Articoli con tags ‘ ricostruzione ’


Non solo L’Aquila

Feb 2nd, 2011 | Categoria: archivio articoli
di Paolo Ribichini
L’auto fatica un po’ sulla strada in salita, ricoperta dal ghiaccio e dalla neve. Sono gli ultimi giorni prima di Natale e a Fossa fa veramente freddo. Non sembra di attraversare una zona terremotata. Soltanto qualche ponteggio sparso ricorda che anche da qui è passato il sisma. L’atmosfera tuttavia è surreale: dal finestrino appannato s’intravedono solo volti silenziosi, e nessuna luce  natalizia. Parcheggiamo l’auto e proseguiamo a piedi fino a giungere ad un’alta transenna: ecco la zona rossa. Basta spostare un poco la barriera metallica per entrare. I piedi affondano nel manto bianco che ricopre tutto il paese. Si legge una scritta – “Nei nostri cuori per sempre, A. e L.” –  su alcune tavole di legno che sbarrano l’ingresso di Via di Sotto. Nell’edificio accanto sono morti Annibale Chiarelli e sua moglie Lisa De Angelis, due delle cinque vittime che il paese piange. In Largo dell’Allegria una ragnatela di travi blocca la caduta dei muri delle case intorno. È tutto immobile, come in una foto. Un enorme presepe senza statuine. Il bar di piazzale Frainine è chiuso perché la montagna di Ocre, che incombe sulla piazza, potrebbe franare di nuovo. A pochi metri dal bar, in piena zona rossa,...


Libertà condizionata

Feb 2nd, 2011 | Categoria: archivio articoli
Erica Balduzzi
Nella nebbia del tardo pomeriggio, i villaggi “Friuli Venezia Giulia”, “Alpini” e “Veneto” di Fossa, vicino L’Aquila, assomigliano più a paesi fantasma che a posti abitati. Le strade deserte e ingombre di neve, poche automobili parcheggiate, le casette spoglie disposte una dietro l’altra, nessuno in giro e tutt’intorno un silenzio innaturale. Davanti ad alcuni moduli abitativi fanno bella mostra di sé pochi vasi di fiori e qualche alberello di Natale illuminato, giusto per ricordare che le feste arrivano anche nelle terre ancora segnate dal terremoto del 6 aprile 2009. Nella voce delle persone che abitano il villaggio, la parola che ricorre più spesso quando si parla dei vari progetti abitativi a seguito del sisma è una sola: sprechi. Validi come campagna elettorale per chi ha interesse a far sapere che L’Aquila si sta rialzando e che l’emergenza è ormai passata. La situazione, a quasi due anni dal terremoto, è però lontana dall’essere risolta. I Progetti Case (Complessi antisismici sostenibili ecocompatibili) e i Map (Moduli abitativi provvisori), presentati dal Governo come la risoluzione miracolosa ai problemi degli sfollati, si svelano nelle parole di chi è costretto a viverci per quello che sono: una grande campagna mediatica per nascondere le falle di progetti dove...


L’Aquila, la mafia delle macerie

Dic 7th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Un viaggio tra le macerie, le morti, le storture della ricostruzione. Un cammino nella bolgia del cemento e della sabbia, tra le rovine di una città e la sua diruta gente. E tra questi resti schiantati dal terremoto fiorisce la malapianta mafiosa, gramigna che ovunque s’insinua silente e schiva. Traffici sulle macerie, trafficanti d’appalti. E la Protezione Civile come ancella del malaffare o, peggio, del crimine organizzato. Un resoconto lungo cinquanta pagine, quello di Angelo Venti, che Libera distribuirà alla popolazione aquilana lunedì prossimo. Una cronaca di chi ha seguito il filo della legalità lungo il dedalo della ricostruzione avvenuta dopo il sisma, trovando storture e denunciando infiltrazioni, malaffare, connivenze. Un dossier che fa tremare le vene ai polsi e che denuncia il rischio dell’infiltrazione mafiosa. Lo ha annunciato don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, oggi in Abruzzo per incontri con la popolazione che culmineranno  nella fiaccolatata di questo pomeriggio nella zona rossa, in ricordo delle vittime del sisma, a venti mesi esatti dalla scossa. “È un lavoro che abbiamo voluto tutti noi di Libera perché, oggi più che mai, abbiamo il dovere di rompere il silenzio”, dice Luigi Ciotti. Un silenzio che dura da quella notte fra il 5 e...


Infiltrazioni ‘ndranghetiste nella ricostruzione dell’Abruzzo

Nov 4th, 2010 | Categoria: news
Sabato scorso – il 30 ottobre – a Reggio Calabria sono state arrestate 33 persone. Secondo la Procura della provincia reggina gli indagati sono esponenti delle cosche Borghetto-Caridi-Zindato oltre che Serraino e Rosmini. L’importanza di questi arresti sta, secondo la stessa procura, nel ruolo ‘dirigenziale’ svolto dagli arrestati. Nel gruppo spiccano infatti i nomi di Diego Rosmini, Domenico Serraino e Giuseppe Zindato, tutti esponenti di primo piano. L’attività degli investigatori della Questura di Reggio era cominciata nel 2007 ma le indagini interessano un arco temporale che inizia nel 2002 e finisce col giorno degli arresti. I crimini contestati sono numerosi: omicidi, estorsioni, danneggiamento a fini estorsivi, detenzione e porto di armi, fittizia intestazione di beni e attività imprenditoriali. I Borghetto-Zindato-Caridi come anche i Serraino e i Rosmini esercitavano il controllo del territorio tramite la pratica estorsiva. I loro obbiettivi prioritari erano gli esercizi commerciali; il settore più fruttuoso era quello edile: per l’esecuzione di qualsiasi genere di lavoro venivano imposte agli imprenditori le ditte gradite ai vertici del clan. Le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura erano in realtà 34. L’assente, tuttora latitante, è Francesco Zindato, sospettato di essere l’autore dell’omicidio di Giuseppe Lauteta, avvenuto l’11 gennaio 2006...


Ricostruire L’Aquila. Imprenditori a braccetto con i casalesi

Lug 22nd, 2010 | Categoria: news
Da Hollywood alla Campania, dalla finzione alla realtà: sono alcuni imprenditori campani i nuovi “Intoccabili”: tycoon trattati con tutti i riguardi dai clan perché asserviti ai loro interessi. L’operazione “Untouchable”, che ha visto questa mattina la partecipazione di 500 agenti della Guardia di Finanza , coordinati dalla Dda di Napoli, ha svelato l’esistenza di una lista di imprenditori ritenuti “espressioni economiche del clan dei casalesi”, attivi sia nel casertano che in altre regioni d’Italia, in particolare nel Lazio, in Abruzzo, Sardegna e Toscana. Tra i loro affari anche alcuni appalti per la ricostruzione dei paesi terremotati d’Abruzzo: per portarli a termine era stata pure trasferita a L’Aquila una ditta di Frignano (Caserta). Il suo titolare, Michele Gallo, è stato oggi arrestato perché considerato organico al gruppo di Bidognetti. E’ lui che gli inquirenti registrano, al telefono, mentre si accorda con un collega aquilano sul modo di partecipare al ricco piatto della ricostruzione. Il “braccio imprenditoriale dei casalesi”, composto da imprenditori e scoperto a partire dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, agiva attraverso prestanome, con il costante supporto dei clan. Gli imprenditori riciclavano il denaro dei casalesi e questi li ripagavano procurando loro ghiotte occasioni di lavoro, in appalti pubblici e...


Abruzzo, primi segnali d’infiltrazione negli appalti

Set 10th, 2009 | Categoria: news
Nei mesi scorsi il rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo era stato denunciato da più parti. Ai primi di settembre, ci sono stati due riscontri empirici. Il primo riguarda un’impresa abruzzese e i suoi presunti legami con Cosa nostra. Il prefetto de l’Aquila Franco Gabrielli ha disposto la revoca della certificazione antimafia alla Di Marco srl, impegnata nella realizzazione di due subappalti: uno a Bazzano, del valore di circa 130 mila euro, e un altro più cospicuo a Sassa, del valore di circa 500mila euro. La Di Marco srl appartiene a Dante di Marco, incensurato, del quale non sono sfuggite alle autorità alcune frequentazioni d’affari sospette. È stato infatti tra i fondatori di un’altra società, la Marsica plastica srl, tra i cui soci figurava anche tale Achille Ricci, arrestato lo scorso marzo con l’accusa di aver riciclato parte del tesoro di Vito Ciancimino nella costruzione di un villaggio turistico nel paese di Tagliacozzo. Nella stessa società anche la moglie di Gianni Lapis, il commercilista condannato nel 2007 per riciclaggio del tesoro dell’ex sindaco di Palermo. Il secondo caso riguarda la Fontana Srl, impresa edile Campana sospettata di legami con i casalesi, alla quale la prefettura...


Ma il “modello Molise” non ha funzionato

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Massimo Romano, consigliere regionale dell’Italia dei Valori in Molise Consigliere Romano, a sette anni dal terremoto quanti sono gli stanziamenti arrivati in Molise? Dopo gli eventi sismici dell’ottobre 2002 il Molise ha avuto un’iniezione di denaro pubblico che può essere stimato intorno al miliardo di euro. L’ordinanza con la quale il presidente del consiglio di allora Silvio Berlusconi dava al presidente della Regione Michele Iorio l’incarico di commissario straordinario prevedeva, all’articolo 15, che parte dei finanziamenti dovessero essere destinati allo sviluppo economico della regione. In che modo sono stati utilizzati quei soldi, è stata quella la finalità o ci sono stati casi di sperpero di denaro pubblico, a suo avviso? Quello che fu ribattezzato il “modello Molise” prevedeva una concentrazione di risorse ordinarie e straordinarie legate non soltanto al terremoto, ma anche all’alluvione che ci fu qualche mese dopo. Insieme anche a risorse di provenienza comunitaria furono assorbite in un unico strumento finanziario utilizzato e utilizzabile con poteri monocratici del Presidente della regione in qualità di commissario delegato. L’area colpita dagli eventi sismici fu estesa però dai 14 comuni del cratere a praticamente tutti i comuni della regione, con la conseguenza che, facendo leva sulla cumulabilità di quelle risorse, anche comuni che...