Articoli con tags ‘ rifiuti tossici ’


Casal di Principe, l’ecocidio della camorra

Set 20th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
«Ho guidato io la ruspa che ha scavato per seppellire i rifiuti. Sotto quel terreno c’è il contenuto di venti camion». Il nuovo collaboratore del clan dei Casalesi, di cui non si conosce il nome, sarebbe stato preciso nell’indicare ai pubblici ministeri della Dda di Napoli il luogo esatto dove trovare le prove dell’ennesimo scempio perpetrato in Campania dall’ecomafia. Via Sondrio, Casal di Principe, ore 9 del mattino di martedì scorso: una squadra composta da  tecnici dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezionale ambientale in Campania), Vigili del Fuoco e Carabinieri rinviene in un terreno di proprietà privata dei fusti metallici sbriciolati. Erano a circa 9 metri di profondità e con tutta probabilità contenevano materiale siderurgico e fanghi industriali sotterrati oltre vent’anni fa. A guidare i pm dell’antimafia Giovanni Conzo, Luigi Landolfi e il procuratore aggiunto Francesco Greco fino al terreno di via Sondrio sono state le dichiarazioni di tre persone che avrebbero preso parte direttamente alle operazioni di sversamento dei rifiuti tossici. L’appezzamento in questione si trova per altro molto vicino ad un’altra proprietà indicata in precedenza dal pentito Carmine Schiavone, cugino del famigerato “Sandokan”, come una delle discariche abusive del potente clan di Casal di Principe. Intanto, mentre gli investigatori continuano la...


Nave dei veleni, si riapre il giallo sulla morte di De Grazia

Gen 9th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Il sospetto c’è sempre stato e dal 20 dicembre scorso è diventato anche qualcosa di più: il capitano di corvetta Natale De Grazia, l’investigatore morto improvvisamente mentre indagava sulle navi dei veleni, potrebbe essere stato avvelenato. Purtroppo, siamo ancora costretti ad usare il condizionale. La conferenza stampa che avrebbe potuto riaprire il caso e che era stata convocata d’urgenza dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, è stata sorprendentemente annullata,  per permettere ulteriori “approfondimenti e verifiche in ordine agli elementi su cui da tempo la commissione sta lavorando”. Eppure si tratterebbe degli stessi elementi che la medesima commissione aveva ritenuto sufficienti, dando per l’appunto appuntamento ai giornalisti nella mattinata del 20 dicembre. (altro…)


Una scorta per Alessandro Cannavacciuolo, il ragazzo che denuncia i galantuomini

Gen 8th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Alessandro Cannavacciuolo, ventiquattro anni appena, un ragazzo comune di quelli che certa stampa, in cerca di sensazionalismi, definirebbe un ‘eroe’. Poiché certo non è comune, a quell’età come in nessuna, opporsi a rischio della propria incolumità ai potentati politico-economici. Specialmente se ci si trova ad Acerra, in Campania, e si denunciano l’inquinamento ambientale e l’occultamento di rifiuti tossici. E non ci vuole un esperto per capire chi, nel territorio campano, può gestire simili affari. Cannavacciuolo si batte da tempo in difesa del suo territorio, distrutto da parte degli speculatori collusi con la politica. Le sue accuse si sono rivolte specialmente contro i Pellini, noti imprenditori di Acerra, finché un’ultima denuncia – datata 4 settembre 2011 – non è diventata oggetto di indagini da parte della Procura di Nola. Da allora Cannavacciuolo è oggetto di continue minacce, agguati, telefonate intimidatorie e la pressione su di lui aumenta costantemente. Per questo è stata lanciata una petizione, della quale vogliamo farci megafono, affinché Alessandro non venga lasciato solo e gli venga assegnata una scorta. Già, perché la denuncia del settembre 2011 svela tutti i particolari riguardo l’interramento di rifiuti tossici nelle fondamenta di una scuola dell’infanzia ad Acerra. L’indagine, aperta dal pm della Procura di...


Traffici radioattivi: “Attenti ai professionisti del terrore”

Ott 29th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Il mercato nero del materiale radioattivo continua a destare preoccupazione. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), l’uranio rimane la sostanza più richiesta dai terroristi con oltre 2200 tentativi di furto o di contrabbando registrati dal 1995 al 2012. Finora, i controlli predisposti in tutta Europa con la cooperazione tra forze di polizia dei vari paesi e un’utile dose di fortuna hanno evitato il realizzarsi di uno dei più tremendi progetti terroristici: un attentato con una “bomba sporca”, un micidiale mix tra elementi nucleari ed esplosivo tradizionale. Ma il pericolo derivante dal commercio illegale di sostanze nucleari rimane in agguato. E’ quanto sostiene Damien McElroy sul Daily Telegraph riportando le parole poco tranquillizzanti di Yukiya Amano, direttore generale dell’IAEA, secondo cui gli sforzi criminali per costruire una dirty bomb stanno diventando più incisivi e “professionali”. Già attualmente dei non meglio precisati gruppi terroristici sarebbero entrati in possesso della tecnologia necessaria per eludere le più sofisticate apparecchiature di monitoraggio utilizzate per impedire il commercio di materiale atomico. “Si tratta di una minaccia reale”, ha sottolineato Amano, spiegando che degli speciali contenitori rivestiti di piombo, utilizzati dagli scienziati per evitare le emissioni radioattive sarebbero finiti nelle mani di alcuni trafficanti, pronti ad utilizzarli per...


Il regno dei mercanti dell’apocalisse

Feb 15th, 2012 | Categoria: articoli
di Massimiliano Ferraro
Dodicimila testate nucleari, millecinquecento tonnellate di uranio arricchito e centocinquanta tonnellate di plutonio: è la pesante eredità lasciata dall’Unione Sovietica dopo la fine della Guerra Fredda. Un immenso arsenale capace di trasformare l’intero pianeta in un deserto che rischia ancora di finire nelle mani di terroristi e organizzazioni criminali. Il traffico di materiale radioattivo proveniente dalla Russia e dalle ex repubbliche socialiste è una minaccia reale. Non si tratta della trama di un film in cui il destino del mondo viene messo in pericolo da missili balistici e sommergibili atomici, ma piuttosto della possibilità concreta di una contaminazione diffusa tramite la detonazione di una “bomba sporca”: un micidiale mix tra sostanze nucleari ed esplosivo tradizionale. Un attacco «praticamente certo» secondo Warren Buffet, il miliardario americano che da anni si dedica alla lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, al punto che il vero interrogativo «non è più se, ma quando verrà messo in atto». L’affermazione, basata sull’analisi delle centinaia di casi di furto o circolazione illegale di sostanze radioattive, è stata confermata recentemente anche da alcuni cablogrammi diffusi da Wikileaks da cui emergono stralci di intercettazioni telefoniche e trattative sottobanco tra agenti segreti, trafficanti ed intermediari. Un commercio fuori...


Toxic Somalia, gli effetti del traffico illegale di rifiuti nel Corno d’Africa

Lug 19th, 2011 | Categoria: articoli
di Massimiliano Ferraro
Sulla spiaggia di Mareeg, trecentocinquanta chilometri a nord di Mogadiscio, l’andirivieni monotono delle onde porta con sé la paura della morte. Un po’ tutti da queste parti si ricordano della cisterna lunga sei metri, corrosa dall’acqua salata, restituita dal mare in un giorno qualsiasi del 1997. Non fu certamente quello l’inizio del flagello che continua a mietere vittime in Somalia, ma è da allora che gli abitanti dei villaggi costieri hanno cominciato a trovare una spiegazione alle strane eruzioni cutanee, alle malformazioni di neonati e alle patologie tumorali che si verificavano in quelle zone. Sono le terribili conseguenze di decenni di smaltimento illegale di rifiuti tossici, compiuto al largo delle coste somale dalla criminalità organizzata con l’omertosa complicità dei governi occidentali. Approfittando del caos della guerra civile che fin dagli inizi degli anni ’90 ha dilaniato il Paese, essi non hanno esitato a stipulare dei patti diabolici con i Signori della Guerra locali: soldi o armi in cambio del consenso a scaricare indiscriminatamente in mare sostanze altamente inquinanti. Ciò accadeva nella Somalia di Ali Mahdi Mohamed, meta preferita di molte navi dei veleni. Centinaia di bidoni d’acciaio pieni di rifiuti speciali di ogni genere affondati in quel...


La “pietra miliare”: origine del traffico di rifiuti tossici tra Italia e Romania

Lug 18th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Ad est dell’est c’è Sulina, piccola cittadina del distretto di Tulcea: il punto più orientale della Romania e dell’intera Unione Europea. Quattromila anime sparse tra casette di legno e orribili condomini di epoca sovietica. Poche strade, alcune ancora in terra battuta che conducono quasi tutte al porto, situato allo sbocco del ramo centrale del Delta del Danubio. È stata questa la breccia che ha trasformato la Romania nel primo paese pattumiera d’Europa. Una “pietra miliare” dei traffici illeciti di rifiuti provenienti dall’Italia, come la definì in una lettera al settimanale Famiglia Cristiana lo 007 Guido Garelli (personaggio coinvolto nel progetto Urano per lo smaltimento di materiale pericoloso in una depressione dell’ex Sahara spagnolo). Di certo nella seconda metà degli anni ’80 il porto franco di Sulina rappresentava un salvacondotto per molti trasporti illegali e dal 1987 in poi divenne anche l’approdo privilegiato delle navi dei veleni provenienti dall’Italia. Nella primavera del 1987 due mercantili carichi di rifiuti pericolosi, la Akbay I e la Corina, salparono dai porti di Marina di Carrara e di Chioggia diretti a Sulina. A commissionare i viaggi fu un’azienda italiana, la Sirteco Italia S.r.l. , che si impegnò a...