Articoli con tags ‘ Rocco Sciarrone ’


Convegno “Fare le mafie fuori”. Come (Ri)conoscerle

Nov 2nd, 2015 | Categoria: prima pagina
Durante il convegno Fare le mafie Fuori- Nuovi territori e strategie di contrasto tenutosi a Torino il 29 e il 30 ottobre, un tema a lungo dibattuto è stato quello del riconoscimento delle mafie fuori e dentro le loro aree di genesi storica. La rappresentazione che la società ha delle mafie è determinata dai termini con cui esse vengono riconosciute. Cruciale è l’immagine delle mafie percepita dai diversi attori preposti alla formulazione di policy: l’efficacia stessa di strategie di contrasto può essere compromessa se basata su una conoscenza stereotipata. Anche la rappresentazione dell’antimafia è importante: la prospettiva cambia prima ancora se la si intende al singolare o al plurale. Mafie e antimafie. Come ribadito dal professor Rocco Sciarrone, studiare il fenomeno mafioso non può prescindere dallo studio e dall’analisi dell’antimafia. Sia mafia che antimafia prendono forma insieme: la seconda è la risposta alla prima e contribuisce alla sua costruzione sociale. La rappresentazione dell’antimafia è una questione controversa. Nell’immaginario siamo orientati ad intenderla come un unico blocco monolitico in antitesi a diverse mafie che la accerchiano. Nel vedere le dinamiche interne all’Antimafia ritroviamo però tante antimafie che dialogano fra loro. C’è una antimafia rappresentata in termini dicotomici – per rimanere nell’ambito del linguaggio sociologico...


“Fare le mafie fuori”, intervista agli organizzatori del convegno

Nov 2nd, 2015 | Categoria: prima pagina
 Il 29 e il 30 ottobre, il Rettorato dell’Università degli Studi di Torino ha ospitato il convegno Fare le mafie Fuori- Nuovi territori e strategie di contrasto (nella foto, un momento del convegno). Durante l’incontro, promosso dalla Fondazione Fondo Ricerca e Talenti – la prima fondazione universitaria in Piemonte che finanzia e sostiene iniziative di divulgazione scientifica di studenti e ricercatori – si è ragionato attorno alla questione del riconoscimento delle mafie e della loro diffusione in aree diverse da quelle di genesi storica. Per farlo sono stati chiamati al confronto studiosi provenienti dalle università italiane e straniere, giornalisti, uomini delle istituzioni e della politica che hanno problematizzato attorno a questi aspetti con strumenti diversi, riuscendo a scomporre insieme ciò che viene definito “mafia” e proporlo fuori dagli stereotipi veicolati dal sapere comune. Un dibattito ricco di stimoli che non è stato certo fine a sé stesso: coerenti ai temi dibattuti, sono state presentate le attività scientifiche di alcuni giovani ricercatori. Gli organizzatori del convegno, che si muovono all’ interno dell’Università degli Studi di Torino sono Maria Trapani, dottoranda in Scienze sociali e i sociologi Joselle Dagnes, Davide Donatiello e Valentina Moiso. A loro abbiamo rivolto le nostre domande. Fare le mafie...


Quando giornalismo e sociologia si incontrano nella lotta alle mafie

Giu 8th, 2015 | Categoria: news
  Non dare nulla per scontato, verificare l’attendibilità delle fonti, analizzare il contesto, studiare molto e approfonditamente le mafie per capire il loro funzionamento interno e riuscire in questo modo a scardinare il loro meccanismo di riproduzione. Azioni finalizzate alla produzione e alla diffusione della conoscenza del fenomeno legato alla criminalità organizzata; un modus operandi che può essere applicato tanto al giornalismo quanto alla sociologia. È stato questo il fil rouge della serata formativa di venerdì scorso, 5 giugno, svoltasi presso la sede del Gruppo Abele di Corso Trapani, a Torino e rivolta ai giornalisti iscritti da più di tre anni all’ordine professionale (pubblicisti e praticanti). Relatori della serata: Rocco Sciarrone, sociologo e docente dell’Università di Torino; Giuseppe Legato, giornalista del quotidiano «La Stampa», Maria Josè Fava, referente di Libera Piemonte, Lorenzo Frigerio, di «Libera Informazione» e Manuela Mareso, ex direttore di «Narcomafie». La serata si è aperta ricordando i nove giornalisti uccisi dalle mafie, emblemi di un giornalismo impegnato: Cosimo Cristina, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Giancarlo Siani (alla cui memoria è dedicata proprio la nostra testata), Mauro Rostagno e Beppe Alfano. Non potevano non essere ricordati anche Mauro De Mauro, rapito il 16 settembre 1970 da Cosa nostra e mai più ritrovato,...


Centro studi Pio La Torre, presentati gli esiti dei questionari rivolti ad oltre mille studenti

Apr 30th, 2015 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marta Pellegrini
I risultati dei questionari – 1042 – che il Centro studi Pio La Torre di Palermo ha sottoposto, su scala nazionale, ai giovani studenti delle scuole medie superiori coinvolti nel Progetto Educativo Antimafia sono stati presentati martedì 28 aprile da una delegazione al Presidente della Repubblica Mattarella. Gli studenti si sarebbero espressi con una forte sfiducia nei confronti delle istituzioni e della politica (quasi il 92%), in concomitanza però con l’emergere di un forte senso civico e di una posizione chiara e decisa contro le mafie. (altro…)


Torino, presentato il rapporto sulle mafie nel nord Italia

Giu 27th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Nel giorno del trentunesimo anniversario dell’omicidio di Bruno Caccia, il procuratore capo di Torino qui ucciso nel 1983, è stato presentato – cogliendo l’occasione della presenza della Commissione Parlamentare Antimafia in visita in questi giorni nel capoluogo piemontese – il primo rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, a cura dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano. (altro…)


La percezione della mafia a Torino. Un’inchiesta tra i commercianti

Mar 3rd, 2014 | Categoria: news
Conoscere la percezione del fenomeno sul territorio per trovare le strade per contrastarlo. Con questo obiettivo è stata presentata la ricerca “Criminalità organizzata, contesto di legalità e sicurezza urbana. Un’indagine degli operatori economici di Torino” che si è svolta nell’ambito dei lavori della Commissione Speciale per la promozione della cultura della legalità e del contrasto dei fenomeni mafiosi. Una ricerca condotta dall’Università di Torino, con la collaborazione del Presidio di Unilibera, tra i commercianti di Torino. L’indagine si è focalizzata in particolare in quattro zone di Torino: Barriera di Milano, Mirafiori Nord e Santa Rita, Vanchiglia e Vanchiglietta e San Donato. Un lavoro molto importante, nato per comprendere la percezione del fenomeno mafioso in città. Tra i dati raccolti nell’inchiesta sul campo, coordinata dal Professore di Sociologia Rocco Sciarrone, emerge con chiarezza che i commercianti non si sono dimostrati stupiti dell’esistenza del crimine organizzato, portato agli onori della ribalta con la conclusione dell’operazione Minotauro. Le risposte, poi, sottolineano come la mafia sia considerata una forma di crimine organizzato con legami con la politica e l’economia. Gli esercenti conoscono persone che in Città sono state vittime di usura (18%), ma meno di racket (8,1%) e dimostrano poca conoscenza degli stumenti esistenti per...


Torino sotto la lente d’ingrandimento dell’Università

Nov 11th, 2013 | Categoria: articoli
di Chiara Albano
Nell’ambito delle attività conoscitive avviate dalla Commissione consiliare speciale di promozione della cultura della legalità e del contrasto dei fenomeni mafiosi, meglio conosciuta come “Commissione antimafia”, istituita dal Comune di Torino, è in corso di realizzazione un’indagine rivolta a commercianti e operatori economici della città sulla percezione della presenza di forme di criminalità organizzata, sul livello di sicurezza e il contesto di legalità. La ricerca, una delle prime in un contesto del nord Italia, è stata promossa dal gruppo di lavoro della Commissione sul racket ed è svolta da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino. Il professor Rocco Sciarrone, membro della Commissione nominato dal Rettore per le sue competenze e i suoi studi sull’argomento, in rappresentanza dell’Università di Torino, e coordinatore del progetto di ricerca, racconta così l’inizio di questa avventura: «Durante gli incontri si è pensato di proporre qualcosa di concreto. Quindi è nata l’idea di elaborare un questionario da somministrare agli operatori economici di Torino. Per iniziare è stato necessario definire che cosa significa fare una ricerca sul racket in una città dove il fenomeno mafioso c’è ma si manifesta in modo profondamente diverso rispetto al sud. La nostra ricerca...


Novara, lo studio delle mafie al servizio della buona politica

Ott 30th, 2012 | Categoria: news
“…Quelli che si innamorano della pratica senza scientia sono come nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano”. Con questa citazione di Leonardo da Vinci Libera Novara presenta un seminario di approfondimento e confronto inerente allo studio dei fenomeni mafiosi al servizio della buona politica. “Nocchieri senza bussola – questo il titolo evocativo dell’evento – si svolgerà martedì 27 novembre dalle 14 alle 17.30 e sarà animato dai professori Nando dalla Chiesa, Rocco Sciarrone e Federico Varese. L’iniziativa è organizzata dall’osservatorio provinciale sulle mafie di Novara in collaborazione con il Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Novara e Legambiente, oltre ai contributi della Provincia di Novara e delle Fondazioni Banca Popolare di Novara e Cariplo. La partecipazione è gratuita previa iscrizione obbligatoria entro e non oltre il 18 novembre. In base al numero delle iscrizioni sarà definito il luogo dell’evento. Per iscrizioni e ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo osservatorio.liberanovara@gmail.com o visitare il sito http://osservatorionovara.liberapiemonte.it/formazionepa (Ma.De.)


E il Piemonte riscopre la mafia. Intervista a Rocco Sciarrone

Lug 12th, 2012 | Categoria: articoli
di Andrea Dotti
‘Ndrangheta e famiglie siciliane, ma anche criminalità straniera: romena, cinese, nigeriana e marocchina. È quanto emerge dalla relazione redatta dalla commissione consiliare antimafia della Città di Torino. Il documento è una mappatura della criminalità organizzata presente sul territorio piemontese e si tratta del primo lavoro realizzato dalla commissione torinese, costituitasi dopo l’operazione Minotauro. Il gruppo criminale più presente e radicato sul territorio risulterebbe essere quello di origine calabrese. Nel corso degli anni la ‘ndrangheta si è inserita nel tessuto sociale. agendo in numerose attività illecite, ma inquinando soprattutto i cosiddetti mercati legali. A destare maggiore allarme, in questo senso, è la loro presenza nelle gare d’appalto e la loro infiltrazione all’interno del mondo della politica, come dimostrano gli scioglimenti dei comuni di Rivarolo e Leinì. Preoccupa anche la presenza di gruppi criminali romeni. A loro viene attribuita la responsabilità per furti, e reati relativi alla clonazione di carte di credito. Quello dei nigeriani, invece, risulterebbe essere il gruppo criminale più attivo nello spaccio di sostanze, nella tratta di esseri umani e nello sfruttamento della prostituzione. Un’attività, lo sfruttamento della prostituzione, che ha visto crescere la presenza sul territorio di bande organizzate di origine cinese. In questo caso è in espansione il coinvolgimento...