Articoli con tags ‘ rifiuti ’


Palermo, i rifiuti sotto il tappeto

Ott 17th, 2011 | Categoria: articoli
di Manlio Melluso
C’erano anche lavori di manutenzione degli impianti e delle linee elettriche pubbliche della provincia di Palermo svolti per conto di Enel Distribuzione tra quelli effettuati dalla Euteco s.r.l., l’impresa sequestrata dal Noe (Nucleo Operativo ecologico) dei carabinieri di Palermo. A capo della società c’era Giuseppe Liga, architetto noto alle cronache per essere ritenuto il successore di Salvatore e Sandro Lo Piccolo alla guida del mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale, nella periferia occidentale di Palermo, e che della Euteco è risultato essere gestore e amministratore. Insieme a lui, a essere destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti Annamaria Picozzi e Geri Ferrara, altre due persone: Amedeo Sorvillo, direttore tecnico della società, e Agostino Carollo, gestore di fatto della Euteco. A carico dei tre indagati ci sono accuse gravissime: a loro carico i pm hanno ipotizzato i reati di traffico illecito di rifiuti e realizzazione di una discarica non autorizzata, con l’aggravante di avere favorito Cosa Nostra. Un’indagine di lungo corso quella condotta dagli investigatori, partita a maggio 2010 con il sequestro preventivo, provvedimento confermato oggi grazie alle intercettazioni ambientali e alla videosorveglianza nella sede della Euteco. Due i siti all’interno del terreno nella disponibilità della...


Palermo: le mani dei clan sui rifiuti

Ott 17th, 2011 | Categoria: news
Traffico di rifiuti e realizzazione e gestione di una discarica non autorizzata con l’aggravante di avere favorito la mafia. E’ quanto accertato a Palermo dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico. L’indagine ha permesso di accertare come Giuseppe Liga, architetto considerato ‘erede’ dei boss Lo Piccolo e reggente del mandamento di San Lorenzo abbia commesso, in concorso con altri una serie di reati ambientali causando, dicono gli investigatori, “un gravissimo pregiudizio dell’assetto del territorio”. I carabinieri del Noe, che nell’ambito dell’operazione hanno arrestato tre persone, tra cui lo stesso Giuseppe Liga, gia’ il 12 maggio 2010 avevano sequestrato una grossa discarica abusiva all’interno del cantiere della ditta Euteco srl nella borgata palermitana di Partanna Mondello. L’impresa, secondo gli inquirenti, era riconducibile proprio al professionista-boss. Nell’area erano stati sotterrati una grande quantita’ di rifiuti speciali di vario tipo: detriti, materiali plastici da imballaggi, batterie al piombo e oli minerali esausti, rifiuti che proverrebbero dalle attivita’ imprenditoriali della Euteco, ditta che nel corso degli anni si era aggiudicata numerosi appalti per la manutenzione degli impianti e delle linee elettriche nella provincia di Palermo. Per realizzare il terrapieno in cui erano stati nascosti i rifiuti, l’area era stata sopraelevata di...


Operazione Megaride, arresti, sospetti e collusioni

Giu 30th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Per i vicoli di Napoli s’inseguono e s’intricano, come in un dedalo senza uscita, notizie di arresti, collusioni, sospetti. La Camorra ovunque s’insinua, e dei suoi mille rivoli alcuni – carsici – vengono alla luce. Così questa giornata di luci ed ombre deve registrare l’accusa di favoreggiamento per Vittorio Pisani, capo della squadra mobile di Napoli. E’ quanto emerge a margine dell’operazione “Megaride” che sta portando all’arresto e al sequestro di beni per per oltre 100 milioni di euro dei quali almeno 30 in contanti, in oltre 150 conti correnti e rapporti finanziari che gli indagati avevano in oltre 80 istituiti di credito. Secondo quanto è emerso dalle indagini della Procura di Napoli, Pisani avrebbe rivelato all’ imprenditore Marco Iorio notizie riservate sull’inchiesta quand’era ancora in corso e che vedeva la Dia impegnata, tra l’altro, in indagini nei confronti di affiliati al clan Lo Russo che hanno reinvestito in catene di ristoranti proventi illeciti. Marco Iorio sarebbe stato tra gli indagati ma la “soffiata” di Pisani gli avrebbe consentito di sottrarre beni al sequestro e di depistare le indagini. Titolare del fascicolo è il pm della Dda Sergio Amato, con il coordinamento del procuratore aggiunto...


Sequestrati beni agli affaristi dei rifiuti

Giu 21st, 2011 | Categoria: news
A seguito di articolate proposte avanzate dal Generale di Corpo d’Armata dei CC Antonio Girone, Direttore della Dia, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sez. Mis. di Prev. – ha emesso un decreto di sequestro di beni, per un valore complessivo di oltre 13 milioni di euro, eseguito dal personale della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, a carico dei fratelli Elio, Generoso e Raffaele Roma di Trentola Ducenta (CE), nonché del figlio di Elio, Francesco. Ritenuti contigui al clan dei casalesi, i fratelli Roma sono imprenditori che operano nel settore dei rifiuti e in rapporti di affari con i noti Gaetano Cerci – nipote del capo clan Francesco Bidognetti, soprannominato cicciotto e mezzanotte, già condannato con sentenza irrevocabile per il reato associativo di tipo mafioso – e Cipriano Chianese, anch’egli imprenditore attivo nel settore dei rifiuti di recente destinatario di analogo provvedimento di sequestro emesso sempre dalla magistratura sammaritana. I beni sottoposti a sequestro di prevenzione – alcuni dei quali già colpiti da sequestro penale emesso dall’A.G. di Napoli – sono 10 società, una quota societaria, una ditta, 22 terreni, 13 fabbricati, 31 autovetture e 10 motocicli, localizzati nella provincia di Caserta, nonché Sulmona (AQ), Pisa e Napoli. I fratelli...


Napoli soffoca

Feb 2nd, 2011 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Nello Trocchia
Non c’è quando bisogna eleggere i sindaci amici, non c’è quando bisogna spianare la strada a presidenti chiacchierati, quando bisogna coprire gli abusi. C’è, invece, quando a manifestare sono centinaia di persone che rivendicano il diritto alla salute. La parolina magica è camorra. Evocarla fa quasi spavento quando bisogna ripulire le liste dagli indegni, come li chiama Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione parlamentare antimafia, ma diventa utile per criminalizzare il dissenso, bollare la protesta. Alla corte di ‘o gravunaro. La camorra nel vesuviano ha un nome e un cognome: Mario Fabbrocino, ’o gravunaro, il carbonaio, boss indiscusso e capo dell’omonimo clan. Alla sua corte imprenditori, faccendieri, politici, sindaci. In una sentenza del dicembre 2008 che ha condannato prestanome e amministratori riconosciuti al suo servizio, si legge: «Intorno al 1982 Fabbrocino si distacca da Michele Zaza (referente di Cosa nostra a Napoli, ndr.) e, con i fratelli Russo di San Paolo Belsito e D’Avino di Somma Vesuviana costituisce un clan autonomo che controlla un vasto territorio tra il nolano e il Vesuvio: San Gennaro Vesuviano e San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e San Gennarello, Palma Campania e parte di Terzigno (…). In un primo periodo (Fabbrocino, ndr) ha stretti legami con Michele D’Alessandro...


Chiusa l’inchiesta su Cosentino. Si va verso il processo

Dic 1st, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Si è chiusa l’inchiesta su Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl in Campania, già sottosegretario all’Economia dell’attuale governo Berlusconi, poi dimessosi nel luglio scorso a seguito dello scandalo che lo ha coinvolto. Ora la procura di Napoli, a firma dei pm Giuseppe Narducci e Alessandro Milita, ha emanato l’avviso di conclusione delle indagini. Secondo gli inquirenti, Cosentino avrebbe “garantito il permanere dei rapporti fra imprenditoria mafiosa, pubbliche amministrazioni ed enti a partecipazione pubblica” e avrebbe anche “contribuito al riciclaggio e al reimpiego delle provviste finanziarie provenienti dal clan dei Casalesi”. Nell’avviso notificato all’esponente politico, i pubblici ministeri riassumono le accuse raccolte durante l’inchiesta, che porteranno con ogni probabilità a una richiesta di rinvio a giudizio. Enfant prodige della politica casertana, Cosentino fa una rapida carriera politica. A diciannove anni è consigliere comunale a Casal di Principe, a ventuno è Consigliere provinciale a Caserta, e verrà rieletto per tre mandati. Nel 1995 diventa consigliere regionale della Campania, deputato per Forza Italia nel 1996 e confermato nelle quattro tornate successive. in tutte queste occasioni, secondo i pm, Cosentino avrebbe potuto contare sull’aiuto del clan. Le prime accuse arrivano nel 2008, quando fu pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell’ambito del riciclaggio...


Quando un signor Rossi qualunque

Nov 25th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Zola
«Non è molto importante la mia storia, in quanto storia di Raphael Rossi. Quel che conta è che domani il signor Rossi di turno trovi più semplice e meno pericoloso denunciare sprechi e corruzione senza incorrere nelle difficoltà che ho dovuto sperimentare in questi anni». La vicenda di Raphael Rossi, oggi trentacinquenne, inizia nel 2007 quando era vicepresidente dell’Amiat (l’azienda municipalizzata torinese per il trasporto dei rifiuti) e per questo sedeva nel Consiglio di amministrazione della società: tutti i membri erano nominati dai partiti ma lui, proposto da Rifondazione, non era il solito politico da riciclare bensì un tecnico esperto del settore della gestione dei rifiuti urbani e più precisamente nella progettazione di sistemi di raccolta porta a porta. Un tecnico, quindi, mentre «nei cda delle aziende pubbliche troppo spesso si assiste a una spartizione delle poltrone tra i partiti che nominano politici e non esperti ». Il tecnico Raphael Rossi si accorge di qualcosa che non va quando i dirigenti dell’azienda propongono al cda un progetto d’acquisto per un pressoestrusore: «Un macchinario dai consumi elevati e dai costi anormalmente alti, ben quattro milioni di euro», spiega Rossi. «Non solo, ma per l’acquisto non era nemmeno stata indetta una regolare...


Un copertone per la criminalità

Nov 5th, 2010 | Categoria: articoli
di Peppe Ruggiero
Ormai nel mondo dei rifiuti sparisce di tutto. Ogni giorno. Ogni mese. Ogni anno. Ultimo in ordine di tempo  la presentazione di un nuovo dossier di Legambiente e  Ecopneus, la società consortile costituita dai 6 principali produttori di pneumatici operanti in Italia. Dati inquietanti che difficilmente troverete sui principali quotidiani nazionali. Ogni anno spariscono nel nulla – o si disperdono in canali poco chiari – fino a 100 mila tonnellate di PFU (Pneumatici Fuori Uso). I dati elaborati evidenziano che dal 2005 a oggi sono state individuate ben 1.049 discariche illegali in tutta Italia, per un’estensione complessiva che supera ampiamente i 6 milioni di metri quadrati  Si va dalle discariche di ridotte dimensioni, frutto della smania di risparmiare qualche spicciolo da parte di piccoli operatori (gommisti, officine, trasportatori, intermediari), a quelle più grandi, dove appare evidente la presenza di attività organizzate per il traffico illecito, svolte sia in Italia che all’estero. I traffici illeciti riguardano ben 16 regioni italiane e hanno coinvolto, sia come porti di transito sia come meta finale di smaltimento, 8 Stati esteri: Cina, Hong Kong, Malaysia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal. Dalle indagini emerge chiaramente come i PFU siano tra i materiali più gettonati dai trafficanti: questa tipologia di rifiuti è stata al centro di oltre l’11% del totale delle inchieste svolte dal 2002 ad oggi. È...


Acerra: tra disastro e camorra

Ott 11th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Nello Trocchia
Ci sono territori costretti a galleggiare, destinati a convivere con l’inferno, stagioni da rifare. Da una parte il grande mostro, dall’altra la camorra, scarichi tossici, estorsioni, minacce. Il miracolo. “La città di Napoli ha avuto risolto definitivamente il problema dei rifiuti. Ci sono le discariche che possono contenerli; c’è il termovalorizzatore di Acerra che funziona completamente. Quando uno dei canali si ferma c’è bisogno della manutenzione, che è periodica, ma funziona benissimo”. Silvio Berlusconi al Senato, nella replica prima di incassare la fiducia, aveva rassicurato tutti e glorificato nuovamente l’impianto gestito dall’A2a e costruito da Impregilo e le sue controllate (i cui ex vertici sono sotto processo per il disastro nella gestione dei rifiuti). Rassicurazione che sono arrivate a più riprese anche dalla Protezione civile e dalla Partenope Ambiente che ne gestisce il funzionamento. L’impianto, invece, funziona a rilento e a metà settembre si è completamente spento, con tutte le 3 linee di combustione bloccate. Non solo. Dopo le denunce del Comitato civico per Acerra, e dell’ex senatore di Rifondazione comunista Tommaso Sodano – protocollate nel 2009 – è partito il nuovo filone di indagine. Il procuratore, Giovandomenico Lepore, e i pm Federico Bisceglia e Maurizio De Marco hanno delegato i...


Rifiuti e camorra. Nuova condanna per Giuseppe Valente, l’uomo di Nicola Cosentino

Ago 4th, 2010 | Categoria: news
di Nello Trocchia
L’uomo di Nicola Cosentino, Giuseppe Valente, ex presidente del consorzio Ce4, luogo di spartizione tra camorra e malapolitica, è stato condannato a quattro anni e due mesi di reclusione. Il Gup Gabriella Pepe, pm Alessandro Milita, ha scritto con la sentenza, emessa ieri, un’altra pagina giudiziaria dello scandalo rifiuti nell’area casertana. L’operazione scattò nel febbraio 2009, finirono in manette in 15. Il grande accusatore è Gaetano Vassallo, pentito dei rifiuti e gola profonda dello scandalo. Diversi i reati contestati agli imputati: associazione mafiosa, riciclaggio e reimpiego, corruzione, turbativa d’asta, concorrenza sleale mediante minaccia, truffa ai danni dello Stato, delitti aggravati dalla metodologia mafiosa e dalla finalità di agevolare il clan dei casalesi e dei La Torre (egemoni a Mondragone). Sotto accusa la gestione del consorzio Ce4 e, in particolare, la gara che assegnò ai fratelli Orsi, Sergio e Michele, quest’ultimo freddato dal gruppo di Setola nel giugno 2008, l’appalto per la gestione dei rifiuti. Da semplici imprenditori edili privi delle minima esperienza nel settore della raccolta e della gestione dei rifiuti solidi urbani, attraverso l’egemonia criminale ed economica dei Casalesi, fazione Bidognetti, riuscirono a sbaragliare ogni possibile concorrenza, così divenendo prima il partner privato del consorzio Ce4 nella società...