifiche norme del codice della strada. I provvedimenti, infatti, prevedono che tutti coloro che si fermano con un veicolo lungo una strada per contrattare prestazioni sessuali sono oggetto di sanzione pecuniaria, in quanto con il loro comportamento intralciano il traffico e generano il rischio di incidenti. Facendo ricorso a questi provvedimenti, secondo i sindaci, si mira a colpire la figura del cliente della prostituzione, che rappresenta la domanda del mercato...


Una comunità in bilico

Dic 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Gli immigrati di origine rumena nel nostro Paese sono in crescita. Una realtà socialmente stabile e ben inserita nel mondo del lavoro, ma non esente da derive criminali, che da predatorie si stanno facendo sempre più strutturate Gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Interno fotografano un significativo aumento verso l’Italia dei flussi migratori dai paesi dell’Est Europa. Una delle presenze straniere più numerose sul nostro territorio oggi è quella rumena: una comunità, secondo la ricerca, socialmente stabile e con un buon inserimento lavorativo. Caratteristiche, tuttavia, non sufficienti a contenere gli episodi di criminalità che alcuni suoi membri commettono. Devianza e criminalità Nelle statistiche ufficiali la criminalità di matrice rumena compare fin dai primi anni Novanta, ma inizia a crescere visibilmente solo dalla seconda metà del decennio, seguendo l’andamento dei flussi migratori e passando dai 1.375 reati denunciati nel 1996 ai 10.308 dell’anno 2002. Secondo le ultime statistiche Istat, aggiornate  solo fino al 2002, risulta terza per diffusione, superata da quella magrebina ed albanese, ma è probabile che i dati riferiti al 2003, non ancora pubblicati, testimonino un ulteriore aumento.  Al di là dei reati contestati, però, è opportuno distinguere tra criminalità vera e propria e devianza di alcuni immigrati rumeni. L’opinione pubblica è infatti allarmata più da alcuni...


Bucarest, provincia di Caltanissetta

Lug 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Otto febbraio 2001, casello di Nadlac, al confine tra Romania e Ungheria. Sulla Porsche ultimo modello di Berirmen Ferdi – un ricco uomo di affari turco, in viaggio con il figlio – i doganieri trovano 65 chilogrammi di eroina nascosti in 126 pacchetti da poco più di 500 grammi l’uno. Incredulo, Ferdi racconta alla polizia di essere diretto in Austria per sciare e di avere acquistato la droga a Bucarest, credendo che si trattasse di uno stimolante per sportivi. L’arresto di Ferdi rientra nel contesto di un’ampia operazione contro i principali trafficanti di droga nei Balcani che ha coinvolto, oltre alla polizia romena, quella di altri paesi, inclusi gli agenti statunitensi della Dea (Drug Enforcement Administration).  La cooperazione tra le polizie dell’Europa orientale aveva permesso di intercettare, sempre nel febbraio 2001, altre partite d’eroina dirette a Bucarest e ingenti quantitativi di precursori chimici, in particolare di anidride acetica, necessaria alla produzione di eroina. Si dice spezie si legge droga La Turchia è notoriamente il principale ponte verso l’Europa per gli oppiacei prodotti in Asia centrale. Da quando anche la Romania è diventata una delle tappe degli stupefacenti diretti verso l’Europa occidentale, i servizi segreti romeni segnalano puntualmente il coinvolgimento di cittadini turchi in questo traffico. La droga parte...


Nati e abbandonati

Mag 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Centomila negli orfanotrofi, novemila negli istituti penali, duemila per strada. Povertà e diritti non riconosciuti. I minori, in Romania, sono destinati all’abbandono Non occorre necessariamente percorrere il migliaio di chilometri che portano a Bucarest per rendersi conto dello squallore che incombe sulla realtà romena. Basta fermarsi all’aeroporto di Milano-Malpensa, soprattutto se di venerdì, quando la settimana sfuma. Allora è facile che si incontrino uomini che si imbarcano per andare «a caccia», come loro stessi dicono con disarmante cinismo. Per un paio di giorni s’immergeranno nella Bucarest notturna, quella dei locali a luci rosse, e per pochi lei, la moneta romena, potranno affittare la vita di giovani ragazze a cui «tante volte basta anche solo un regalino, un paio di collant… un braccialetto…». Sono gruppi di amici o lupi solitari, uomini che vogliono dimenticare la loro esistenza per un paio di giorni o imprenditori per i quali è abitudine avere una moglie in Italia e una ragazza in Romania. Inserendo la parola “Romania” in uno dei principali motori di ricerca italiani, tra le decine di siti che pubblicizzano imprese italo-romene compaiono, in veste più o meno esplicita, agenzie matrimoniali pronte a commerciare la dedizione eterna di ragazze «carine, oneste e servizievoli». Sono le...


Romania: chi controlla il narcotraffico?

Mag 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Crocevia nel traffico internazionale della droga, grande magazzino delle sostanze chimiche necessarie alla sintesi degli stupefacenti, base operativa per i gruppi criminali turchi e curdi. Tutto questo è la Romania, teatro della competizione tra le nuove mafie per il controllo del lucroso mercato della droga verso l’Occidente Appare sempre più evidente il ruolo chiave ricoperto dalla Romania come nuova base operativa dei gruppi criminali turchi, curdi e romeni coinvolti nel traffico internazionale di stupefacenti. Le larghe maglie della legislazione nazionale, l’enorme diffusione della corruzione e la disponibilità di manodopera a basso costo hanno creato un terreno particolarmente fertile per lo sviluppo di attività illecite, in grado di assicurare guadagni considerevoli a fronte di rischi relativamente contenuti. La nuova proposta di legislazione romena contro il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio del denaro sporco procede a fatica, rimbalzando da un ministero all’altro, senza concrete prospettive di essere rapidamente tradotta in legge. La diffusione della corruzione a più livelli, dalle amministrazioni locali fino ai massimi vertici governativi, gioca un ruolo decisivo. Bucarest, la cassaforte della droga. La lentezza delle burocrazie romene nell’adottare efficaci politiche di contrasto alla criminalità genera tra l’altro molteplici conseguenze, alcune della quali paradossali. A partire dal 1992 sono state sequestrate circa...


Una vita da farfalle

Feb 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Mino Damato Nel 1989 cade in Romania la dittatura di Ceausescu. Tra i molti orrori rivelati dalla fine del regime, quello più impressionante riguarda forse un numero imprecisato di bambini, infettati dall’Aids a causa di pratiche sanitarie incontrollate. Qualche tempo dopo il giornalista Mino Damato, sfogliando una rivista, viene colpito da un’immagine. È il volto di Andreia. Damato la fa cercare in Romania e poi l’adotta, portandola con sé in Italia. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente. Non solo per Andreia, ma per tutti quei bambini rimasti in Romania per i quali sente il dover di fare qualcosa. Nel 1995 nasce così “Bambini in emergenza”, un’associazione – ora divenuta fondazione – che nel giro di cinque anni realizza importanti risultati. Abbiamo chiesto a Mino Damato di parlarcene. Che cosa ha fatto in Romania “Bambini in emergenza”? In Romania la nostra associazione ha comiciato col ristrutturare due padiglioni del “Victor Babes” di Bucarest, l’ospedale per malattie infettive che ha sopportato la prima grande ondata di Aids pediatrico dopo la caduta del regime. Queste due strutture hanno ora 80 posti letto e seguono all’incirca 200 bambini al mese. Sempre in quell’ospedale abbiamo un centro operativo e una trentina di collaboratori...