Articoli con tags ‘ Roberto Pannunzi ’


Flash sulla Spagna e il narcotraffico

Feb 17th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Che la Spagna sia considerata, da anni, la “porta europea” di ingresso di buona parte della cocaina proveniente dal Centro Sud America e dell’hashish dal Marocco, non è una novità. Anche nel 2014, i dati , non ancora ufficiali, sui sequestri effettuati dalla forze di polizia sono significativi: circa 10 tonnellate di cocaina e oltre 250 ton. di hashish. Da rilevare che gran parte della cocaina  (oltre 5 tonnellate, il doppio del 2013) è stata intercettata nel porto di Algeciras (vi transitano circa 5 milioni di container l’anno), una bella città di oltre 110mila abitanti nella provincia di Cadice (Andalusia). Gran parte della cocaina sequestrata proveniva dai porti del Brasile e dell’Ecuador. Quello che, tuttavia, ha rappresentato una novità per il mercato spagnolo, è stato il sequestro, il più ingente in ambito europeo, di 131 kg. di metamfetamina stipata in un contenitore di ananas giunto, insieme ad altre merci, nel porto di Barcellona, verso la fine di novembre 2014. Gli arresti di due trafficanti messicani e le conseguenti indagini hanno consentito di appurare che la droga era destinata al mercato australiano dove avrebbe fruttato, trasformata in circa 600mila compresse, diversi milioni di euro. La posizione geografica del Paese, prospiciente le...


“Ho conosciuto Roberto Pannunzi, il più grande narco-manager”

Lug 23rd, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Ho incontrato due volte Roberto Pannunzi, romano, classe 1948, considerato il “Pablo Escobar” italiano, recandomi nel carcere di massima sicurezza La Modelo di Bogotà (Colombia), alcuni mesi dopo la sua cattura, avvenuta a Medellin il 28 gennaio 1994, mentre partecipava ad un funerale di un amico colombiano. Pannunzi, ricercato da anni, era destinatario di quattro ordini di cattura, di cui uno esteso in campo internazionale, per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di droga. Per tale delitto, il 21 dicembre 1993, era stato condannato a 24 anni di reclusione dal Tribunale di Locri. In entrambe le visite, autorizzate dalla Fiscalia General de la Nacion (il massimo organismo della magistratura), ero spinto in parte da curiosità professionale (a quei tempi prestavo servizio alla Direzione centrale per i servizi antidroga, in sigla Dcsa), nella (pia) illusione che il personaggio potesse confidarmi qualcosa di utile nelle indagini sul narcotraffico internazionale, e un po’ dalla voglia di vedere di persona se Pannunzi conservava ancora quel sorriso strafottente con cui era stato immortalato poco dopo il suo arresto a Bogotà. Entrambe le curiosità andarono deluse. Il sorriso si era certamente attenuato, anche perché si stava avvicinando il tempo della estradizione, ma la...