Articoli con tags ‘ Rocco Chinnici ’


Libera: la Giornata della Memoria nel 2015 sarà a Bologna

Lug 29th, 2014 | Categoria: news
La ventesima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata da Libera e da Avviso Pubblico, si svolgerà il prossimo 21 marzo 2015 a Bologna. L’annuncio ufficiale arriva questa mattina direttamente da don Luigi Ciotti, presidente e fondatore dell’associazione di associazioni la quale, proprio il 25 marzo del prossimo anno, raggiungerà l’importante traguardo dei vent’anni di vita. Un appuntamento ormai consolidato e per il quale saranno attese migliaia di persone provenienti da tutta Italia: lo spirito sarà, come quello delle passate edizioni, quello di coniuguare insieme la memoria delle oltre 900 vittime innocenti della criminalità organizzata (ricordando uno ad uno i loro nomi, leggendoli) all’impegno che ognuno di noi è chiamato a declinare nel proprio quotidiano. La notizia – resa nota in conferenza stampa da don Ciotti e dal sindaco di Bologna, Virginio Merola – giunge in una giornata dall’alto valore simbolico: il 29 luglio di trentuno anni fa, infatti, furono uccisi il giudice istruttore Rocco Chinnici, gli agenti della scorta Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabilie di via Pipitone Federico a Palermo, in cui abitava la famiglia Chinnici e davanti alla quale fu fatta esplodere la Fiat 126 imbottita...


Minacce a Di Matteo, manifestazioni di solidarietà da tutta Italia e dall’estero

Lug 30th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Il 29 luglio 1983 Cosa nostra uccideva Rocco Chinnici, consigliere istruttore presso il Tribunale di Palermo e ideatore del pool antimafia. La fiat 127 imbottita di tritolo e parcheggiata sotto la sua abitazione – via Pipitone Federico a Palermo – fu fatta materialmente esplodere da Antonio Madonia, e provocò la morte anche dei due carabinieri che scortavano il magistrato – Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta – e di Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile. A distanza di trent’anni da quella strage, l’Italia responsabile ha fatto sentire la propria voce in diverse piazze, esprimendo solidarietà nei confronti del pubblico ministero Antonino Di Matteo. Nei giorni scorsi, è giunta infatti la notizia che sarebbe pronto l’esplosivo per fermare il prezioso lavoro del magistrato impegnato nel processo sulla trattativa Stato mafia. Una frase agghiacciante che fa tornare inevitabilmente alla memoria la frase che disse Paolo Borsellino: «A Palermo è arrivato il tritolo per me». E infatti gli organizzatori dei flash mob e delle manifestazioni che hanno unito Palermo a Milano, Roma a Firenze, Trieste a Torino – sessanta le città coinvolte, oltre a paesi internazionali come Londra, Zurigo e Barcellona – hanno voluto urlare a gran voce che non si vuole più una strage...


“Mio fratello, una macchia sul muro…”

Feb 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli, articoli
«In questi giorni mi domando cosa mi stia succedendo. Credevo di essere più forte. Invece mi accorgo che più ne parlo più sento il dolore crescere. Da fuori non si vede, ma dentro so solo io quello che sento». La voce di Margherita Asta si incrina per l’emozione appena ripensa a quella mattina di vent’anni fa in cui, all’età di soli dieci anni, in un istante perse la madre Barbara e i fratelli minori, i gemellini Salvatore e Giuseppe, di sei anni. Tutti travolti e uccisi dalla violenza di Cosa Nostra, in quella che viene ricordata come “la strage di Pizzolungo”. Era il 2 aprile 1985. Obiettivo dell’attentato era il sostituto procuratore di Trapani, Carlo Palermo: era per lui l’autobomba posizionata sul ciglio della strada che da Pizzolungo conduce a Trapani. Trasferitosi nel febbraio di quell’anno dalla Procura di Trento, dove si era distinto per alcune indagini importanti sul traffico d’armi e di stupefacenti, in poche settimane di lavoro si era guadagnato una condanna a morte dalla mafia. Una tragica fatalità, però, lo salvò: la sua auto incontrò lungo il tragitto l’utilitaria guidata da Barbara Asta e la superò proprio nel punto in cui i sicari avevano posizionato la vettura con...