Articoli con tags ‘ Reggio Calabria ’


Reggio Calabria, la confisca dei beni a Rocco Musolino

Lug 15th, 2015 | Categoria: prima pagina
L’imprenditore destinatario del provvedimento di confisca di beni per un valore di oltre 150 milioni di euro, eseguito dalla Dia di Reggio Calabria e i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, è Rocco Musolino, oggi deceduto. Più volte era finito in inchieste giudiziarie per la sua vicinanza alle cosche di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria. “L’intera storia imprenditoriale del Musolino si è svolta grazie ai rapporti stabili e reciprocamente vantaggiosi dallo stesso cercati ed abilmente coltivati con la locale criminalità organizzata, dando luogo ad una forma di contiguità stabile, pregnante ed altamente allarmante, che da un lato, ha determinato la fortuna imprenditoriale del Musolino, dall’altro ha consentito alla ‘ndrangheta di esercitare il controllo sulle attività economiche della zona e di lucrare attraverso le stesse”. Così il Tribunale di Reggio Calabria definisce l’imprenditore Rocco Musolino, deceduto lo scorso giugno, nei confronti del quale questa mattina i carabinieri e la Dia hanno eseguito una confisca di beni per 150 milioni di euro. “L’autorità mafiosa di Musolino Rocco, ben tratteggiata nella parte relativa alla pericolosità sociale, è stata tale -scrivono ancora i giudici- da non richiedere manifestazioni concrete e dimostrabili di mafiosità, nel senso che basta pronunciare il nome di Rocco Musolino perché gli...


Con “Le periferie al centro” riparte la Carovana Internazionale Antimafie

Giu 8th, 2015 | Categoria: news
“Le periferie al centro”. Per entrare nel cuore del disagio perché dove alberga il disagio proliferano le illegalità. Per scoprire i mutamenti delle città al tempo della crisi, quelli che alimentano, spesso, un’emarginazione senza ritorno. Leggere tra le righe delle nuove e delle vecchie povertà, dunque, della disperazione sociale, e trovarvi quelle cause (spesso evidenti) che conducono sui sentieri della criminalità. Ma anche provare a raccontare mondi nuovi, dove si moltiplicano, anno dopo anno, esperienze di cittadinanza attiva e di corresponsabilità. Con questo obiettivo riparte domani, 10 giugno, la Carovana Internazionale Antimafie, promossa da Arci, Libera, Avviso Pubblico e dai tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. Riparte dal Sud Italia, il viaggio dei furgoni. E precisamente da Reggio Calabria dove si terrà la conferenza stampa di lancio (alle 11, nel Salone dei Lampadari del Comune). Il viaggio proseguirà per tutto il mese di giugno, attraversando Calabria, Basilicata, Campania, Lazio, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Toscana, per concludere la prima parte a Bruxelles il 30 giugno e ripartire di nuovo a settembre. Nei mesi di settembre e ottobre sarà nel resto d’Italia e poi in Belgio, Spagna, Malta, Romania, Germania, Francia. Saranno coinvolti nelle varie tappe magistrati, sindaci, operatori sociali, cittadine e...


Piemonte e Calabria: blitz contro la ‘ndrangheta

Mag 7th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Il Comando provinciale dei Carabinieri di Asti ha condotto un blitz contro la ‘ndrangheta fra la città di Asti e le province di Torino, Vercelli e Crotone. L’operazione ha condotto a ventidue perquisizioni, al sequestro di 37 chili di droga e di un capannone utilizzato per la coltivazione di marijuana. Sei gli arresti. Inoltre le forze dell’ordine avrebbero ricostruito il contesto nel quale sarebbe maturato l’omicidio di Nicola Moro, commerciante di prodotti ittici all’ingrosso assassinato con un colpo di pistola nel 2011, a Villanova d’Asti. I reati contestati vano dalla coltivazione, produzione, detenzione e traffico di sostante stupefacenti al porto illegale di armi, fra cui un kalashnikov.


Sequestrato oltre un quintale di prodotti alimentari

Apr 14th, 2015 | Categoria: news
      Nelle ultime settimane la Guardia Costiera, congiuntamente ad altre forze di Polizia, ha ispezionato alcuni esercizi commerciali nella città e provincia di Reggio Calabria, con il risultato del sequestro di oltre un quintale di prodotti ittici e alimentari. Le ispezioni e i sequestri hanno portato ai seguenti risultati: sequestro di 83 kg di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione contestati al titolare di un noto ristorante del centro cittadino. All’interno delle celle frigorifere venivano detenuti prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione. I medici e i tecnici del servizio veterinario area B e del Sian della locale ASP hanno confermato la non idoneità al consumo umano. Il magistrato titolare delle indagini ne ha disposto anche l’immediata distruzione a cura e spese della parte; sequestro di 31kg di prodotti ittici in cattivo stato di conservazione secondo il parere dei medici veterinari competenti. Anch’essi sono stati avviati alla distruzione tramite ditta specializzata. Una sanzione è stata emessa per mancanza di tracciabilità di alcuni prodotti per un totale di 1.500 euro; un altro accertamento ha riguardato un’accusa di tentata frode in commercio. Il ristorante ispezionato serviva cibi congelati lasciando invece intendere che fossero freschi. “Focus ‘ndrangheta 2015” è il piano prefettizio di azione nazionale e transnazionale nell’ambito...


Reggio Calabria, sequestrati beni alla ‘ndrina Fontana

Ago 6th, 2013 | Categoria: news
Nuovi sviluppi nell’ambito dell’operazione “Athena 49%” che, nell’ottobre dello scorso anno, aveva permesso l’arresto di otto appartenenti alla ‘ndrina della famiglia Fontana, dominante nel quartiere reggino di Archi. I finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria, hanno infatti sequestrato beni mobili ed immobili per un valore di ventuno milioni di euro. L’ingente patrimonio è riconducibile, appunto, alla ‘ndrina Fontana. Le sue illecite attività commerciali avevano permesso l’infiltrazione nella “Leonia Spa”, società mista pubblico privata a prevalente capitale pubblico, operante nel settore della racolta e smaltimento di rifiiti solidi urbani a Reggio Calabria. Le indagini – coordinate dalla procura della Repubblica presso il tribunale reggino – sono state condotte nei confronti di Giovanni Fontana, considerato a capo della cosca, e dei figli Francesco Carmelo, Antonino, Giandomenico, Giuseppe Carmelo con le rispettive famiglie: quattordici le persone fisiche coinvolte, sei quelle giuridiche. Secondo la nota della Guardia di Finanza, “con i provvedimenti adottati è stato disposto ed eseguito il sequestro del patrimonio riconducibile agli stessi, tra cui figurano in particolare: ditta individuale FONTANA Giuseppe Carmelo, esercente l’attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione”, nel cui patrimonio aziendale vi rientra un distributore di carburante stradale – ad insegna ENI –...


Pignatone e Cortese trasferiti a Roma, capitale della violenza

Feb 9th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Alessia Càndito
Insieme hanno vissuto da protagonisti gli ultimi quattro anni della storia e della cronaca di Reggio Calabria. E adesso, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro hanno ricevuto il trasferimento ad altra sede. Per entrambi, il capo della Mobile di Reggio Calabria, Renato Cortese, e il procuratore Capo, Giuseppe Pignatone, si tratta della capitale. Una sede prestigiosa, quanto complicata, soprattutto oggi che Roma sembra vivere una nuova stagione di violenza, tra gambizzazioni, agguati e omicidi sui quali si allunga l’ombra della criminalità organizzata. Il capo della Mobile, Renato Cortese ha salutato la città di Reggio Calabria “con un misto di felicità e tristezza”, ha dichiarato, “perché sono combattuto fra l’attesa di andare a Roma dove mi aspettano non solo un incarico importante allo Sco ma anche gli affetti familiari, e il dispiacere di lasciare il gruppo di lavoro che mi ha affiancato in questi anni». Pignatone invece non ha ancora fatto dichiarazioni, se non puntualizzare che “ad oggi sono ancora Procuratore Capo di Reggio Calabria e fino a quando lo sarò, continuerò a lavorare per Reggio Calabria”. Del resto, per l’ufficialità manca ancora qualche settimana. La Commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura l’ha indicato all’unanimità come prossimo procuratore...


La Valle d’Aosta e la permeabilità della ‘ndrangheta

Ott 17th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
«La Valle d’Aosta è permeabile alle infiltrazioni mafiose. Non si può immaginare che questa regione sia immune dal fenomeno». L’ultimo grido d’allarme relativo alla presenza della criminalità organizzata in Valle d’Aosta – in modo particolare della ‘ndrangheta – è lanciato dal pm Mario Andrigo (nella foto), che dal 1998 all’aprile di quest’anno è stato sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, prima di trasferirsi presso la Procura di Vigevano. Il pm del processo per l’omicidio di Francesco Fortugno (ucciso esattamente 6 anni fa, il 16 ottobre 2005) – dal quale «è scaturita la vicenda del consigliere Domenico Crea», come ricorda lo stesso magistrato – è stato ospite, insieme allo scrittore Lele Rozza con cui ha redatto Le radici della ‘ndrangheta, di un appuntamento organizzato dal Comando di Aosta dell’Arma dei Carabinieri e da Libera Valle d’Aosta. Alla serata “La mafia liquida. ‘Ndrangheta: dalle radici ad oggi” ha preso parte anche il Tenente Colonnello Guido Di Vita, per due anni a capo del reparto investigtivo speciale proprio a Reggio Calabria. Il militare ha ricordato come alcuni esponenti della famiglia Facchineri proprio in Valle d’Aosta siano stati relegati al soggiorno obbligato, l’arresto di due membri della famiglia Nirta avvenuto nel 2009, il...


Arrestato il boss Francesco “Ciccio” Pesce

Ago 10th, 2011 | Categoria: news
Gli uomini del Ros, dei Cacciatori elitrasportati e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno messo fine, ieri sera, alla latitanza di Francesco “Ciccio” Pesce, il 32enne a capo del potente clan ‘ndranghetista di Rosarno e figlio di Antonino Pesce, attualmente in carcere. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in un bunker ricavato all’interno dell’azienda “DemolSud” con sede sulla strada ad elevata percorrenza che collega le coste ionica e tirrenica, sorprendendo “Cicciu testuni” mentre bruciava dei pizzini e altri documenti; alcune carte sono state salvate e sono ora al vaglio degli inquirenti, che le ritengono di “grandissimo valore investigativo”. La latitanza di Francesco Pesce risale a più di un anno fa, quando riuscì ad evitare gli arresti dell’operazione “All inside” iniziata nel 2008. In quell’occasione fu arrestata anche Giuseppina Pesce, figlia del boss Salvatore e nipote proprio del capo della cosca Antonio Pesce. Il suo arresto costituisce un fatto con pochi precedenti nella storia della ‘ndrangheta, in quanto la donna, che rivestiva all’interno del clan un ruolo strategico per quanto atteneva gli affari dello stesso, iniziò a collaborare con la giustizia. L’11 giugno è stata nuovamente arrestata a Latina  con l’accusa di evasione dai domiciliari. A Rosarno il boss è riconosciuto come...


Zappalà cercò di condizionare il gip per farsi scarcerare

Mar 16th, 2011 | Categoria: news
L’ex consigliere regionale della Calabria Santi Zappalà, del Pdl, arrestato il 21 dicembre scorso dai carabinieri quando era ancora in carica, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale, avrebbe tentato di condizionare il gip di Reggio Calabria al fine di fargli accogliere l’istanza di scarcerazione, che invece fu rigettata. E’ quanto riferiscono i carabinieri del Ros in un’informativa presentata alla Dda...


Gambizzato Tiberio Bentivoglio, aveva denunciato i suoi estorsori

Feb 10th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Tiberio Bentivoglio è un piccolo imprenditore calabrese, gestisce da quasi vent’anni un’attività commerciale di rivendita di prodotti sanitari e per la prima infanzia nella zona nord di Reggio Calabria. E da quasi vent’anni è soggetto a richieste estorsive da parte della ‘ndrangheta. Bentivoglio però non ha mai accettato di pagare il pizzo e ha regolarmente denunciato le intimidazioni ricevute. Ieri mattina è stato gambizzato. L’attentato è solo l’ultimo episodio di un’odissea che inizia nel 1992, quando Bentivoglio decide di ampliare i locali del proprio esercizio commerciale senza chiedere permessi “a chi di dovere”. Così, dopo soli due mesi dalla data di inaugurazione dei locali, subisce un furto: primo segnale da parte della criminalità organizzata. Seguirono minacce, incendi, intimidazioni. Lui denuncia e gli viene data la protezione di una scorta cui ben presto rinuncia “a causa dello stress che comportava non solo a me, ma alla mia famiglia”, come aveva spiegato appena un mese fa in occasione di un incontro di Libera a Isola Capo Rizzuto. Bentivoglio, infatti, non è solo un imprenditore che non si è piegato, ma è il fondatore del movimento antiracket ‘ReggioLiberaReggio’ con il quale si è costituito parte civile in una serie di processi tra...