Articoli con tags ‘ recensione ’


Todo modo para buscar la volontad divina

Giu 26th, 2015 | Categoria: articoli
di Andrea Zummo
Todo modo para buscar la volontad divina. Tutti i modi per cercare la volontà divina: è la frase chiave di Ignazio di Loyola, che dà il titolo al film di Elio Petri del 1976, restaurato nel 2014. Non era la prima volta che Petri si misurava con Sciascia. Aveva già portato al cinema “A ciascuno il suo” ed era reduce dal successo, con tanto di Oscar per il miglior film straniero, di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” (1970). Scelse di cimentarsi con il romanzo omonimo, tra i più ambigui e affascinanti, dello scrittore di Racalmuto. Certo, Todo Modo resta un film, anche dopo quarant’anni, difficilmente classificabile: parodia, apologo metafisico, metafora della corruzione di un’intera classe politica, giallo dai risvolti grotteschi e paranoici… tutte le definizioni si sprecano e non sono sufficienti. Anche la trama è più complessa dell’apparente superficie e va, via via, intricandosi, perdendo contatto con la realtà e la verosimiglianza, disinteressandosi della logica narrativa. In un albergo-eremo si riuniscono una cinquantina di notabili del Partito (chiaro riferimento alla DC), mentre fuori imperversa una misteriosa epidemia, che miete vittime tra la popolazione. Gli ospiti della struttura sono politici, con chiari interessi nel mondo dell’economia e della finanza,...


L’acqua, ieri come oggi

Mar 4th, 2011 | Categoria: recensioni
di Augusto Cavadi
Non c’è una cultura, per quanto antica, che non abbia lasciato traccia della bellezza e dell’utilità dell’acqua. «Questo, nei secoli – nota Danilo Dolci in uno degli appunti di questa raccolta di scritti inediti (Il potere e l’acqua, Melampo, Milano 2010) – è filtrato poi, col bisogno dell’acqua, nel sangue della gente che a Trappeto, Segesta, Selinunte, mi ripeteva: “L’acqua è un altro Dio?”». Ma il prezioso elemento vitale conserva anche una perenne valenza politica: «In ogni tempo, civiltà e gestione dell’acqua si identificano». Lo si può osservare in positivo, a proposito degli acquedotti romani o dei sistemi d’irrigazione campestre degli Arabi; ma anche in negativo, constatando come «accentrato dominio (di qualsiasi tipo), incuria delle acque e decadenza, in ogni tempo coincidono». Le esemplificazioni contemporanee sono, ovviamente, molteplici. Il triestino Dolci non può certo sorvolare su «un’irripetibile gemma come Venezia» che, «in un sistema statale per gran parte infetto dal virus clientelare-mafioso, rischia naufragare in un pantano di putride chiacchiere»; ma, siciliano per vocazione, dedica molto spazio a quell’isola dove arriva per la prima volta nel 1952, dove trova disoccupazione e miseria e dove il vecchio contadino Zu Natale Russo “reinventa” la diga: «Qui d’estate per sei mesi non piove....